L'abisso del passato

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L'abisso del passato
Titolo originaleLest Darkness Fall
AutoreL. Sprague de Camp
1ª ed. originale1939
1ª ed. italiana1959
Genereromanzo
Sottogenerefantastico, ucronia
Lingua originale inglese

L'abisso del passato (Lest Darkness Fall) è un romanzo breve fantastico del 1939 dello scrittore statunitense L. Sprague de Camp.

Il racconto è un esempio del genere ucronico o della cosiddetta storia alternativa.

Storia editoriale[modifica | modifica wikitesto]

Fu pubblicato per la prima volta come racconto per giornale nel 1939 sulla rivista Unknown, poi come racconto completo dalla Henry Holt and Company nel 1941, infine pubblicato in lingua inglese con copertina rigida dalla Heinemann nel 1955 e, nella sua ultima versione, dalla Pyramid Books nel 1963.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

L'archeologo americano Martin Padway, nel 1938, sta visitando il Pantheon a Roma, quando, dopo un fulmine che gli cade vicino, si ritrova nella Roma del VI secolo, precisamente nel 535.

Il periodo in cui Padway si ritrova è abbastanza oscuro: gli Ostrogoti che detengono il potere militare in Italia dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente nel 476, pur avendo lasciato in vita le istituzioni civili romane e garantito libertà religiosa, stanno per essere assaliti dalle forze bizantine, comandate dal generale Belisario. Nel nostro corso storico, i Bizantini non riuscirono a consolidare il proprio potere, trasformando il conflitto - che prenderà il nome di guerre gotiche (535-553) - in una guerra di logoramento e devastando la penisola e la popolazione, ottenendo come risultato la divisione del paese in piccoli stati e facilitando la futura conquista dell'Italia da parte dei Longobardi.

Padway, consapevole degli eventi che aspettano il paese e l'Europa, intende ostacolare, e se possibile impedire, il processo che ha condotto allo sviluppo della società medioevale. Avendo necessità di un finanziamento, avvia un'attività di distillazione del brandy. Tuttavia, inizia anche ad insegnare l'uso dei numeri arabi - attività che gli procura rispetto e la simpatia di qualche prestatore di denaro. Successivamente, introduce la stampa e produce un primo giornale. La volontà di migliorare i sistemi di comunicazione a distanza, allo scopo di ricevere rapidamente le avvisaglie del primo attacco bizantino, lo porta a sviluppare un rudimentale telegrafo ottico. Quest'attività in particolare lo porta a confrontarsi con gli apparati statali goti ed a fare conoscenza con il re Teodato. I tenativi di realizzare un orologio meccanico, la polvere da sparo e i cannoni non risultano invece fruttuosi.

Quando Belisario sbarca sulla penisola provenendo dalla Sicilia e riesce a prendere Napoli, una congiura di palazzo depone Teodato, che viene sostituito da Vitige. Poiché però Padway sa, dalle sue reminescenze storiche, che quest'ultimo non sarebbe risultato efficace nel contrastare i Bizantini, decide di aiutare Teodato a riprendere il trono. Continuando a sfruttare le informazioni in suo possesso, Padway riesce ad anticipare le mosse sia dei suoi antagonisti Goti, favorendo in tal modo Teodato e divenendo lui stesso funzionario goto, sia dei suoi antagonisti Bizantini. Padway, infatti, ha ormai scelto di appoggiare in pieno la causa gota, piuttosto che favorire il controllo di un governo lontano che, in futuro, sarebbe entrato in decadenza.

Ricorrendo a tattiche sconosciute nel mondo antico, Padway riesce addirittura a sconfiggere il formidabile generale Belisario, convincendolo poi a passare dalla sua parte.

Lo sbarco a Vibo di Giovanni il Sanguinario e una rivolta campeggiata dal figlio di Teodato mettono tuttavia in crisi il regno e l'esercito degli Ostrogoti viene distrutto. Padway comunque riesce a creare una nuova forza liberando molti schiavi italici. Le armate si affrontano prima a Calatia e poi a Benevento. Nonostante la ferocia dei Goti rivoltosi, alcuni semplici stratagemmi e il provvidenziale arrivo di Belisario garantiscono all'americano la vittoria.

Padway infine istituisce il regno Italo-Ostrogoto, emanando una costituzione e abolendo lo schiavismo; tiene rapporti diplomatici con il regno visigoto e progetta di inviare delle navi attraverso l'Atlantico per raggiungere le Americhe, in quanto sente la mancanza del tabacco.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

  • L. Sprague de Camp, L'abisso del passato, traduzione di Gianni Atom, Cosmo 42, Ponzoni, 1959.
  • L'abisso del passato, traduzione di Gianni Atom, in Il linguaggio di Pao - L'abisso del passato, Cosmo. I Capolavori della fantascienza 20, Ponzoni, 1963.
  • Abisso del passato, traduzione di Renato Prinzhofer, Cosmo Serie Oro. Classici della Narrativa di Fantascienza 4, Nord, 1972.
  • L'abisso del passato, traduzione di Renato Prinzhofer, in L'abisso del passato - Alba eterna, Urania 1361, Arnoldo Mondadori Editore, 1999.
  • L'abisso del passato, traduzione di Renato Prinzhofer, in Abisso del passato - Alba eterna, Urania Collezione 175, Arnoldo Mondadori Editore, 2017.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]