Giovagallo

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Giovagallo
frazione
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Tuscany.svg Toscana
Provincia Provincia di Massa-Carrara-Stemma.png Massa-Carrara
Comune Tresana-Stemma.png Tresana
Territorio
Coordinate 44°14′06″N 9°53′07″E / 44.235°N 9.885278°E44.235; 9.885278 (Giovagallo)Coordinate: 44°14′06″N 9°53′07″E / 44.235°N 9.885278°E44.235; 9.885278 (Giovagallo)
Altitudine 349 m s.l.m.
Abitanti 70
Altre informazioni
Cod. postale 54012
Prefisso 0187
Fuso orario UTC+1
Nome abitanti Giovagallesi
Patrono San Michele
Giorno festivo 29 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Giovagallo
Giovagallo

Giovagallo è un paese nel comune di Tresana, provincia di Massa Carrara, abitata da circa 70 persone e situata a 349 m s.l.m.

Giovagallo è una modesta borgata della Lunigiana, che ha avuto nei secoli scorsi un'importanza ben maggiore di quella attuale. Ha dato il nome a un feudo e ad una comunità che sono scomparsi nel 1797 quando le armi e le fortune della Francia rivoluzionaria causarono in Italia la caduta dei vecchi ordinamenti politici e sociali. Il nome Giovagallo è ricordato in testi antichi; tra questi ricordiamo il codice Pelaviciniano della diocesi di Luni-Sarzana che menzionava e riferiva a contratti di abitati di Giovagallo nel 1100.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'antico feudo di Giovagallo che comprendeva anche i territori di Bola e Novegigola nel 1266 in seguito a divisione pervenne al marchese Manfredo Malaspina detto "il lancia" per la sua abilità nell'usare quest'arma. Quest'ultimo edifica e amplica un castello con borgo murato sopra una collina impervia, quasi inaccesibile e invalicabile su rocce affioranti, situata sulla destra del torrente Penolo.

Il castello con le sue costruzioni accesorie, doveva essere fortissimo di fronte alle armi del tempo; la struttura dominava la strada che passava poco lontano dai piedi delle attuali rovine e sorvegliava dalla torre principale e dalle sue mura una gran parte del territorio feudale. Nel castello oltre l'abitazione della famiglia dei marchesi vi era quella dei dipendenti e degli armigeri, una vasta cisterna nella quale l'acqua di sorgente veniva convogliata con un condotto in muratura di pietrame nascosto sotto terra. Vi era inoltre un oratorio nel quale avrà certo pregato la buona Alagia e sicuramente il grande ghibellino "profugo".

resti della torre del castello di Giovagallo (foto by Luca Lombardi - I Lunatici Lunigianesi)

Il castello è lontano dalle abitazioni di Giovagallo e dalle terre coltivate e quando non servisse come strumento di difesa e sorveglianza e oppressione dei soggetti, doveva essere abbandonato perché poco adatto per abitazione civile. Moroello Malaspina figlio di Manfredo e successore nel 1292 fu uno dei più prodi guerrieri a servizio della parte guelfa: memorabile è la vittoria di Moroello capitano dei fiorentini, contro Pistoia e i ghibellini nel campo Piceno.

Dante, quantunque avversario, lo esalta con noti versi profetici che fa uscire dalle labbra a Vanni Fucci:

« apri gli orecchi al mio annunzio, e odi.

Pistoia in pria di Neri si dimagra,
poi Fiorenza rinnova genti e modi.
Tragge Marte vapor di Val di Magra
ch'e di torbidi nuvoli involuto;
e con tempesta impetuosa ed agra
sopra Campo Picen fia combattuto;
ond'ei repente spezzerà la nebbia,
si ch'ogni Bianco ne sarà feruto.
E detto l'ho, perché dolet ti debba! »

(Dante Alighieri, Inferno, Canto XXIV)

Tutti i commentatori della Divina Commedia ritengono che il vincitore della battaglia a Campo Piceno fu Moroello marchese di Giovagallo.

Dante lo esalta benché avesse ferito i suoi amici e ridotti all'impotenza i suoi amici. Più commuovente è il cenno che Dante fa della consorte di Moroello, Alagia Fieschi, nella fine del canto XIX del Purgatorio.

"Nepote ho io di là c'ha nome Alagia, buona da sè, pur che la nostra casa non faccia lei per esempio malvagia; e questa sola di là m'è rimasa."

L'elogio della bontà di Alagia è una poetica riconoscenza per l'ospitalità goduta nel castello di Giovagallo, dove Dante avrà avuto non solo colloqui con Moroello, il valoroso comandante, ma accoglienze liete, aiuto e conforto. Sono dunque due gli episodi della divina commedia nei quali si menzionano il marchese di Giovagallo e l'amata consorte con eloquente elogio alla sua bontà.

Moroello Malaspina muore nel 1314 gli succedette il figlio Manfredi pur esso valente guerriero e capitano dei fiorentini, lontano dal feudo lo affitta a vassalli e vicedomini, ma questi e la popolazione di Giovagallo si ribellano. Manfredi però riesce a sottomettere i ribelli nel 1344. A questo Manfredi succede il figlio Moroello II nel 1349, ma questo ha vita breve e il suo figlio Giovanni muore in tenera età e così si estingue la discendenza del famigerato "lancia" e il castello con tutto il suo feudo non avranno più un signore proprio; ma appartengono prima a Federico e Azzone figli di Opizino marchese di Villafranca in Lunigiana.

Le Chiese[modifica | modifica wikitesto]

resti dell'antica chiesa di San Michele Arcangelo (foto by Luca Lombardi - I Lunatici Lunigianesi)

Unica chiesa parrocchiale anche per la popolazione di Bola e Novegigola era quella di Giovagallo, questo non toglie che in questa località esistessero già luoghi spirituali e di culto. La Chiesa Madre di Giovagallo è forse da identificarsi con Pieve de Zovagallo et Saltulo (attuale Località di Pietrasalta) menzionata negli elenchi della diocesi di Luni che indicano le offerte della parrocchia per le Crociate. L'edificio sorgeva nel Prato dell'Annunciata che forse era l'antico titolo della pieve, la chiesa faceva parte della diocesi di Luni e poi di Luni e Sarzana. Purtroppo, a causa dell'eccessiva umidità del terreno sul quale sorgeva, venne abbandonata.

La pieve fu sostituita nel XV Secolo dalla costruzione nella piazza centrale del paese di Giovagallo dalla chiesa di San Michele Arcangelo con l'acquisizione dell'autonomia parrocchiale. Nel 1660 il feudo di Giovagallo fu venduto alla famiglia patrizia dei Corsini di Firenze che lo amministrò, fino al 1856. Alla munificenza di questi signori si devono anche interventi di ristrutturazione o di rifacimento dell'antica chiesa di San Michele. Questa a causa di movimenti franosi del terreno che interessavano la parte interna della chiesa e la canonica adiacente, venne dismessa definitivamente nel 1941. Ad oggi sono ancora visibili i muri perimetrali, la zona absidale e l'alto campanile ancora in uso con cupola squamata che caratterizza il paese.

La nuova e definitiva struttura venne eretta nel 1956 su un promontorio che sovrasta Giovagallo, non lontano dalla chiesa antica.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giulivo Ricci, Nicola Gallo, Il Castello di Giovagallo / Appunti per la storia di Giovagallo
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