Gualtiero di Civitate

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Gualtiero di Civitate (inizi dell'XI secolo – 1060) è stato un cavaliere normanno che comparve nell'Italia meridionale nella prima metà del secolo XI, al seguito della casata Altavilla (con cui era imparentato) nel territorio della Capitanata, in particolare a Civitate.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gualtiero era figlio del conte Amico e, secondo lo storico De Blasiis, fu l'eroe della battaglia di Montepeloso, combattuta il 3 settembre 1041 a breve distanza dalle rive del fiume Bradano[1]. I bizantini, guidati dal nuovo catapano Exaugusto Boioannes (Bugiano), vennero ricacciati dai Normanni alleati dei Longobardi di Atenolfo, fratello del Principe di Benevento. Guglielmo I d'Altavilla era infermo, ma lasciò la sua tenda, posta sopra una altura e si lanciò nella mischia. Secondo il cronista Guglielmo di Puglia, i cavalieri guidati dallo stesso Guglielmo e da Argiro, combatterono con valore, sbaragliarono le forze bizantine e annientarono le truppe accorse in aiuto dalla Sicilia.

Gualtiero fece parte del gruppo di cavalieri che, al principio del 1043, partecipò al parlamento generale dei baroni Longobardi e Normanni indetto a Melfi da Guaimario V, principe Longobardo di Salerno, da Rainulfo Drengot, Conte di Aversa e da Guglielmo I d'Altavilla. Tutti offrirono un omaggio come vassalli a Guaimario, che riconobbe a Guglielmo I d'Altavilla il primo titolo di Conte di Puglia. Nacque, così, il nuovo Stato normanno denominato Contea di Puglia, un territorio non omogeneo, acquisito dal clan Altavilla a "macchia di leopardo". L'intera regione, ad eccezione di Melfi, venne suddivisa in dodici baronie, costituite a beneficio dei capi normanni ed assegnate nei territori di Capitanata, Gargano, Apulia e Campania, fino al Vulture dove Melfi ne era la capitale, città che rimase al di fuori dalla spartizione. Il Sovrano attribuì i feudi secondo il rango ed il merito e ognuno dei cavalieri si sarebbe dedicato alla conquista di quanto concessogli. Secondo le cronache di Amato di Montecassino e di Leone Marsicano, Gualtiero diventò signore di Civitate, città fortificata, che sorgeva sul torrente Candelaro[2]. La Baronia comprendeva un territorio della Capitanata.

I Normanni tesero a far coincidere la riorganizzazione religiosa con la giurisdizione amministrativa: Civitate, infatti, fu sede vescovile. Il 18 giugno 1053 vi si svolge la Battaglia di Civitate che vedeva contrapposti i Normanni di Umfredo d'Altavilla ed un esercito di Suebi, Italici e Longobardi coalizzati dal papa Leone IX, catturato nella cittadella di Civitate e fatto prigioniero dai Normanni.

Ma il cavaliere Gualtiero morì nel 1060 e gli succedette Amico II, che si schierò contro Roberto il Guiscardo e cercò l'appoggio dei Bizantini.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giuseppe De Blasiis, L'insurrezione Pugliese e la conquista normanna nel secolo XI.
  2. ^ Amato di Montecassino, L'Ystoire de li Normant, II, 31; Leone Marsicano, Chronica monasterii Casinensis, p.676

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Amato di Montecassino, L'Ystoire de li Normant
  • Leone Marsicano, Chronica monasterii Casinensis
  • Giuseppe De Blasiis, L'insurrezione Pugliese e la conquista normanna nel secolo XI, Napoli 1869/1873.
  • John Julius Norwich, I Normanni nel Sud 1016-1130, Mursia, Milano 1971 (ed. or. The Normans in the South 1016-1130, Longmans, Londra, 1967).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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