Giovanni Fornero

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Giovanni Fornero (Vigone, 1950) è un filosofo e saggista italiano.

Nella sua attività si è occupato di ambiti disciplinari diversi, che vanno dalla storia della filosofia ai problemi della bioetica e della laicità.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Giovanni Fornero è nato a Vigone, in provincia di Torino nel 1950. Ha compiuto studi filosofici presso l'Università degli Studi di Torino e ha avuto, tra i suoi maestri, Nicola Abbagnano, Pietro Chiodi, Luigi Pareyson, Gianni Vattimo e Norberto Bobbio. Si è laureato nel 1974 con una tesi sull'esistenzialismo italiano. Dopo aver insegnato per alcuni anni, ha curato, su incarico dello stesso Abbagnano, una riedizione del suo celebre manuale di filosofia. In seguito ha svolto un'attività di libero scrittore che lo ha portato alla stesura di alcuni lavori di storiografia filosofica, tradotti anche all'estero. Si è poi dedicato allo studio della bioetica e della laicità, scrivendo libri che hanno suscitato ampi dibattiti e che costituiscono dei contributi importanti su queste tematiche. Attualmente vive in Alto Adige.

Testi e collane[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 1945 e il 1947, Nicola Abbagnano aveva pubblicato un Compendio di storia della filosofia per i licei che, dopo un periodo di notevole diffusione, alla fine degli anni settanta era quasi sparito dalla scuola. Da ciò la necessità di una profonda revisione dell'opera, che l'anziano filosofo decise di affidare a uno dei suoi ultimi allievi. Nel 1986 nasceva così l'Abbagnano-Fornero, che era destinato a diventare un punto fermo nella didattica filosofica. Tant'è che, anche grazie ai continui aggiornamenti e ampliamenti, esso è tuttora il manuale di filosofia più diffuso.

Fra le sue numerose edizioni e versioni ricordiamo: Filosofi e filosofie nella storia (1986), Protagonisti e testi della filosofia (1996, 1999, n. e. 2006), Itinerari della filosofia (2002), La filosofia (2009), La ricerca del pensiero (2012), Percorsi di filosofia (2012), L'ideale e il reale (2013), Con-Filosofare (2016) e I nodi del pensiero (2017).

In questi lavori Fornero, insieme ai suoi collaboratori, segue e sviluppa in modo creativo l'impostazione metodologica di Abbagnano, mirando a un modo di fare storia della filosofia che si qualifica per un'informazione accurata, una profonda empatia con le tematiche trattate e l'astensione da valutazioni ideologiche e di parte.

Lo studioso ha inoltre co-diretto alcune collane di destinazione liceale e universitaria: i Sentieri della filosofia e i Sentieri della pedagogia di Paravia e I fili del pensiero di Bruno Mondadori.

Produzione storiografica[modifica | modifica wikitesto]

Storia della filosofia[modifica | modifica wikitesto]

Fra le grandi storie della filosofia in lingua italiana quella pubblicata da Nicola Abbagnano presso la Utet - il cosiddetto Abbagnano grande, uscito in prima edizione fra il 1946 e il 1950 - costituisce un'opera di riferimento fondamentale, che è stata universalmente apprezzata, sia nel nostro Paese sia all'estero (come testimonia il caso del filosofo e logico statunitense Quine). Dopo la morte di Abbagnano, avvenuta il 9 settembre 1990, è uscito, sempre presso Utet, un quarto volume di questa storia, dedicato al pensiero contemporaneo. Anche in questo caso, era stato lo stesso Abbagnano a incaricare Fornero di proseguire il suo lavoro, che si interrompeva con l'esistenzialismo e presentava solo un ultimo, sintetico capitolo su alcuni degli sviluppi più recenti.

In questo nuovo volume, Fornero punta a una ricostruzione chiara e scientifica al tempo stesso. Una ricostruzione che, basandosi su una conoscenza diretta (o "di prima mano") degli autori trattati, si caratterizza per obiettività e rispetto delle posizioni di cui dà conto, evitando valutazioni teoretiche che non spettano allo storico. Al pari del suo maestro, Fornero insiste sull'autonomia della filosofia, che non si può dissolvere nelle scienze umane, nella politica o in altre discipline. Ma gli impetuosi sviluppi del pensiero novecentesco non erano esauriti in quel volume. Di conseguenza, nel 1994, Fornero ha pubblicato un secondo tomo del volume quarto della Storia della filosofia. Con questo contributo l'opera si configura finalmente come una trattazione esauriente dell'intera storia del pensiero occidentale.

