FOMO

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

FOMO (acronimo per l'espressione inglese Fear of missing out; letteralmente: "paura di essere tagliati fuori") indica una forma di ansia sociale caratterizzata dal desiderio di rimanere continuamente in contatto con le attività che fanno le altre persone, e dalla paura di essere esclusi da un qualsiasi evento o contesto sociale.[1]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La FOMO può portare a una preoccupazione compulsiva riguardo la perdita di un'opportunità di interazione sociale. Letteralmente, essa corrisponde alla "paura di essere tagliati fuori".[2] Questo in quanto comporta la paura che le altre persone possano fare esperienze gratificanti quando non si è presenti o direttamente coinvolti.[2] La Fear of Missing Out, perciò, collega i bisogni sociali degli individui (ad esempio il rimanere in contatto con gli altri) con l'impegno sui SNS[2](social networking sites). Accedendo a questi tramite dispositivi mobili, come gli smartphone, si ha la possibilità di restare sempre connessi con gli altri e partecipare alle loro vite.[3] Ciò è reso possibile dal fatto che l'offerta dei social network su cui poter condividere momenti della propria vita privata è sempre più ampia, rendendo quindi abituale l'essere sempre connessi e reperibili[4]. Vi è un collegamento importante, difatti, tra FOMO e dipendenza da smartphone[5]: a livello teorico il concetto di FOMO si sviluppa online ed è considerato un segnale predittivo dell'insorgenza di dipendenza da smartphone[2] e sofferenza emotiva[6], ma i comportamenti che la caratterizzano non si verificano online[2].

La teoria dell'autodeterminazione (SDT, Self-determination theory) afferma che il sentimento di parentela o di connessione con gli altri è un bisogno psicologico legittimo che influenza la salute psicologica delle persone.[7] In questo quadro teorico, la FOMO può essere intesa come uno stato autoregolativo derivante dalla percezione situazionale che, a lungo termine, i propri bisogni non siano soddisfatti.[8] Infatti la FOMO comporta il desiderio, che può diventare ossessivo, di monitorare continuamente ciò che viene pubblicato dai nostri amici sui social network per poter rimanere sempre aggiornati.[2] Una dipendenza psicologica dall'essere in linea potrebbe provocare ansia quando ci si sente scollegati, portando così alla paura di essere tagliati fuori[9] o persino all'utilizzo patologico di internet.[10] Di conseguenza, si ritiene che la FOMO abbia influenze negative sulla salute e il benessere psicologico delle persone, perché potrebbe contribuire a fenomeni depressivi.[11]

Circa tre quarti dei giovani hanno segnalato di essersi sentiti a disagio quando hanno percepito il rischio di "perdersi" ciò che stavano facendo i loro pari.[12] L’adolescenza è un periodo critico per lo sviluppo, segnato da un aumento significativo dell’importanza che viene data al gruppo dei pari[13]. In questo periodo dello sviluppo, gli adolescenti si relazionano sempre di più con i loro pari e meno con i loro genitori. I legami con i pari aumentano di intensità e le relazioni con loro diventano sempre più intime[14]. Cresce così il bisogno di associarsi con loro e di appartenere a un gruppo. I pari perciò diventano la prima fonte di supporto sociale[15]. Partendo dal presupposto che gli adolescenti e le persone in generale, cercano di soddisfare il loro bisogno di sentirsi socialmente connessi con gli altri[16]; i social network possono essere strumenti eccellenti per gratificare il proprio bisogno di appartenenza[17] e popolarità[18]. Questo perché i media assolvono la funzione di collegare gli adolescenti ai loro coetanei e contribuiscono alla loro socializzazione[19].

