Freemium

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Freemium (contrazione dei termini free, inteso come gratuito, e premium) è una strategia di prezzo che consiste nell'offrire gratuitamente una versione di base di un prodotto proprietario (prevalentemente software proprietario) e nel proporre a pagamento funzionalità aggiuntive.[1][2][3][4]

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Già dagli anni 1980 non era una novità che alcuni prodotti fossero utilizzabili senza un costo ed avessero funzionalità aggiuntive disponibili solo previo compenso. Ciò nonostante, il termine freemium ha un'origine riconducibile soltanto nel 2006.[1][2][5][6]

Modelli proposti[modifica | modifica wikitesto]

Secondo Chris Anderson, ex direttore della rivista Wired, si possono identificare quattro modelli di freemium:[6]

  • Limitazione temporale (gratis per pochi giorni, poi a pagamento)
  • Limitazione delle funzionalità
  • Limitazione del numero degli utenti (gratis per un certo numero di utenti)
  • Limitazione del tipo di cliente (gratis per le aziende piccole e giovani, a pagamento per quelle grandi)

Anche se generalmente per freemium si intende solo la limitazione delle funzionalità.[7][3][4]

Diffusione[modifica | modifica wikitesto]

Questa strategia di prezzo si è prevalentemente diffusa per applicazioni informatiche, soprattutto per dispositivi mobili, quali videogiochi (soprattutto online) e servizi di archiviazione e file sharing.[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Jarid Lukin, My Favorite Business Model, in Fred Wilson, 23 maggio 2006. URL consultato il 21 agosto 2017.
  2. ^ a b (EN) Katherine Heires, Why It Pays to Give Away the Store, in CNN Money, 1 ottobre 2017. URL consultato il 21 agosto 2006.
  3. ^ a b Freemium, su Dizionari Sapere.it. URL consultato il 13 settembre 2017.
  4. ^ a b Nicola Zingarelli, Beata Lazzarini e Luciano Canepari, Lo Zingarelli: vocabolario della lingua italiana, Ristampa 2017 della Dodicesima edizione, ISBN 9788808601476, OCLC 958363976.
  5. ^ (EN) Cem Basman, Name That Business Model, in dot net, 23 marzo 2006. URL consultato il 21 agosto 2017.
  6. ^ a b (EN) Gabriele Di Matteo, Il digitale secondo Anderson, in Repubblica, 3 novembre 2010. URL consultato il 21 agosto 2017.
  7. ^ a b (EN) What is freemium? definition and meaning, su BusinessDictionary.com. URL consultato il 13 settembre 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]