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Buddhismo Nichiren

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Nichiren in un ritratto della sua epoca
Altare principale del tempio Kuonji della Nichiren-shū sul monte Minobu, con statua di Nichiren che regge il rotolo del sutra, del Buddha Śākyamuni, del Buddha Tahō Nyorai e di vari bodhisattva del sutra del Loto.

Il Buddhismo Nichiren (in lingua giapponese detto Hokke-shū, 法華宗, cioè "scuola del Loto", originariamente Nichiren-shū[1], 日莲宗, "scuola di Nichiren") è l'insieme di scuole buddhiste mahāyāna giapponesi che fanno riferimento alla figura e agli insegnamenti del monaco buddhista Nichiren (日蓮, 1222-1282), vissuto in Giappone nel XIII secolo.

Queste scuole sorgono direttamente dalla sua figura storica di monaco riformatore, ordinato secondo la piattaforma monastica della scuola Tendai. Il loro lignaggio monastico è fatto risalire direttamente al Buddha Śākyamuni e al bodhisattva Bhaiṣajyarāja ("Re della Medicina", giapp. 藥王 Yakuō[2]) e ripercorre il lignaggio della scuola cinese Tiāntái arrivando al fondatore della scuola giapponese Tendai, Saichō, e infine a Nichiren ritenuto a sua volta la manifestazione del bodhisattva Viśiṣṭacāritra (giapp. 上行意 Jōgyō).

Le dottrine di queste scuole hanno in comune la venerazione e lo studio del Sutra del Loto (sanscrito Saddharmapundarīkasūtra, giapp. 妙法蓮華經 Myōhō renge kyō o Hokkekyō), considerato il più importante e completo insegnamento buddhista, lo studio dei relativi commentari da parte dei maestri cinesi di scuola Tiāntái, Zhìyǐ (智顗, 538-597), Guàndǐng (灌頂, 561-632) e Zhànrán (湛然, 711-782) nonché dello stesso Saichō. Inoltre venerano la pergamena del gohonzon, lo stesso Nichiren e il Buddha eterno rappresentato da Śākyamuni (con l'eccezione della Nichiren Shoshu che considera Nichiren un buddha e non un bodhisattva). La pratica principale è la recitazione del mantra Namu myōhō renge kyō (detto odaimoku o daimoku) davanti allo stesso gohonzon.

Seppur essendo state oggetto di dure persecuzioni religiose, la vitalità delle scuole del Buddhismo Nichiren è comunque dimostrata dal fatto che esse sono sempre riuscite a rinascere e a diffondersi, e rappresentano oggi il ramo di insegnamento buddhista relativamente più diffuso in Giappone, con oltre 35 milioni di seguaci (pressappoco il 28 % della popolazione nipponica) e circa 7.000 tra templi e monasteri, assieme al buddhismo di Nara, alla Jodo-shu e al buddhismo Zen (spesso intrecciati fra essi e con lo shintoismo in un particolare amalgama sincretico detto shinbutsu-shūgō). Nel 34 % dei giapponesi che ha dichiarato nel 2008 di essere esplicitamente e solamente buddhista, la scuola di Nichiren rappresenta quindi la maggioranza assoluta.[3]. Secondo altre stime è di poco superato dalla scuola amidista.[4] Assieme allo Zen è anche una delle forme di buddhismo più diffuse nel mondo fuori dall'Asia, specialmente tramite la scuola laica Soka Gakkai che ha circa 12 milioni di membri (8 milioni in Giappone e 4 milioni nel resto del mondo, 70.000 in Italia).

La nascita delle Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Un ritratto di Nichiren
Buddhismo
Nelumbo nucifera1.jpg
Mahāyāna
Paesi
IndiaTibet
CinaCorea
GiapponeVietnam
Insegnamenti
BuddhaBodhisattvaBodhicitta
VacuitàKaruṇāTathātā
Natura di BuddhaPrajñā
TrikāyaBuddha eternoAdi-Buddha
MādhyamikaVijnanavada
Triplice veritàYīniàn sānqiānDzogchen
ZhǐguānZazenDaimoku
Sūtra
Prajñāpāramitā
Sutra del LotoAvataṃsakaMahāyāna Mahāparinirvāṇa
VimalakīrtiLaṅkâvatāraRatnakūṭaTathāgatagarbhaSaṃdhinirmocana
Sutra del CuoreSutra del Diamante
Maestri
Gautama BuddhaNāgārjunaĀryadevaAsaṅgaVasubandhuKumārajīvaZhìyǐBodhidharmaSaichōEisaiDōgenNichirenHakuin EkakuTsongkhapaPadmasambhavaHonen
Scuole
SanlunFǎxiāngTiāntái
HuayanChánTerra Pura
SanronHossoKegonTendaiZenNichirenVajrayana (GelugSakyaKagyuNyingmapaKadamShingon)

Chiamato alla nascita con il nome di Zennichimaro (善日麿), dal 1238 Zeshō-bō Renchō (是生房蓮長) quando fu ordinato monaco e infine dal 1253 (quando proclamò ufficialmente il daimoku) in poi conosciuto come Nichiren (日蓮, "sole-loto"), fu una figura controversa durante l'intero arco della sua vita, e lo è tuttora per via delle diverse dottrine religiose che si rifanno ai suoi insegnamenti, riformati e radicali rispetto al buddhismo pre-esistente. Nato in una famiglia amidista, entrò poi nel lignaggio del buddhismo Tendai per poi abbandonarlo.

Prima di morire Nichiren affidò a sei suoi discepoli il compito di organizzare la diffusione della sua dottrina e quello di curare il monastero Kuon-ji da lui fondato sul monte Minobu nella provincia di Kai. Le turbolenze politiche e militari del Giappone alla fine del XIII secolo non consentivano la presenza costante e contemporanea nel monastero Kuon da parte dei sei discepoli: Nikko (1246-1333), Niko (1253-1314), Nichiro (1245-1320), Nissho (1221-1323), Nichiji (1250-?), Nitcho (1252-1317). Così Nikko, riuscendo a garantire una presenza costante nel monastero di Kuon-ji ricoprì, a partire dal 1285, il ruolo di abate. In seguito alla separazione tra Niko e Nikko vertono i due principali rami scolastici Nichiren: il Nichiren-shu che fa riferimento a Niko e il Nichiren-shoshu che invece fa riferimento a Nikko. È da tener presente che la polemica in questione non è di poco conto. Il ruolo assegnato alla figura di Nichiren dalla Nichiren-shoshu è quello di Buddha dell'ultimo giorno della Legge e quindi di fatto viene venerato al posto del Buddha Shakyamuni, l'atteggiamento nei confronti delle altre fedi religiose e delle altre confessioni buddhiste è di gran lunga più rigido rispetto alla Nichiren-shu che continua invece nella venerazione del Buddha Shakyamuni ed è decisamente più tollerante ed aperto nei confronti delle altre scuole buddhiste. Ed è proprio il rapporto con le altre scuole buddhiste e il ruolo da assegnare al proprio fondatore Nichiren la linea di discrimine di tutte le successive separazioni scolastiche all'interno del Buddhismo Nichiren. In seguito Nichiju un ex monaco Tendai convertitosi nel 1378 agli insegnamenti della Nichiren-shu, decise nel 1385 di separarsi da questa scuola fondando a Kyoto la sottoscuola denominata Myomanji-ha, in quanto riteneva la Nichiren-shu troppo conciliante con le altre scuole buddhiste. Tra coloro che preferirono porre l'attenzione (e la venerazione) al Buddha eterno ci furono: Nichiryu (1385-1464) che fondò la scuola Happon-ha, Nichijin (1339-1419) che fondò la scuola Honjoji-ha e Nisshin (1444-1528) fondatore della Nisshin-monryu. Queste scuole unitamente alla Myomanji-ha fondata da Nichiju e alla Komon-ha (nome originario della Nichiren-shoshu) fondata da Nikko, fanno parte della Shoretsu-ha che è la contrazione della frase giapponese Honsho sakuretsu (i primi 14 capitoli inferiori, i secondi 14 capitoli superiori) riferita al Sutra del Loto.

Nichiren in un ritratto del 1876. Tiene in mano il rotolo chiuso del sutra del Loto e un oggetto simboleggiante un ventaglio cerimoniale ripiegato, simile a un bastone kyosaku. La veste liturgica riporta l'emblema del crisantemo, fiore nazionale del Giappone.

Dopo un avvio difficile, la scuola Nichiren venne riconosciuta dalle autorità di governo nel 1334, rischiando tuttavia un secondo annientamento nel XVI secolo. L'aperta ostilità da parte delle altre scuole buddhiste nei confronti delle scuole del Buddhismo Nichiren fu determinata dal fatto che queste ultime pretendevano di incarnare l'unico, autentico insegnamento del Buddha Śākyamuni, considerando le altre scuole alla stregua di insegnamenti provvisori quando non falsi. Certamente ogni scuola buddhista di ogni periodo e Paese si è sempre considerata portatrice del più autentico o più profondo insegnamento buddhista, la novità in questo senso del Buddhismo Nichiren è consistita nell'aver esplicitato e diffuso apertamente questa convinzione nella pratica del proselitismo tra i laici e tra i monaci. Tutto questo portò le altre comunità monastiche, segnatamente quella del monastero dell'Enryaku-ji sul monte Hiei, ormai trasformatesi come in Occidente in ordini monastico-cavallereschi (sōhei, 僧兵), a guerreggiare apertamente contro i monaci Nichiren. Le tensioni giunsero spesso a provocare il massacro dei monaci rivali e l'incendio dei loro monasteri. Le autorità laiche appoggiarono ora questa ora l'altra fazione in base ai propri convincimenti religiosi. Sopravvissute a numerose persecuzioni e al rinnovamento Meiji, oggi costituiscono una gran parte delle scuole buddhiste giapponesi.

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Buddhismo Nichiren § Le denominazioni e le varie scuole.

