Formato (fotografia)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Il formato fotografico definisce, oltre alla dimensione, anche il rapporto d'aspetto dell'immagine.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

L'evoluzione della fotografia, dalla sua nascita, ha visto l'utilizzo di molteplici formati fotografici. Inizialmente sono stati adottati una moltitudine di formati. Il motivo principale per cui c'erano così tanti formati negativi all'inizio era che le stampe venivano fatte per contatto, senza l'uso di un ingranditore. Il formato del film sarebbe quindi esattamente lo stesso della dimensione della stampa, quindi se c'era la necessità di stampe di grandi dimensioni, era necessario utilizzare una grande fotocamera e il corrispondente formato di pellicola. Successivamente si sono visti affermare e standardizzare solo alcuni di questi formati.

Le pellicole fotografiche sono commercializzate in apposite confezioni a tenuta di luce.

Per le pellicole piane:

  • scatole contenenti pellicole di grande formato per uso professionale, da caricare una alla volta in camera oscura nei telai porta pellicola delle fotocamere da studio;
  • caricatori contenenti più pellicole sovrapposte di medio formato (film-pack), da inserire direttamente nella fotocamera in piena luce (ad es. Polaroid).

Le pellicole piane per utilizzo nelle fotocamere a banco ottico sono anche chiamate lastre, con riferimento agli albori della fotografia, in cui il supporto dello strato fotosensibile era una lastra di metallo o di vetro.

Per le pellicole a nastro (dette anche "in striscia"):

  • cassette contenenti due bobine (cedente e ricevente) di facile inserimento ed estrazione dalla fotocamera, pensate per un'utenza popolare (ad es. 110, 126.);
  • cartucce contenenti la sola bobina piena, destinate (almeno fino all'avvento delle fotocamere superautomatiche), ad un'utenza in grado di "caricare e scaricare" correttamente la pellicola (ad es. 135);
  • rullini contenenti la pellicola in spire strettamente avvolte, con carta di protezione al retro per tutta la lunghezza (ad es. 120) o anche soltanto la protezione di un nastro leader, formante le spire più esterne (ad es. 220). Più critici da manipolare e destinati prevalentemente a professionisti ed utenti esperti, in possesso di fotocamere "medio formato".

La pellicola in striscia 135 si può anche acquistare a metraggio in barattoli metallici, realizzando un discreto risparmio, ma è considerata una pratica limitata ai dilettanti meglio attrezzati in quanto necessita di una camera oscura e una certa abilità manuale per le operazioni di taglio della pellicola e l'inserimento nelle cartucce. Pratica poco diffusa tra i professionisti, per i quali l'affidabilità del lavoro è preponderante rispetto al risparmio conseguibile.

Le pellicole in striscia possono essere prive di perforazioni (l'avanzamento e il corretto distanziamento dei fotogrammi è affidato ai meccanismi della fotocamera), oppure dotate di una singola perforazione per fotogramma (foro di registro per il corretto distanziamento), con trascinamento a cura della bobina ricevente. La pellicola 135, di derivazione cinematografica, dispone invece di ben 16 perforazioni per fotogramma, in cui si inseriscono i denti del rullo della fotocamera, che effettua il trascinamento e il distanziamento.

Formati più comuni[modifica | modifica wikitesto]

La classificazione per formato si basa sulla dimensione del fotogramma.

