Filippo Sassetti

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Filippo Sassetti (Firenze, 1540Goa, 1588) è stato un mercante, linguista e viaggiatore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

In patria si distinse per la sua partecipazione ai dibattiti culturali delle varie accademie fiorentine dell'epoca, in occasione dei quali scrisse un Discorso sopra Dante e si distinse per una sua traduzione della Poetica di Aristotele. Studiò a Firenze e a Pisa ed entrò nell'Accademia degli Alterati. Lo pseudonimo che scelse, Assetato, mostra il suo profondo desiderio di conoscenza. Quando i portoghesi abolirono il monopolio del pepe Filippo lasciò l'Italia per trasferirsi a Lisbona e nel 1582 decise di partire per l'India; tuttavia, anziché arrivare lì, si ritrovò dopo un viaggio di 5 mesi in Brasile. Ci riprovò l'anno seguente giungendo nel 1583 a Cochin, capitale del regno del Malabar e poi a Goa. In Oriente Sassetti non riuscì ad avviare nessuna attività redditizia: a fine Cinquecento l'epoca dei facili guadagni era ormai conclusa e l'India era diventata preda dei portoghesi, incapaci di apprezzarne la cultura e intenzionati unicamente a dominarla. Cominciò allora ad occuparsi di piccoli commerci tra l'India e Firenze: spedì mobili, scatole, stoffe, oggetti vari, insomma qualsiasi cosa pur di fare cassa. Sassetti non riusciva a far fronte all'enorme richiesta di prodotti né aveva uno spiccato senso degli affari. La delusione per i mancati guadagni economici lo incoraggiò ad osservare e ad approfondire la conoscenza della civiltà indiana. Cominciò a corrispondere con parenti e amici inviando lettere contenenti informazioni preziose sul paese.

Interessi e studi[modifica | modifica wikitesto]

Trascrisse parti di un trattato botanico in sanscrito, si occupò per primo in Italia del bambù e dell'ananas di cui descrisse i pregi al Granduca. Si interessò anche della pesca e della raccolta di perle. Fu tra i primi europei a studiare il sanscrito, l'antica lingua indiana. Nel 1585, notò similitudini tra alcune parole sanscrite ed italiane (es. deva/dio, sarpa/serpe, sapta/sette, ashta/otto, nava/nove). Le sue osservazioni hanno anticipato la scoperta della famiglia linguistica indoeuropea. Fu il primo a interessarsi di medicina tradizionale e di alimentazione indiane, apprezzò la cucina locale e rifletté sull'alimentazione vegetariana. Progettò di ritornare a Firenze passando per la Malesia e la Cina, ma morì di malattia a Goa nel 1588. Tra le altre opere Filippo Sassetti ha scritto Il Capitano Francesco Ferruccio.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Marcucci E. M., Lettere edite e inedite di Pilippo Sassetti raccolte e annotate, Firenze 1855.
  • Muller Jean-Claude, Early stages of language comparison from Sassetti to Sir William Jones (1786), Kratylos 1986 31.1-31.
  • Niccolò Rinaldi, Oceano Arno. I navigatori fiorentini.Firenze Libri, Firenze 2012

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Controllo di autoritàVIAF (EN117159 · ISNI (EN0000 0001 0861 454X · LCCN (ENn85381115 · GND (DE119321645 · BNF (FRcb125103935 (data) · CERL cnp00405444
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