Lech, Čech e Rus

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Lech, Čech e Rus è una leggenda che racconta di tre fratelli: Lech, Čech e Rus che fondarono le tre nazioni slave: Lechia (Polonia), Cechia (Repubblica Ceca) e Rutenia (Russia, Bielorussia e Ucraina).

Cech

Varianti della leggenda[modifica | modifica sorgente]

gli altri due governanti leggendari Lech e Czech

Ci sono più versioni della leggenda, tra cui diverse varianti regionali che menzionano solo uno o due dei fratelli.

In una delle varianti della leggenda i tre fratelli andarono insieme a caccia, ma ognuno di loro seguì una preda diversa viaggiando in direzioni diverse.

Rus andò verso est, Čech si diresse a ovest per stabilirsi sul monte Říp salendo dalle colline boeme, mentre Lech viaggiò verso nord finché non incontrò una magnifica aquila bianca a guardia del proprio nido. Colpito da questa apparizione, decise di stabilirsì in quel luogo. Egli chiamò il suo insediamento (gród) Gniezno (antico polacco per "nido") e adottò l'aquila bianca come stemma, rimasto simbolo della Polonia fino ai nostri giorni.

Leggenda e realtà[modifica | modifica sorgente]

Le prime menzioni di Lech, Čech e Rus si trova nella "Cronaca della Grande Polonia" scritta nel 1295 a Gniezno o a Poznań. Nelle cronache boeme, Čech appare per conto suo e viene menzionato per la prima volta nella cronaca di Cosma di Praga, all'inizio del XII secolo.

La leggenda suggerisce la comune origine di polacchi, cechi e ruteni (questi ultimi, gli odierni russi, ucraini e bielorussi) e mostra come all'inizio del XIII secolo almeno tre diversi popoli slavi fossero coscienti della loro comune origine etno-linguistica.

La leggenda cerca anche di spiegare l'origine di questi etnonimi: Lechia (altro nome della Polonia), Cechia (Boemia e Moravia) e Rus (Rutenia). In effetti il termine "Lechia" deriva dal nome della tribù dei Lędzianie.

Querce di Rogalin[modifica | modifica sorgente]

Querce di Rogalin Leh, Čech e Rus

Lech, Čech e Rus sono anche i nomi dati a tre grandi querce nel giardino del palazzo di Rogalin, Grande Polonia. Ognuna di esse ha più di 500 anni.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]