Dizionario di filosofia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1961 Abbagnano pubblicava presso la Utet la prima edizione del Dizionario di filosofia, un vastissimo elenco di lemmi tematici affrontati con grande attenzione allo sviluppo concettuale e con straordinaria capacità di sintesi. Nel 1971 ne curava una riedizione ampliata. Anche dopo la sua morte, il Dizionario restava un punto fermo della storiografia filosofica, ma iniziava ormai a mostrare dei limiti cronologici.

Così, nel 1998 Giovanni Fornero ha provveduto, coadiuvato da un gruppo di specialisti da lui coordinato e diretto, a redigerne una nuova edizione.

L'impostazione di fondo voluta da Abbagnano è conservata, cosicché vengono escluse le voci biografiche a favore dei lemmi concettuali. Sono centinaia le voci aggiornate, mantenendo la separazione fra il contributo originale di Abbagnano e l'aggiornamento, e le nuove voci inserite. L'opera continua così a proporsi come uno dei più ampi strumenti di consultazione.

Filosofie del Novecento[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2002, con Salvatore Tassinari come coautore e con la collaborazione di altri studiosi, Fornero pubblica presso Bruno Mondadori Le filosofie del Novecento, una delle più ampie e sistematiche ricostruzioni storiche del pensiero contemporaneo.

L'opera muove dal pensiero nietzschiano - inteso come crocevia della modernità - e presenta una serie di capitoli che danno conto, seguendo un'organizzazione tematica, di tutti i principali autori e filoni della riflessione filosofica contemporanea: dalle grandi correnti del primo Novecento (neopositivismo, neocriticismo, spiritualismo, neoidealismo, pragmatismo), al marxismo e all'esistenzialismo in tutte le loro declinazioni, per giungere alle più recenti formulazioni dello strutturalismo, dell'epistemologia, della teologia, dell'ermeneutica e delle teorie politiche ed etiche.

Gli studi sulla bioetica e la laicità[modifica | modifica wikitesto]

Bioetica cattolica e bioetica laica[modifica | modifica wikitesto]

Forte degli studi storiografici ormai accumulati e sempre in linea con i sopraccitati presupposti metodologici, nel 2005 Fornero pubblica, presso Bruno Mondadori, il saggio Bioetica cattolica e bioetica laica (n. e. ampliata, ivi 2009).

In questo nuovo lavoro, Fornero si concentra sulle posizioni della bioetica cattolica ufficiale e su quelle della bioetica laica. Attraverso uno studio analitico e puntiglioso dei testi e a un metodo improntato a una sostanziale imparzialità, Fornero giunge a definire alcuni punti nodali che a suo avviso oppongono strutturalmente la bioetica cattolica e quella laica (sebbene non manchino posizioni intermedie e alternative). Punti che si sintetizzano nella tesi cattolica della indisponibilità della vita e nella tesi laica della disponibilità della vita.

Da un punto di vista contenutistico Fornero evita di prendere posizione a favore dell'uno o dell'altro modello. Tuttavia, il suo contributo produce una notevole chiarificazione delle posizioni in campo e ha il merito di porre sotto gli occhi del lettore le strutture teoriche e concettuali che stanno alla base dei due "paradigmi".

Questo saggio ha originato un ampio dibattito, sia negli studi specialistici, sia nel mondo dell'informazione (come testimoniano le recensioni e i numerosi interventi apparsi sui quotidiani).

Dibattito continuato sia in Laicità debole e laicità forte (2008) sia in Laici e cattolici in bioetica: storia e teoria di un confronto (2012). Quest'ultimo volume, scritto con Maurizio Mori, completa il trittico. In esso si dà conto della nuova fase del dibattito sui concetti di bioetica cattolica e laica e si offre una serie di chiarificazioni e ampliamenti storico-concettuali, fra cui spicca l'approfondimento della nozione di "paradigma" che Fornero, partendo da Kuhn ma andando al di là di Kuhn, applica in modo originale alla bioetica.

