Giovanni Scarfì

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Giovanni Scarfì (Faro Superiore, 23 novembre 1852Messina, 1926) è stato uno scultore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato nel villaggio di Faro Superiore, rimase orfano nel 1854, quando i genitori morirono nell'epidemia di colera che quell'anno colpì duramente la Sicilia.

Si specializzò scultore a Messina presso la scuola di Arti e Mestieri dell'Istituto Cappellini poi, nel 1871, grazie ad un sussidio accordatogli dal consiglio comunale di Messina, studiò a Roma ove si specializzò ulteriormente divenendo allievo di Girolamo Masini e di Giulio Monteverde[1].

Ritornato a Messina nel 1873, nel 1876 aprì una bottega d'arte dando l'avvio ad una prolifica produzione soprattutto di marmi e monumenti funebri di facoltosi e famosi personaggi messinesi; è infatti il più prolifico scultore al Gran Camposanto di Messina[2], le sue sculture sono concentrate nella spianata del Cenobio.

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

  • Monumento funerario al professor Francesco Saya (1876);
  • Monumento funerario al bambino Francesco Augusto Marangolo;
  • Monumento funerario al banchiere Patrizio Rizzotti al Famedio;
  • Busti di Umberto I di Savoia (1888) e di Patrizio Rizzotti (1881) alla Camera di Commercio di Messina;
  • Busto commemorativo del garibaldino Nino De Leo a Villa Mazzini;
  • Busto commemorativo ad Antonio Fulci (1884) Piazza Milite Ignoto, Santa Lucia del Mela;

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://www.messina7.it/paper/dbnews.asp?IDN=518[collegamento interrotto]
  2. ^ Il Gran Camposanto
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