Golan Haji

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«I passeggeri del minibus comprarono la morte al mattino per dieci lire. L’armadio seppellì chi dormiva, e i vetri lacerarono le tende e colpirono le nuche come ghigliottine una pozza di sangue restava muta sull’asfalto, su di essa aleggiava tanto rumore. Poi vennero. Cancellarono i loro appuntamenti. Si pulirono i denti per gettare i rimasugli dei nostri cuori alle formiche. E gridarono: “Nessuno è accusato! Sono tutti condannati”.»

(Golan Haji, Tiratori sportivi, 2013)

Golan Haji (in arabo: الجولان حاجي‎; Amouda, 1977) è un poeta e scrittore siriano.

Poeta siriano in esilio a Parigi[1], Golan Haji è curdo ma scrive in arabo. Appartiene a una minoranza di più di due milioni di persone cui il regime ha negato il diritto alla propria lingua e alla propria cultura. Ma Golan Haji ama l'idioma parlato della maggioranza dei siriani, perché per lui scrivere è sempre anche un po' tradurre: avvicinarsi alle cose migrando di lingua in lingua senza perdersi nelle parole[2]. Ha studiato medicina (patologo di formazione) all'università di Damasco, ma ha una produzione letteraria importante che include numerose raccolte di poesia: Na'ada fi azzolemat (Chiamò nelle tenebre, 2004), Thammata man yaraka wahshen (C'è qualcuno che ha visto in te un mostro, 2008), Bayti al-bared al-ba'id (La mia casa è fredda e lontana, Dar-al Jamal, Beirut 2012). In patria è traduttore di classici inglesi in arabo, tra cui Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde. Collabora con la stampa culturale libanese.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Creative Syria - Milano dal 4 al 10 maggio, aljarida, 3 maggio 2013. URL consultato il 31 luglio 2013 (archiviato dall'url originale il 25 settembre 2013).
  2. ^ Haji e Nessi, due poeti a confronto[collegamento interrotto], RSI Radiotelevisione svizzera, 31 gennaio 2014. URL consultato il 6 febbraio 2014.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Nādà fī'l-ẓulumāt (Chiamò nelle tenebre), Wizārat al-Thaqāfah, Damasco, 2004.
  • Thammata man yarāka wahshan (C'è qualcuno che ti vede come un mostro), al-Amānah al-‘ mmah li-Iḥtifāliyyat Dimashq ‘ ṣimat al-Thaqāfah al-‘Arabiyyah, Damasco, 2008.
  • De utro, traduzione di Jesper Berg, Forlaget Korridor, Copenaghen, 2011.
  • En Anden Strube, con Kristina Stoltz, Forlaget Korridor, Copenaghen, 2011.
  • Baytī al-bārid al-baʿīd (La mia casa fredda e lontana), Dār al-Ğamal, Beirut, 2012.
  • L'autunno, qui, è magico e immenso, traduzione dall'arabo di Patrizia Zanelli, collana Altriarabi (n. 10), il Sirente, Fagnano Alto, 2013, pp. 94 pp, ISBN 978-88-87847-41-3.
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