Henry Herbert, II conte di Pembroke

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Henry Herbert, II conte di Pembroke
2ndEarlOfPemboke.jpg
Ritratto di Henry Herbert, II conte di Pembroke, 1590.
Conte di Pembroke
Stemma
In carica 1570 –
1601
Predecessore William Herbert, I conte di Pembroke
Successore William Herbert, III conte di Pembroke
Altri titoli Barone Herbert di Cardiff
Nascita Wilton, 1539
Morte Wilton House, Wilton, 19 gennaio 1601
Sepoltura Cattedrale di Salisbury
Dinastia Herbert
Padre William Herbert, I conte di Pembroke
Madre Anna Parr
Consorte Caterina Grey
Caterina Talbot
Maria Sidney

Henry Herbert, II conte di Pembroke (1539Wilton, 19 gennaio 1601), è stato un politico inglese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Henry era figlio di William Herbert, I conte di Pembroke, e di sua moglie Anne Parr, sorella di Catherine Parr, ultima moglie di Enrico VIII. Suo zio era William Parr, I marchese di Northampton, fu un uomo influente durante i regni di Edoardo VI ed Elisabetta I. Herbert fu responsabile del costoso restauro del castello di Cardiff. Pembroke, come altri membri della sua famiglia, era un uomo di cultura. Era un mecenate di antiquari e araldi e collezionava manoscritti araldici. Studiò a Peterhouse, Cambridge, sotto l'arcivescovo John Whitgift.

Il padre, influente politico dell'epoca, era stato tutore di re Edoardo VI.

Nel 1554, mentre suo padre era diventato uno degli uomini dell'entourage di Filippo II di Spagna a Wilton House, Henry catturò l'attenzione del marchese de Las Navas e fu nominato gentiluomo di camera del re Filippo al suo arrivo in Inghilterra. Nel 1557 partecipò a un torneo tenuto davanti alla regina Maria I e accompagnò il padre all'assedio di San Quintino Alla morte del padre, nel 1570, succedette alla contea di e il 4 aprile 1570 venne nominato Lord luogotenente del Wiltshire.

Vita a corte[modifica | modifica wikitesto]

Negli intrighi di corte del regno di Elisabetta, egli era considerato un partigiano di Robert Dudley, I conte di Leicester, ed era certamente in rapporti molto intimi con lui. Ebbe un ruolo di primo piano nei processi del IV duca di Norfolk, Maria di Scozia nel mese di ottobre 1586, e del figlio del duca, Philip Howard, conte di Arundel nel 1589.

Nel 1586, successe al suocero, Sir Henry Sidney, come Lord Presidente del Galles[1] ed è diventato Ammiraglio di South Wales. Da allora in poi ha trascorso molto tempo a Ludlow Castle.

Matrimoni[modifica | modifica wikitesto]

Primo Matrimonio[modifica | modifica wikitesto]

Sposò, il 25 maggio 1553[2], Lady Catherine Grey (25 agosto 1540–26 gennaio 1568), figlia di Henry Grey, I duca di Suffolk, un matrimonio politico nella speranza di sostenere il duca di Northumberland con il suo piano per assicurarsi la successione di Lady Jane che lo stesso giorno insieme a sua sorella sposò il figlio minore del duca, Lord Guilford Dudley. L'unione non fu mai consumata, e nel 1554, sotto l'influenza della regina Maria, il matrimonio venne sciolto.

Secondo Matrimonio[modifica | modifica wikitesto]

Sposò, il 17 febbraio 1562, Catherine Talbot (-12 maggio 1575), figlia di George Talbot, VI conte di Shrewsbury. Non ebbero figli. La regina Elisabetta era estremamente affezionata a Lady Catherine e quando Catherine sviluppò una malattia mortale, andò spesso a farle visita al Baynard's Castle.

Terzo Matrimonio[modifica | modifica wikitesto]

Sposò, il 21 aprile 1577, Mary Sidney (1561-25 settembre 1621), figlia di Sir Henry Sidney. Ebbero quattro figli:

  • William (8 aprile 1580-10 aprile 1630)
  • Philip (16 ottobre 1584-23 gennaio 1650)
  • Dorothy Herbert (1586-1615),sposò Sir Richard Devereaux Gilliam (1583-1651);
  • Anne Herbert

Morte[modifica | modifica wikitesto]

Morì il 19 gennaio 1601 a Wilton House e fu sepolto nella cattedrale di Salisbury.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pembroke, Earls of, vol. 21, p. 79.
  2. ^ Eric Ives. Lady Jane Grey: A Tudor Mystery. John Wiley & Sons. 2009. p. 321
Controllo di autoritàVIAF (EN315533898 · ISNI (EN0000 0004 4779 0628 · CERL cnp00577332 · LCCN (ENno2009037490 · GND (DE12376761X · WorldCat Identities (ENlccn-no2009037490