Lucia Casalini Torelli

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Lucia Casalini Torelli

Lucia Casalini Torelli (Bologna, 1677Bologna, 18 maggio 1762) è stata una pittrice italiana.. Nella sua epoca fu un'affermata ritrattista.[1]

Notizie biografiche[modifica | modifica wikitesto]

Lucia Casalini Torelli fu una delle principali pittrici italiane del XVIII secolo. Figlia di Antonio Casalini e Antonia Bandiera iniziò i suoi studi pittorici presso Carlo Casalini, suo cugino. Presto, all'età di 13 anni, entrò nella bottega da uno dei più quotati pittori bolognesi della sua epoca Giovan Gioseffo Dal Sole, vigoroso maestro del Barocco. Qui incontrò il suo futuro marito Felice Torelli, anche lui un pittore di una certa levatura, che il maestro mandava regolarmente a casa della ragazza per portarle i disegni da copiare e studiare[1]. I due si sposarono nel 1701 e in seguito aprirono a loro volta una scuola di pittura. Ebbero sette figli, due dei quali, Anna e Stefano, diventarono anch'essi artisti.

Nel 1706 Felice Torelli fu tra i fondatori dell'Accademia Clementina e Lucia fu eletta tra i membri d'onore nel 1726, pochi anni dopo l'aggregazione in essa di Rosalba Carriera. La loro partecipazione attiva all'Accademia contribuì notevolmente alla loro affermazione artistica e sociale nel panorama bolognese della prima metà del '700.

La sua opera fu per lo più di carattere sacro, ma si specializzò anche come ritrattista, lavorando per le più importanti famiglie bolognesi dell'epoca. Ritrasse, fra gli altri, vari ecclesiastici bolognesi come i cardinali Ruffo, Spinola, Doria, Gozzadini ed altri. Nella Vite de' Pittori Bolognesi, non descritte nella Felsina Pittrice (1769), l'autore Luigi Crespi esclama[2]:

«Ma qual Dama, qual Cavaliere, non ha ella ritratto questa indefessa pittrice?»

La pittrice emiliana restò vedova nel 1748 e morì nella sua città il 18 maggio 1762 alla veneranda età di 85 anni.

Molte delle sue opere sono andate perdute. Nella chiesa di San Domenico, a Imola, resta la sua pala d'altare che raffigura San Tommaso d'Aquino.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Autoritratto, 1716 circa, Firenze, olio su tela, 62x57,5 cm, Gallerie degli Uffizi, Collezione di autoritratti agli Uffizi
  • Autoritratto, ante 1725, olio su tela, 74,5x59 cm, Firenze, Gallerie degli Uffizi, Collezione di autoritratti agli Uffizi
  • San Stanislao Kostka in preghiera 1737 Basilica san Luigi Castiglione delle Stiviere

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dabbs, p. 7.
  2. ^ Luigi Crespi, Vite de' Pittori Bolognesi, non descritte nella Felsina Pittrice, Roma, Stamperia di M. Pagliarini, 1769, p. 247.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bice Viallet, Gli autoritratti femminili delle RR. Gallerie degli Uffizi, Roma 1911.
  • Timon Henricus Fokker, Catalogo della Galleria Doria Pamphili in Roma, Roma 1954.
  • Grazia Badino, in Giovanna Giusti (a cura di), Autoritratte. Artiste di capriccioso e destrissimo ingegno. ‘I Mai Visti X', catalogo della mostra (Firenze, Sala delle Reali Poste, 17 dicembre 2010 - 30 gennaio 2011), Firenze, Polistampa, p. 52.
  • Jane Fortune - Linda Falcone (Advancing Women Artists Foundation), Invisibile women. Forgotten artist of Florence, Florence: The Florentine, 2010, p. 216.
  • Jane Fortune - Linda Falcone (Advancing Women Artists Foundation), Art by Women in Florence. A guide through 500 years, Florence: The Florentine, 2012, p. 90.
  • Lisa Laffi, Cento passi di donne, Bacchilega editore, Imola 2017.
  • (EN) Julia K. Dabbs, Life Stories of Women Artists, 1550-1800: An Anthology, 1ª ed., Routledge, 2017, ISBN 9781351560238. URL consultato il 9 marzo 2018.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN8523086 · ISNI (EN0000 0000 6630 8391 · LCCN (ENno2007151132 · GND (DE131568337 · BNF (FRcb15122553w (data) · ULAN (EN500005323 · CERL cnp01391339