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Ma'lula

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Ma`loula o Maaloula in arabo: معلولا‎, Maʿlūlā: dall'aramaico ܡܥܠܐ, ma`lā, cioè "entrata" ) è un piccolo villaggio della Siria. Insieme ad altri due villaggi vicini, è l'unico luogo in cui venga ancora parlato il dialetto occidentale della lingua aramaica ("neo-aramaico occidentale"). Ma`lula è un piccolo villaggio cristiano (confessione melchita), situato a 56 km a nord-est di Damasco e costruito sul fianco accidentato di una montagna a più di 1.500 metri di altezza. Nel 2005, il villaggio contava una popolazione di circa 2.000 persone.

Chiesa di Ma'loula
Chiesa di Santa Tecla
Panorama

A Ma`lula si trovano due importanti monasteri: Mar Sarkis e Mar Taqla. Il monastero di Mar Sarkis è dedicato ai Santi Sergio e Bacco e fu costruito in forme molto semplici nel IV secolo, sulle rovine di un tempio dedicato ad Apollo. Il monastero è dedicato a Sergius, un soldato romano giustiziato a causa della sua fede cristiana. Il monastero di Mar Taqla (Santa Tecla) conserva invece le reliquie di Tecla, figlia di un principe seleucide e discepola di San Paolo. Secondo la tradizione, Tecla stava per essere catturata dai soldati di suo padre, desideroso di punirla per la sua fede cristiana, quando giunse sulla cima di una montagna: dopo aver iniziato a pregare, Tecla riuscì a salvarsi poiché la montagna si aprì miracolosamente, permettendole di rifugiarvisi all'interno. Esistono comunque diverse versioni di questa vicenda.

Nei pressi del villaggio si ritrovano inoltre i resti di numerosi monasteri, chiese e santuari. Molti pellegrini, di fede sia cristiana sia musulmana, visitano Ma`lula, facendo offerte e impetrando benedizioni.

Ma'loula divenne campo dibattaglia tra le milizie di Al Nusra e le forze armate siriane nel settembre 2013. Il 21 ottobre la città cadde in mano ai ribelli che devastarono il centro della cittadina uccidendo decine di persone. Le forze governative ripresero il controllo della città il 28 ottobre ma le milizie di Al Nusra tornarono il 3 dicembre prendendo 12 ostaggi che vennero liberati il 9 marzo. 5 dicembre 2014: “Oggi questo villaggio è ridotto in macerie, le antiche icone che ornavano le chiese sono state rubate o bruciate, i santuari e le chiese distrutte, le immagini sacre vandalizzate e la stessa parte più antica del villaggio bombardata e messa a fuoco. L’altare è stato salvato, ma persino le reliquie della santa sono state in buona parte perse – dichiara l’antropologo Gianluca Frinchillucci, fondatore dell’ONG Perigeo.

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