Lam Rim

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« Coloro che, attraverso la loro personale sofferenza, desiderano sinceramente far cessare tutte le sofferenze degli altri, sono persone di capacità suprema. »
(Atiśa)

Il Lam Rim (Sentiero graduale per l'Illuminazione in tibetano) è una branca del Buddhismo tibetano.

Origini[modifica | modifica sorgente]

II Lam Rim si riferisce a un gruppo di insegnamenti che si svilupparono in Tibet nel I millennio, basati sul testo «La lampada per il sentiero che conduce all'Illuminazione» di Atiśa, uno dei primi maestri di meditazione a insegnare fuori dall'India. Giunto in Tibet, riuscì a conquistarsi una schiera di discepoli tibetani desiderosi di apprendere il Dharma, tra cui spiccava il nuovo sovrano. Essi lo implorarono di scrivere un testo che spiegasse l'intero sentiero, ma a quell'epoca i traduttori tibetani di testi buddisti erano pochi e difficili da trovare, ragion per cui Atiśa espose l'insegnamento richiesto ne «La lampada per il sentiero che conduce all'Illuminazione».

Il Lam Rim comprende l'intero insegnamento del Buddha Śākyamuni, facendo riferimento alle tre ruote del Dharma e seguendo un ordine logico che consente di delineare un percorso progressivo che può essere compreso e praticato da chiunque voglia seguire il sentiero del Buddha, senza tener conto del proprio livello di sviluppo. Atiśa non si basò solamente su ciò che aveva insegnato lo stesso Buddha, ma portò con sé in Tibet anche le principali e più antiche tradizioni orali del Buddhismo indiano, un ininterrotto lignaggio di metodo e saggezza comprendente persino quanto professato da Asaṅga, Nāgārjuna, e molti altri grandi studiosi indiani. Tale retaggio è sopravvissuto fino a oggi e regolarmente insegnato da Tenzin Gyatso, il XIV Dalai Lama.

Quando una copia del testo giunse in India, i monaci più anziani notarono la sua chiarezza e profondità, e ne fecero largo uso in seguito.

La pratica[modifica | modifica sorgente]

Si tratta di una pratica che contiene parti che vengono solitamente contemplate in pratiche più specializzate all'interno di altri sistemi di meditazione, contemporaneamente risulta una pratica di devozione, di analisi e di concentrazione. Si inizia con preghiere di rifugio e offerte, procedendo con l'analisi di vari argomenti, sviluppando poi una visione su ciascuno di questi, e dimorando concentrandosi su un punto in particolare. Quando la concentrazione viene a mancare, esistono tecniche per ristabilirla, come per la motivazione. L'unico modo per fallire nel Lam Rim è abbandonarlo, ma anche in questo caso si dice che si manterrà il beneficio derivante da qualsiasi positiva energia karmica accumulata durante gli sforzi fino a quel punto.

I commentari[modifica | modifica sorgente]

Molti Lama e Ghesce tibetani scrivono commenti Lam Rim. Tutte le quattro scuole del Buddismo tibetano, ossia Gelug, Nyingmapa, Kagyu e Sakyapa, posseggono insegnamenti Lam Rim, e nella tradizione Kagyu in particolare vi è un testo chiamato «II gioiello ornamentale della Liberazione», Dakpoì Lam Rim Thar Gyen in tibetano, Lam Dre nella tradizione Sakyapa, che è considerato un testo Lam Rim. Dall'ordine Nyingmapa proviene il testo chiamato «II discorso del mio perfetto maestro» di Patrul Rinpoche, influente maestro del XIX secolo, anche questo un testo Lam Rim.

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