Dottrine[modifica | modifica wikitesto]

Fondamenti[modifica | modifica wikitesto]

Il buddhismo Nichiren (o buddhismo di Nichiren) è basato sul Sutra del Loto (Saddharmapuṇḍarīkasūtra, cioè "Sutra del Loto della buona dottrina", in giapponese 法華経, Hokkekyō, o 妙法蓮華経, Myōhō-renge-kyō nell'espressione traslata dal cinese antico). Comune a tutti i lignaggi è la recitazione o il canto del mantra nam myoho renge kyo come principale pratica e la venerazione della pergamena detta Gohonzon.[5]

Il buddhismo Nichiren accetta buona parte delle idee del buddhismo Mahayana e del buddhismo Tendai, riviste da Nichiren: la dottrina dei Dieci mondi di vita, le Dieci Condizioni di esistenza, le Dieci Talità, i Tre Dharma Segreti, il principio dei Tremila Mondi in ogni momento di vita (ichinen sanzen) nel Triplice Mondo[5][6], i Tre Gioielli, i Tre Corpi del Buddha (dharmakaya o corpo d'insegnamento, fruizione o corpo visibile eternamente nelle terre pure, ed emanazione o corpo temporaneo), la Triplice Verità (enyū santai), la buddhità come condizione innata (hongaku, o illuminazione intrinseca) di ogni essere senziente (che occorre solo risvegliare) e l'insegnamento delle "tre prove"[7] per la verifica della validità dell'insegnamento. La maggior parte di questi insegnamenti sono uguali per tutte le scuole Nichiren.[8][9] Nichiren è chiamato spesso Shonin ("santo, saggio", titolo dato anche a molti suoi allievi diretti) dalla Nichiren-shu, o Nichiren Daishonin ("Nichiren il grande santo" o "il grande saggio"), dalla Nichiren Shoshu e dalla Soka Gakkai, tutti titoli di rispetto religioso.

Iscrizione dei caratteri del daimoku (Nam-myoho-renge-kyo) all'ingresso del tempio Hokkeji della Nichiren-shū a Taipei (Taiwan).

Venerazione verso Nichiren, il Buddha Shakyamuni e il Sutra del Loto[modifica | modifica wikitesto]

Gli insegnamenti delle scuole del Buddhismo Nichiren si rifanno sostanzialmente, pur con numerose e drastiche differenze dottrinali, alla dottrina esposta da Nichiren durante le sue predicazioni e riportata nei suoi scritti. Dopo la morte del Maestro tuttavia i suoi sei discepoli diretti iniziarono a differenziare i propri insegnamenti e questo portò alla nascita delle differenti scuole del Buddhismo Nichiren che hanno in comune la pratica del daimoku (un mantra costituito dall'invocazione in giapponese al titolo del sutra del Loto, Nam myoho renge kyo) come unica pratica per l'era di mappo e la venerazione del Sutra del Loto (nella versione di Kumarajiva) considerato, come nella scuola Tendai, l'insegnamento completo impartito dal Buddha Shakyamuni. Sempre come nel Tendai, particolare attenzione viene prestata a due capitoli di questo sutra: il secondo (hoben: mezzi abili o espedienti) e il sedicesimo (juryo-hon: durata della vita del Buddha). In particolare, il secondo capitolo tratta dei mezzi con cui ottenere lo stato di buddhità (giapp. bussho) e il sedicesimo capitolo della durata della vita del Buddha che si è illuminato nell'infinito passato perciò è per sé stesso da sempre illuminato. Tali capitoli vengono a volte recitati come pratica (gongyo) di solito in lingua originale (giapponese antico o cinese antico), ma la Nichiren-shu ammette anche la lettura nella propria lingua. Il daimoku viene spesso effettuato per alcune ore, e il gongyo tradizionalmente ripetuto mattina e sera (con anche cinque preghiere silenziose la mattina e tre la sera; oppure quattro preghiere silenziose, la prima delle quali solo al mattino, prima della lettura del sutra, mentre le ultime tre sia al mattino che alla sera al termine della lettura del testo). Inizialmente la pratica concordata dal patriarca della Nichiren Shoshu comprendeva almeno la recitazione del capitolo XVI in forma completa, ma la Soka Gakkai lo ha ridotto, per i propri fedeli, alla lettura di brani dei due capitoli del Sutra del Loto solo una volta per cerimonia (il capitolo XVI viene recitato solo nella parte in versi chiamata Jiga-ge), eliminando anche le preghiere riferite ai patriarchi della Nichiren Shoshu e ad alcuni divinità buddhiste della scuola, sostituite da preghiere di gratitudine rivolte ai presidenti della Soka Gakkai.[10]

A seconda della tradizione Nichiren, il fondatore è considerato una manifestazione del bodhisattva Viśiṣṭacāritra (上行菩薩, Jōgyō bosatsu) o bodhisattva "Pratiche Superiori" (nominato nel sutra del Loto come uno dei quattro Bodhisattva della Terra) oppure, al pari di Shakyamuni, un vero Buddha, in quanto manifestazione del "Buddha originale eterno dell'ultimo periodo del Dharma" (本仏, Hombutsu), da sempre illuminato secondo le parole riferite a sé stesso da Shakyamuni nel sutra del Loto:

« Io non ho tralasciato l’opera del Buddha nemmeno per un solo istante. Così, da quando ho conseguito la buddhità, è trascorso un tempo estremamente lungo. La mia vita dura da miliardi e miliardi di anni e durante tutto questo periodo io sono sempre vissuto qui e la mia vita non si è mai estinta. Io non mi estinguo mai, e quando annuncio la mia estinzione si tratta solo di un espediente usato per istruire e convertire gli esseri viventi. (...) Non vi è nascita né morte, non vi è esistenza in questo mondo né estinzione. Non è reale né illusorio, non è così né diverso. Non è così come viene percepito da coloro che vi dimorano. (...) Io sono il padre di questo mondo che salva coloro che sono afflitti e soffrono. E questo è il mio pensiero costante: come posso far sì che tutti gli esseri viventi accedano alla via suprema e acquisiscano la Buddhità? »

(Sutra del Loto, capitolo XVI, Durata della vita del Tathāgata)

Nichiren vede inoltre Maitreya, il bodhisattva e prossimo Buddha futuro come una metafora per indicare tutti i bodhisattva e i devoti del sutra del Loto.[11]

Il Buddha Sakyamuni ritratto come il Buddha eterno in una statua coreana (sinistra) e una statuina giapponese di Nichiren in meditazione nella postura seduta tipica dei Buddha e bodhisattva nell'arte buddhista.

Ciò che differenzia, tra loro, le scuole del Buddhismo Nichiren è, nella suddivisione in due parti (本迹二門, giapp. honjaku nimon, cin. běnjī èrmén) del Sutra del Loto, la considerazione della prevalenza o meno delle dottrine esposte negli ultimi 14 capitoli (本門, giapp. honmon, cin. běnmén) rispetto ai primi 14 capitoli (迹門, giapp. sakumon, cin. jī mén). Secondo la Nichiren shū tale prevalenza non esiste a differenza della Nichiren Shōshū per cui invece essa sussiste.

Questa differenziazione dottrinale non è di poco conto. Nei secondi 14 capitoli del Sutra del Loto viene esposta la dottrina del Buddha eterno (giapp. 本佛 Honbutsu o Hombutsu), emanazione del quale sono tutti i Buddha e rappresentato nel sutra da Sakyamuni. Nel Sutra del Loto le sue caratteristiche non sono definite ma richiamano, comunque, la dottrina dell'Ādibuddha (本初佛 cin. Běnchūfó, giapp. Honshobutsu) o Ādinātha (本初主), detto anche Buddha originario o primordiale, origine della natura di Buddha, e raffigurato anche, nella forma Dharmakāya, dalla figura di Vairocana[12]. In accordo col sutra, secondo Nichiren il Buddha eterno è raffigurato da Sakyamuni, mentre le altre raffigurazioni venerate dalle scuole giapponesi (Amitabha, Vairocana) sono emanazioni temporanee del Sakyamuni eterno e non Buddha a sé stanti (peraltro anche nella stessa Jodo-shu amidista, Amitabha è considerato «espressione simbolica della natura ultima» di Shakyamuni, cioè del Buddha eterno[13]). Contro l'amidismo e lo Shingon che venerano una triade o un duo di Buddha - Amida come corpo di Fruizione, Vairocana come corpo del Dharma e Shakyamuni come corpo di Emanazione nello Shingon, Amida (oggetto principale del culto) come emanazione Dharmakaya e corpo di Fruizione della Terra Pura e Sakyamuni come sola Emanazione nell'amidismo[14] - Nichiren ritiene questi degli errori dottrinali e vede un unico Buddha trascendente con tutte queste caratteristiche raffigurato in tutti i tre corpi da Sakyamuni, anche se altri Buddha e bodhisattva sono oggetto di venerazione.[15]

Per la Nichiren Shoshu, l'ultima apparizione del Buddha eterno è Nichiren stesso; se il Buddha è eterno e chiunque può divenire Buddha, allora il Buddha dell'ultimo giorno della Legge (mappō) non può che essere colui che ha predicato la corretta dottrina del Sutra del Loto, ovvero Nichiren. La Nichiren Shōshū sostiene che nel rivelare e propagare i suoi insegnamenti, Nichiren stava realizzando la missione del suo avvento secondo la profezia fatta dal Buddha storico Śākyamuni, che avrebbe predetto che il "Vero Buddha" sarebbe apparso nel "quinto periodo di cinquecento anni dopo la morte di Śakyamuni", agli inizi di un'età malvagia chiamata Mappō, e avrebbe diffuso l'estremo insegnamento Buddhista (di Honmon, o "vero" insegnamento) per permettere alle persone di quell'epoca di conseguire l'illuminazione, dato che da quel momento in poi i suoi insegnamenti (di Shakumon, o insegnamento "provvisorio") avrebbero perso il loro potere. L'interpretazione di Nichiren come Vero Buddha e questa svalutazione dei primi capitoli del sutra (che rimandano anche alle Quattro Nobili Verità e al Nobile Ottuplice Sentiero), fatta propria dalla Nichiren Shōshū e dalla Soka Gakkai, non è condivisa invece dalla Nichiren shū che, come anche la Risshō Kōsei Kai, ritiene che il Buddha eterno si sia espresso nella forma del Buddha Śākyamuni a cui va offerta la venerazione restando Nichiren "solo" una manifestazione del bodhisattva Viśiṣṭacāritra. Col distacco dalla Nichiren Shoshu, anche la Soka Gakkai americana ha cominciato a vedere Nichiren come un grande maestro illuminato come descritto nella Nichiren-shu, ma non il Buddha eterno in persona, posizione riservata a Shakyamuni.[16]

