Foresta del Congo

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Foresta del Congo
Stati Gabon Gabon
Guinea Equatoriale Guinea Equatoriale
Camerun Camerun
Rep. Centrafricana Rep. Centrafricana
Rep. del Congo Rep. del Congo
RD del Congo RD del Congo
Superficie 2 680 000 km²
Africa (satellite image).jpg
Immagine satellitare dell'Africa con al centro ben visibile la foresta pluviale del Congo

La foresta del Congo è una foresta pluviale di tipo equatoriale che si trova nell'Africa Centrale. Essa occupa gran parte del bacino del Congo ed interessa sei paesi: Gabon, Guinea equatoriale, Camerun, Repubblica Centroafricana, Repubblica del Congo e Repubblica Democratica del Congo (RDC). La foresta ha una superficie di oltre 200 milioni di ettari e ospita circa 10.000 specie di piante tropicali di cui il 30% sono unici nella regione, ed un gran numero di animali in via di estinzione, tra cui l'elefante della foresta, scimpanzé, bonobo e gorilla di pianura e di montagna.[1] In questa area o nelle immediate vicinanze vivono circa 60 milioni di persone che traggono sostentamento dalla foresta. In essa abitano popolazioni indigene appartenenti a decine di gruppi etnici di cui i più numerosi sono i vari gruppi dei Pigmei (Aka, Baka, Bambuti, Efe). La foresta ha inoltre una grande importanza per il mantenimento del clima. Si calcola che essa mantenga fra il 10 e 20% di carbonio del pianeta.[2]

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Africa centrale è coperta da oltre 268 milioni di ettari di foreste (sia umide che secche) che costituiscono la seconda più grande foresta tropicale dopo quella dell'Amazzonia. Le foreste umide si estendono per un'ampia fetta di territorio che va dal Golfo di Guinea sull'oceano Atlantico ad ovest, fino alla faglia albertina nella regione dei grandi laghi ad est, per una superficie di circa 186 milioni di ettari. Le foreste congolesi coprono il sud-est del Camerun, la Guinea equatoriale, il Gabon orientale, la zona settentrionale e centrale della Repubblica del Congo, la zona settentrionale e centrale della Repubblica democratica del Congo e una parte meridionale e sud-occidentale della Repubblica Centrafricana.[3] Circa i due terzi di questa foresta si trova nella RDC.[4]

Ecoregioni[modifica | modifica wikitesto]

La foresta del Congo (bordata in nero) e le ecoregioni dell'Africa centrale che la compongono

Secondo la classificazione del WWF la foresta congolese è composta dalle seguenti ecoregioni:[5]

Tutte le ecoregioni suddette fanno parte della lista Global 200 contenente le ecoregioni con la più elevata caratterizzazione di biodiversità del pianeta.

Biodiversità[modifica | modifica wikitesto]

La foresta del Congo presenta un elevato grado di biodiversità: vi si trovano alcune migliaia di specie animali, di cui oltre 400 specie di mammiferi, 1.000 specie di uccelli e circa 700 specie di pesci. Anche nel mondo vegetale si ha una grande diversificazione con oltre 10.000 specie di piante tropicali e 600 specie di alberi. Molte specie vegetali ed animali sono endemici della regione e vi sono molte fra le specie in via di estinzione o seriamente danneggiate.

Stato di conservazione[modifica | modifica wikitesto]

Lo stato di conservazione della regione è diverso nelle singole ecoregioni. Vi sono alcune regioni sostanzialmente intatte, altre con un moderato livello di criticità ed alcune decisamente in condizioni critiche.