Denominazione pellicola Altezza pellicola (mm) Dimensione immagine (mm) Numero di immagini Note
110 16 13 × 17 12/20 Cartuccia in plastica a due bobine. Pellicola monoperforata con carta di protezione numerata sul dorso - formato universale lanciato da Kodak nei primi anni '70, ha contribuito a rendere popolari le microcamere, ma nei due decenni successivi ha perso progressivamente mercato con l'affermarsi delle compatte automatiche a pellicola 135.
APS/IX240 24 17 × 30 15/25/40 Cartuccia in plastica ad una sola bobina. Pellicola monoperforata predisposta per registrazione ottico/magnetica di dati ed image-cropping direttamente in ripresa - formato universale lanciato a metà anni '90 dal consorzio Advanced Photo System, ha avuto modesta diffusione e scarsa durata commerciale, a causa del sopravvenuto boom della fotografia digitale.
126 35 26 × 26 12 or 20 Cartuccia in plastica a due bobine. Pellicola monoperforata con carta di protezione numerata sul dorso - formato universale lanciato da Kodak nei primi anni '60 col logo Instamatic e divenuto presto molto popolare nel campo delle fotocamere low-end, nei decenni successivi il successo è andato scemando per la concorrenza dapprima del formato 110 e poi delle nuove compatte a pellicola 135.
135 35 24 × 36 (1.0 x 1.5 in.) 12–36 Cartuccia metallica ad una sola bobina. Pellicola pluriperforata - formato universale lanciato negli anni '20 dalla Leica, è stato fino ai tempi odierni, (assieme al formato 120), il formato più diffuso e longevo, conosciuto anche come 35 mm, Pieno formato o anche pieno formato - Alcune fotocamere, dette "mezzoformato", erano costruite per ricavare fotogrammi verticali 24x18, consentendo il raddoppio dell'autonomia della pellicola.
127 46 40 x 40 (also 40 x 30 or 60 8-16 Pellicola avvolta su rocchetto metallico, non perforata, con carta protettiva recante la numerazione fotogrammi per due differenti formati "nativi", denominati 4 x 4 e 4 x 6 (misure convenzionali in cm). Nel corso degli anni sono apparse fotocamere in grado di impressionare ulteriori formati di fotogramma: 4 x 3 e 4 x 4,5. Come per gli altri formati su rullo (120 e 220), il numero di fotogrammi ottenibili dipende dall'estensione del fotogramma rispetto alla lunghezza fissa della pellicola
120 62 45 × 60 16 or 15 Pellicola avvolta su rocchetto in plastica (inizialmente in legno e metallo). Pellicola non perforata con carta protettiva sul dorso - formato universale conosciuto come 6x6 o medio formato, tipico delle fotocamere professionali TLR (ad es. Rolleiflex) o SLR (ad es. Hasselblad) - a seconda della macchina usata, è in grado di fornire fotogrammi 6×4,5 (55 mm × 41 mm); 6×6 (55 mm × 55 mm); 6×7 (55 mm × 65 mm); 6×8; 6×9; e i panoramici 6×12 e 6×17. Il numero di fotogrammi ottenibili dipende dalla lunghezza dello stesso rispetto alla lunghezza fissa della pellicola).
60 × 60 12
60 × 70 10
60 × 90 8
220 62 45 × 60 32 or 31 Pellicola avvolta su rocchetto in plastica, non perforata dotata solo di un nastro leader protettivo. L'eliminazione della carta protettiva su tutta la lunghezza del film, ha consentito di avvolgere sullo stesso rocchetto del formato 120 una lunghezza doppia di pellicola e di inserirla nelle stesse fotocamere, ottenendo un raddoppio dell'autonomia rispetto a tutti i formati di fotogramma ottenibili dal 120.
60 × 60 24
60 × 70 20
60 × 90 16
Sheet film 2 ¼ x 3 ¼ to 20 x 24 in. 1 Singolo foglio di pellicola, dentellato nell'angolo per l'identificazione, per fotografia grande formato.
Disc film 10 × 8 mm 15 Pellicola piana di forma circolare, contenuta in una custodia tipo floppy disk, fu lanciata da Kodak nel 1982, ma posta fuori produzione 17 anni dopo, a causa dello scarso successo riscosso sia presso gli utenti che presso i laboratori di trattamento. Veniva usata in apposite fotocamere compatte, di ridotto spessore.
Motion picture films 8 mm, 16 mm, 35 mm and 70 mm Doppia perforazione
Minox 9,5 8x11 50 Cassetta in plastica a due bobine, pellicola non perforata - formato raro, usato da microcamere high-end: Minox e Yashica Atoron.

Fonte:[1]

Con l'avvento della tecnologia digitale vi è stata la necessità di adottare nuovi formati.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Jacobson, 2000

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Ralph E.Jacobson, The Focal Manual of Photography: Photographic and Digital Imaging, 9ª ed., Boston, Focal Press, 2000, ISBN 978-0-240-51574-8.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Fotografia Portale Fotografia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di fotografia