Ieronimo di Rodi

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Ieronimo di Rodi (290 a.C. circa – 230 a.C. circa[1]) è stato un filosofo peripatetico greco antico, avversario di Arcesilao e Licone di Troade.

Le sue opere sono pervenute soltanto in frammenti.

Vita e opere[modifica | modifica sorgente]

Sebbene Cicerone sollevi dubbi al riguardo, Ieronimo era un peripatetico. Tra i suoi avversari filosofici non vi fu soltanto l'accademico Arcesilao[2], ma anche il peripatetico Licone di Troade[3].

Ieronimo è frequentemente citato da Cicerone, il quale dichiara che il filosofo considerò come bene maggiore la libertà dal dolore e dalle difficoltà. Negò inoltre che il piacere dovesse essere cercato per se stesso. Esistono solo frammenti dei suoi scritti e delle sue lettere. Diogene Laerzio ricorda due sue opere: Sulla sospensione del giudizio[4] e Note sparse[5]. Potrebbe essere autore di un'opera sui poeti e di un commento allo Scudo di Eracle, opera attribuita erroneamente ad Esiodo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Brad Inwood, Lloyd P. Gerson, Hellenistic philosophy: introductory readings, 1997, pag. 408
  2. ^ Diogene Laerzio, IV 41
  3. ^ Diogene Laerzio, V 68
  4. ^ Diogene Laerzio, II 105
  5. ^ Diogene Laerzio, I 26; II 14

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • E. Zeller, La filosofia dei Greci nel suo sviluppo storico, Firenze, 1966
  • F. Wehrli, Die Schule des Aristoteles. Texte und Kommentar, Basel-Stuttgart, 1969
  • W. Fortenbaugh, S. A. White, Lyco of Troas and Hieronymus of Rhodes: Text, Translation and Discussion, 2004, Transaction Publishers, ISBN 0-7658-0253-8
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