Il racconto dello scudiero

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Ritratto di Chaucer

Il racconto dello scudiero (The Squire's Tale) è l'undicesima novella raccontata ne I racconti di Canterbury di Geoffrey Chaucer.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Questa novella è ambientata a Tzarev, terra dei Tartari. Si svolge durante l'anniversario dei vent'anni di regno del re Cambuskan, sovrano popolare e potente avente due figli ed una figlia. Durante il banchetto un giovane cavaliere, Sir Gawain, si introduce a palazzo portando doni per i reali, inviati dal re d'India e Arabia.

Il primo era un cavallo di metallo che aveva il potere di animarsi al suono di un campanello e una volta trasformato poteva portare il cavaliere in qualunque posto e sparire da un momento all'altro. Il secondo dono era invece uno specchio magico che avvertiva i pericoli più imminenti. Il terzo era un anello che dava la possibilità a chi lo avesse indossato di parlare con qualunque essere vivente umano o animale. Il quarto ed ultimo dono era una spada che poteva annientare qualunque persona e che avrebbe scalfito qualunque tipo di armatura.

Il giorno seguente il cavaliere dà a tutti una dimostrazione pratica di come si potesse utilizzare la statua del cavallo, così elimina tutti i dubbi del re nei confronti della riuscita dell'avvenimento. Alla giovane principessa vengono assegnati lo specchio e l'anello dal quale lei è molto attratta e decide di sperimentare la mattina seguente. Così facendo, durante una passeggiata trova un falco femmina disperata perché ferita moralmente e fisicamente. Infatti quest'ultima era stata abbandonata dal marito sparviero ed era rimasta ferita ed amareggiata. Così la giovane principessa decide di curarla per poterle donare una vita migliore di quella precedente.