Fra le novità del volume vi è la finale ammissione, da parte di alcuni autorevoli studiosi cattolici, dell'esistenza di una diversità paradigmatica fra la bioetica di matrice cattolica e la bioetica di matrice laica. Diversità di cui si auspica da molte parti il superamento - con una serie di ipotesi ampiamente documentate nel libro -, ma che di fatto esiste e condiziona, sia sul piano teorico sia sul piano pratico, la vita odierna.

La bioetica nell'età di Bergoglio[modifica | modifica wikitesto]

Gli studi di Fornero sulla bioetica hanno trovato una continuazione e uno sviluppo nel lavoro di Luca Lo Sapio Bioetica cattolica e bioetica laica nell'era di papa Francesco. Che cosa è cambiato? (Utet, Milano 2017) in cui l'autore affronta il tema delle ripercussioni bioetiche del pontificato di Bergoglio, mettendone in luce i tratti di novità e continuità rispetto al passato. Il volume è preceduto da un saggio dello stesso Fornero, in cui lo studioso offre una sintesi aggiornata delle sue idee circa i paradigmi della biomorale cattolica e laica.

Laicità debole e laicità forte[modifica | modifica wikitesto]

Alcune delle questioni poste in Bioetica cattolica e bioetica laica toccavano il generale argomento della laicità. Tant'è che Laicità debole e laicità forte (2008) prosegue l'analisi in questa direzione, oltrepassando l'ambito limitato della bioetica, pur continuando a usarlo come campo esemplare di indagine.

In questo libro Fornero, ragionando in termini teorici e non solo storici, muove dalla distinzione analitica fra due diverse accezioni del termine "laicità": una larga e una ristretta. Distinzione che il filosofo ritiene indispensabile per fare ordine e chiarezza intorno alla nozione di laicità e per giustificare, senza i consueti riduzionismi, i diversi modi con cui ci si può definire "laici".

In senso largo la laicità allude a una serie di atteggiamenti metodici (autonomia discorsiva, libero confronto delle idee, pluralismo, ecc.) che, in virtù del loro carattere procedurale, possono essere fatti propri da chiunque, a prescindere dal fatto di essere credenti o meno (tant'è che oggi, nell'ambito di questa accezione di laicità, si parla comunemente di "laici credenti" e di "laici non credenti").

In senso stretto la laicità allude invece a quella determinata visione del mondo che è propria di coloro che non si limitano a seguire i sopraccitati criteri metodici, ma che pensano e vivono a prescindere da Dio e dall'adesione a un determinato credo religioso (tant'è, che oggi, nell'ambito di questa accezione di laicità, si parla comunemente di “cattolici e laici”).

Per denominare l'accezione larga Fornero usa l'espressione "laicità debole", mentre per denominare l'accezione ristretta adopera l'espressione "laicità forte", avvertendo che in questo contesto debole e forte non hanno il significato ordinario e valutativo di "meno consistente" o "più consistente", ma un significato tecnico e descrittivo, allusivo di un minore o maggiore grado di radicalità. In altri termini, la laicità in senso largo è denominata "debole" poiché possiede una valenza essenzialmente metodologica, mentre la laicità in senso stretto è denominata "forte" poiché possiede una valenza essenzialmente di tipo ideologico o sostantivo (in quanto allusiva della visione del mondo propria dei non credenti).

Ciò spiega perché questo filosofo, pur ritenendo legittimi entrambi i significati (teorici e storici) del termine "laicità" e pur insistendo sul fatto che non si deve "censurare" l'accezione ristretta del vocabolo, alla domanda: "Quale tipo di laicità compete allo Stato?" risponda che la laicità propria dello Stato pluralista e democratico è quella larga o debole, ossia quella capace di accogliere in sé, su un piano di democratica parità, tutte le visioni del mondo, sia quelle di matrice religiosa sia quelle di matrice agnostica o atea.

Anzi, allo scopo di evidenziare l'importanza dell'accezione larga o debole di laicità - l'unica che, in virtù del suo carattere inclusivo risulta capace di porsi come "metodologia del pluralismo" e quindi di far coesistere i diversi, ossia la molteplicità irriducibile delle razze, delle culture, delle religioni ecc. - Fornero parla di "forza della laicità debole".

