Mandi (linguistica)

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La parola mandi è la formula di saluto in lingua friulana. È utilizzata come formula di benvenuto/bentrovato, ma soprattutto come formula di commiato. Nel Friuli medioevale, però, si usavano altre formule come, ad esempio, nel 1400 circa: che Deu vi conservi in sanitat (che Dio vi conservi in salute) e la simile del 1429: Deu vi conservi san (Dio vi conservi sano); il notaio friulano Antonio Belloni, nato a Udine verso il 1479, nelle sue lettere salutava con un staijt san (rimanete sano).

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Sono state avanzate diverse ipotesi sulla sua etimologia. Quella basata sui documenti antichi attesta l'origine da un m'arcomandi (mi raccomando). La prima citazione della parola compare in una poesia cinquecentesca di Giovanni Battista Donato, nato verso il 1534, che così scrive: M'arecomandi a voo per cent mil dijs (Mi raccomando a Voi per centomila giorni); in seguito questo saluto si ritrova nei versi del conte Ermes di Colloredo (1622-1692): Voi vie di cà anchie jo: marcomandi, Pascute, Bundì la me vitute (Me ne vado anch' io, mi raccomando Paschina, buongiorno la mia vitina).

La formula mi racomandi con il valore di addio è presente già nei componimenti del Colloredo: anchie il diaul schiampe messe, saveso Bernardone. Marcomandi, parone, bon viaz (anche il diavolo fugge dalla messa, sapete Bernardona. Mi raccomando, padrona, buon viaggio), poi in una lettera del 1748: ad amis e parint mi racomandi, o saludi duch, Stait sane (ad amici e parenti mi raccomando, saluto tutti, rimanete sana) ed anche in una poesia scritta a Paularo nel 1772: Mi racomandi vita cjara, A riviodisi (Mi raccomando vita cara: arrivederci). Con le poesie di Pietro Zorutti, nato nel 1792, appare la forma attuale Mandi, anche in relazione con il saluto Sta san. Ricordiamo, ad esempio, nei versi pubblicati nel 1837, il seguente arrivederci: Mandi Pieri, sta san e in alegrie. Oltre a quella sopra descritta, che è l'etimologia derivata dagli ultimi studi, ve ne sono altre che ricadono nella categoria delle paraetimologie, pubblicate già in riviste di linguistica di fine Ottocento. Tra queste:

  • derivazione dal latino "mane diu" (letteralmente "rimani a lungo", ovvero "lunga vita").
  • derivazione dal latino "manus dei " (letteralmente "mano di Dio", ovvero "che Dio ti protegga").
  • derivazione dal latino "mane deo" (letteralmente "rimani con Dio").

Ancora nel 1943, in un articolo apparso sul quotidiano Il Popolo del Friuli, rimanevano vitali dette spiegazioni : ... E dico di noi friulani che stiamo vergognandoci (è la parola) del nostro bellissimo Mandi che viene direttamente dal "Mane diu" o "Manes diu" di romana e claustrale origine. Infatti esso ci fu importato dai monaci che se lo scambiavano incontrandosi per via o lungo i severi porticati dei primi cenobii: "Mane diu" - Vivi a lungo -. Che di meglio? Friulani, abolite il servilissimo "s'ciao" e adottate il classico, romano, nobilissimo Mandi, che da queste colonne invio a tutti voi, miei conterranei ...

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Il termine mandi è stato utilizzato dal comico e cabarettista Marco Milano per dare il nome al suo personaggio "Ellenio Mandi Mandi ", originale giornalista friulano nella trasmissione Mai dire Gol.
  • Da questo termine prende anche il nome la famosa catena di centri commerciali "Mandi " di proprietà di Maurizio Zamparini, di origini friulane. Tale azienda, oltre ad essere sponsor principale per la stagione 2006-2007 del Palermo, sponsorizzò anche il Napoli Soccer negli anni della Serie C.
  • Sabato 27 novembre 1999: Il discorso di Giovanni Paolo II al pellegrinaggio delle Diocesi del Friuli in preparazione al Giubileo del 2000, si conclude con "E vi saluto con l'espressione tipica della lingua friulana "Mandi ", che rivolgo a voi qui presenti ed all'intera popolazione della vostra "Piccola Patria": "Mandi Friûl "!
  • Stadio Friuli, ore 21 del 23 luglio 2009: dopo una lunga attesa, Bruce Springsteen esce di corsa sul palco e inizia il suo concerto con il saluto "Mandi Udin", ripetuto per ben tre volte.
  • 6 maggio 2016 - Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, appena giunto a Venzone, saluta il pubblico con "Mandi Friûl, mandi furlans".

