Marco Pupio Pisone Frugi Calpurniano

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Marco Pupio Pisone Frugi Calpurniano
Nome originaleMarcus Pupius Piso Frugi Calpurnianus
GensCalpurnia
Pupia
Consolato61 a.C.

Marco Pupio Pisone Frugi Calpurniano (latino: Marcus Pupius Piso Frugi Calpurnianus; ... – ...) è stato un politico romano, console della Repubblica.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Originario della gens Calpurnia, fu poi adottato da Marco Pupio della Gens Pupia in età adulta. Mantenne comunque il cognome della sua famiglia, Pisone.

Assunse una certa importanza all'inizio della Prima guerra civile: nell'84 a.C., alla morte di Lucio Cornelio Cinna, ne sposò la vedova Annia, e nell'anno successivo fu nominato questore dal console Lucio Cornelio Scipione. Ma abbandonò presto le file di quel partito per passare a quello di Lucio Cornelio Silla, il quale lo costrinse a ripudiare la moglie a causa del precedente legame con Cinna. Non riuscì a ottenere la carica di edile e anche la data della sua nomina a pretore è incerta. Si sa comunque che dopo aver avuto tale nomina, ricevette il titolo di proconsole della provincia della Hispania e, al suo ritorno a Roma nel 69 a.C., gli venne attribuito l'onore del trionfo, pur in assenza di specifici meriti.

Prese parte alla terza guerra contro re Mitridate del Ponto come legato di Gneo Pompeo Magno, che lo spedì a Roma nel 62 a.C., candidandolo alla carica di console, ansioso di ottenere dal Senato l'approvazione delle sue azioni in Asia e nella speranza di avere degli amici nelle massime istituzioni. Venne infatti eletto console nel 61 a.C., insieme a Marco Valerio Messalla Corvino. E come console è ricordato per aver recato una grave offesa in Senato a Marco Tullio Cicerone, non chiedendogli la sua opinione e proteggendo poi Publio Clodio, che aveva violato i misteri della Bona Dea. In seguito Cicerone si vendicò impedendogli di ottenere la provincia della Siria che gli era stata promessa.

Pisone probabilmente morì prima della fine della seconda guerra civile, dato che è documentato che nel 47 a.C. la sua casa di Roma era l'abitazione di Marco Antonio.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]