Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale

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Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
Autore Eugenio Montale
1ª ed. originale 1967
Genere poesia
Lingua originale italiano

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale è la poesia n.5 di Xenia II di Eugenio Montale, poi all'interno della raccolta Satura. È una delle più note liriche scritte in memoria della moglie Drusilla Tanzi, ed è stata composta nel novembre del 1967.

Analisi del testo[modifica | modifica sorgente]

« Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue[1] »

La poesia, in stile prosastico, confronta il passato (del viaggio vissuto con Drusilla) rispetto al presente (di vuoto interiore, per l'assenza della compagna morta, e di conformistica superficialità generale degli altri).

Il poeta ha sceso le scale con la moglie, ossia ha affrontato il viaggio della vita insieme a lei per tanto tempo (ma un tempo esistenziale comunque sentito come breve), e adesso sente il terribile vuoto della sua assenza; il gesto di "muoversi" assume quindi ora un nuovo connotato. La Mosca (questo il nomignolo attribuitole scherzosamente dagli amici per le spesse lenti) era molto miope, quasi cieca, ma era ugualmente guida del poeta nella sua esistenza, grazie alla sua "vista interiore" e intuitiva: dunque le "vere pupille" sono state le sue.[2] Ella aveva la capacità di cogliere la verità esistenziale che gli altri non erano in grado di comprendere, ossia che la realtà non è "quella che si vede", ma un mistero che va oltre le apparenze: il poeta prende allora consapevolezza di questa verità, che lo aiuta e appartiene a lui soltanto, ormai al di sopra delle trappole e degli scorni di chi ne è invece superficialmente e tristemente inconsapevole.[3]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Eugenio Montale, Tutte le poesie, A.Mondadori 1984
  2. ^ Tommaso Testaverde Montale, Ungaretti, Saba, Alpha Test, 2005
  3. ^ Paolo Ambrosi Passaggi: dialoghi con il buio, Mimesis Edizioni, 2006

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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