Germano Sartelli

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Germano Sartelli ritratto da Paolo Monti nel 1975 (Fondo Paolo Monti, BEIC)

Germano Sartelli (Imola, 1925Imola, 2014) è stato uno scultore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Scultura in lamiera di Germano Sartelli, Imola

Dopo aver frequentato un corso di intaglio del legno tenuto negli anni trenta e quaranta da Gioachino Meluzzi[1], Sartelli si dedicò con passione alla scultura aprendo un atelier nel piccolo borgo di Codrignano. La firma delle sue opere è da sempre l'utilizzo di materiali riciclati che vanno dalle pagine di giornali, a fili metallici e legname[2].

La sua prima mostra, del 1958, fu organizzata da Dino Gavina al Circolo di Cultura a Bologna con presentazione di Maurizio Calvesi.[3]

Nel 1962 gli venne conferito il premio per la scultura dal Ministero della Pubblica Istruzione e nel 1964 espose alla 32esima Biennale di Venezia[4] a cui fecero seguito numerose altre mostre personali e non[5].

Negli anni cinquanta Sartelli diede vita a un progetto presso l'Ospedale psichiatrico provinciale Luigi Lolli di Imola per insegnare pittura ai degenti, le cui creazioni furono esposte in una mostra a Imola nel 1954: era la prima volta in Italia. L'esperienza pioniera dell'arteterapia è stata narrata anche in un documentario del 2006.[6]

Nello stesso anno della sua morte, il 2014[7], uscì il film documentario scritto e diretto da Paolo Fiore Angelini Germano Sartelli. La forma delle cose, conversazioni nel quale l'artista si racconta[8].

Si sono occupati della sua opera, tra gli altri, Maurizio Calvesi, Andrea Emiliani, Claudio Spadoni e Roberto Daolio.[2] Il fondo archivistico è conservato al Museo San Domenico di Imola.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Germano Sartelli Documentazione, arskey. URL consultato l'8 giugno 2016.
  2. ^ a b c Germano Sartelli, Centro documentazione arti moderne e contemporanee in Romagna. URL consultato l'8 giugno 2016.
  3. ^ Renzo Orsini, Dino Gavina: ultrarazionale, ultramobile, Compositori, 1998, pp. 28–, ISBN 978-88-7794-137-4.
  4. ^ Enrico Morsiani, Germano Sartellil. Rifare il mondo, Flash Art Italia. URL consultato l'8 giugno 2016.
  5. ^ Germano Sartelli, Galleria De' Foscherari. URL consultato l'8 giugno 2016.
  6. ^ Cesare Secchi, Cinema & Follia: 1115 film e audiovisivi sulla malattia mentale ricercabili per parola chiave, Guaraldi, 2015, p. 182, ISBN 978-88-6927-137-3.
  7. ^ Paola Naldi, È morto Germano Sartelli, l'artista che ha dato voce alla natura e agli emarginati, La Repubblica, 8 settembre 2014. URL consultato l'8 giugno 2016.
  8. ^ Giacomo Casadio, Germano Sartelli - il film, Il nuovo diario Messaggero. URL consultato l'8 giugno 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • G. Asioli Martini (a cura di), Artisti imolesi alle Biennali di Venezia. Dipinti, sculture, ceramiche e disegni, Imola, 2010.
  • Filmato audio M. Bartoli e G. Savini, L'atelier. Germano Sartelli e i laboratori di arteterapia all'ospedale psichiatrico di Imola, Imola, Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, 2006.
  • R. Pajano e C. Spadoni (a cura di), Germano Sartelli 1954–1994, catalogo della mostra alla Pinacoteca Comunale di Imola, Bologna, 1994.
  • Roberto Pasini (a cura di), L'informale italiano: pittura di segno e di materia negli anni Cinquanta, Parma, La Galleria, 1997.

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Controllo di autoritàVIAF (EN266904826 · ISNI (EN0000 0000 3190 6519 · SBN IT\ICCU\RAVV\016817 · LCCN (ENn96118312 · WorldCat Identities (ENlccn-n96118312