Marco e Marcelliano

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Santi Marco e Marcelliano
Santi Marco e Marcelliano (a destra) con San Sebastiano. Da un manoscritto medievale francese, XIV secolo, Parigi, Bibliothèque nationale de France.
Santi Marco e Marcelliano (a destra) con San Sebastiano. Da un manoscritto medievale francese, XIV secolo, Parigi, Bibliothèque nationale de France.

Martiri

Nascita Roma, metà del III secolo
Morte Roma, 286 circa
Venerato da Chiesa cattolica
Santuario principale Basilica dei Santi Cosma e Damiano, Roma
Ricorrenza 18 giugno

Santi Marco e Marcelliano (Marcus e Marcellianus) sono venerati come santi dalla Chiesa cattolica. Il loro culto è legato a quello dei Santi Tranquillino, Marzia, Nicostrato, Zoe, Castulo e Tiburzio, sebbene nel messale della Chiesa Cattolica i soli Marco e Mercelliano vengono festeggiati il 18 giugno.

La loro memoria ricorreva il 18 giugno nel Calendario Tridentino e rimase nel Calendario dei santi fino al 1969, fin quando venne esclusa per mancanza di dati biografici sui due santi.

La loro leggenda afferma che entrambi vennero martirizzati a Roma, sotto l'imperatore Diocleziano, verso la fine del III secolo, probabilmente nell'anno 286. Marco e Marcelliano sono menzionati nei più antichi martirologi, incluso il Martirologio Romano, al 18 giugno, e il loro martirio è descritto negli Atti di San Sebastiano, in gran parte leggendari sebbene antichi.

Leggenda[modifica | modifica sorgente]

Secondo la tradizione, Marco e Marcelliano erano fratelli gemelli, figli di due cristiani di Roma, Tranquillino e Marzia; divenuti anch'essi attivi cristiani, vennero nominati diaconi e, nonostante la loro carica ecclesiastica, si erano sposati e avevano avuto figli. Una volta che l'imperatore Diocleziano obbligò i cristiani ad adorare gli dèi pagani, Marco e Marcelliano, che si erano rifiutati di obbedire, vennero arrestati e rinchiusi in carcere.

Il padre dei due cristiani, afflitto dalla loro cattura, aveva pregato il prefetto Cromazio di concedere trenta giorni di riflessione ai suoi figli, in modo da far rivedere la loro affermazione. Marco e Marcelliano erano ormai sul punto di cedere quando San Sebastiano, ufficiale cristiano al servizio dell'imperatore, fece loro visita in prigione invitandoli a non cedere. Mentre rivolgeva queste parole ai due santi, Sebastiano fu avvolto di una luce divina che provocò lo stupore e la successiva conversione di Tiburzio, figlio dello stesso Cromazio, di Nicostrato, ufficiale dell'esercito, della moglie Zoe, muta da sei anni e dello stesso prefetto.

In seguito alla conversione, racconta la leggenda, Cromazio lasciò liberi Marco e Marcelliano e si ritirò in un suo appartamento in Campania. I due fratelli si nascosero presso un certo San Castulo, un ufficiale romano anch'egli convertito al Cristianesimo, venendo però traditi da un apostata, Torquato.

Il successore di Cromazio, Fabiano, tuttavia, fece arrestare nuovamente i due fratelli e li fece stendere a testa giù con i piedi inchiodati a due colonne. Infine entrambi vennero trafitti da due lance nei fianchi. I loro corpi vennero sepolti sulla Via Ardeatina, presso il cimitero di Domitilla, nella catacomba che porta il loro nome.

Culto[modifica | modifica sorgente]

I corpi di Marco e Marcelliano vennero trasferiti, probabilmente nel IX secolo, nella Basilica dei Santi Cosma e Damiano a Roma. Qui vennero scoperti nel 1583 sotto il pontificato di Papa Gregorio XIII.

Le reliquie rimasero collocate in una tomba, accanto ad un antico dipinto che rappresentava i martiri e una terza persona, identificata nella Beata Vergine Maria. Nel 1902, la loro basilica venne riscoperta nella catacomba di Basileo.

Il corpo di San Marcelliano riposa ora in una teca lignea nella seconda cappella laterale sinistra della Chiesa di San Nicola Da Tolentino a Venezia

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Alfredo Cattabiani, Santi d'Italia, Volume secondo, Milano, BUR, 2004, ISBN 88-17-00335-2., pag. 855.

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