Giulio Cesare Pascali

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Giulio Cesare Pascali (o Pascale, Paschale, Paschali, Pasquale, Pascal [1]; in francese Jules-César Paschal [2]) (Messina, 1527Ginevra, 1601) è stato un poeta italiano naturalizzato svizzero, che aderì al calvinismo e fuggì a Ginevra dove divenne protagonista della vita religiosa e politica.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Giulio Cesare Pascali, appartenente, secondo Benedetto Croce [1], alla famiglia siciliana di origine spagnola dei Pasquale[3], nacque dal nobile messinese Giovanni Pascali, « patrizio di quella città e protonotario e consigliere reale nel consiglio privato di quel regno» [4]. Dopo aver aderito al calvinismo, onde evitare ritorsioni di carattere religioso, lasciò Messina per rifugiarsi a Ginevra, all'epoca uno dei più importanti centri della riforma luterana.

A Ginevra il Pascali, dove divenne amico di Francesco Micheli, più volte gonfaloniere della repubblica di Lucca e del marchese Galeazzo Caracciolo[5], sposò in seconde nozze la veronese Cecilia Campagnola. Dal matrimonio nacquero Giovan Giacomo, Alessandro, Marcantonio, e Laura. Laura Pascali (o Laure Paschal) sposò [6] il nobile ginevrino Jean de Fernex, signore di Bessinge (oggi, Vandœuvres). Dal matrimonio nacque Jules, battezzato nel gennaio del 1590 che non lasciò eredi.

Giulio Cesare Pascali tradusse dal francese all'italiano l'Istituzione della religione cristiana di Calvino (Ginevra 1558), e dall'ebraico all'italiano i Sacri Salmi di Davide (Ginevra 1592) che il Pascali dedicò a Elisabetta d'Inghilterra, "defenditrice della fede" [7].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Institutione della religion christiana di messer Giouanni Caluino, in volgare italiano tradotta per Giulio Cesare Paschali, In Ginevra, appresso Iacopo Burgese, Antonio Dauodeo, & Francesco Iacchi, compagni, 1557
  • Rime spirituali dell'istesso signor Giulio Cesare Paschali, a' cui è dietro aggiunto il primo canto del suo universo, al molto magnifico et honoratissimo signore, il signor Horatio Micheli, Genève, Jacob Stoer, 1592
  • De' sacri Salmi di Dauidde, dall'hebreo tradotti, poetica et religiosissima parafrase, pel signor Giulio Cesare Paschali, Ginevra, Jacopo Stoer, 1592

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Benedetto Croce in «La Critica. Rivista di Letteratura, Storia e Filosofia diretta da B. Croce», 30, 1932.
  2. ^ Jacques Augustin Galiffe, John-Barthélemy-Gaifre Galiffe, Eugène Ritter, Louis Dufour-Vernes, Notices généalogiques sur les familles- genevoises, depuis les premiers temps, jusquʹà nos jours, Editore J. Barbezat et comp., Ginevra 1831, Volume II, p. 185.
  3. ^ Alla quale sarebbe appartenuta anche la poetessa Coletta Pasquale. Cfr. B. Croce, Un calvinista messinese: Giulio Cesare Paschali., in "Varietà di storia letteraria e civile", Laterza, Bari 1949, seconda ed., vol. I, pp. 79-95.
  4. ^ Benedetto Croce, ivi.
  5. ^ Salvatore Caponetto, La Riforma protestante nell'Italia del Cinquecento, Volume 14 di Studi storici, Edizione 2, Claudiana, p. 455.
  6. ^ « Noble Jean de Fernex, seigneur de Bessinge, était sous la tutelle de Jean Halen de Vignier en 1584. Par contrat du 21 mai 1587, il épousa noble demoiselle Laure Paschal, fille de noble et magnifique seigneur Jules-César Paschal, gentilhomme sicilien, originaire de Messine, habitant audit lieu de Bessinge, et de noble dame Cécile, fille de feu Jacquemet Campagnola. La somme de treize cents florins lui est attribuée pour sa constitution de dot. 11 eut de cette union : Jules de Fernex, baptisé le 2 janvier 1590, mort sans alliance.» Estratto da Le nobiliaire universel ou recueil général des généalogies historiques et vérdiques des maisons nobles de l'Europe, di Édouard Drigon Magny, Au secrétariat de l'institut héraldique, Ginevra 1854, volume 7, p. 135 .
  7. ^ Giovanni Da Pozzo, Storia letteraria d'Italia, Tomo III, Padova 2007 p. 1642 n.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Tommaso Riccardo Castiglione, Un poeta siciliano riformato: Giulio Cesare Pascali : contributo alla storia dell'emigrazione protestante nel secolo 16, Roma 1935
  • Benedetto Croce, Aneddoti di storia civile e letteraria. Giulio Cesare Pascali in «La Critica. Rivista di Letteratura, Storia e Filosofia diretta da B. Croce», 30, 1932.
  • Benedetto Croce, Un calvinista messinese: Giulio Cesare Paschali., in "Varietà di storia letteraria e civile", Laterza, Bari 1949, seconda ed., volume I, pp. 79–95.
  • Arturo Pascal, La colonia messinese di Ginevra e il suo poeta Giulio Cesare Paschali, n. 62 (settembre 1934), pp. 118–134; n. 63 (aprile 1935), pp. 36–64; n. 64 (settembre 1935), pp. 7–35; n. 65 (aprile 1936), pp. 38–73; n. 66 (settembre 1936), pp. 21–54.
  • Mario Richter, Giulio Cesare Paschali. Attività e problemi di un poeta italiano nella Ginevra di Calvino e di Beza, in "Rivista di Storia e Letteratura Religiosa", I, 1965, pp. 228–257.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN169670673 · ISNI (EN0000 0001 1852 7984 · BAV ADV12574188 · WorldCat Identities (EN169670673