L'impronta scarlatta

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L'impronta scarlatta
Titolo originaleThe Red Thumb Mark
AutoreRichard Austin Freeman
1ª ed. originale1907
1ª ed. italiana1935[1]
Genereromanzo
Sottogenerepoliziesco
Lingua originale inglese
AmbientazioneLondra
ProtagonistiJohn Thorndyke
Coprotagonistidottor Jervis
Altri personaggiPolton, Reuben Hornby[2], Walter Hornby, John Hornby, Juliet Gibson, avvocato Anstey, Sir Hector Trumpler
SerieDottor Thorndyke
Seguito daL'occhio di Osiride

L'impronta scarlatta (titolo originale The Red Thumb Mark) è un romanzo poliziesco del 1907 di Richard Austin Freeman. È il romanzo d'esordio[3] di Freeman, ed il primo nel quale compare il personaggio del patologo forense, avvocato e investigatore scientifico John Thorndyke.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Reuben Hornby[2], un giovanotto che lavora nella ditta di suo zio nella City, si trova nei guai. La cassaforte dell'ufficio dello zio è stata trovata aperta, e un sacchetto contenente dei diamanti che gli erano stati affidati in custodia è scomparso. Tre uomini erano in possesso delle chiavi: Reuben, suo cugino Walter e lo zio John, ma la scienza delle impronte digitali, recentemente adottata da Scotland Yard, accusa Reuben. Infatti il ladro si è ferito e ha lasciato l'impronta del suo pollice, tracciata con il sangue, su di un foglio ritrovato nella cassaforte. Le prove sembrano schiaccianti, ma il dottor Thorndyke si pone come regola quella di non accettare nessun fatto senza sottoporlo a un rigoroso esame scientifico. E con l'aiuto del suo amico dottor Jervis e del fedele assistente Polton, prepara una linea di difesa da sottoporre al processo, in un drammatico finale ricco di colpi di scena.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Secondo il critico Michael E. Grost L'impronta scarlatta può essere considerato un lavoro minore di Freeman, quasi uno spunto per un racconto, messo poi in forma di romanzo[4]:

(EN)

«The Red Thumb Mark (1907) seems very different from the early trilogy of novels. It does not have a complex puzzle plot, but instead deals with a scientific issue: can fingerprints be faked? The doctor narrator of the tale does not have an independent existence from Thorndyke, but instead is his assistant in crime solving. There is no adventure plot for him to be involved in, or hardly much of any kind of plot at all. As Norman Donaldson has pointed out, in many ways it seems like a short story, enormously enlarged to novel length. This book does establish Thorndyke as a full scientific detective, however, complete with lab and portable detective case. Despite its fame, and a certain charm, this seems like a relatively minor work.»

(IT)

«L'impronta scarlatta appare molto diverso rispetto alla trilogia degli altri primi romanzi. Non ha una trama complessa, ma si basa invece su una questione scientifica: le impronte digitali possono essere falsificate? Il dottore, narratore della storia, non ha un'esistenza indipendente da Thorndyke, ma è invece il suo assistente nella soluzione del crimine. Non c'è una trama avventurosa nella quale si possa essere coinvolti, o addirittura una trama qualsiasi. Come ha fatto notare Norman Donaldson, per molti aspetti sembra un racconto breve enormemente espanso fino alla lunghezza di un romanzo. Questo libro, comunque, stabilisce il ruolo di Thorndyke come investigatore scientifico completo, con il suo laboratorio e la sua valigetta portatile. Malgrado la sua fama, e un certo fascino, questo sembra un lavoro relativamente minore.»

(Michael E. Grost A Guide to Classic Mystery and Detection)

Il romanzo è citato nel racconto Lo strano delitto di John Boulnois, di G.K. Chesterton, dove il protagonista, che lo sta leggendo, afferma: "...seduto in questa poltrona con questo libro, ero felice come uno scolaro in un pomeriggio di vacanza. Era la sicurezza, l'eternità... non riesco a dare un'idea... i sigari a portata di mano, i fiammiferi a portata di mano... il Pollice aveva ancora quattro parti... non era soltanto pace, ma pienezza."[5]

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Richard Austin Freeman, L'impronta scarlatta, traduzione di Alberto Tedeschi (non integrale), collana I Gialli Economici Mondadori, n. 41, Arnoldo Mondadori Editore, 1935, pp. 88.
  • Richard Austin Freeman, L'impronta scarlatta, traduzione di Alberto Tedeschi (non integrale), collana I Classici del Giallo (edizione oro), n. 193, Arnoldo Mondadori Editore, 1974, pp. 185.
  • Richard Austin Freeman, L'impronta scarlatta - L'occhio di Osiride - Premeditazione, traduzione di Lia Volpatti, collana I Grandi del Mistero, Mondadori, 1985, pp. 538.
  • Richard Austin Freeman, L'impronta scarlatta, traduzione di Elvira Cuomo (non integrale), collana Il Giallo Economico Classico, n. 22, Roma, Newton Compton, 1993, pp. 94, ISBN 978-88-7983-310-3.
  • Richard Austin Freeman, Dr. Thorndyke. Le avventure del primo investigatore scientifico della letteratura, traduzione di Chiara Cirelli, Castelvecchi, 2014, pp. 473.
  • Richard Austin Freeman, Erle Stanley Gardner, Cornell Woolrich, Delitti in tribunale, traduzione di Alberto Tedeschi (non integrale), collana Gli Speciali del Giallo Mondadori n. 75, Mondadori, 2015, pp. 352.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Catalogo SBN, su sbn.it. URL consultato il 20 febbraio 2012.
  2. ^ a b rinominato Robert Hornby nella traduzione di Alberto Tedeschi
  3. ^ In realtà Freeman aveva già scritto nel 1905 un racconto dal titolo 31, New Inn con protagonista Thorndyke, che non era stato pubblicato e che in seguito venne espanso, divenendo il romanzo Il mistero di New Inn 31, pubblicato nel 1912.
  4. ^ (EN) Michael E. Grost, A Guide to Classic Mystery and Detection, su mikegrost.com. URL consultato il 25 novembre 2011.
  5. ^ Gilbert Keith Chesterton, Lo strano delitto di John Boulnois, in Tutte le storie di Padre Brown, Roma, Newton Compton, 1995, p. 310, ISBN 88-7983-622-6.