Il sorriso dell'ignoto marinaio

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Il sorriso dell'ignoto marinaio
Antonello da Messina 080.jpg
Ritratto d'ignoto marinaio

di Antonello da Messina

AutoreVincenzo Consolo
1ª ed. originale1976
Genereromanzo
Sottogenerestorico
Lingua originaleitaliano

«Tutta l'espressione di quel volto era fissata, per sempre, nell'increspatura sottile, mobile, fuggevole dell'ironia, velo sublime d'aspro pudore con cui gli esseri intelligenti coprono la pietà.»

Il sorriso dell'ignoto marinaio viene pubblicato nel 1976 per l'Einaudi ed è il primo vero successo di Vincenzo Consolo. È un'opera percorsa da una forte tensione civile, un romanzo storico che riporta nella Sicilia dei moti rivoluzionari del 1860 ed ha al centro una sommossa contadina che si scatena in un piccolo paese (Alcara li Fusi) all'arrivo delle truppe di Garibaldi.

Qui il 17 maggio 1860, Alcara li Fusi scoppio una rivolta contadina che ne anticipò altre localizzate principalmente sui Nebrodi oltre che a Bronte. I contadini assaltarono il "casino dei nobili" trucidando con falci e coltelli numerose persone tra cui un ragazzo. I garibaldini della colonna Medici, sopraggiunti dopo alcune settimane di anarchia, imprigionarono alcuni dei rivoltosi che, dopo un rapido processo, furono giustiziati.

Questa sommossa è l'occasione per una presa di coscienza del protagonista, il barone filantropo Mandralisca di Cefalù (che riceve in dono a Lipari il celebre Ritratto d'ignoto marinaio ritratto che Antonello da Messina dipinse tra il 1460 e il 1470 su una tavola di piccole dimensioni). È attraverso quest'ultimo quadro che l'autore si interroga su grandi temi come la posizione dell'intellettuale dinanzi alla storia, il valore e le possibilità della scrittura letteraria, gli eventi cruciali della storia civile italiana, del passato e del presente. Consolo, attraverso la figura di Mandralisca si fa portavoce del malessere delle genti siciliane e dello spirito popolare tradito dalle strutture politiche. Egli inserisce nel racconto documenti dell'epoca, spesso manipolati; importante è perciò, in questo romanzo, la commistione tra arte e narrativa, tra storia e attualità.

Il tema del Risorgimento fallito, della continuazione sotto nuova veste di una secolare oppressione, molto caro a tanta narrativa siciliana, viene qui affrontato con il continuo passaggio da una rappresentazione corale a una centrata su due personaggi storici reali, Mandralisca appunto e l'avvocato Giovanni Interdonato (che rientra in Sicilia per organizzare l'opposizione ai Borboni), nel quale il barone riscontra quel sorriso beffardo del dipinto: dalle vicende di questi personaggi scaturiscono situazioni diverse, disposte su piani molteplici, che scendono sempre più in basso nella scala sociale. La lingua è tesa e carica, ricca di suggestioni barocche; sono combinate parole di varia provenienza, arcaiche, dialettali, tecniche, letterarie, straniere.

Il libro è percorso da alcune immagini-chiave: il celebre quadro di Antonello da Messina, in cui la figura umana è fissata "per sempre, nell'increspatura sottile, mobile, fuggevole dell'ironia"; la "chiocciola" in cui si leggono i segni della "storia che vorticando dal profondo viene". Anche grazie a queste immagini si scopre il tema profondo del libro, ovvero la disperata ricerca di una speranza di giustizia, in un mondo dominato dalla violenza, dall'oppressione e dall'inganno. La chiave dello sguardo che lo scrittore ha sul mondo sta nel sorriso del marinaio, descrizione del quadro di Antonello da Messina:

«Il Mandralisca si trovò di fronte un uomo con uno strano sorriso sulle labbra. Un sorriso ironico, pungente e nello stesso tempo amaro, di uno che molto sa e molto ha visto, sa del presente e intuisce del futuro; di uno che si difende dal dolore della conoscenza e da un moto continuo di pietà. E gli occhi aveva piccoli e puntuti, sotto l'arco nero delle sopracciglia. Due pieghe gli solcavano il viso duro, agli angoli della bocca, come a chiudere e ancora accentuare quel sorriso.»

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Il sorriso dell'ignoto marinaio, con una acquaforte di Renato Guttuso, Milano: G. Manusè, 1975 (ed. di 150 esemplari numerati)
  • Il sorriso dell'ignoto marinaio, Torino: Einaudi (Supercoralli), 1976 ISBN 88-06-58453-7
  • (FR) Le sourire du marin inconnu, prefazione di Leonardo Sciascia, trad. Mario Fusco e Michel Sager, Paris: Grasset (Les cahiers rouges n. 125), 1980
  • (ES) La sonrisa del ignoto marinero, trad. Esther Benitez, Madrid: Alfaguara, 1981
  • Il sorriso dell'ignoto marinaio, introduzione di Cesare Segre, Milano: Mondadori (Oscar oro n. 9), 1987 ISBN 88-04-29766-2
  • Il sorriso dell'ignoto marinaio, Torino: Einaudi (Nuovi coralli n. 464), 1992 ISBN 88-06-12864-7
  • (EN) The Smile of the Unknown Mariner, trad. e postfazione di Joseph Farrel, Manchester: Carcanet, 1994
  • Il sorriso dell'ignoto marinaio, a cura di Giovanni Tesio, Milano: Einaudi scuola, 1995 ISBN 88-286-0236-8
  • (DE) Das Lacheln des unbekannten Matrosen, trad. Arianna Giachi, Frankfurt am Main: Suhrkamp (Taschenbuch n. 2604), 1996
  • Il sorriso dell'ignoto marinaio, Milano: Mondadori (Scrittori italiani), 1997 ISBN 88-04-42216-5
  • Il sorriso dell'ignoto marinaio, Milano: Oscar Mondadori (Oscar narrativa n. 1791), 2002 ISBN 88-04-50148-0
  • Il sorriso dell'ignoto marinaio, Milano: Mondadori (Oscar classici moderni n. 193), 2004 ISBN 978-88-04-52854-8
  • (CAT) El somrís del mariner inconegut, trad. Eudald Solà, Barcelona: Proa, 2006 ISBN 84-8256-838-8

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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