  • Le regioni più interne della foresta, dove è anche minore l'insediamento umano, conservano ancora il loro aspetto originario, anche se in prospettiva la costruzione di strade e infrastrutture per lo sfruttamento del legname potranno costituire una minaccia. Rientrano in questa categoria le:
    • foreste palustri del bacino occidentale del Congo
    • foreste palustri del bacino orientale del Congo
    • foreste di pianura del bacino centrale del Congo
  • Le aree dove è maggiore l'insediamento umano e quindi si sviluppa l'agricoltura ed il commercio di carne e legname e delle relative infrastrutture, sono considerate vulnerabili. È questo il caso delle foreste costiere del Congo. Un'altra area vulnerabile è quella delle foreste di pianura del bacino nord-occidentale del Congo. Qui l'insediamento umano è scarso ma la maggior parte della regione è stata assegnata a concessioni forestali per il taglio del legname. Questo, oltre al danno diretto dovuto al taglio di grandi alberi, produce un pericolo indiretto derivante dalla caccia degli animali selvatici. È infatti evidente che la presenza in queste aree di gruppi numerosi di persone nei campi di disboscamento, strade di accesso e mezzi di trasporto, costituiscono un notevole incentivo per il commercio di carne degli animali selvatici.[6] Anche l'area delle foreste di pianura del bacino nord-orientale del Congo è considerata vulnerabile. Una vasta area di foresta di questa regione, conosciuta anche come "foresta dell'Ituri", è stata teatro di una aspra guerra tribale fra le etnie dei Lendu (agricoltori) e degli Hema (pastori) che si è combattuta fra il 1999 ed il 2003, anche se il conflitto è continuato successivamente, sia pure in tono minore, fino al 2015.[7] La guerra ha impedito pertanto un adeguato controllo del territorio fatto quani oggetto di bracconaggio e di taglio abusivo di legname. Inoltre la gestione di fenomeni migratori dovuti a persone che fuggivano dai territori di guerra, ha comportato l'eliminazione di grandi aree di foresta da utilizzare per l'agricoltura di sussistenza.
  • Un'area decisamente in pericolo è quella che si trova all'estremo orientale della foresta del Congo, costituita dalla regione delle foreste montane della faglia albertina. Ques'area, pur essendo una delle più interessanti e ricche di biodiversità di tutta l'Africa, e pur avendo al suo interno delle importanti aree protette quali il Parco nazionale di Virunga, il Parco nazionale dei Monti Rwenzori ed il Parco Nazionale dei Vulcani, è seriamente compromessa. Le ragioni di questa situazione sono molteplici. In primo luogo occorre notare che in gran parte della regione, e in particolare in Burundi e in Ruanda, la densità di popolazione umana rurale è tra i più alti di tutta l'Africa e questo pone una notevole pressione sia sulle risorse vegetali (raccolta di legna per ardere e disbioscamento per agricoltura) sia su quelle animali (caccia). Inoltre questa regione è stata oggetto di alcune violente e lunghe guerre, quali la seconda guerra del Congo e la guerra del Kivu durante le quali ci sono stati ripetuti episodi di bracconaggio che hanno decimato la popolazione di elefanti africani nel parco di Virunga.

Popoli[modifica | modifica wikitesto]

Distribuzione dei principali gruppi Pigmei nel Bacino del Congo

La foresta del Congo è stata abitata da diverse decine di migliaia di anni da popolazioni che hanno tratto dalla foresta tutto quello che occorreva loro per vivere. I più antichi rappresentanti di queste popolazioni sono i Pigmei che possono essere considerati il più grande e diversificato gruppo di cacciatori-raccoglitori attivi che rimane al mondo.[8] Nel bacino del Congo vivono tra i 250.000 ed i 350.000 pigmei suddivisi fra circa 15 differenti gruppi linguistici. I principali gruppi sono:

  • Baka, nel Camerun meridionale e Gabon settentrionale;
  • Aka, nella Repubblica Centroafricana e Repubblica del Congo;
  • Mbuti, nella regione dell'Ituri nella Repubblica Democratica del Congo nord-orientale:
  • Twa, nella regione dei Grandi Laghi e nel bacino centrale del Congo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Congo Rainforest and Basin - OVERVIEW, World Wildlife Fund.
  2. ^ de Wasseige C. ed altri, Op. citata, pag. 26
  3. ^ In realtà la zona più orientale della foresta, che riguarda le foreste della Rift Valley, interessa oltre alla RDC altri quattro statai: Burundi, Ruanda, Tanzania e Uganda.
  4. ^ Bérenger Tchatchou d altri, Op. citata, pag. 9-11
  5. ^ Il numero fra parentesi quadre [ ] si riferisce alla figura a lato, mentre quello fra parentesi tonde ( ) è il codice WWF attribuito alla regione.
  6. ^ Northwestern Congolian lowland forests, in Terrestrial Ecoregions, World Wildlife Fund. URL consultato l'8 gennaio 2016.
  7. ^ Ituri: retour au calme après les accrochages entre FARDC et FRPI à Aveba, Radio Okapi. URL consultato il 10 gennaio 2017.
  8. ^ Barry S. Hewlett, Hunter-Gatherers of the Congo Basin: Cultures, Histories, and Biology of African Pygmies, Transaction Publishers, 2014, ISBN 1412854121.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]