Da tenere presente che a parte gli aspetti popolari che sconfinano in una pratica pressoché devozionale e quasi "teistica", da punto di vista dottrinale, riscontrabile nei trattati e nei commentari di queste scuole, il punto di partenza di tutte queste manifestazioni è sempre e solo la vacuità (giapponese ) così come viene espressa nelle dottrine, di matrice Tiāntái e riprese dal Tendai, denominate in giapponese enyū santai (圓融三諦) e ichinen sanzen (一念三千) anche se nella particolare interpretazione di Nichiren.[17]

Daimoku e Gohonzon[modifica | modifica wikitesto]

Il Gohonzon (御本尊) che, secondo una tradizione, fu affidato da Nichiren (日蓮, 1222-1282) al suo discepolo Nikkō (日興, 1246-1333); secondo altri il gohonzon nell'immagine fu iscritto da Nichiren nel 1280 per il discepolo Nisshō; è uno dei diversi gohonzon dipinti da Nichiren. L'immagine è simile al Dai Gohonzon (gohonzon fondamentale) della Nichiren Shoshu che però è inciso su legno. La Nichiren-shu sostiene invece che il Dai Gohonzon non fu scritto da Nichiren che dipinse solo gohonzon su pergamena. La Soka Gakkai dal 1994 utilizza un gohonzon leggermente diverso (copia del gohonzon trascritto da Nichikan nel 1720) dall'originale Dai Gohonzon della Nichiren Shoshu e che è considerato eretico dagli altri praticanti.

La pratica più importante è il daimoku o odaimoku di fronte al gohonzon, ossia la recitazione del mantra Nam-myōhō-renge-kyō o Namu myoho renge kyo, resa scritta in pronuncia sino-giapponese (cinese antico secondo la pronuncia del giapponese antico), della frase Nánwú miàofǎ liánhuā jīng, che significa "rendo omaggio alla mistica legge del sutra del Loto" o dedico la mia vita alla mistica legge perfettamente dotata del sutra del loto. L'odaimoku fu proclamato da Nichiren il 28 aprile 1253. La Nichiren-shu (più aperta verso le altre forme di buddhismo), a differenza della Nichiren Shoshu e anche della Soka Gakkai, pratica anche, secondariamente, la meditazione buddhista silenziosa classica (analoga al samatha-vipassana del Theravada o allo zazen dello zen, incentrate sul respiro e sulla contemplazione della vacuità) ricavata dallo zhǐguān/shikan praticato dalla scuola Tendai e chiamata joshingyo e jishingyo[18], pur essendo la recitazione del daimoku, spesso davanti alla pergamena del gohonzon (un mandala che raffigura, in caratteri cinesi antichi, la cerimonia del Sutra del Loto e l'illuminazione di Nichiren) e congiungendo le mani nella postura di saluto detta gassho (facoltativamente tenendo in mano uno juzu), la pratica principale dei buddhisti Nichiren.[19] Myoho renge kyo è propriamente il titolo del sutra, Nam simboleggia l'omaggio; la parola ren significa appunto loto, che in giapponese si traduce anche con hokke, da cui deriva il nome della scuola di Nichiren.[20] Il daimoku ha secondo Nichiren il potere di migliorare il karma e la vita quotidiana del fedele, concendendogli benefici, virtù e meriti, e risvegliando così la sua natura di Buddha.[21]

Ultimo gohonzon dipinto personalmente da Nichiren nel 1282, base per le copie utilizzate abitualmente dalla Nichiren-shu, conservate nei templi, consegnate ai fedeli o talvolta anche vendute.

Il vero significato del Gohonzon è quello di “Oggetto di culto per osservare la propria mente” (kanjin no honzon): definizione che equivale a quella di “Oggetto di culto della fede”. Il Gohonzon di Nichiren Daishonin, secondo l'interpretazione della Soka Gakkai, non solo è il punto di riferimento “esterno” della fede, ma la stessa vita “diviene” il Gohonzon quando si crede in esso e si recita Nam-myoho-renge-kyo. A tale proposito Nichiren scrive: «Non cercare mai questo Gohonzon al di fuori di te. Il Gohonzon esiste solo nella carne mortale di noi persone comuni che abbracciamo il Sutra del Loto e recitiamo Nam-myoho-renge-kyo». In sintesi il Gohonzon rappresenta in questo caso l'elemento principale per l'ottenimento dell'illuminazione.

Il primo gohonzon fu inciso da Nichiren stesso, e riporta il daimoku circondato dal nome di Śākyamuni, quello di Viśiṣṭacāritra e di altri buddha e bodhisattva che compaiono nel sutra del Loto (es. Avalokitesvara/Kannon, Manjusri, Maitreya...); contiene anche diversi nomi della tradizione buddhista Tendai, quelli di alcuni kami (神) shintoisti (come Hachiman - il dio della guerra considerato da Nichiren un bodhisattva allievo del Buddha e un protettore del dharma nonché, in un altro gosho, un'emanazione dello stesso Shakyamuni[22] - da lui invocato e rimproverato più volte perché rispettasse il suo voto di proteggere il Giappone all'epoca a rischio di invasione mongola e i devoti e l'inviato del Sutra del Loto, ossia Nichiren stesso, dalla persecuzione religiosa dello shogun e del reggente Hojo[23], o alcune divinità legate al Sole e alla Luna), di tutti i personaggi nominati nel sutra e di arhat della tradizione buddhista; tutti questi protettori del mandala sono detti shoten zenji.

Il gohonzon ufficiale viene custodito nei templi o, per quello personale (pratica di tutte le scuole Nichiren), in un altare chiuso nelle case dei fedeli, detto butsudan, assieme a statue del Buddha Shakyamuni, di Nichiren, di Tahō nyorai (Buddha "Molti Gioielli" citato nel sutra del Loto), a volte dei quattro bodhisattva principali del sutra del Loto (Viśiṣṭacāritra/Jōgyō, Muhengyō, Jyōgyō, Anryūgyō) e oggetti rituali.La Nichiren shu si riferisce alla pratica rituale di invocazioni, gongyo e recitazione di Nam(u) myoho renge kyo (nella Shu detto sempre Odaimoku) col nome di Otsutome.[24][25]

Nichiren Shoshu e Soka Gakkai vietano di fotografare e riprodurre gohonzon e di consegnarli senza cerimonia di consegna da parte dei monaci o dei capigruppo (detta "apertura degli occhi")[26]; la prima ha autorizzato un'unica foto del Dai Gohonzon nel 1917; la Nichiren-shu autorizza la fotografia a fini illustrativi e la diffusione massima dei gohonzon, mentre praticanti in proprio e gruppi indipendenti contrari al settarismo diffondono anche le immagini dei gohonzon anche nei propri siti internet per chi desideri praticare su di essi, sostenendo che Nichiren inscrisse il primo gohonzon a beneficio dell'umanità intera e non solo dei seguaci.[21][27] Inoltre nelle sue lettere spesso descrisse come realizzare gohonzon a beneficio dei praticanti[28] o ne dipinse di personalizzati per i fedeli, i quali li portavano anche in apposite borse al collo; essendo la pergamena un "riassunto" del sutra del Loto, la sua riproduzione e stampa (vietata invece dalla Soka Gakkai) sarebbe autorizzata secondo alcuni dallo stesso sutra come atto meritevole:

« Se qualcuno che crede e comprende, accetta, sostiene, legge, recita e copia questo sutra o lo fa copiare da altri, oppure offre doni ai rotoli del sutra, cospargendoli di fiori, incenso e polvere d'incenso; oppure brucia costantemente olio fragrante estratto dai fiori sumana, champaka o atimuktaka; se offre tali doni guadagnerà meriti incalcolabili, illimitati come il cielo sconfinato, e anche i suoi benefici saranno senza limiti. »

(Sutra del Loto: XVII capitolo)

Il tempio tradizionale della scuola Nichiren si compone di un Hondō, santuario principale che custodisce il Gohonzon in forma calligrafica e tridimensionale, statua di Nichiren con rappresentazioni alle sue spalle dei Buddha Sakyamuni e Taho Nyorai, uno Shakaden (sala dedicata al Buddha Sakyamuni), un Soshidō (tempio dedicato a Nichiren), un Kyakuden (sala per il ricevimento dei credenti e degli ospiti), nonché giardini per meditazione, sale per lo studio e alloggi dei monaci residenti. La Nichiren-shu italiana svolge anche pratiche in diretta video, utilizzando i nuovi mezzi di comunicazione. Le pratiche osservate nella Nichiren-shu verso il Sutra del Loto sono così elencate tradizionalmente:

  • ricevere e propagare il Sutra sia mentalmente sia fisicamente
  • leggere il Sutra in silenzio
  • leggere il Sutra oralmente
  • spiegare il Sutra ad altri
  • ricopiare il Sutra come atto di devozione

Terra Pura del Buddha Shakyamuni[modifica | modifica wikitesto]

Il Triplice Mondo dove viviamo (mondo di sahā) è ritenuto costituente la Terra Pura immanente del Buddha Shakyamuni, ma visibile solo ai bodhisattva. Se durante la vita Nichiren aveva parlato di raggiungimento della buddhità nell'esistenza, sul finire della sua vita capì che bisognava approfondire l'aspetto ultraterreno, fondamentale ad esempio nell'amidismo. Riprese così, in maniera complementare, la dottrina Tendai della Terra Pura trascendente come luogo di passaggio in attesa della rinascita o di raggiungimento del nirvana dopo la morte: essa è rappresentata simbolicamente dal Picco dell'Aquila o Picco dell'Avvoltoio (dal nome del monte indiano Gṛdhrakūṭaparvata dove il Buddha predicò il sutra del Loto), che diviene la Terra Pura del Ryozen jodo, letteralmente "Terra Pura della Montagna dello Spirito" - dove il Buddha Shakyamuni in persona risiede e accoglie i discepoli fedeli che lì possono rinascere nella successiva esistenza.[29][30]

Rapporti con altre scuole e proselitismo[modifica | modifica wikitesto]

Della scuola Tendai, il Buddhismo Nichiren rigettò la pratica meditativa dello shikan, in quanto ritenuta inadatta nell'epoca attuale denominata mappō (末法), le pratiche esoteriche (密教 mikkyō) del taimitsu (台密), ritenute non conformi alle dottrine originali, e la pratica del nembutsu (念佛, recitazione del nome di Buddha Amitābha/Amida Butsu, ossia il mantra Nam Amida Butsu) quest'ultima sostituita dal daimoku (題目, letteralmente "titolo", ma riferito a letteratura sacra come i sūtra, giapp. 経 kyō) ovvero dalla recitazione del titolo giapponese del Sutra del Loto, Nam myōhō renge kyō.

