José Benlliure y Gil

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José Benlliure y Gil (Valencia, 1º ottobre 1855Valencia, 5 aprile 1937) è stato un pittore spagnolo.

José Benlliure y Gil, Autoritratto
José Benlliure y Gil, Carnevale a Roma
José Benlliure y Gil, Messa, Museo di Belle Arti di Valencia
José Benlliure y Gil, Apoteosi di San Francesco

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

José Benlliure y Gil, nato nel quartiere Cabañal-Cañamelar di Valencia, apparteneva ad una famiglia di artisti. Suo padre Juan Antonio era pittore. Da sua mdre, Angela Gil, José Benlliure prese il secondo cognome. Anche suo figlio, José Benlliure Ortiz (1884–1916), è stato pittore. Alla precoce morte del figlio, José ne donò molte opere al Museo delle belle arti di Valencia "San Pio V". Suo nipote era l'architetto, scultore e pittore José Luis Benlliure López de Arana, che era figlio dello scultore Mariano Benlliure, fratello di José; anche un altro fratello di José, Juan Antonio Benlliure y Gil, è stato pittore.

Formazione e attività artistica[modifica | modifica wikitesto]

Dopo gli studi all'Accademia di belle arti "San Carlos" di Valencia, José Benlliure collaborò con suo padre e completò la formazione artistica nello studio del pittore Francisco Domingo Marqués. A partire dal 1875 inviò sue opere all'Esposizione di Madrid. Al "Salon" di Parigi espose quadri di genere, su soggetti spagnoli e dipinti a carattere religioso, in cui esprimeva una adesione profonda al Cristianesimo. Si inserì nella corrente del simbolismo e col trascorrere del tempo la sua pittura divenne sempre più diafana e surreale.

Trasferitosi a Roma, è stato un punto di riferimento per la colonia di artisti spagnoli. Sposò Maria Ortiz nel 1880 e a Roma nacque suo figlio. Dal 1903 al 1913 è stato professore all'Accademia spagnola di belle arti di Roma. Il re di Spagna Amedeo di Savoia gli commissionò il ritratto di suo figlio Emanuele Filiberto di Savoia-Aosta, divenuto infante di Spagna e Principe delle Asturie.[1]

In molti suoi dipinti la scena è dominata da una sorta di horror vacui che appesantisce lo sguardo d'insieme e distoglie l'attenzione ai particolari.

Opere scelte[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bénezit,  vol. II, p. 103.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (ES) Bernardino Pantorba, Historia y critica de las exposiciones nacionales de bellas artes celebrada en España, Madrid, Ed. Alcor, 1948, SBN IT\ICCU\TO0\1435595.
  • (ES) Museo de Bellas Artes Valencia, Felipe M.a Garin Ortiz de Taranco, Catalogo-guia del Museo Provincial de Bellas Artes de San Carlos, Valencia, Servicio de Estudios Artiscos: Institucion Alfonso El Magnanimo, 1955, SBN IT\ICCU\UBO\3545515. p. 18.
  • (ES) Victoria E. Bonet Solves, José Benlliure Gil (1855–1937): el oficio de pintor, Valencia, Ayuntamiento de Valencia, 1998, SBN IT\ICCU\RMS\0122960.
  • (FR) Bénézit, Dictionnaire critique et documentaire des peintres, sculpteurs, dessinateurs et graveurs de tous les temps et de tous les pays, Paris, Gründ, 1999, SBN IT\ICCU\VEA\0108356. Nuova edizione, interamente rifatta sotto la direzione Jacques Busse.
  • (ES) José Benlliure Gil (1855–1937), Valencia, Generalitat Valenciana, 2008, SBN IT\ICCU\BVE\0475127. Mostra al "Centre del Carme", dal 15 maggio al 31 agosto 2008.
  • (ES) Naturalia: Museo de Bellas artes de Valencia, San Pio 5, 21 mayo-23 noviembre 2014, Valencia, Generalitat valenciana, 2014, SBN IT\ICCU\UBO\4128727. Catalogo mostra.

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