Iacopino del Conte

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Iacopino del Conte

Iacopino del Conte (Firenze, 1515 circa – Roma, 10 gennaio 1598) è stato un pittore italiano durante il manierismo, attivo a Roma e Firenze.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Iacopino del Conte nacque a Firenze ma si trasferì da giovane a Roma dove sposò in prime nozze la sorella dell'architetto Nanni di Baccio Bigio, e il seconde nozze Livia Biondi parente di Camilla Nunzi già sposata con il pittore Marcello Venusti. Visse l'ambiente artistico del Buonarroti, imparò l'arte ritrattistica da Ridolfo del Ghirlandaio, di lui scrisse il Vasari essendo stato in fin dalla sua giovanezza molto inclinato a ritrarre di naturale, ha voluto che que-sta sia stata sua principale professione[…] da giovinetto disegnava tanto be-ne che diede speranza se avesse seguita-to, di farsi eccellentissimo. Il suo rapporto con Michelangelo si interruppe bruscamente, forse per motivi di gelosie [1].

Michelangelo-Buonarroti

Artista del manierismo maturo, riscoperto dalla critica dopo l'interessamento di Federico Zeri che lo sceglie come argomento della sua tesi (Zeri si laurea nel 1945 con Pietro Toesca). Iacopino fu allievo di Andrea del Sarto di cui frequentò la bottega a Firenze. Si trasferì poi a Roma [2] alla pala dei Palafrenieri in San Pietro , carico delle influenze che su di lui esercitarono maestri della generazione precedente come Pontormo e Rosso Fiorentino. Sono gli anni di papa Paolo III, dopo il trauma del Sacco del 1527 Roma torna, con uno spirito diverso, a essere il centro delle imprese artistiche internazionali. Dopo l'allontanamento delle personalità più importanti, che negli anni subito successivi al Sacco porteranno le novità romane nelle corti più periferiche come Mantova e Genova, artisti fondamentali come Perin del Vaga tornano nella capitale pontificia accolti come gli eredi di Raffaello e di quell'epoca d'oro che precedette le distruzioni dei Lanzichenecchi. Fondamentali per Iacopino sono anche gli spunti tratti da Michelangelo. Confronti importanti sono anche quelli con il conterraneo Daniele da Volterra e con il rivale Francesco Salviati.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Iacopino fu un ritrattista attento, uno dei suoi primi ritratti fu al Buonarroti nel 1535, ritratto che venne usato per uno studio sull'artista [3]. Attivo a più riprese nell'Oratorio di S. Giovanni Decollato in cui porta a compimento affreschi con l'Annuncio a Zaccaria (1536 circa), Predica del Battista (1538) e Battesimo di Cristo (1541)[4]; in quest'ultimo, dipinto nell'anno dello scoprimento del Giudizio universale di Michelangelo, Iacopino dimostra di avere la piena padronanza sugli spunti desunti dai grandi maestri, assommando le innovazioni di Salviati, un michelangiolismo stemperato e modelli emiliani circolanti tramite incisioni. Eseguì anche la pala della Deposizione (1551) nella Galleria nazionale d'arte antica. In S. Luigi dei Francesi eseguì degli affreschi con la collaborazione di Perin del Vaga (1547, cappella di S. Remigio). Le opere più tarde denunciano un'involuzione e un irrigidimento formale come nella Maddalena in S. Giovanni in Laterano e le sue Pietà. Un profondo sentimento religioso lo coinvolge infatti in questi ultimi anni, influenzato anche da S. Ignazio di Loyola, di cui fece anche un ritratto (1556, Roma, Curia generalizia dei gesuiti).

I ritratti[modifica | modifica wikitesto]

  • Michelangelo Buonarroti conservato presso il Museo Casa Buonarroti,
  • Papa Paolo III, conservato nella sagrestia della chiesa di Santa Francesca Ronmana, una copia conservata presso chiesa dei Benedettini Olivetani a Roma, il papa vi è ritratto a figura intera con il cardinale Ercole Gonzaga al suo fianco, vennero fatte più copie di questo ritratto una, dove il Papa si presenta a mezzobusto con la tiara che dovette dare in pegno per sovvenzionare la guerra con il Turco, opera ora conservata al Museo Fesch di Ajaccio,
  • Filippo Strozzi, ritratto postumo che ben rappresenta lo stretto rapporto del pittore con la famiglia Strozzi, nonché la sua simpatia per il partito oligarchico dei dissidenti repubblicani fiorentini residenti a Roma.
  • Livia Colonna figlia di Marcantonio e Lucrezia Gara della Rovere, Galleria Borghese di Roma, ufficialmente ritenuto il ritratto di Vittoria Farnese,
  • Giovanni Gaddi conservato nel Museo Kunsthi-storisches di Vienna,
  • Niccolò Ridolfi conservato a New York nel The Metro-politan Museum of Art,
  • Piero Strozzi di cui due copie sono conservate nei depositi della Galleria Palatina di Firenze,
  • Roberto Strozzi conservato a Firenze nel Palazzo Vecchio,
  • Filippo Strozzi così descritto nel 1566 Un quadro grande del ritratto del Sig. Filippo bona memoria in tavola
  • Leone Strozzi
  • Lucrezia Borgia opera del 1532 conservata presso la Galleria Borghese di Roma.
  • S. Ignazio di Loyola, di cui fece anche un ritratto (1556) conservato a Roma Curia generalizia dei gesuiti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Andrea Donati, Il ritratto di Filippo Strozzi di Jacopino del Conte, academia.edu. URL consultato il 25 giugno 2016.
  2. ^ Il primo soggiorno a Roma e la partecipazione con Leonardo Grazia da Pistoia (PDF), Michela Corso, Università degli Studi Roma Tre Culture della trasformazione della città e del territorio Storia e conservazione dell’oggetto d’arte e d’architettura XXVI ciclo. URL consultato il 25 giugno 2016.
  3. ^ Michelangelo soffriva di artrosi: lo rivela uno studio italiano, fanpage.it. URL consultato il 25 giugno 2016.
  4. ^ Adolfo Venturi, Iacopino del Conte, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 25 giugno 2016.
    «Dipinse specialmente per l'oratorio della Misericordia o di San Giovanni Decollato».

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Andrea Donati, Ritratto e figura nel manierismo a Roma : Michelangelo Buonarroti, Jacopino Del Conte, Daniele Ricciarelli, Repubblica di San Marino, 2010, OCLC 702935087.
  • Enrico Bassan, DEL CONTE, Iacopo, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 36, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1988. URL consultato il 27 luglio 2016.
  • Valentino Pace, Osservazioni sull'attività giovanile di Jacopino del Conte, Ministero dei beni e attività culturali, 1972, ISSN 0391-9854, OCLC 888305806.
  • Luciano Bellosi, Intorno a un ritratto fiorentino di Jacopino del Conte., Kunst des Cinquecento in der Toskana / (Kunsthistorisches Institut in Florenz). (Redaktion: Monika Cämmerer), 1972, OCLC 887341609.
  • Adolfo Venturi, Pittura attributa a Michelangelo opera di Jacopino del Conte, Article, 1932, ISSN 0004-3362, OCLC 888423036.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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