In particolare furono molto note le critiche di Nichiren - uso ad esprimersi anche con molta durezza verbale al fine di convertire i rivali[31] - alle altre principali scuole buddhiste giapponesi dell'epoca, riportate nel Risshō Ankoku Ron e nelle sue lettere (gosho), ed esse vertevano:

  • nei confronti dello Jōdo-shū (scuola della Terra Pura occidentale) per l'aver posto il Buddha Amitābha (阿彌陀佛, Amida Butsu, buddha cosmico e del passato remoto, ritenuto da Nichiren un Buddha dell'insegnamento provvisorio) in un ruolo di preminenza rispetto al Buddha Śākyamuni (釋迦牟尼佛, Shakamuni Butsu) e quindi nell'aver mutato la scala valoriale dello stesso Buddhismo, preferendo i sutra della Terra Pura al sutra del Loto;
  • nei confronti del Buddhismo Zen per aver questa scuola dimenticato il ruolo dei sutra, delle scritture buddhiste e, in particolar modo, del Sutra del Loto (con l'eccezione di Dogen il quale afferma il ruolo importante del sutra); la critica era rivolta specialmente agli ambienti zen più iconoclasti che proponevano di bruciare i sutra;
  • nei confronti dello Shingon per aver fatto prevalere gli insegnamenti esoterici (密教 mikkyō) del Vajrayāna di origine cinese-tibetana rispetto alle scritture originali dell'insegnamento "completo" del Buddha Śākyamuni ovvero al Sutra del Loto;
  • nei confronti della scuola Tendai, per aver accolto, sul suolo giapponese, gli insegnamenti esoterici (mikkyō, denominati nel Tendai come 台密 taimitsu) propri anche dello Shingon, abbandonando l'insegnamento genuino della Tian'tai basato sui sutra Mahayana.

Il confronto più acceso (tra le critiche mosse a Nichiren quella di essere intollerante e di essere in contrasto con il capitolo XIV del sutra), che generò scontri armati e la persecuzione fino al rischio della vita dello stesso Nichiren (condannato, graziato ed esiliato per aver messo in relazione le calamità naturali con la miscredenza del governo; Nichiren racconta del fenomeno celeste che gli permise di salvarsi in un gosho[23]), fu con i monaci amidisti dello Jodo-shu e la loro pratica del Nembutsu (invocazione ad Amitabha), che aveva ampio seguito tra i governanti ma era considerata da Nichiren un'eresia, in quanto non incentrata sul Buddha Shakyamuni, e non riportata nel Sutra del Loto.[23]

Molti discepoli dell'amidismo avevano modificato le statue di Shakyamuni, pratica denunciata dal monaco[32], e alcuni seguaci di Nichiren fecero poi il contrario, o arrivarono a distruggere le statue e le immagini dei templi rivali, nonostante Nichiren non avesse prescritto ciò, concentrandosi sulla preminenza del sutra del Loto e del gohonzon piuttosto che sull'aspetto esteriore delle statue. Il monaco aveva subito anche un attentato alla sua vita da parte di seguaci laici della Jodo-shu, che il 27 agosto 1260 incendiarono la capanna dove viveva. Altri scontri si ebbero con i templi Tendai, che consideravano pericoloso lo scisma apportato dai Nichiren alla loro scuola.

L'assemblea dei monaci, con al centro il Buddha Shakyamuni descritta nel Sutra del Loto con la partecipazione dei bodhisattva e dei membri dell'aṣṭasenā, raffigurata in un dipinto giapponese del XIII secolo conservato al Metropolitan Museum of Art di New York.

Oltre ai tre veicoli (Hinayana, Mahayana, Vajarayana), si parla anche, nel sutra del Loto, delle tre vie all'illuminazione: la via degli śrāvaka o uditori (che divengono arhat), la via dei pratyekabuddha o buddha solitari e infine la via del bodhisattva/samyaksaṃbuddha; nel sutra il Buddha Shakyamuni rivela che non vi è differenza, sono solo espedienti per indicare l'unica via, il buddhaekayāna, o via per illuminazione dei buddha, detta anche grande illuminazione (mahābodhi) o illuminazione perfetta (anuttarā-samyak-saṃbodhi).[33] Il Mahayana indica come tale l'unione dei vari veicoli, mentre nella specificità Nichiren il "vero buddhismo" è rappresentato dal sutra del Loto stesso, ritenuto il centro e il fondamento del buddhadharma. Tale buddhekayana viene spiegato ai soli bodhisattva, ma con il sutra del Loto, Shakyamuni ha voluto esporlo a tutti.

Questa affermazione di rappresentare l'insegnamento fondamentale e vero, esplicitato in maniera più evidente nei rapporti con altre tipologie di buddhismo, è stato spesso causa di numerose controversie e scontri religiosi tra i buddhisti Nichiren e le altre scuole giapponesi. Il buddhista Nichiren spesso assume inoltre come dovere personale la diffusione attiva del dharma secondo l'interpretazione della scuola: infatti la via del Bodhisattva è intesa da Nichiren in due aspetti reciprocamente integrati: la “pratica per sé” (daimoku e gongyo) e “la pratica per gli altri” o shakubuku; per shakubuku (in giapponese "confutare") viene oggi inteso il parlare agli altri di come la pratica buddhista Nichiren ha avuto degli effetti positivi nella propria vita per convincerli ad aderire; all'epoca di Nichiren esso consisteva in una predicazione anche aggressiva per combattere la malvagità altrui e gli insegnamenti "provvisori" delle scuole rivali, contrapposta alla predicazione più morbida (shoju, in cui si cerca di persuadere senza mettere in discussione le convinzioni altrui), per tempi e luoghi privi di nemici potenti. Questi due modi di argomentare vengono usati per convincere gli interlocutori della bontà delle proprie posizioni.[34] Nichiren sostenne che vi sono tempi adatti all'Hinayana, altri alle dottrine Mahayana "provvisorie" e allo shoju, altri al "vero dharma" e allo shakubuku.[35]

Le tre leggi segrete, i tre gioielli e le tre prove[modifica | modifica wikitesto]

Le Tre grandi Leggi segrete (Sandai-Hiho) sono: l’Oggetto di culto (gohonzon) dell'insegnamento originale, il Daimoku dell'insegnamento originale e il santuario dell'insegnamento originale (butsudan). Il termine segrete non significa "esoteriche", ma nascoste nel Sutra del Loto (i seguaci di Nichiren credono che lui le rivelò per primo). Le Tre grandi Leggi segrete corrispondono e sono l'equivalente dei tre cardini del buddhismo: precetti (sila), meditazione (samadhi), saggezza (prajñā ): il gohonzon corrisponde alla meditazione, il santuario ai precetti, il daimoku alla saggezza.[36]

I tre gioielli (Buddha, Dharma, Sangha), sono costituiti, nel buddhismo di Nichiren, rispettivamente dal Buddha eterno Shakyamuni, dal Sutra del Loto e da Nichiren con i suoi monaci e seguaci.[37]

Per le tre prove si intendono tre verifiche della validità della pratica e della scuola: la prova documentaria, ossia se l'insegnamento sia in accordo con i sutra del Buddha (specialmente il sutra del Loto) e i gosho di Nichiren; la prova teorica, cioè se gli insegnamenti sono compatibili con la ragione e il senso comune, fino a dove essi possano giungere; la prova concreta, ovvero verificare su sé stessi e gli altri gli effetti della pratica, avvertendo intimamente il cambiamento in sé dovuto al risveglio della natura di Buddha, o vedendolo attorno a sé nei miglioramenti del mondo.

« La prova documentaria e la prova teorica sono vitali per giudicare la validità degli insegnamenti buddisti, ma la prova concreta le supera entrambe». »

(Nichiren, Gosho "La preghiera dei tre preti per la pioggia")

Secondo le biografie antiche di Nichiren egli manifestò anche i poteri del Buddha o del bodhisattva[38] come prova. Egli distingue quattro poteri (del Buddha e della Legge, legati al gohonzon, della fede e della pratica, propri dell'essere umano), i quali permettono, se si ha fede nel daimoku e nel gohonzon[39], di realizzare l'illuminazione nella vita quotidiana.[40]

La dottrina dei tremila mondi[modifica | modifica wikitesto]

« Quando esaminiamo la natura della vita con assoluta illuminazione, notiamo che non c’è un inizio che segni la nascita, e neanche nulla che denoti la morte. »

(Nichiren)