Con l'avvento della tecnologia, le esperienze sociali e comunicative delle persone sono state amplificate. Da un lato, le moderne tecnologie (come ad esempio telefoni cellulari o smartphone) e i servizi di social networking (come ad esempio Facebook, Twitter, o Instagram) offrono alle persone l'opportunità di essere socialmente connesse. D'altra parte, la comunicazione mediata perpetua una maggiore dipendenza da internet. Quindi, parallelamente alla nascita e allo sviluppo continuo di nuove tecnologie, si assiste alla nascita di nuove condizioni patologiche legate a queste.[4] L'abuso di strumenti tecnologici ha un impatto significativo sul corpo e sulla mente e questo può arrivare ad interferire con le attività quotidiane.[20]

Andrew Przybilski ha proposto una serie di parametri in grado di stabilire in cosa consista la FOMO[21]

Collegamenti Tra FOMO e adolescenza[modifica | modifica wikitesto]

L'adolescenza è un periodo di sviluppo critico, in cui viene data particolare importanza al gruppo dei pari[22]. Durante questa fase di vita gli adolescenti fanno molto più riferimento ai propri compagni rispetto al proprio nucleo familiare. I pari età diventano, così, fonti primarie di sostegno sociale[23]. In particolare gli adolescenti sentono un forte bisogno di affiliazione ed appartenenza con i propri coetanei, ed il bisogno di sentirsi "popolari".

Secondo la SDT gli adolescenti (e le persone in generale) cercano di gratificare il loro bisogno di essere continuamente connessi alla rete sociale[24], ed in questo senso gli studiosi hanno suggerito che i SNS possono rappresentare uno strumento eccellente per raggiungere tale scopo, amplificando anche il loro senso di appartenenza[25].

I SNS sono perciò importanti strumenti, sia di supporto e aggregazione alla rete sociale, sia di espressione della propria identità sociale e sono considerati, soprattutto dagli adolescenti, come canali preferenziali con cui comunicare, intraprendere e mantenere relazioni. La sindrome di FOMO si manifesta quando il bisogno di appartenere alla nostra rete sociale virtuale, ci costringe a controllare ossessivamente e ad essere costantemente informati sulle attività delle nostre connessioni, obbligandoci a stare connessi 24 ore su 24; ciò permette di alleviare lo stato di ansia sociale causato dall'eccessiva preoccupazione di non essere presenti nelle esperienze gratificanti degli altri.[26]

Un importante studio effettuato da Beyens nel 2016[27], ha esaminato più di 400 adolescenti, analizzando le loro modalità di utilizzo dei SNS, la loro interazione con le connessioni nella rete virtuale e la possibile presenza di FOMO. È emerso che un maggiore uso di Facebook è associato al forte bisogno, quasi patologico, di senso di appartenenza e di popolarità dei ragazzi, sempre più influenzati e condizionati dalle relazioni sociali e dal confronto con gli altri. Da tale studio si evince che gli adolescenti, più sono connessi è sintonizzati con gli altri, tramite l'utilizzo delle nuove tecnologie e degli SNS, più percepiscono lo stress e la paura di essere esclusi e respinti dalla propria rete sociale; questo grave stato d'ansia sociale non permette più di valutare di cosa realmente abbiamo bisogno per essere soddisfatti, ma al contrario, ci convince che la nostra felicità è legata a qualcosa che gli altri hanno e che noi non possiamo possedere, ma soltanto desiderare[28].

I soggetti più a rischio e che sono colpiti da stati di ansia, solitudine e abbandono sono in particolare adolescenti con bassa autostima e maggiore insicurezza, che spesso rischiano di confondere la vita reale con quelle create virtualmente nei social network[29].

Ne consegue che per rimanere sempre "a passo con gli altri" gli adolescenti, e non solo, esibiscano nelle varie piattaforme sociali in cui sono iscritti una vita che non è reale ma "costruita e corretta";[30] sfruttando qualsiasi occasione quotidiana per apparire agli altri, auto-promuoversi e valorizzare sempre più la propria immagine, a volte anche attraverso forme patologiche e preoccupanti di Narcisismo, evitano l'esclusione sociale.

