La bambola di carne

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La bambola di carne
La bambola di carne.JPG
Ossi Oswalda e Hermann Thimig in una scena del film
Titolo originale Die Puppe
Lingua originale tedesco
Paese di produzione Germania
Anno 1919
Durata 48 min

58 min (copia restaurata nel 2000)

70 min (copia con sottotitoli francesi del Brussels Musée du Cinéma)
Dati tecnici B/N
rapporto: 1,33:1
film muto
Genere commedia, fantastico
Regia Ernst Lubitsch
Soggetto da E.T.A. Hoffmann e dall'operetta di A.E. Willner
Sceneggiatura Hanns Kräly e Ernst Lubitsch
Produttore Paul Davidson
Casa di produzione Projektions-AG Union (PAGU)
Fotografia Theodor Sparkuhl e Kurt Waschneck (direzione tecnica)
Scenografia Kurt Richter
Costumi Kurt Richter
Interpreti e personaggi

La bambola di carne (Die Puppe) è un film muto del 1919 diretto da Ernst Lubitsch, basato vagamente su Eine lustige Geschichte aus einer Spielzeugschachtel, un'operetta di A.E. Willner che riprende alcuni temi da Der Sandmann di E.T.A. Hoffmann[1].

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Lancelot, nipote del barone Chanterelle, è un ragazzo timido che non ha mai avuto rapporti con le ragazze. Tanto da rifiutare le proposte di nozze dello zio, che cerca delle candidate per il nipote. Lancelot, per sfuggire allo stuolo di ragazze che arrivano per contendersi la sua mano, si rifugia in un monastero, dov'è sicuro di non trovare alcuna donna. I monaci gli propongono un trucco per liberarsi dell'ingerenza dello zio (che gli darà comunque una ricchissima dote al momento del matrimonio): quello di sposarsi con uno degli automi di Hilarius, un costruttore di bambole. Lancelot, sollevato, accetta e va a scegliere la bambola. L'automa, però, si rompe e Ossi, la figlia di Hilarius, ragazza vivace e piena di verve, prende il posto della bambola, fingendo di essere lei l'automa. Le nozze hanno luogo e l'ignaro Lancelot si trova a essere sposato con una ragazza vera. Quando lo scoprirà, però, ormai il giovane è innamorato della sua "bambola" e, anche se sorpreso, sarà felice di avere una moglie vera.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film fu prodotto dalla Projektions-AG Union (PAGU).

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Distribuito dalla Universum Film, uscì nelle sale cinematografiche tedesche dopo una prima berlinese tenuta il 5 dicembre 1919 all'Ufa-Palast am Zoo[1][2].

Nel 2010, la pellicola è stata proiettata al Festival di Locarno, nell'ambito di una retrospettiva dedicata a Lubitsch[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Guido Fink, Ernst Lubitsch, Il Castoro cinema, La nuova Italia ed., Firenze - maggio 1977.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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