Manichino

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Manichini in vetrina

Il manichino è un oggetto che riproduce un essere umano (in parte o completamente) con le giuste proporzioni.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

La derivazione del nome è ancora incerta. Dall'olandese manneken con significato di piccolo uomo. O dal francese manne, cesta, con riferimento ai cestai che con il vimini intrecciato realizzavano anche i manichini. Si hanno notizie scritte di manichini, in Europa, definiti come grandi bambole, già alla fine del 1300. Principalmente inviate, complete di un intero guardaroba, dalla corte parigina verso le altre corti europee. A Venezia, nel Settecento, durante la festa dell'Ascensione, venivano esposte grandi bambole abbigliate all'ultima moda francese. Erano chiamate Piavole de Franza (bambole di Francia). Bambole abbigliate all'europea partivano da Parigi e da Londra per soddisfare le più ricche famiglie d'Oltreoceano, in modo che le signore potessero scegliere i loro vestiti all'ultima moda. Dalla seconda metà dell'Ottocento, vennero utilizzate piccole bambole sulle quali le grandi sarte confezionavano, in proporzioni ridotte, copie delle loro creazioni.


Manichino da sartoria[modifica | modifica wikitesto]

Manichini del 1893

Il manichino da sartoria, serve per provare gli abiti mentre si confezionano. La sua forma e taglia era determinata da un calco sulla persona.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Il manichino usato in sartoria ha solo la parte centrale del corpo, un torso: è cioè senza testa, braccia e gambe, al loro posto per reggerlo vi è una piantana, solitamente un treppiede. Formato da un guscio in cartapesta, legno o plastica, rivestito in tessuto. Ve ne sono che riproducono le forme femminili, da uomo e da bambino: si possono modificare aggiungendo o togliendo parte dell'imbottitura per adeguarli alla forma di uno specifico corpo.

Taglie[modifica | modifica wikitesto]

Ogni manichino riproduce una taglia e le sartorie possono averne più di uno. Ovviamente non si può costruire un abito piccolo su un manichino di taglia grande, per ovviare al problema delle taglie vi è un modello regolabile composto da un guscio diviso in quattro parti con un meccanismo interno che permette di avvicinarle o allontanarle, tramite un selettore a vite, in modo da poter scegliere la taglia giusta. Per quelli da donna un congegno permette anche di regolare la sporgenza e la dimensione del seno.

Manichino da vetrina[modifica | modifica wikitesto]

Serve per esporre capi di abbigliamento, per cui riproduce la figura umana interamente. Ve ne sono sostanzialmente due tipi: quello realistico, prodotto con lineamenti, colori e particolari che imitano le persone e quelli stilizzati, dove i colori e i lineamenti non rispettano la realtà. Costruito con parti smontabili, per poter essere vestito, e ruotabili, per potergli far prendere posizioni diverse. Il manichino da vetrina, così come lo conosciamo oggi, trova una diffusione a partire dalla seconda metà dell'Ottocento, a Parigi, con la nascita dei Grandi Magazzini.

Manichino da belle arti[modifica | modifica wikitesto]

Manichino snodato

Chiamato anche manichino snodato è un modello in scala del corpo umano realizzato in legno con delle giunture che ne permettono il posizionamento in pose particolari ma perfettamente compatibili con la fisiologia umana. Viene utilizzato dagli artisti, principalmente pittori e scultori, per realizzare delle riproduzioni di figure umane in cui la posizione del corpo e degli arti risulta naturale. Il manichino snodato è realizzato in legno ed ha delle giunture che riproducono, nella forma e nelle possibilità di movimento, quelle umane. In questo modo si possono riprodurre diverse posizioni umane tutte naturali e reali.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Claudio Gualandi, Linda Mazzoni Il manichino e i suoi paesaggi, Editoriale Sometti, Mantova, 2014, ISBN 978-88-7495-519-0

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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