FOMO e No.Mo.Fobia[modifica | modifica wikitesto]

Una sindrome connessa alla FOMO è la cosiddetta No.Mo.Fobia o nomophobia (in italiano nomofobia). L'acronimo sta per "No mobile (phone) Fobia" e indica la paura di rimanere con uno smartphone privo di connessione, quindi di rimanere isolati dal mondo e dai social. In un’accezione più ampia, la sindrome interessa qualsiasi impedimento all'uso del cellulare, quindi, oltre alla mancanza di connessione, si può manifestare nel caso di zone prive di copertura, nel caso di batteria scarica o a seguito di smarrimento o furto.[31]

La nomofobia può essere considerata una vera e propria dipendenza da smartphone. Le persone dipendenti da smartphone, quindi affette da nomofobia, avvertono stati d'ansia quando rimangono a corto di batteria o di credito, senza copertura di rete o senza il cellulare. Di solito i nomofobici tentano di evitare l'ansia mettendo in pratica alcuni particolari comportamenti protettivi, come controllare frequentemente il credito e portare sempre con sé un caricabatterie portatile (chiamato Power-Bank).[32]

Un sintomo connesso alla nomofobia è la sindrome da vibrazione fantasma, chiamata anche "ringxiety" (termine che nasce dall'unione tra i termini inglesi "ring" e "anxiety"). La sindrome da vibrazione fantasma è il disturbo di cui soffre chi crede di avvertire, con grande frequenza, notifiche inesistenti provenienti dal proprio cellulare. Tali persone manifestano stati d'ansia dovuti a squilli o vibrazioni che in realtà non esistono.[33]

Un ulteriore fenomeno collegato alla dipendenza da smartphone è il phubbing (termine nato dalla fusione tra "phone" e "snubbing", in italiano snobbare, ignorare). Per phubbing si intende l'atteggiamento scortese e maleducato che indurrebbe a controllare di continuo lo smartphone, isolandosi e trascurando la persona con cui si è impegnati in una qualsiasi situazione sociale.[34]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso degli ultimi anni si è abbassata sempre di più l'età del primo incontro con la rete, ed in virtù di questo aspetto soprattutto le nuove generazioni si trovano a strutturare la loro identità e personalità intorno all'utilizzo di internet, che diventa così uno strumento fondamentale di mediazione delle loro interazioni.[35] L'offerta sempre più ampia proposta da internet e dai social network ha comportato la diffusione di una nuova abitudine, ovvero quella di essere sempre connessi e reperibili per non sperimentare la FOMO[4]. I nativi digitali hanno bisogno di sentirsi parte di un gruppo, anche quando questo è virtuale, poiché sperimentano e vivono la dimensione digitale come reale, sullo stesso piano di quella fisica[4]. Per questo negli ultimi anni è aumentato l’interesse dei ricercatori per la relazione che si crea tra individuo e dispositivo.[36]

La nascita del termine FOMO si fa risalire a Patrick J. McGinnis, il quale lo utilizza per la prima volta nel suo articolo intitolato Social Theory at HBS: McGinnis’ Two FOs, articolo pubblicato sulla rivista della Harvard Business School chiamata The Harbus nel 2004.[37]

Attualmente la maggior parte degli studi sulle conseguenze negative dell'uso della tecnologia riguarda l'impatto che esse hanno nei confronti della popolazione, in generale e sui giovani adulti, ma esistono pochi studi riguardanti gli individui al di sotto dell'età universitaria, nonostante essi vengano di fatto considerati come il gruppo più vulnerabile.[38] L'uso problematico di internet per gli adolescenti è diventato, per diversi paesi, un serio problema di salute pubblica, specialmente in Asia, dove in merito sono stati condotti studi per analizzare i molteplici fattori che influenzano tali comportamenti disadattivi. Ad eccezione dell'Asia è presente un numero esiguo di ricerche sull'argomento facente uso di dati riguardanti popolazioni di adolescenti culturalmente specifiche.[39]

Sintomi[modifica | modifica wikitesto]

La formazione ed il mantenimento dei legami sociali sono imperativi per il benessere e la sopravvivenza degli esseri umani[40]. Le teorie del controllo sociale affermano che gli individui sono in grado di rilevare la minaccia sociale[41] e monitorano le condizioni per le cui gli altri potrebbero escluderli o respingerli.[42] La FOMO può attivare il sistema di controllo sociale e far sentire al soggetto l'essere "tagliato fuori" come una minaccia alle connessioni sociali con gli altri[42]. L'attivazione dei sistemi di controllo sociale può avere effetti sulla salute fisica; ad esempio, quando un individuo capisce in anticipo di essere respinto da un gruppo, percepisce dolore sociale[42]. Questo dolore ha connessioni neurali[43] e caratteristiche in comune con il dolore fisico[44]. I soggetti che presentano alti livelli di FOMO riportano una carenza di relazioni sociali, abbassamento dell’umore e maggiore impegno sociale nei media[45].

