Francesco Angelo de Vico

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Francesco Angelo de Vico

Francesco Angelo de Vico, Francisco Angel Vico y Artea (Sassari, circa 1580Madrid, 1648), è stato un avvocato, un politico ed uno storico[1], che ha scritto in castigliano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Francesco Vico, figlio di un còrso[2] funzionario del Sant'Uffizio che si era stabilito e sposato a Sassari, compì i suoi primi studi di filosofia nella sua città natale. Successivamente si trasferì in Spagna dove si laureò in diritto civile e canonico nell'Università di Salamanca[3]. Tornato a Sassari intraprese una brillante carriera di avvocato e, a seguito della enorme stima conquistata, nel 1609 fu nominato Giudice della Reale Udienza, il supremo organo giurisdizionale del Regno di Sardegna[4]. Nel 1617 gli fu conferita la carica di procuratore degli affari fiscali. Il Vico si adoperò moltissimo presso il re di Spagna Filippo IV perché favorisse la creazione di una flotta sarda per difendere le coste dalle incursioni dei corsari barbareschi. Nel 1624 il re accordò la richiesta e lo stesso Vico si recò a Genova per stipulare i contratti con la Repubblica di Genova per la costruzione e l'armamento delle galee[5]. Promosse inoltre la coltura dell'ulivo e l'introduzione della lavorazione della lana e della seta nell'isola[6]. Inoltre, come riportato dal suo stesso avversario Salvatore Vidal, nell'esercizio delle sue funzioni fu sempre molto ben disposto nei confronti dei più deboli[7]. Finalmente nel 1627 fu nominato reggente del Supremo Consiglio della Corona di Aragona e si trasferì a Madrid[8].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pasquale Tola,Dizionario biografico degli uomini illustri di Sardegna, Torino, 1838, p. 291
  2. ^ Proveniente da Vico, piccolo villaggio della Corsica, da cui gli fu attribuito il cognome
  3. ^ P. Tola, cit., p. 292
  4. ^ P. Tola, cit., p. 292
  5. ^ P. Tola, cit., p. 294
  6. ^ P. Tola, cit., p. 293
  7. ^ S. Vidal, Respuesta al historico Vico, Venezia, 1644, p. 33
  8. ^ P. Tola, cit., p. 294

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Historia general de la isla y reyno de Sardeña, Barcelona, 1639 (ora Cagliari, Centro di Studi Filologici Sardi/Cuec, 2004 a cura di Francesco Manconi)
  • Leyes y Pragmaticas reales del reyno de Serdeña, Napoli, 1640.
  • Apologatio honorifica a las obieciones que haze el P. A. Salvador Vidal en su libro intitulado Clypeus aureus, Madrid, 1643.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Salvatore Vidal, Respuesta al historico Vico, Venetiis, 1644 (destinata a combattere la Apologatio honorifica che il Vico aveva pubblicato nel 1640 in difesa della sua Historia general de Sardeña, attaccata dal Vidal nel Clypeus aureus).
  • Pasquale Tola, Dizionario biografico degli uomini illustri di Sardegna, Torino, Tipografia Chirio e Mina, 1837-38, vol. III, pp. 291-300.
  • Giovanni Siotto Pintor, Storia letteraria di Sardegna, Cagliari, 1843-44.
  • Francesco Alziator, Storia della letteratura di Sardegna, Cagliari, Edizioni della Zattera, 1954, pp. 165-168.
  • I. Bussa, La raccolta delle leggi e prammatiche del Regno di Sardegna di Francisco de Vico (1633), “Quaderni bolotanesi”, XXVIII, 2002.
  • Francesco Manconi, Un letrado sassarese al servizio della Monarchia ispanica. Appunti per una biografia di Francisco Angel Vico y Artea, in B. Anatra-G. Murgia (a cura di), Sardegna, Spagna e Mediterraneo. Dai Re Cattolici al Secolo d'oro, Roma, Carocci, 2004.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]