I dieci mondi (equivalenti Mahayana dei sei mondi di esistenza del Theravada) sono stati mentali insiti in ogni possibile momento dell'esistenza degli esseri senzienti nel mondo degli uomini (senza costituire luoghi fuori dal mondo degli uomini). La dottrina dei "Dieci mondi" differisce sostanzialmente da quella dei "Sei destini" non solo per il numero e le classi dei "regni" descritti (dieci e sei) quanto piuttosto nel fatto che la prima considera coesistenti in un medesimo mondo gli altri nove (e quindi presenti nella medesima vita di un individuo), mentre la seconda pur trattando degli esseri che passano da una condizione di esistenza all'altra lo fa nel senso della rinascita degli stessi; nel Mahayana (specie nelle scuole di derivazione Chán e Tendai) tale rinascita solitamente è ritenuta avvenire in unico mondo fisico. I dieci mondi sono: "Inferno" (sanscrito naraka; cinese 地獄 dìyù; giapponese jigoku); "Spiriti affamati" (sanscrito preta; cinese 餓鬼 èguǐ; giapponese gaki); "Animalità" (sanscrito: tiryagyoni; cinese: 畜生 chùshēng; giapponese: chikushō); "Asura" (sanscrito; cinese 阿修羅 āxiūluó; giapponese ashura): stato di ira, dove l'istinto animale del mondo precedente è controllato e finalizzato da attività egoistiche privo di interesse nei confronti dell'altro da sé; "Umanità" (sanscrito manuṣya; cinese 人間 rénjiān; giapponese ningen); "Divinità" (sanscrito deva; cinese: 天上 tiānshàng; giapponese tenjō); "Śrāvaka" (sanscrito; cinese: 聲聞 shēngwèn; giapponese shōmon): ascoltatori del Dharma, arhat; "Pratyekabuddha" (sanscrito; cinese 緣覺 yuánjué, giapp. engaku): Buddha da sé; "Bodhisattva" (sanscrito; cinese 菩薩 púsà, giapp. bosatsu); "Buddha" (cinese 佛 o fotuo, giapp. butsu o butsuda). Nella concezione di Nichiren essi possono anche coesistere in un istante, fino ai tremila mondi in ogni singolo momento dell'esistenza (ichinen sanzen).[41]

« Per prima cosa alla domanda di dove si trovino esattamente l’Inferno ed il Buddha, un sutra afferma che l’Inferno esiste sotto terra ed un altro dice che il Buddha risiede a occidente. Ma, a un attento esame, risulta che entrambi esistono nel nostro corpo alto cinque piedi. »

(Nichiren)

Tramite la pratica del daimoku si possono cancellare anche le colpe pesanti (Nichiren stesso afferma di averne accumulate nelle sue vite precedenti), anche quelle peggiori, che conducono tramite il karma a rinascite lunghe anche dei kalpa negli "inferni" buddhisti (naraka).[42]

Etica[modifica | modifica wikitesto]

Il buddhismo Nichiren accetta i precetti buddhisti (shila, giapponese kai), come le sei pāramitā, i precetti del Bodhisattva (cfr. voto del Bodhisattva e Quattro Voti del Bodhisattva), in un'ottica particolare, ad esempio nella scuola Nichiren è sufficiente abbracciare il daimoku per perseguire la via del bodhisattva senza la pronuncia solenne dei voti. Essi sono visti come l’impulso originale della vita a soccorrere gli altri, che la pratica consente di ricordare e approfondire.[43] Come altre scuole Mahayana, si segnala per un approccio più flessibile alle regole del vinaya (giapponese ritsu) e dei kai (ad esempio l'astensione dalle bevande alcoliche per i laici è letta come astensione dall'ubriachezza più che dalle bevande in sé, e anche il precetto del vegetarianismo delle scuole Mahayana è più elastico, e riservato ai monaci[44]).

Statua di Nichiren posta a Nagasaki

Le numerose regole in vigore anche nel Mahayana furono sostituite dal “precetto del calice di diamante” (kongo-oki-kai in giapponese): osservando il sutra del Loto, che contiene i meriti dei Buddha passati e delle loro pratiche ascetiche ed etiche, nessuna trasgressione alla regola può scalfirlo ed esso riemerge con la pratica, che spontaneamente porta ad evitare comportamenti vietati o autodistruttivi.[45]

« I cinque caratteri di Myoho-renge-kyo, il cuore dell'insegnamento Honmon del Sutra del Loto, contengono tutti i benefici delle pratiche e delle azioni meritorie di tutti i Buddha nelle tre esistenze. Come possono quindi questi cinque caratteri non includere i benefici ottenuti osservando tutti i precetti? Una volta abbracciato questo perfetto mistico precetto, un praticante non può romperlo, nemmeno se volesse. Perciò è chiamato il precetto [del calice] di diamante. »

(Nichiren, L'insegnamento, la pratica e la prova[46])

« Perfino un devoto del Sutra che sia incapace, che manchi di saggezza, che abbia un corpo impuro o che non osservi i precetti, sarà sicuramente protetto finché recita Nam-myoho-renge-kyo. »

(Nichiren[47])

Oltre alla pratica, sono raccomandate la disposizione alla compassione (jihi per tutti gli esseri) e alla bodhicitta, da raggiungere anche attraverso la diffusione massima della dottrina secondo il principio di kosen rufu, inteso come «pace e la prosperità del mondo secolare raggiunte attraverso la diffusione dell'insegnamento corretto del Buddha».

Col termine nichirenismo si indicò l'ideologia nazionalista di molti buddhisti Nichiren specie tra il periodo Meiji e la seconda guerra mondiale[48][49][50][51][52], anche se vi sono correnti che difendono il valore della pace e ostili al militarismo che fu propugnato in sincretismo con lo shintoismo imperiale (ad esempio l'ideologia dei fondatori della Soka Gakkai, Tsunesaburo Makiguchi e Josei Toda era contraria all'ideologia dominante nel Giappone dell'epoca, propugnante l'unificazione di tutte le scuole sotto lo shintoismo in sostegno morale allo sforzo bellico). Modernamente, i buddhisti Nichiren sostengono solitamente la nonviolenza e la pace, almeno questa è la posizione ufficiale di gruppi come la Soka Gakkai.[53][54]

Secondo Nichiren, influenzato anche dallo shintoismo, ogni aspetto della vita è sacro, e in accordo con le dottrine Mahayana, non esistono confini veri tra samsara e nirvana, si tratta solo di un espediente retorico espositivo usato dal Buddha. Anche gli stessi desideri terreni, oggetto di cui liberarsi secondo il buddhismo dei Nikaya e la dottrina delle quattro nobili verità, come in altre scuole Mahayana posso essere usati a scopo benefico per ottenere la bodhi e risvegliare la natura di Buddha presente in ogni essere senziente (衆生 shūjō) giungendo alla buddhità:

« La vera entità che si manifesta in tutti i fenomeni indica i due Buddha Shakyamuni e Taho (seduti insieme nella Torre Preziosa). Taho rappresenta tutti i fenomeni e Shakyamuni la realtà. I due Buddha indicano anche i due princìpi di oggetto (kyo) e soggetto (chi) o realtà (oggettiva) e saggezza (soggettiva). Il Buddha Taho rappresenta l'oggetto e Shakyamuni il soggetto. Benché siano due, si fondono in uno nell'Illuminazione. Questo è l'insegnamento più importante. È l'insegnamento che "i desideri terreni sono Illuminazione" e "le sofferenze di vita e morte sono nirvana". Se si recita Nam-myoho-renge-kyo durante il rapporto sessuale fra uomo e donna, i desideri terreni si trasformano in Illuminazione e le sofferenze di nascita e morte in nirvana. Le sofferenze diventano nirvana quando si comprende che l'entità della vita umana non viene né generata né distrutta nel suo ciclo di nascita e di morte. Il sutra Fugen afferma: «Anche senza annullare i desideri terreni o eliminare i cinque desideri, si possono purificare tutti i sensi e sradicare tutte le colpe». Nel Maka shikan[55] si afferma che «le illusioni e i desideri terreni sono Illuminazione e le sofferenze di nascita e morte sono nirvana». Nel capitolo Juryo del Sutra del Loto si legge: «Questo è il mio pensiero costante: come posso far entrare tutti gli esseri viventi nella più alta Via affinché ottengano rapidamente la Buddhità». E il capitolo Hoben afferma: «Tutti i fenomeni sono manifestazione della Legge e sono eterni». L'entità di tutti i fenomeni non è altro che Nam-myoho-renge-kyo. »

(Nichiren Daishonin, La Legge originale di Myoho-renge-kyo[56])

Questo insegnamento è sintetizzato con la frase "i desideri terreni sono illuminazione", in giapponese bonno soku bodai, per cui, attraverso il daimoku - ponendo l'obiettivo nel qui e ora come nello zen e nel Tendai - i desideri e le illusioni (visti con connotazione negativa nel buddhismo hinayana derivato dalla cultura indiana) diventano hoben, mezzi abili ed espedienti usati dal Buddha per insegnare a conseguire l'illuminazione a tutti gli esseri in tempo minore, in stile Mahayana e secondo quanto dichiarato nel Sutra del Loto.[57] Moralmente, come altri buddhisti, anche i Nichiren sono contrari all'aborto, anche se la Soka Gakkai lascia libertà di coscienza; la Soka Gakkai è contraria alla pena di morte e favorevole a una libera scelta di suicidio ed eutanasia in casi di grave malattia, e ai diritti degli omosessuali; la morale sessuale raccomandata per i laici, odiernamente, non condanna il sesso non procreativo ed extramatrimoniale ma esprime preferenza per la monogamia e la fedeltà contro una sessualità promiscua, promuove il rispetto della donna, ribadisce i divieti dei precetti buddhisti tradizionali (incesto, stupro, zoofilia), afferma la sincerità assoluta nel rapporto di coppia.[21][58][59][60] L'insegnamento di Nichiren è comunque da alcuni considerato rivoluzionario e "progressista", dato che egli fu il primo pensatore giapponese a dichiarare che le donne potessero ottenere la piena illuminazione, e la pari dignità sociale delle donne praticanti, discussa da secoli nel buddhismo (in Giappone le donne erano tradizionalmente tenute invece all'obbedienza verso padri, mariti e figli maggiori).[61][62] La Soka Gakkai riporta che Nichiren attribuì il titolo di Shonin (santa) a numerose sue discepole.[63]

