Giovanni Zibordi

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Giovanni Zibordi

Deputato del Regno d'Italia
Legislature XXIV e XXV

Dati generali
Partito politico Partito Socialista Italiano
Titolo di studio Laurea in storia
Professione Insegnante, giornalista

Giovanni Zibordi (Padova, 20 settembre 1870Bergamo, 30 luglio 1943) è stato un politico e giornalista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato da famiglia agiata, si trasferì nel 1886 a Poggio Rusco, dove partecipò alla fondazione del locale circolo del Partito socialista. Laureatosi in storia all'Università di Bologna nel 1892, divenne insegnante di italiano nei ginnasi di Mirandola e Soresina, per poi venire trasferito in Sicilia per motivi disciplinari a causa dell'attività politica svolta. Successivamente insegnò a La Spezia, mentre nel 1901 abbandonò la cattedra per dirigere il giornale Nuova Terra di Mantova.

Dal 1904, su invito di Camillo Prampolini, passò alla direzione della Giustizia di Reggio Emilia. Qui fu consigliere e assessore comunale e consigliere provinciale. Venne eletto alla Camera dei Deputati con le elezioni suppletive del 1915 e riconfermato nel 1919. All'interno del Partito socialista ebbe posizioni evoluzioniste che lo portarono a contrastare le tendenze di sinistra. Al Congresso di Ancona del partito socialista (26-29 aprile 1914) fu l'autore (con Mussolini) di una mozione perché venisse sancita l'incompatibilità tra socialismo e massoneria, che venne approvata con quasi i tre quarti di voti dei presenti[1]. Scampato ad un attentato squadrista nel marzo del 1921, lasciò Reggio Emilia e si trasferì a Roma e poi a Milano. Dopo un fallito tentativo di espatriare a Lugano (1924) e un breve periodo di carcere (1926), prese a dedicarsi ad opere di carattere letterario. Dopo una serie di problemi di salute che lo costrinsero all'amputazione di una gamba si trasferì a Bergamo, dove trascorse gli ultimi anni di vita.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Massimo Della Campa, Luce sul Grande Oriente. Due secoli di massoneria in Italia, Milano, Sperling & Kupfer, 2005, pp. 62-63.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN8389252 · ISNI: (EN0000 0000 6126 7682 · SBN: IT\ICCU\CFIV\052274 · LCCN: (ENno2013056761 · GND: (DE126790159 · BNF: (FRcb104610997 (data) · BAV: ADV10210470