L'aumento dell'impegno sui social media può creare un ciclo di risultati negativi: ad esempio, l'utilizzo dei social media può innescare una lieve depressione o disforia[46]. Più tempo si trascorre sui social network e più l'individuo si sentirà depresso.[47] Gli individui che sperimentano questo tipo di depressione possono ritenere di star perdendo la "competizione" per avere un proprio ruolo nella società per essere accettati e supportati dagli altri[48].

L'influenza della FOMO su fattori emotivi negativi[45] può influire anche su altri aspetti della salute cognitiva e fisica[42]. In seguito a uno studio[42] condotto da Zachary G. Baker, Heather Krieger, and Angie S. LeRoy, dell'università di Houston, è emerso che le persone con un livello di FOMO maggiore riportano più sintomi fisici, depressivi e meno coscienza di sé, che sono indicativi di una peggiore salute fisica, emotiva e cognitiva[42]. La relazione tra FOMO e cattive condizioni di salute, in parte, può essere spiegata considerando che le moderne tecnologie hanno cambiato diversi aspetti dell'esperienza umana e che i mezzi di comunicazione digitale possono ridurre l'auto riflessione e degradare il benessere dell'individuo[49].

Studi longitudinali sulla dipendenza da internet hanno dimostrato che i sintomi psichiatrici sono importanti preddittori della IAD (Internet Addiction Disorder)[50], specialmente i sintomi depressivi[51]. Alcuni studi hanno dimostrato ed esplorato la correlazione tra l'uso di social network e depressione[52][53][54]. Moreno e colleghi nel 2011[55] hanno mostrato come gli studenti universitari con sintomi depressivi sono più attivi su Facebook e più disponibili a discutere pubblicamente i loro problemi[55].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (PDF) JWT Intelligence
  2. ^ a b c d e f (EN) Motivational, emotional, and behavioral correlates of fear of missing out, in Computers in Human Behavior, vol. 29, nº 4, 1º luglio 2013, pp. 1841–1848, DOI:10.1016/j.chb.2013.02.014. URL consultato il 20 novembre 2018.
  3. ^ (EN) Satisfying needs through Social Networking Sites: A pathway towards problematic Internet use for socially anxious people?, in Addictive Behaviors Reports, vol. 1, 1º giugno 2015, pp. 34–39, DOI:10.1016/j.abrep.2015.03.008. URL consultato il 10 dicembre 2018.
  4. ^ a b c d Manca, Maura., Generazione hashtag : gli adolescenti dis-connessi, Alpes Italia, 2016, ISBN 9788865313831, OCLC 1020106086. URL consultato il 29 novembre 2018.
  5. ^ (EN) How “phubbing” becomes the norm: The antecedents and consequences of snubbing via smartphone, in Computers in Human Behavior, vol. 63, 1º ottobre 2016, pp. 9–18, DOI:10.1016/j.chb.2016.05.018. URL consultato il 10 dicembre 2018.
  6. ^ (EN) Negative consequences from heavy social networking in adolescents: The mediating role of fear of missing out, in Journal of Adolescence, vol. 55, 1º febbraio 2017, pp. 51–60, DOI:10.1016/j.adolescence.2016.12.008. URL consultato il 29 novembre 2018.
  7. ^ (EN) Deci, Edward L., Intrinsic motivation and self-determination in human behavior, Plenum, 1985, ISBN 0306420228, OCLC 12235854. URL consultato il 21 dicembre 2018.
  8. ^ (EN) Motivational, emotional, and behavioral correlates of fear of missing out, in Computers in Human Behavior, vol. 29, nº 4, 1º luglio 2013, pp. 1841–1848, DOI:10.1016/j.chb.2013.02.014. URL consultato il 21 dicembre 2018.