Non tutti i desideri sono positivi: i desideri negativi, gli impedimenti e gli impulsi che invece distraggono dalla pratica sono invece chiamati come i demoni della tradizione buddhista, visti da alcuni come entità spirituali da altri come simboli della fragilità del meditatore (essi sono presenti anche nel gohonzon in quanto si sottomettono al Buddha Shakyamuni, alcuni diventano perfino suoi seguaci e fanno voto, nel sutra del Loto, di proteggere il sutra stesso e i fedeli del Buddha, allo stesso modo è presente il traditore Devadatta[64]); Nichiren afferma che il "demone del sesto cielo" (Tenji-ma, o Māra, il dio che cercò di distogliere il Buddha dal risveglio) è il loro capo: «Quando la pratica progredisce ed aumenta la conoscenza, i tre ostacoli e i quattro demoni emergono, facendo a gara per interferire. Non dovete farvi influenzare né spaventare da loro. Se vi fate influenzare, sarete trascinati nei cattivi sentieri. Se vi fate spaventare, vi sarà impedito di praticare il vero Buddhismo ( [...] ) quando incontra qualcuno che ha rivolto il suo cuore al bene, cerca di ostacolarlo (...) L'oscurità fondamentale si manifesta come Re demone del sesto cielo»[65]; metaforicamente è rappresentato come un re con dieci eserciti, e simboleggia i pensieri e le azioni negative, gli eccessi, il disprezzo, la voglia di dominare gli altri, l'attaccamento eccessivo al piacere, la voglia di accumulare ricchezza, le persecuzioni e i tre veleni della mente (ignoranza, avidità e odio/rabbia). I quattro demoni sono raffigurazione di impedimenti: impedimento dovuto ai cinque aggregati; impedimento dovuto alle illusioni e ai desideri; impedimento della morte, poiché la propria morte prematura impedisce la pratica, oppure la morte di un altro praticante provoca dubbi nel praticante; l'impedimento del re demone del sesto cielo.[66]

« Il Daishonin afferma che il re demone del sesto cielo attacca le forze del bene con i suoi «dieci eserciti», elencati nel Trattato sulla grande perfezione della saggezza: avidità; scoraggiamento; fame e sete; amore dei piaceri; sonnolenza e apatia; paura; dubbio e rimpianto; rabbia; brama di fama e ricchezza; arroganza e disprezzo per gli altri. Sono tutte funzioni demoniache che sorgono dalla nostra interiorità. »

(Daisaku Ikeda, Commento al gosho "La grande battaglia")

La più temibile manifestazione di quest'ultimo impedimento è però rappresentata e personificata dalla persecuzione da parte di autorità, famigliari o altri, che diventano nemici del devoto. Per i tre potenti nemici, Nichiren intende appunto tre tipi di esseri umani che perseguitano per ignoranza o motivi di interesse coloro che propagano il Sutra del Loto, come descritti nel sutra stesso e raggruppati in: laici che ignorano il vero buddhismo e parlano male dei devoti del Sutra del Loto, attaccandoli con spade e bastoni; preti arroganti e astuti che calunniano i devoti; preti rispettati che, per timore di perdere potere, inducono le autorità a perseguitare i devoti, come il Buddha fu perseguitato e osteggiato anche nelle sue vite precedenti da numerosi religiosi (capitolo XX del sutra del Loto); ma come i suoi persecutori furono puniti con la retribuzione karmica, il Buddha e Nichiren predicono che anche i persecutori dei seguaci futuri del sutra subiranno la stessa sorte.[66]

Infine, con l'espressione hendoku iyaku ("trasformare i veleni in medicina", ripresa da Nagarjuna) Nichiren indica la trasformazione delle esperienze negative in positive.[21]

Le denominazioni e le varie scuole[modifica | modifica wikitesto]

Esistono 46 denominazioni scolastiche che si rifanno all'insegnamento di Nichiren; di seguito l'elenco di alcune, tra parentesi il tempio (o la sede centrale) di riferimento[67]:

  • Nichiren Shōshū (Taiseki-ji)
  • Nichiren-shu (Minobusan Kuon-ji)
  • Nichirenhonshu (Yobo-ji)
  • Hokkeshinshu (Sohonin)
  • Hokkenichirenshu (Horyu-ji)
  • Nipponzanmyohoji (Nipponzan myoho-ji)
  • Shobohokkeshu (Daikyo-ji)
  • Soka Gakkai (Tokyo), scuola laica separatasi dalla Nichiren Shoshu con lo scisma del 1991

Nichiren-shu (日莲宗)[modifica | modifica wikitesto]

Il tempio buddhista di scuola Nichiren shū, Kuon-ji sul Monte Minobu nella prefettura di Yamanashi.

La Nichiren Shu pone Nichiren in una posizione elevata, come il messaggero dell'Eterno Buddha Shakyamuni Buddha o originale, ma non lo considera più importante di Shakyamuni. L'originale Buddha occupa il ruolo centrale nella Nichiren Shu. Nichiren - denominato Nichiren Daishonin ("Nichiren Grande Maestro"), è il profeta che ha rifocalizzato l'attenzione su Shakyamuni tanto da rimproverare alle altre scuole buddhiste di enfatizzare altri buddha o pratiche esoteriche o di trascurare il Sutra del Loto. Il Sutra del Loto è fondamentale nello studio e nella pratica, e gli scritti di Nichiren, i cosiddetti Gosho (御书) o Goibun (御遗文) sono visti come commenti o guide alle dottrine del buddhismo. Essi comprendono i cinque maggiori scritti di Nichiren in cui egli stabilisce la dottrina, le credenze e la pratica, così come in molte altre lettere pastorali scritte ai suoi seguaci. Nichiren ha scritto spesso, e i lettori possono verificare o correggere la loro comprensione delle dottrine del Buddismo di Nichiren attraverso le sue opere superstiti. A differenza della Nichiren Shoshu, la Nichiren Shu è molto più selettiva sui Gosho da considerare autentici. Molti Gosho che sono accettati dalla Nichiren Shoshu non sono accettati come autentici dalla Nichiren Shu in quanto gli studiosi non sono stati in grado di garantirne l'autenticità. Questo non significa che questi Gosho o le presunte trasmissioni orali (come il Kuden Ongi) vengono respinte, ma significa che essi sono visti come secondari ai materiali autenticati e si precisa che, mentre essi potrebbero avere un valore pastorale, non possono essere definitivamente ritenuti un insegnamento di Nichiren. Dall'originale Nichiren-shu, praticante gli insegnamenti dottrinali originari, si sono scisse le altre diverse scuole, a loro volta ritenenti di praticare il vero insegnamento di Nichiren.

Presso il tempio principale sul monte Minobu è presente la tomba di Nichiren, dove sono conservate le sue ceneri, considerato un luogo sacro dai fedeli.

Scuola Nichiren Shō (日蓮正宗, Nichiren Shōshū)[modifica | modifica wikitesto]

La statua di Nichiren, situata all'esterno del tempio Honnō-ji a Teramachi, distretto di Kyoto

La prima divisione all'interno delle scuole del Buddhismo Nichiren nasce pochi anni dopo la morte del fondatore. Prima di morire, Nichiren affidò a sei dei suoi discepoli anziani il compito di organizzare la diffusione della sua dottrina e quello di curare il tempio Kuon-ji (久遠寺) da lui fondato sul monte Minobu nella provincia di Kai.

Le turbolenze politiche e militari del Giappone alla fine del XIII secolo non consentivano la presenza costante e contemporanea nel tempio Kuon-ji da parte di questi sei discepoli: Nikkō (日興, 1246-1333), Nikō (日向1253-1314), Nichirō (日朗, 1245-1320), Nisshō (日昭, 1221-1323), Nichiji (日持, 1250-?) e Nitchō (日頂, 1252-1317). Così Nikkō, riuscendo invece a garantire una presenza costante nel monastero Kuon-ji ricoprì, a partire dal 1285, il ruolo di abate. Dopo qualche anno venne raggiunto da Nikō, che ottenne di diventare responsabile della formazione dei monaci, finché non ebbe con lui un duro scontro dottrinale relativo alla condotta di un importante devoto laico della scuola, Hakiri Sanenaga (波木井実長, 1222–97), signore della parte meridionale dell'attuale provincia di Kai, dove aveva sede il monastero Kuon-ji. Sanenaga aveva infatti reso omaggio ai Kami (神, gli dèi scintoisti) violando, secondo Nikkō ma non secondo Nikō, l'insegnamento del maestro Nichiren.

Perso nel 1289 il controllo del monastero Kuon-ji, Nikkō si trasferì in un altro monastero, il Taiseki-ji (大石寺), situato alle pendici del monte Fuji portando con sé il Dai Gohonzon (禦 本尊)[68], una tavola lignea su cui, il 12 ottobre del 1279, Nichiren aveva inciso un mandala rappresentante il Dharma, l'universo e la vita in esso contenuta. Su questa separazione dottrinale vertono i due principali rami scolastici Nichiren: il Nichiren-shu che fa riferimento a Nikō e il Nichiren Shōshū che invece fa riferimento a Nikkō. Il ruolo assegnato alla figura di Nichiren dalla Nichiren Shōshū è quello di Buddha dell'ultimo giorno della Legge, come previsto nel capitolo Juryō (壽量品 Durata della vita del Buddha) XVI capitolo del Sutra del Loto, e quindi di fatto viene venerato al posto del Buddha Śākyamuni.

L'atteggiamento nei confronti delle altre fedi religiose e delle altre confessioni buddhiste è di gran lunga più rigido rispetto alla Nichiren-shū, che continua invece nella venerazione del Buddha Śākyamuni ed è decisamente più tollerante ed aperta nei confronti delle altre scuole buddhiste. Ed è proprio il rapporto con le altre scuole buddhiste e il ruolo da assegnare al proprio fondatore Nichiren la linea di discrimine di tutte le successive separazioni scolastiche all'interno del Buddhismo Nichiren.

Le principali associazioni laiche[modifica | modifica wikitesto]

Kokuchūkai (国柱会)
La sede principale della Risshō Kōsei Kai a Tokyo.

"Associazione per il sostegno della nazione" fondata nel 1879 da Tanaka Chigaku (田中智學, 1861-1939), un monaco della scuola Nichiren che rinunciò ai voti per fondarla. Tanaka era convinto che il Buddhismo Nichiren in grave crisi verso la fine del XIX secolo, occorresse di una spinta dall'esterno delle istituzioni monastiche e decise di rivolgersi ai laici ottenendo grande consenso che, tuttavia, scemò al termine della Prima guerra mondiale.

Nel 1922 Tanaka ottenne dal governo imperiale il titolo postumo di Risshō Daishi conferito a Nichiren.

Reiyūkai (霊友会)

"Associazione degli amici spirituali" fondata nel 1925 da Kotani Kimi (小谷喜美, 1901–1971) una devota laica del Buddhismo Nichiren con poteri sciamanici e da suo cognato Kubo Kakutarō (久保角太郎, 1890-1944)[69]. La Reiyūkai pratica il daimoku ma afferma di venerare solo il Gohonzon. Celebra il culto degli antenati, riti di divinazione e pratiche di guarigione[70]. Ha una tendenza fortemente spiritualista.

Risshō Kōsei Kai (立正佼成会)

Importante organizzazione laica fondata nel 1938 da Niwano Nikkyō (庭野日敬, 1906-1999) e dalla sua discepola Naganuma Myokō (長沼妙佼, 1889-1957).

È il movimento di maggior successo nato da una separazione dalla Reiyūkai. Sostiene che l'unico soggetto di venerazione deve essere il Buddha Shakyamuni mentre il Gohonzon va riverito ma non venerato. Combina lo studio dei sutra con pratiche di edificazione morale dei suoi membri, riuniti in sessione di crescita personale (法座, giapp. hōza, cin. fǎzuò, dal sanscrito dharmâsana, luogo dove si discute del Dharma).

Con i suoi circa sei milioni di seguaci e i 239 luoghi di pratica in Giappone, Risshō Kōsei Kai si pone come la seconda associazione laica dopo la Sōka Gakkai. Fuori del Giappone presenta sette centri di pratica ed è in rapporti di collaborazione con la Chiesa cattolica, condividendo importanti iniziative comuni con il Movimento dei focolari fondato da Chiara Lubich.

La Risshō Kōsei Kai è attivamente impegnata nel dialogo interreligioso e il suo precedente presidente, Nikkyō Niwano (庭野日敬, 1906 - 1999), è stato tra i fondatori della World Conference Religions for Peace (WCRP)[71].

Sōka Gakkai (創価学会)
La sede principale della Soka Gakkai a Tokyo.

È la più diffusa e discussa associazione laica buddhista di scuola Nichiren. Fu fondata da Tsunesaburo Makiguchi (牧口常三郎, 1871-1944) e da Josei Toda (戸田城聖, 1900-1958) nel 1930 con il nome Sōka kyōiku gakkai (創価教育学会, Associazione pedagogica per la creazione di valore). Makiguchi svolgeva l'attività di educatore e il suo scopo iniziale era la promozione di nuovi modelli pedagogici fondati sulla responsabilità individuale e sul pragmatismo allo scopo di realizzare le proprie potenzialità sia in ambito spirituale che materiale. Divenne presto un seguace della scuola Nichiren Shoshu e ritenne di poter applicare le sue convinzioni pedagogiche alle dottrine religiose propugnate da questa scuola. Ostile al militarismo giapponese, allo Shintoismo e al culto dell'imperatore, Makiguchi fu arrestato nel 1943 per essersi rifiutato di rispettare una legge che obbligava i cittadini giapponesi a conservare nelle loro abitazioni dei simboli scintoisti di buon augurio per la nazione. Morì in prigione nel 1944. Dopo la morte di Makiguchi, Tōda, divenutone presidente nel 1950, rilanciò l'associazione cambiandole il nome in Sōka gakkai (創価学会, Associazione per lo sviluppo dei valori).

Dopo la morte di Tōda, che poté assistere direttamente alla grande diffusione per tutto l'arcipelago giapponese della associazione da lui fondata, divenne presidente, nel 1960, Daisaku Ikeda il quale, nel 1975, fondò la Sōka Gakkai internazionale al fine di svolgere un'attività missionaria in tutto il mondo, attività che ha raccolto circa un milione di seguaci non giapponesi.

Nel novembre 1991, preoccupata per il crescente modernismo e occidentalismo (nonché in disputa per questioni dottrinali e di culto) della Soka Gakkai, la Nichiren Shōshū ha condannato apertamente l'associazione, scomunicandone tutti i suoi membri.

Dal punto di vista dottrinale, tuttavia, la Sōka Gakkai si discosta ben poco dalle dottrine diffuse dalla Nichiren shōshū. Nella pratica religiosa di questa associazione, Nichiren secondo alcuni ha infatti sostituito il Buddha Śākyamuni (che pure è figura fondamentale), questo perché il fondatore del Buddhismo Nichiren viene identificato, come in altre denominazioni del Buddhismo Nichiren di derivazione Nichiren Shōshū, con il Buddha dell'ultimo giorno della Legge, proclamato nel XVI capitolo del Sutra del Loto dal Buddha Śākyamuni. Come altri seguaci del Sutra del Loto, vedono tutti i Buddha come manifestazioni del Buddha eterno.

La Sōka Gakkai venera[72] il Gohonzon e pratica la recitazione e la venerazione del titolo del Sutra del Loto (daimoku).

Diffusione fuori dal Giappone[modifica | modifica wikitesto]

Circa 21 milioni di buddhisti Nichiren vivono fuori dal Giappone (35 milioni vivono nel Paese del Sol Levante, 27 appartengono alle scuole tradizionali, 8 alla Soka Gakkai), e in buona parte sono occidentali convertiti, gli altri immigrati giapponesi, oppure cinesi, taiwanesi e di altri paesi. 4 milioni appartengono alla Soka Gakkai (che conta in tutto 12 milioni di membri). Negli Stati Uniti è stato calcolato in uno dei censimenti che erano più di 215.300, di cui il 7% affiliato alla Nichiren-shu, l'8% alla Nichiren Shoshu, il 20% alla Soka Gakkai; circa il 45 % del totale sono ex membri della Soka Gakkai che praticano ancora o hanno smesso la pratica pur mantenendo credenze buddhiste Nichiren; il 15 % praticano al di fuori delle principali organizzazioni, l'1% aderisce a scuole Nichiren minori, e il 4 % pratica il buddhismo di Nichiren assieme ad altre pratiche buddhiste provenienti da altre scuole (Vipassana dal Theravada, Zazen dallo zen, ecc.).[21] In Italia alla Soka Gakkai aderiscono circa 70.000 fedeli, pressappoco la metà dei buddhisti italiani.[73]

Festività[modifica | modifica wikitesto]

Le festività principali delle scuole del Buddhismo Nichiren sono le seguenti. Per la Nichiren Shoshu e la Soka Gakkai:

  • 16 febbraio: nascita di Nichiren;
  • 16 marzo: giornata di kosen rufu;
  • 28 aprile: Proclamazione di Nam Myo Ho Renghe Kyo
  • 12 maggio, 27 agosto, 12 settembre e 11 novembre: giornate di ricordo delle persecuzioni;
  • 12 ottobre: iscrizione del Dai Gohonzon
  • 13 ottobre: anniversario della morte di Nichiren.

Per la Nichiren-shū:

  • 1º gennaio: O-Shogatsu (capodanno giapponese)
  • 3 febbraio: giornata di Setsubun (preghiera benaugurale)
  • 15 febbraio: giorno del Nirvana (anniversario della morte del Buddha Shakyamuni)
  • 16 febbraio: nascita di Nichiren
  • 21 marzo e 21 settembre: festa Higan dell'equinozio di primavera e di autunno
  • 8 aprile: Hanamatsuri (nascita del Buddha Shakyamuni)
  • 28 aprile: Rikkyo Kaishu-e (proclamazione dell'odaimoku Namu Myoho Renge Kyo)
  • 12 maggio, 27 agosto, 12 settembre, 10 ottobre e 11 novembre: giornate di ricordo delle persecuzioni di Nichiren;
  • dal 13 al 15 di luglio o a metà di agosto: Urabon/Obon (festa degli antenati e dei morti)
  • 13 ottobre: Oeshiki (anniversario della morte di Nichiren)
  • 8 dicembre: Rohatsu (giornata della Bodhi o Jodo-e, anniversario dell'abbandono della vita mondana e anche dell'illuminazione di Shakyamuni sette anni dopo)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Oggi indicante solo l'omonima scuola
  2. ^ Presentato nel Sutra del Loto: XXIII capitolo
  3. ^ (JA) “宗教的なもの”にひかれる日本人, NHK Broadcasting Culture Research Institute. URL consultato il 29 gennaio 2013.
  4. ^ Woodhead, Linda. "Religions in the Modern World: Traditions and Transformations." New York, NY: Routledge Publishing 2016, ISBN 9780415858816 p. 83
  5. ^ a b Lotus Seeds, The Essence of Nichiren Shu Buddhism page 63, ISBN 0970592000
  6. ^ SGI Library Online - The Soka Gakkai Dictionary of Buddhism, Sgilibrary.org. URL consultato il 2 ottobre 2013.
  7. ^ SGI Library Online - The Soka Gakkai Dictionary of Buddhism, Sgilibrary.org. URL consultato il 2 ottobre 2013.
  8. ^ Lotus Seeds, The Essence of Nichiren Shu Buddhism page 72, ISBN 0970592000
  9. ^ SGI Library Online - The Soka Gakkai Dictionary of Buddhism, Sgilibrary.org. URL consultato il 2 ottobre 2013.
  10. ^ Soka Gakkai International - USA (2008).The Liturgy of Nichiren Buddhism, ISBN 978-1-932911-55-8
  11. ^ Nichiren, The Record of Orally Transmitted Teachings, p. 143. Translated by Burton Watson
  12. ^ Questa dottrina esposta nell'Avalokitêśvara-guṇa-kāraṇḍa-vyūha o Kāraṇḍavyūha (大乘莊嚴寶王經, cin. Dàshèng zhuāngyán bǎowáng jīng, giapp. Daijō shōgon hōō kyō, tib. ['phags pa] za ma tog bkod bkod pa shes bya ba heg pa chen po'i mdo, T.D. 1050.20.47-64), tradotto in 4 fascicoli nel X secolo da Tiānxīzāi (天息災, Tensokusai). In questo sutra poi, peraltro, viene per la prima volta esposto il mantra di Avalokitêśvara: oṃ maṇi padme hūṃ. Nel mandala dei Cinque Buddha, Vairocana (simboleggiante anche la vacuità) occupa il centro, per questo da alcuni Sakyamuni è identificato con esso, come nel sutra della Meditazione dove è un appellativo di Sakyamuni (cfr. Reeves, Gene (2008). The Lotus Sutra: A Contemporary Translation of a Buddhist Classic. Somerville: Wisdom Publications. ISBN 0-86171-571-3., pp. 416 e 452).
  13. ^ Dio e il Buddha Amida[collegamento interrotto], jodoshuitalia
  14. ^ Hattori, Sho-on (2001). A Raft from the Other Shore: Honen and the Way of Pure Land Buddhism. Jodo Shu Press. pp. 25–27. ISBN 4-88363-329-2.
  15. ^ Nichiren Gosho - Book Two, p.193
  16. ^ Lexington Nichiren Buddhist Community (undated), Jogyo-Shindoku (Traditional Auxiliary Practice), Lexington, Kentucky, p. 20
  17. ^ Kanno, Hiroshi. The Reception of the Lotus Suutra in Japan. The Journal of Oriental Studies. Vol. 10, 2000, 31-46.
  18. ^ Nichiren-shu: Our practice
  19. ^ Nichiren Shu Renkoji: il Sutra del Loto e il daimoku
  20. ^ William E. Deal, Handbook to Life in Medieval and Early Modern Japan, 2005, p.118
  21. ^ a b c d e Gerald Aitken, Nichiren Daishonin's Buddhism, p. 15
  22. ^ Gosho 156, Great Bodhisattva Hachiman
  23. ^ a b c Nichiren, Il comportamento del Buddha, lettera inviata ai discepoli durante il suo esilio
  24. ^ Rev. Shoryo Tarabini, Il Galateo Buddhista: Forma, Fede e Sostanza. p.81, 144
  25. ^ Glossario Soka Gakkai
  26. ^ Soka Gakkai - Il rito
  27. ^ Marc Mc Williams, Techno-Ritualization, The Gohonzon controversy on the Internet, italiano La propagazione del Buddismo di Nichiren Daishonin nell'era digitale. Tecnoritualizzazione
  28. ^ Gosho della scuola Fuji sul vero Oggetto di Culto
  29. ^ Nichiren, Gosho "Risposta a Matsuno"
  30. ^ Massimo Raveri, Nichiren, in Dizionario delle religioni, Einaudi, Torino, p. 521
  31. ^ Watanabe Hōyō, Nichiren, in Encyclopedia of Religion vol. 10, New York, MacMillan, 2004, pagg. 6603 e segg. trad. it. Nichiren in Enciclopedia delle Religioni (diretta da Mircea Eliade), vol.8 Milano, Jaca Book, pagg.434 e segg.
  32. ^ Trattati di Nichiren Daishonin, a cura di M. Claus, p.45
  33. ^ Sutra del Loto, capitolo II
  34. ^ Shoju e shakubuku
  35. ^ Nichiren Daishonin - Trattati -, Volume 1, a cura di M. Claus, IV lettura
  36. ^ Nichiren, Gosho, RSND, 1, 972
  37. ^ S. Tarabini, Il galateo buddhista, p. 144
  38. ^ Cfr. le voci Siddhi e i I dieci poteri di un Buddha e l'episodio in cui Nichiren calma le acque o invoca i fenomeni celesti per salvarsi dalla condanna.
  39. ^ Risposta a Nichigon-ama, SND, 7, 211
  40. ^ «Raccogli tutta la tua fede e prega questo Gohonzon. Allora, che cosa non può essere realizzato?» (Gosho, SND, 4, 150); «Recita Nam-myoho-renge-kyo con forte fede e allontanando gli altri pensieri, allora il tuo corpo di comune mortale diverrà il corpo del Buddha» (Gosho "La mistica vera causa", GZ, 872).
  41. ^ Richard Causton. I dieci mondi. Introduzione al Buddismo di Nichiren Daishonin. Milano, Esperia
  42. ^ Scritti di Nichiren Daishonin, volume 7
  43. ^ Rivista SGI Quarterly Ottobre 2012
  44. ^ Vegetarianismo sul sito Nichiren-shu
  45. ^ Soka Gakkai, Osservare i precetti
  46. ^ Da Gli scritti di Nichiren Daishonin, vol. 6, pag. 219, ed. Esperia
  47. ^ da “Sulle preghiere” – Gli Scritti di Nichiren Daishonin, vol. 9, pag. 183
  48. ^ Revisiting Nichiren; Ruben L. F. Habito and Jacqueline I. Stone
  49. ^ Takashi James Kodera, Nichiren and His Nationalistic Eschatology, in Religious Studies, vol. 15, nº 1, Cambridge University Press, March 1979, pp. 41–53, DOI:10.1017/s0034412500011057. URL consultato il 3 dicembre 2013.
  50. ^ Tanaka Chigaku: What is Nippon Kokutai? Introduction to Nipponese National Principles. Shishio Bunka, Tokyo 1935-36
  51. ^ Brian Daizen Victoria, Senior Lecturer Centre for Asian Studies, University of Adelaide, Engaged Buddhism: A Skeleton in the Closet? Archiviato il 31 maggio 2013 in Internet Archive.Template:Full citation needed
  52. ^ Pokorny, Lukas (2011). Neue religiöse Bewegungen in Japan heute: ein Überblick [New Religious Movements in Japan Today: a Survey]. In: Hödl, Hans Gerald and Veronika Futterknecht, ed. Religionen nach der Säkularisierung. Festschrift für Johann Figl zum 65. Geburtstag, Wien: LIT, p. 187
  53. ^ Soka Gakkai, PERCHÉ SIAMO CONTRO OGNI FORMA DI GUERRA; Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai
  54. ^ Soka Gakkai, La nonviolenza
  55. ^ Móhē Zhǐguān (摩訶止觀, Grande trattato di calma e discernimento, giapp. Maka Shikan), commentario sulla meditazione scritto da Zhìyǐ
  56. ^ Gosho, SND (sigla per "Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin"), volume 4, 145
  57. ^ Nichiren, Risposta a Shijo Kingo
  58. ^ Estratti e commento da pubblicazioni di Daisaku Ikeda, terzo Presidente della Soka Gakkai International
  59. ^ D. Ikeda, B. Wilson, I valori in un mondo che cambia, 1984, "Sull'aborto"
  60. ^ Il concetto buddista di unità (itai doshin)
  61. ^ The Writings of Nichiren Daishonin, ed. Soka Gakkai, 2003, p. 385: «Non devono esserci discriminazioni tra coloro che propagano i cinque caratteri di Myoho-renge-kyo nell'Ultimo Giorno della Legge, siano essi uomini o donne».
  62. ^ Masatoshi Ueki, Gender Equality in Buddhism, ed. Peter Lang, 2001, p. 111
  63. ^ Disse inoltre: «Tra i principi del Sutra del Loto, quello dell’ottenimento della Buddhità per le donne è il più importante». In un'altra lettera: «Quando io, Nichiren, leggo Sutra diversi dal Sutra del Loto, non provo il minimo desiderio di diventare una donna. Alcuni Sutra condannano le donne come messaggere dell’inferno, alcuni le paragonano a grandi serpi, altri ad alberi piegati e contorti e un sutra le descrive persino come persone che hanno bruciato il seme della Buddhità. […] Solo nel Sutra del Loto si legge che le donne che abbracciano questo Sutra, non solo sono superiori a tutte le altre donne, ma eccellono su tutti gli uomini» (riportato in Soka Gakkai, L'illuminazione delle donne)
  64. ^ I fedeli della Soka Gakkai irrimediabilmente impigliati nel Mondo Basso, a causa del loro falso oggetto di culto
  65. ^ Nichiren, i due Gosho Lettera ai fratelli, RSND, 1, 440; cfr. SND, 4, 108 e Curare la malattia, RSND, 1, 988; cfr. SND, 5, 78
  66. ^ a b Dizionario del buddismo, Esperia, 2006
  67. ^ Rev. Shoryo Tarabini (undated). A response to questions from Soka Gakkai practitioners regarding the similarities and differences among Nichiren Shu, Nichiren Shoshu and the Soka Gakkai. from: nichiren-shu.org
  68. ^ Più correttamente Moji mandara go honzon (文字 曼荼羅 禦 本尊 cin. Wénzì màntúluó yà běnzūn, Mandala con scritte oggetto di grande venerazione) o anche Dai mandara (題曼荼羅, cin. Tí màntúluó, Titolo mandala).
  69. ^ Murano Senchu. Reiyūkai, in Enciclopedia delle religioni vol.10. Milano, Jaca Book, 2006, pag.441
  70. ^

    « Inoltre, la Reiyūkai, con la sua enfasi sul culto degli antenati, sulla divinazione e sulle pratiche di guarigione è rappresentativo di una tendenza più spiritualista all'interno della scuola Nichiren »

    (Murano Senchu. Reiyūkai, in Enciclopedia delle religioni vol.10. Milano, Jaca Book, 2006, pag.441)
    . Anche

    « In addition to the usual Nichiren emphases, Reiyūkai stresses the importance of ancestor worship, features quasi-shamanistic faith-healing practices, and has developed an influential kind of group counseling called hoza (dharma circle). »

    (Robert S. Ellwood (1987) e Shimazono Susumu (2005). New Religious Movements in Japan, in Encyclopedia of Religion vol.10. NY, Macmillan, 2006, pag. 6574)
  71. ^ Vedi qui: [1].
  72. ^ Va precisato che il termine "venerazione" viene qui utilizzato nella sua accezione di "forma di omaggio religioso" ma non verso una divinità bensì, coerentemente con alcune dottrine buddhiste, come metafora della vita intesa come luogo di rispetto per se stessi attraverso l'accoglimento degli altri esseri.
  73. ^ Cesnur | M. Introvigne: Le religioni in Italia, La Soka Gakkai

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Nichiren-shu[modifica | modifica wikitesto]

Nichiren Shoshu[modifica | modifica wikitesto]

Soka Gakkai[modifica | modifica wikitesto]

Siti critici sulla Soka Gakkai[modifica | modifica wikitesto]

Gruppi Nichiren indipendenti[modifica | modifica wikitesto]

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