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Vimalakīrti Nirdeśa Sūtra

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Il saggio laico Vimalakīrti, protagonista del Vimalakīrti Nirdeśa sūtra, in un antico dipinto cinese risalente all'VIII secolo d.C., rinvenuto nelle Grotte di Mogao.

Il Vimalakīrti Nirdeśa Sūtra (sanscrito: विमलकीर्ति-निर्देश-सूत् ; cinese: 維摩經 pinyin: Wéimó jīng, Wade-Giles Wei-mo ching, giapponese: Yuima gyō, tibetano: 'Phags-pa dri-ma med-par'grags-pas bstan-pa, coreano 유마경 Yuma kyŏng, vietnamita Duy ma kinh, "Il sutra dell'insegnamento di Vimalakīrti") è uno dei più importanti e profondi sutra Mahāyāna. La sua stesura risale al I secolo, si compone di 14 capitoli nella versione cinese e di 12 in quella tibetana (le due versioni sono simili solo la suddivisione in capitoli risulta differente).

Traduzioni in cinese e in tibetano

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Fu tradotto in cinese da Lokakṣema nel 188 ma questa traduzione andò perduta. Le altre traduzioni in cinese andate perdute sono quelle di:

Conservate nel Jīngjíbù del Canone cinese sono invece quelle di:

  • Zhī Qiān del 223-8 al T.D. 474.14.519-536 con il titolo 佛說維摩詰經 Fóshuō wéimójié jīng[1];
  • Kumārajīva al T.D. 475.14.537a-557b (è la più diffusa) con il titolo 維摩詰所說經 Wéimójié suǒshuō jīng;
  • Xuánzàng del 650 al T.D. 476.14.557-587 con il titolo 說無垢稱經 Shuō wúgòuchēng jīng .

In tibetano fu tradotto agli inizi del IX secolo da Dharmatastila.

Manoscritti incompleti di questa opera sono stati rinvenuti nelle Grotte di Mogao a Dunhuang (敦煌), mentre frammenti in sogdiano e khotanese sono stati rinvenuti lungo le oasi della Via della seta. Recentemente è stato rinvenuto a Lhasa un testo di questa opera redatto in sanscrito e pubblicato in Giappone nel 2004.

Contenuto del sutra

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Il sutra narra del laico (upāsaka) Vimalakīrti che invia 500 figli degli anziani di Vaiśālī dal Buddha Śākyamuni affinché vengano istruiti sul Dharma. Vimalakīrti giace malato a casa, conservando l'occasione di "illuminare" i bodhisattva, gli arhat e i deva che lo avessero visitato.

Il tema centrale del Sutra resta quello della vacuità e del valore di questo mondo (di contro alle dottrine indicate come hīnayāna che invece lo consideravano luogo di sofferenza), temi tipici della letteratura dei Prajñāpāramitā Sūtra e in genere della letteratura Mahāyāna. Fatto unico in tutta la letteratura buddista è che in questo sutra l'insegnamento proviene da un laico, non da un Buddha, un arhat o da un bodhisattva cosmico. L'unico personaggio del Sutra che riesce a tenere testa agli insegnamenti del laico Vimalakīrti è il bodhisattva Mañjuśrī, il bodhisattva cosmico della "Dolce Gloria" che impersonifica il principio stesso della saggezza (sans. prajñā).

Struttura del Vimalakīrti Nirdeśa sūtra

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Il Vimalakīrti Nirdeśa Sūtra, nel canone cinese tradotto da Kumārajīva, si articola in quattordici capitoli.

Nel primo capitolo, il Buddha predica a Vaiśālī circondato da una vasta assemblea di monaci, bodhisattva e divinità. Cinquecento giovani si avvicinano per ricevere il Dharma. Il Buddha afferma che la purezza o impurità della terra dei Buddha non è una qualità oggettiva, ma dipende completamente dalla mente di chi la percepisce. Da qui nasce il dialogo con Śāriputra, che fatica a comprendere come un mondo imperfetto possa essere in realtà puro. Il Buddha, per mostrare questa verità, rivela alla loro vista la reale luminosità e perfezione della terra, rendendo evidente che ciò che consideriamo “impuro” deriva solo dalle limitazioni della mente ordinaria. Questo insegnamento porta i cinquecento giovani a ottenere la paziente comprensione della non-nascita dei fenomeni, cioè l’intuizione che le cose non possiedono un’esistenza autonoma o fissa.

Nel secondo capitolo, entra in scena Vimalakīrti, un laico di Vaiśālī dotato di grande saggezza e capacità spirituale. Pur non essendo monaco, ha raggiunto una profonda realizzazione e utilizza abilmente i mezzi abili (upāya) per guidare gli esseri. Fingendo una malattia, induce le persone a fargli visita: è un artificio compassionevole per insegnare a chi lo circonda verità più alte, mostrando come perfino la malattia possa diventare veicolo di risveglio quando non si agisce con attaccamento o avversione. La “malattia” di Vimalakīrti diventa così il punto di avvio del suo insegnamento.

  1. Vedi qui, su kanji.zinbun.kyoto-u.ac.jp.
  • Vimalakirti Nirdesa Sutra (trad. di Charles Luk). Roma, Ubaldini Editore, 1982.

Voci correlate

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