  9. ^ (EN) Internet Addiction on Campus: The Vulnerability of College Students, su web.archive.org, 13 maggio 2014. URL consultato il 21 dicembre 2018 (archiviato dall'url originale il 13 maggio 2014).
  10. ^ (EN) Indeok Song, Robert Larose, Matthew S. Eastin, Carolyn A. Lin, Internet Gratifications and Internet Addiction: On the Uses and Abuses of New Media, Vol 7, No. 4, CyberPsychology & BehaviorVol, 29 Settembre 2004.
  11. ^ (EN) Jenna Wortham, How Social Media Can Induce Feelings of ‘Missing Out’, in The New York Times, 9 aprile 2011. URL consultato il 21 dicembre 2018.
  12. ^ (EN) Mark Saffran, Richard Koestner, Fear of missing out: Prevalence, dynamics and consequences of FOMO, su PsycEXTRA Dataset, 2014. URL consultato il 23 dicembre 2018.
  13. ^ (EN) B. Bradford Brown e James Larson, Peer Relationships in Adolescence, in Handbook of Adolescent Psychology, John Wiley & Sons, Inc., 30 ottobre 2009. URL consultato il 23 dicembre 2018.
  14. ^ (EN) Levin, David Saul, (born 28 Jan. 1962), Chief Executive, McGraw-Hill Education, New York, since 2014, in Who's Who, Oxford University Press, 1º dicembre 2007. URL consultato il 23 dicembre 2018.
  15. ^ (EN) Caroline L. Bokhorst, Sindy R. Sumter e P. Michiel Westenberg, Social Support from Parents, Friends, Classmates, and Teachers in Children and Adolescents Aged 9 to 18 Years: Who Is Perceived as Most Supportive?, in Social Development, vol. 19, nº 2, 2010-05, pp. 417–426, DOI:10.1111/j.1467-9507.2009.00540.x. URL consultato il 23 dicembre 2018.
  16. ^ (EN) Edward L. Deci e Richard M. Ryan, Intrinsic Motivation and Self-Determination in Human Behavior, Springer US, 1985, pp. 11–40, ISBN 9781489922731. URL consultato il 23 dicembre 2018.
  17. ^ (EN) Ashwini Nadkarni e Stefan G. Hofmann, Why do people use Facebook?, in Personality and Individual Differences, vol. 52, nº 3, 2012-02, pp. 243–249, DOI:10.1016/j.paid.2011.11.007. URL consultato il 23 dicembre 2018.
  18. ^ (EN) Sonja Utz, Martin Tanis e Ivar Vermeulen, It Is All About Being Popular: The Effects of Need for Popularity on Social Network Site Use, in Cyberpsychology, Behavior, and Social Networking, vol. 15, nº 1, 2012-01, pp. 37–42, DOI:10.1089/cyber.2010.0651. URL consultato il 23 dicembre 2018.
  19. ^ (EN) Jeffrey Jensen Arnett, Adolescents' uses of media for self-socialization, in Journal of Youth and Adolescence, vol. 24, nº 5, 1995-10, pp. 519–533, DOI:10.1007/bf01537054. URL consultato il 23 dicembre 2018.
  20. ^ (EN) Humans' attachment to their mobile phones and its relationship with interpersonal attachment style, in Computers in Human Behavior, vol. 61, 1º agosto 2016, pp. 537–547, DOI:10.1016/j.chb.2016.03.062. URL consultato il 29 novembre 2018.
  21. ^ (EN) Larry Dossey, FOMO, Digital Dementia, and Our Dangerous Experiment, in EXPLORE, vol. 10, nº 2, 2014-03, pp. 69–73, DOI:10.1016/j.explore.2013.12.008. URL consultato il 9 dicembre 2018.
  22. ^ (EN) Lerner, Richard M. Steinberg, Laurence D., 1952-, Handbook of adolescent psychology, John Wiley & Sons, 2011.), ISBN 9781780341682, OCLC 749781865. URL consultato il 24 dicembre 2018.
  23. ^ (EN) Caroline L. Bokhorst, Sindy R. Sumter e P. Michiel Westenberg, