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L'impero del sole (romanzo)

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L'impero del Sole
Titolo originaleEmpire of the Sun
AutoreJ. G. Ballard
1ª ed. originale1984
1ª ed. italiana1986
GenereRomanzo
Lingua originaleinglese
AmbientazioneShanghai
ProtagonistiJim Graham
CoprotagonistiBasie

L'impero del Sole (titolo orig. Empire of the Sun) è un romanzo dello scrittore inglese J.G. Ballard, pubblicato nel 1984; l'opera vinse il Guardian Fiction Prize e il James Tait Black Memorial Prize e fu selezionata per il Booker Prize. Come il precedente racconto di Ballard The Dead Time (pubblicato nell'antologia Myths of the Near Future), si tratta di un'opera di narrativa che tuttavia attinge ampiamente alle esperienze vissute dall'autore durante la Seconda Guerra Mondiale, a Shangai e nel campo di prigionia nel Civilian Assembly Centre (CAC) di Lunghua. Il titolo del romanzo deriva dall'etimologia del nome del Giappone.

Da questo romanzo fu tratto l'omonimo film di Steven Spielberg del 1987. Ballard raccontò poi le sue esperienze infantili in Cina e la realizzazione del film nella sua autobiografia, Miracles of Life.

Il romanzo narra la storia di un giovane inglese di undici anni, Jamie ("Jim") Graham (che prende il nome dai due nomi di battesimo di Ballard, "James Graham"), che vive coi genitori a Shanghai, in Amherst Avenue, all'interno della Concessione internazionale di Shanghai: nel caos che ne segue, Jim verrà separato dai genitori.

È la vigilia dell'invasione della città da parte del Giappone, nel dicembre 1941, dopo l'attacco alla base navale statunitense di Pearl Harbor e la città è inondata da cinegiornali e film propagandistici. Mentre la minaccia si fa sempre più forte, la città cambia volto: la frenesia aumenta e molti europei ed americani residenti nel quartiere internazionale iniziano a fuggire per evitare di finire prigionieri.

La Cina si trova costretta ad affrontare un nuovo scontro con il Giappone, senza essersi ancora minimamente ripresa dalla seconda guerra sino-giapponese del 1937, i cui segni sono ancora visibili nell'aerodromo di Hungjao, dove vi sono i resti di trincee e di aerei giapponesi ricoperti dalle ortiche. Jim assiste dalla propria camera all'affondamento della nave inglese Peterel, che dà inizio ai combattimenti. Mentre gli scontri si fanno sempre più aspri, i giapponesi avanzano per le strade lungo il Bund mentre gli europei e gli americani si riversano per le strade.

Nella confusione generale Jim perde la madre, ed in seguito il padre. Trascorre del tempo in ville abbandonate, nutrendosi di avanzi di cibo confezionato. Esaurite le scorte alimentari, decide di tentare di arrendersi all'Esercito imperiale giapponese. Dopo numerosi tentativi, vi riesce finalmente e viene internato nel Centro di raccolta per civili di Lunghua.

Incontrerà nuovamente i due genitori nel Bund, dopo che il padre ha prestato soccorso ai superstiti della Peterel, ma verranno poi nuovamente separati in ospedale. (Questo evento non si è verificato realmente: genitori e figlio non furono mai separati). Ha quindi inizio per lui una difficile fase della sua vita, nella quale dovrà affrontare da solo il mondo esterno.

Il ragazzo vaga per le vie di Shanghai e tra le case del quartiere internazionale in cerca di cibo ma, nonostante la solidarietà di alcuni soldati giapponesi, la situazione per lui si fa sempre più insostenibile. Jim incontra due marinai americani, Frank e Basie, che apparentemente cercano di aiutarlo a ritrovare i suoi genitori, ma in realtà tentano di usarlo in tutti i modi possibili (anche di venderlo) pur di trarne vantaggi.

Successivamente Jim e i due americani vengono arrestati dai giapponesi e radunati insieme ad altri prigionieri europei ed americani in un cinema all'aperto. Da lì Jim, Basie e gli altri prigionieri vengono prima trasferiti a Woosung, e successivamente avviati verso il campo di concentramento di Lunghua.

Sebbene i giapponesi siano "ufficialmente" i nemici, Jim si identifica in parte con loro, sia perché adora i piloti e le loro splendide macchine, sia perché sente che Lunghua è ancora, per lui, un luogo relativamente più sicuro.

La detenzione nel campo dura tre anni. Mentre i giapponesi vanno lentamente incontro alla disfatta militare, le scorte di cibo scarseggiano, e gli internati indeboliti dalla fame iniziano ad essere colpiti da vaiolo e malaria. Jim riesce a stento a sopravvivere, faticosamente guadagnandosi qualcosa da mangiare, prestando servigi ad alcuni prigionieri, tra cui Bosie, mentre le persone attorno a lui muoiono di fame. Gli aguzzini giapponesi fanno sgombrare il campo e conducono i prigionieri a marce forzate verso lo stadio olimpico di Nantao, durante la quale molti prigionieri perdono la vita. La maggior parte degli ex internati (già esausti e molto ammalati) muore, mentre quei pochi che hanno ancora la forza di reggersi in piedi vengono probabilmente guidati dai giapponesi in altri campi per essere uccisi. Jim abbandona poi la colonna e viene salvato dalla fame grazie ai lanci di rifornimenti effettuati dai bombardieri americani.

Jim, fingendosi morto, riesce a fuggire dallo stadio, ma anche se libero la situazione non è delle migliori: Shanghai e dintorni sono infatti battuti in lungo e in largo da banditi in cerca di cibo e prede, e non esitano a catturare quelli in cui s'imbattono. Fatto prigioniero da un disertore a capo di una banda di criminali cinesi, Jim riesce a fuggire e ad essere soccorso dalle Forze Alleate che entrano a Shanghai. Fa quindi ritorno al campo di Lunghua, per poi ricongiungersi presto ai genitori nella casa in cui vivevano prima della guerra.

Genesi dell'opera

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Il romanzo è basato sulle esperienze dell'autore, nato e cresciuto a Shanghai, dove il padre era direttore di un'industria tessile. Venne internato insieme alla famiglia in un campo di prigionia in seguito all'attacco di Pearl Harbor. Soprattutto nella sua autobiografia, I miracoli della vita (2008), Ballard ha ammesso di aver rimosso molti elementi della sua esperienza durante l'internamento[1]: i suoi genitori e sua sorella non furono inclusi nel nucleo della storia per una precisa scelta volta a rendere la scrittura del romanzo più facile, anche dal punto di vista psicologico.[1]

Adattamento cinematografico

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Lo stesso argomento in dettaglio: L'impero del sole (film 1987).

Nel 1987, Steven Spielberg diresse l'adattamento cinematografico del romanzo, con un giovanissimo Christian Bale nel ruolo di Jim, John Malkovich nel ruolo di Basie e Joe Pantoliano nel ruolo di Frank, con la partecipazione di un ancora sconosciuto Ben Stiller nel ruolo del pilota statunitense Dainty.

Edizioni italiane

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L'impero del sole, collana La Scala, traduzione di Gianni Pilone Colombo, Milano, Rizzoli, aprile 1986, ISBN 978-88-176-7100-2. - Milano, CDE, 1988; Collana BUR SuperBur n.S58, Milano, Rizzoli, 1989; Collana UEF, Milano, Feltrinelli, aprile 2007, ISBN 978-88-078-1911-7.

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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