Imprescindibilità della filosofia[modifica | modifica wikitesto]

Sulle orme del suo maestro, Fornero è vivamente persuaso del valore e della necessità della filosofia. Da ciò il suo costante impegno ad argomentare con chiarezza questa tesi, mediante una proposta la cui peculiarità consiste nel ritenere che, prima di chiedersi (come si fa solitamente) se la filosofia sia utile o meno, bisogna chiedersi se da essa si possa prescindere o meno, ossia se sia davvero possibile, per l'uomo, vivere senza filosofare. Su questo punto lo studioso non ha dubbi: la filosofia è un'esigenza che sgorga dalla vita stessa e dalle sue ineludibili domande, al punto che l'uomo, come non può fare a meno di respirare e pensare, così non può fare a meno di fare filosofia. Queste considerazioni vengono più organicamente sviluppate in Utilità della filosofia.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Articoli su Abbagnano[modifica | modifica wikitesto]

  • Sull'esistenzialismo positivo: Abbagnano e Gentile, in «Rivista critica di storia della Filosofia», XXXV, n. 4, 1980, pp. 416–437; poi in appendice a B. Maiorca (a cura di), L'esistenzialismo in italia, Paravia, Torino, 1993, pp. 489–510.
  • Concetto e critica del romanticismo ottocentesco nel pensiero di Nicola Abbagnano, in «Rivista di storia della filosofia», XXXIX, 1984, fasc. III, pp. 551–570.
  • Il concetto di storia della filosofia nella riflessione teorica e metodologica di Nicola Abbagnano, in Una filosofia dell'uomo. Atti del Convegno in memoria di Nicola Abbagnano, Salerno, 11-13 novembre 1992 (a cura di G. Cacciatore e G. Cantillo, introduzione di R. Racinaro), Comune di Salerno, 1995, pp. 153–162.
  • Sull'attualità del pensiero di Nicola Abbagnano, «Informazione filosofica», 31, VII, marzo 1997, pp. 14–15.
  • Presentazione di: Nicola Abbagnano, Le origini storiche dell'esistenzialismo (dispensa di una lezione universitaria, Torino, 1944), in «MicroMega», 5, 2001, pp. 283–300.
  • Abbagnano e la metodologia dell'esistenza, «MicroMega», n. 5, 2001, pp. 310–320.

Manuali[modifica | modifica wikitesto]

  • Filosofi e filosofie nella storia, Paravia, Torino 1986
  • Protagonisti e testi della filosofia, Paravia, Torino 1996, 1999, n. e. 2006
  • Itinerari di filosofia, Paravia, Torino 2002
  • La filosofia, Paravia, Torino 2009
  • La ricerca del pensiero, Paravia, Torino 2012
  • Percorsi della filosofia, Paravia, Torino 2012
  • L'ideale e il reale, Paravia, Torino 2013
  • Con-Filosofare, Paravia, Torino 2016
  • I nodi del pensiero, Paravia, Torino 2017

Opere storiografiche[modifica | modifica wikitesto]

  • Storia della filosofia, La filosofia contemporanea, IV*, Utet, Torino 1991 (trad. spagnola, Historia de la Filosofía, Ediciones Hora S. A., Barcellona 1996)
  • Storia della filosofia, La filosofia contemporanea, IV**, Utet, Torino 1994
  • Dizionario di filosofia, Utet, Torino 1998 (trad. spagnola, Diccionario de Filosofía, Ed. Martin Fontes, São Paolo 1998)
  • Le filosofie del Novecento, B. Mondadori, Milano 2002

Opere su bioetica e laicità[modifica | modifica wikitesto]

  • Bioetica cattolica e bioetica laica, B. Mondadori, Milano 2005, nuova edizione ampliata ivi, 2009
  • Laicità debole e laicità forte, B. Mondadori, Milano 2008
  • Due significati irrinunciabili di laicità, in AA.VV., La laicità vista dai laici, a cura di E. D'Orazio, Egea – Università Bocconi Editori, Milano 2009, pp. 61–74
  • Laici e cattolici in bioetica: storia e teoria di un confronto (in collaborazione con M. Mori), Le Lettere, Firenze 2012

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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