John Hickenlooper

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
John Hickenlooper
John Hickenlooper, official portrait, 117th Congress.jpeg

Senatore degli Stati Uniti
per il Colorado
In carica
Inizio mandato 3 gennaio 2021
Cotitolare Michael Bennet
Predecessore Cory Gardner

42º Governatore del Colorado
Durata mandato 11 gennaio 2011 –
8 gennaio 2019
Predecessore Bill Ritter
Successore Jared Polis

Presidente dell'Associazione Nazionale Governatori
Durata mandato 13 luglio 2014 –
25 luglio 2015
Predecessore Mary Fallin
Successore Gary Herbert

Sindaco di Denver
Durata mandato 21 luglio 2003 –
11 gennaio 2011
Predecessore Wellington Webb
Successore Bill Vidal

Dati generali
Partito politico Democratico
Università Wesleyan University (BA, MS)

John Hickenlooper (Narberth, 7 febbraio 1952) è un politico, imprenditore e geologo statunitense, membro del Partito Democratico. Dal 2003 al 2011 è stato sindaco di Denver per due mandati, e dal 2011 al 2019 governatore dello Stato del Colorado.

Dal 3 gennaio 2021 è senatore per il Colorado.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Narberth, in Pennsylvania,[1] il bisnonno paterno, Andrew Hickenlooper, era un generale dell'Unione di origine olandese, e il nonno paterno, Smith Hickenlooper, era un giudice federale degli Stati Uniti.[2][3] Cresciuto fin da giovane dalla madre in seguito alla morte del padre, studia alla Haverford School, quindi frequenta la Wesleyan University, dove si laurea in Inglese nel 1974; poi prende un master in Geologia nel 1980.

In quegli anni Hickenlooper lavora come geologo in Colorado per la Buckhorn Petroleum. Con il declino dell'industria petrolifera locale, Hickenlooper è licenziato. Invece di andarsene, decide di avviare un birrificio artigianale a Denver, fondando con altri la Wynkoop Brewing Company nel 1988.[4] Venderà poi la sua partecipazione nel 2007 a manager e dipendenti della società per 7 milioni di dollari.

Nel 2003 Hickenlooper è eletto 43° sindaco di Denver. Quando in luglio entra in carica, eredita un deficit di bilancio di 70 milioni di dollari, il peggiore nella storia della città. Nel suo mandato Hickenlooper, chiamato sindaco Hick, elimina il deficit di bilancio, modifica il sistema di carriera del personale, ottiene aumenti delle tasse per iniziative da favore della qualità della vita, incluso un progetto di 4,7 miliardi di dollari per realizzare a Denver la metropolitana. Nel 2005 il Magazine TIME lo ha nominato uno dei cinque migliori sindaci delle grandi città americane nel 2005. Nel maggio 2007 Hickenlooper vince la rielezione come sindaco con l'88% dei voti.

Lascia nel gennaio 2011 dopo essere stato eletto come 42º governatore del Colorado con 15 punti percentuali di scarto. Come governatore del Colorado realizza una crescita economica sia nell'area metropolitana che nella periferia dominata dai repubblicani e nelle contee rurali del Colorado. Durante il suo mandato, il Colorado passa dal 40º stato nella creazione di posti di lavoro al 4°. Realizza l'espansione di Medicaid, la crescita delle infrastrutture, la riduzione delle normative statali e un bilancio in pareggio. È considerato un democratico pro-business e un forte sostenitore dell'industria petrolifera e del gas.

Il 4 dicembre 2012, è eletto come vice presidente della Democratic Governors Association e sarà presidente dell'associazione dei governatori nazionali dal luglio 2014 a luglio 2015.

Costituzionalmente limitato a due termini consecutivi di mandato, Hickenlooper non ha potuto candidarsi come governatore nel 2018.

Il 4 marzo 2019 annuncia a Denver la sua candidatura alle primarie del Partito Democratico in previsione delle elezioni presidenziali del 2020[5][6][7][8] con un video intitolato "Stand Tall".[8] La campagna incontra qualche difficoltà e il 15 agosto 2019 Hickenlooper pone termine alla sua candidatura in un video su YouTube.[9][10][11] Una settimana più tardi, il 22 agosto 2019, Hickenlooper annuncia in un video su YouTube di candidarsi a senatore per le elezioni del 2020, dove viene infine eletto, battendo il senatore repubblicano in carica Cory Gardner.[12][13]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Ryan Lizza, The Middleman, in The New Yorker, 13 maggio 2013, 26–31.
  2. ^ (EN) Gov. Hickenlooper "Civil War: The Untold Story:, su blogs.denverpost.com. URL consultato il 16 luglio 2016.
  3. ^ (EN) John Hickenlooper e Maximillian Potter, The Opposite of Woe, My Life in Beer and Politics, in Penguin Press, New York, 2016, pp. 37,112.
  4. ^ (EN) Arena Profile: Gov. John Hickenlooper, in politico.com, 2011.
  5. ^ (EN) Standing Up for Our Values, in hickenlooper.com, 4 marzo 2019. URL consultato il 7 agosto 2019 (archiviato dall'url originale il 6 agosto 2019).
  6. ^ (EN) Tara Golshan, John Hickenlooper, former Colorado governor and brewpub owner, is running for president, in Vox, 4 marzo 2019. URL consultato il 1º aprile 2019.
  7. ^ (EN) Julie Turkewitz, John Hickenlooper, Former Colorado Governor, Declares Candidacy for President, in The New York Times, 4 marzo 2019. URL consultato il 4 marzo 2019.
  8. ^ a b (EN) Kyle Balluck e Michael Burke, Hickenlooper launches 2020 presidential campaign, in The Hill, 4 marzo 2019. URL consultato il 4 marzo 2019.
  9. ^ (EN) Matt Stevens e Matt Flegenheimer, John Hickenlooper to End Struggling Presidential Campaign, in The New York Times, 15 agosto 2019. URL consultato il 15 agosto 2019.
  10. ^ John Hickenlooper (15 agosto 2019). Filmato audio Thank You, su YouTube..
  11. ^ (EN) Jesse Paul, Hickenlooper formally ends his presidential bid, saying he intends to give U.S. Senate bid “serious thought”, in The Colorado Sun, 15 agosto 2019. URL consultato il 15 agosto 2019.
  12. ^ (EN) John Hickenlooper, Not Done Fighting, in YouTube. URL consultato il 22 agosto 2019.
  13. ^ (EN) Justin Wingerter, Hickenlooper would have a massive lead in Senate primary, poll finds, in The Denver Post. URL consultato il 22 agosto 2019.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • John Hickenlooper, Maximillian Potter, The Opposite of Woe, My Life in Beer and Politics, New York, Penguin Press, 2016

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN170799609 · ISNI (EN0000 0001 1981 7457 · LCCN (ENno2011073271 · GND (DE1177308371 · WorldCat Identities (ENlccn-no2011073271