Guerra di Ribagorza

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Guerra di Ribagorza
Data1581-1591
LuogoContea di Ribagorza
EsitoRinuncia, da parte di Fernando II de Ribagorza, alla contea di Ribagorza a favore del Regno d'Aragona
Schieramenti
Comandanti
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La guerra di Ribagorza fu un conflitto all'interno della Contea di Ribagorza, alla fine del XVI secolo, che derminò la fine della contea. Sollevandosi contro il loro signore, i vassalli della contea furono soggetti alla repressione del conte, mentre le alleanze e inimicizie dei nobili in lotte dinastiche coinvolsero briganti e nobili vicini, prima che corona sfruttasse il conflitto per incorporare la contea.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

La contea di Ribagorza aveva vissuto un periodo di instabilità da quando il governo di Martín de Gurrea y Aragón, dovette soffocare una rivolta nel 1554. Da allora la corona cercò di revocare il feudo, ma il Justicia de Aragón emise un provvedimento a favore di Martin. Nel 1565 cercò di risolvere la questione abdicando in favore di suo figlio Juan de Gurrea y Aragón, ma la sentenza di omicidio per la morte della moglie del figlio, nel 1573, fece tornare la contea nelle sue mani. Nel 1578 esplose una nuova rivolta a Benabarre mentre Martin era sempre più disimpegnato dopo la perdita del figlio e di altre persone care. Nel 1579 venne arrestato il suo amico Antonio Pérez, per uno scandalo che finì per influenzare la contea.

Fine[modifica | modifica wikitesto]

È in questo contesto che Fernando II di Ribagorza ereditò la contea alla morte di suo padre nel 1581, di fronte alla rivolta dei suoi soggetti. Riuscì a sconfiggere la rivolta di Benabarre nel 1587 e a far uccidere il suo capo, Juan de Ager.[1] Infine, riuscì a ristabilire la sua autorità con il sostegno del Bardají di Benasque, che si oppose alla rivolta,[2] e di Lupercio Latrás, bandito pirenaico.[3]

Tuttavia, i ribelli continuarono la loro protesta nel contesto delle alteraciones de Aragón che avevano causato la fuga di Antonio Pérez. Ciò portò ad intervenire Diego Fernandez de Cabrera-Bobadilla e Mendoza, conte di Chinchon, rappresentante fedele alla corona d'Aragona corona e nemico della Casa di Villahermosa per la sua parentela con la defunta moglie di Juan de Gurrea. Diede il suo sostegno al bandito Minyo Montellà[4] e riuscì a catturare Fernando II nel 1591 accusandolo di complicità nelle alteraciones. Fernando fu costretto a dimettersi dalla contea in favore della corona e venne imprigionato nei castelli di Burgos e Miranda de Ebro, dove morì.

Francisco de Gurrea y Aragón, fratello di Fernando, continuó a reclamare il feudo per la sua famiglia, dandosi il titolo di Francisco I de Ribagorza fino al 1598. In quella data, patteggiò con la corona la rinuncia alla contea in cambio del titolo di conte di Luna e delle commende di Bexis, Castell de Castells, Terés e Teresa nel regno di Valencia.[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (CA) Ferran d'Aragó i de Borja [collegamento interrotto], su enciclopedia.cat.
  2. ^ James Casey e Manuel Ardit, España en la Edad Moderna: una historia social, Universitat de València, 2001, p. 174, ISBN 84-7030-949-8.
  3. ^ (CA) 1591: La fi del Comtat de Ribagorça, Tribuna.cat. URL consultato il 15 luglio 2011.
  4. ^ (CA) 1587: el Minyó de Montellà, Tribuna.cat, 7 settembre 2006. URL consultato il 15 luglio 2011.
  5. ^ Manuel Iglesias Costa, Historia del condado de Ribagorza (PDF), Huesca, Instituto de Estudios Altoaragoneses, 2001, p. 299, ISBN 84-8127-121-7. URL consultato il 23 novembre 2015 (archiviato dall'url originale il 14 settembre 2014).