Falangi Verdi di Maometto

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Le Falangi Verdi di Maometto è una microformazione di miliziani sunniti, formata da ex appartenenti ba'thisti al disciolto corpo militare iracheno dei "Fedayyin di Saddam".

Il 13 aprile 2004, miliziani delle Falangi Verdi di Maometto sequestrarono gli italiani Maurizio Agliana, Umberto Cupertino, Fabrizio Quattrocchi e Salvatore Stefio, quattro contractors italiani in servizio a Baghdad. Il giorno seguente i falangisti uccisero Quattrocchi con due colpi di pistola alla testa e poi mandarono il filmato alla TV araba Al Jazeera, allo scopo di rafforzare la loro richiesta del ritiro delle truppe italiane dall'Iraq.

Gli italiani superstiti, insieme a un altro ostaggio polacco, furono liberati il successivo 8 giugno, dal blitz di unità speciali statunitensi.

La lista degli ostaggi comprendeva quattro italiani dipendenti della DTS Security, catturati a Falluja fra i quali Fabrizio Quattrocchi, e tre ostaggi giapponesi: Noriaki Imai, 18 anni, in Iraq per studiare le conseguenze delle munizioni all'uranio impoverito; Nahoto Takato, 34 anni, operatrice umanitaria; e Soichiro Koriyama, fotoreporter freelance.[1].

I tre ostaggi giapponesi furono liberati in buono stato di salute una settimana dopo, alcune ore dopo l'uccisione di un diplomatico iraniano nella capitale irachena.
Italia, Giappone confermarono la loro capacità militare, mentre Donald Rumsfeld rinviò il ritiro di 20.000 soldati statunitensi, per far fronte alle decine di morti durante l'assedio di Fallujah, controllata dalle milizie sunnite.[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Italiani rapiti, il ricatto.Il sequestro è stato rivendicato alle Brigate Mujaheddin, lo stesso gruppo che ha rapito tre giapponesi. Le loro condizioni per liberarli, panorama. URL consultato il 29 Gennaio 2018 (archiviato dall'url originale il 30 gennaio 2018).
  2. ^ Japanese hostages released in Iraq, telegraph.co.uk, su telegraph.co.uk, 15 aprile 2004. URL consultato il 29 Gennaio 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alberto Castelvecchi, Al Qa'ida: dall'Afghanistan a Madrid, Roma, Castelvecchi Editore, 2004

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]