Giovanni Formisano

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Giovanni Formisano (Catania, 24 ottobre 1878Catania, 22 dicembre 1962) è stato un poeta italiano, che compose in siciliano.

Nacque a Catania il 24 ottobre 1878 da Lucia Platania e Davide Formisano, si diplomò al Tecnico Commerciale di Catania e svolse attività quale titolare di un negozio di edilizia sito in via Antonino di San Giuliano. Sposò Maria Polano di Cagliari e dal loro matrimonio nacquero Davide, Lucia e Alba. Fu vicedirettore del giornale satirico Lei è lario e scrisse anche per altri periodici, fra i quali Il Marranzano, Torcia a ventu, D’Artagnan, Po’ tu cuntu, eccetera. La sua poesia è chiara e limpida, dettata dal canto sincero dell’anima. Fu scrittore di canzoni siciliane tra le quali: E vui durmiti ancora, Luntananza, Taurmina, Prijeri persi, Varcuzza abbannunata, Lavannara, A me matri, Sirinata, Sacciu. Le sue commedie affrontano, in chiave satirica, temi sociali. È morto a Catania il 22 dicembre 1962

Viene ricordato soprattutto per la raccolta E vui durmiti ancora del 1910[1], ma anche per aver pubblicato la rivista di poesie Torcia a ventu.

Il monumento[modifica | modifica wikitesto]

In piazza Majorana a Catania è stato dedicato un piccolo monumento a forma di libro aperto, su cui campeggiano il busto bronzeo del Formisano e alcuni dei suoi versi immortali, in particolare i versi della poesia "e vui durmiti ancora" musicata e cantata da numerosi gruppi folkloristici siciliani.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Che prende il nome da una delle più belle pagine della letteratura siciliana: ...E vui durmiti ancora!, musicata in quell'anno da Gaetano Emanuel Calì.
Controllo di autoritàVIAF (EN311109988 · SBN IT\ICCU\CUBV\003129