Hagar Qim

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Hagar Qim
Hagar Qim northern temple.JPG
Vista del sito archeologico.
Localizzazione
Stato Malta Malta
Amministrazione
Patrimonio Templi megalitici di Malta
Ente Heritage Malta
Mappa di localizzazione

Coordinate: 35°49′40″N 14°26′32″E / 35.827778°N 14.442222°E35.827778; 14.442222

Il tempio di Hagar Qim

Il tempio di Ħaġar Qim (pronuncia hagiar im), che tradotto vuol dire la "pietra eretta" o "pietra del culto", fu scavato per la prima volta nel 1839 ed è stato datato alla fase di Tarscen (c. 3200-2500 a.C.). Si trova sulla sommità di una collina posta sul versante meridionale dell'isola di Malta, guardante il mare e la piccola isola di Filfola. Dista circa 2 km ver sud-ovest dal villaggio di Crendi. Nelle vicinanze di Hagar Qim si trova un altro luogo notevole dal punto di vista templare: Menaidra. La zona circostante, tipica macchia mediterranea, è un parco archeologico atto a preservare le rovine, spesso devastate da vandali. Sono state fatte interessanti scoperte a Hagar Qim come un altare colonnare decorato, due altari a forma di lasta e diverse statuette raffiguranti una dea molto pingue, probabilmente raffigurazioni della Dea Madre, conservate ora al Museo Archeologica Nazionale di La Valletta.

Hagar Qim è un singola unità templare, tuttavia rimane nel dubbio se fosse stato costruito come una struttura a 4 o 5 lobi. Nelle vicinanze del tempio sorge un'altra piccola struttura a 3 lobi che, probabilmente, era il quartier generale dei sacerdoti o la casa dello sciamano. Altre rovine sorgono ad alcuni metri dal tempio principale. Lo stile costruttivo segue il modello tipico dell'arcipelago maltese, degno di nota è il fatto che alcuni blocchi sono dentellati per meglio incastrarsi con gli altri corsi di muratura. Tranne qualche blocco rimesso al suo posto perché crollato nessun altro tipo di intervento è stato fatto sul tempio.

Hagar Qim è uno dei Templi megalitici di Malta riconosciuti Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco nel 1992.

Il tempio megalitico apparirà in una moneta Euro commemorativa nel 2017.

L'ingresso sussidiario

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