László Tóth

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László Tóth

László Tóth (Pilisvörösvár, 1º luglio 1938[1]Strathfield, 11 settembre 2012) è stato un geologo ungherese, naturalizzato australiano, noto per aver vandalizzato la Pietà di Michelangelo Buonarroti il 21 maggio 1972.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato in Ungheria, a Pilisvörösvár, in una famiglia cattolica, si trasferì in Australia nel 1965,[2] divenendo cittadino australiano, e visse nella città di Sydney. Benché fosse in possesso di un titolo di studio in geologia, questo non venne riconosciuto in Australia, e Laszlò dovette lavorare in altri campi, venendo impiegato in fabbrica.[2] In Australia risultava residente a Sydney in 13 Ashcroft Avenue, Casula.[3] Poco si conosce della sua vita prima del fatto che lo rese famoso.

Tóth bloccato dopo l'atto vandalico

Il 22 luglio 1971 giunse in Italia, a Roma, dove trovò dapprima alloggio all'Ostello della gioventù nel Foro Italico e poi nel quartiere Gianicolense, presso il dormitorio delle suore spagnole.[3] Durante l'estate 1971 si presentò a San Pietro, nella Città del Vaticano, chiedendo insistentemente di vedere l'allora Papa Paolo VI, affermando di essere Gesù Cristo in persona: in seguito a tale comportamento fu bloccato dalle autorità vaticane e rimpatriato in Australia, venendo schedato quale "persona indesiderabile".[4] Secondo l'articolo pubblicato da L'Unità, invece, Tóth rimase in Italia per 10 mesi prima di compiere il vandalismo.[5]

L'atto vandalico[1][modifica | modifica wikitesto]

László entrò nella Basilica di San Pietro nella mattinata del 21 maggio 1972 e, verso le ore 11.30, scavalcò d'un tratto la balaustra che separava la folla di visitatori dalla scultura della Pietà. Era vestito con una pesante giacca blu, tipo impermeabile,[5] e una camicia rossa; alto e slanciato, portava i capelli lunghi e aveva una corta barbetta bionda. Toltosi la giacca per esser più libero nei movimenti, con un martello da geologo[6] colpì dapprima il capo della Madonna e poi, più volte, il volto e le braccia, lasciando però integra la figura del Cristo. Nel far questo, gridò, in lingua italiana: "Cristo è risorto! Io sono il Cristo!".

Tóth venne poi fermato da un vigile, Marco Ottaggio, con l'ausilio di altri sorveglianti, e portato via, sottratto all'ira della folla che intendeva percuoterlo. Interrogato in seguito, benché durante il vandalismo avesse proclamato frasi in italiano, dichiarò di non comprendere le domande che gli venivano rivolte, sostenendo di saper parlare solo l'inglese.[4] Secondo altre fonti, invece, ripeté frasi sconnesse per tutti gli interrogatori, permanendo nella sua convinzione di essere il Cristo: giunse anche a dire "Che ci sta a fare questa statua qui? Cristo sono io e sono vivo, sono il Cristo reincarnato, distruggete tutti i suoi simulacri".[5] Nonostante l'atto, non fu incriminato, ma fu internato in un manicomio italiano per due anni. Successivamente venne rimpatriato in Australia. Dei suoi anni dopo il rimpatrio non si hanno notizie certe, sebbene alcune fonti affermino che Tóth venne spostato dalla sua residenza di Willetton, Australia Occidentale, per trascorrere gli ultimi anni della sua vita in una casa di riposo a Strathfield, nel Nuovo Galles del Sud, dove morì l'11 settembre 2012.[7][8] Oggi riposa nel Cimitero di Fremantle, nell'Australia Occidentale.

Dopo l'atto vandalico, la Pietà fu prontamente restaurata sotto la supervisione dei Gabinetti Ricerche Scientifiche dei Musei Vaticani.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b A martellate un pazzo in S. Pietro sfregia la «Pietà» di Michelangelo, La Stampa, 21 maggio 1972 ed era mercoledì, p. 1.
  2. ^ a b Gamboni, p. 203.
  3. ^ a b G. Caprile, Lo sfregio alla Pietà di Michelangelo, La Civiltà Cattolica, edizioni 2923-2928, pp. 582-584
  4. ^ a b Il pazzo sfregiatore, La Stampa, 22 maggio 1972, p. 3
  5. ^ a b c «Cristo è risorto»: così ha gridato il folle prima di colpire la Pietà di Michelangelo, L'Unità, 22 maggio 1972, p. 5
  6. ^ Il Gesù del Male
  7. ^ Taylor Marshall, Meet the Man Who Chipped Off Mary’s Nose from Michaelangelo’s Pieta, 20 giugno 2012
  8. ^ Wanted, The day Michelangelo's Pietà was vandalised in a hammer attack, 20 maggio 2021

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Dario Gamboni, The Destruction of Art: Iconoclasm and Vandalism Since the French Revolution, Londra, Reaktion Books, 1997.

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