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gian Domenico Ciconi (1802-1869), Dizionario o saggio di alcune voci friulane, in Bibl. Joppi di Udine, Fondo Principale, manoscritto n. 513, edizione digitale, pag. 184.
  • anonimo, post 1832, Saggio di alcune voci e parole per la formazione di un vocabolario friulano, in Bibl. Bartolini di Udine, manoscritto n. 154.
  • Giacomo Scala, Vocabolario domestico Friulano - Italiano, con alcune voci attinenti ad arti e mestieri. Pordenone, 1870, pagina 57.
  • Jacopo Pirona, Vocabolario friulano. Venezia, Antonelli, 1871, pagine LXXXVI e 361.
  • Il Nuovo Pirona, Udine, Società Filologica Friulana, 2001.
  • A. Z., quotidiano Il Popolo del Friuli, Udine, 22 agosto 1943, articolo intitolato: A proposito di certi saluti.
  • anonimo, prima metà del sec. XX, Novus vocabularius latinus vulgaris aquileiensis. Prim exempli de un nov vocabulari furlan cum novis regulis de scripture furlane. Prime part furlan - latin - italian.
  • Rienzo Pellegrini, Tra lingua e letteratura per una storia degli usi scritti dal friulano. Tavagnacco, Casamassima, 1987.
  • anonimo, il saluto nei parlari d'Italia, pubblicato in Illustrazione Popolare. Giornale per le famiglie, 1905, pagina 244.
  • Giovanni Frau, Mandi e altre formule di saluto nelle regioni italiane. Udine, estratto dalla rivista della Società Filologica Friulana, Ce Fastu?, numero 1, 1993, pagine 7-17.
  • Rosa Mucignat, The Friulian language. Identity, migration, culture. Cambridge, 2014, pagine 54 e 55.
  • Alessandro Carrozzo, Cemût si scrivial? Dizionari ortografic talian / furlan, furlan / talian, 2008, pagine 113 e 809.
  • Simon Rutar, Začetek svetovni oblasti akvilejskih patrijarhov in pokneženje goriških grofov. (28. Jahresb., K.k. Staats-Gymn. in Görz). Gorizia, gennaio 1878, pagina 17.
  • Ippolito Nievo, iI Conte Pecorajo. Milano, 1857, XX e nota 8.
  • Zeitschrift des Vereins für Volkskunde. Berlino, 1893, volume 3, pagina 411.
  • Caterina Percoto, Maria, nel periodico La favilla, 20 settembre 1846, pagina 447 (con etimologia corretta !).
  • Prima e seconda centuria di canti popolari friulani, con prelezioni di Michele Leich. Venezia, 1867, pagina 35.
  • Paolo Tedeschi, Per un'effe. Viaggio in istrada ferrata da Venezia a Trieste. Milano, 1870, pagine 57 e 58.
  • La Panarie, rivista friulana d'arte e di cultura, 1937, pagina 33.
  • rivista La Porta orientale. Trieste, 1942, pagina 194.
  • rivista Le tre Venezie. Venezia, 1943, pagina 39.
  • Tuttitalia: enciclopedia dell'Italia antica e moderna, Le Venezie, 1964, pagina 260.
  • Carlo sgorlon, L'armata dei fiumi perduti. Milano, 1979, VIII.
  • Angelo Conti, Letteratura e politica nel Goriziano: situazione culturale e politica nella Contea di Gorizia prima e nel Goriziano dopo fino al 1918. Gorizia, 1986, pagina 11.
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  • Sabine Heinemann, Studien zur Stellung des Friaulischen in der nördlichen Italoromania, 2003, pag. 160.
  • Roland Bauer, Friaulisch / Friulanisch, in Wieser Enzyklopädie, Sprachen des europäischen Westens. Klagenfurt, 2008, volume I, pagina 330.
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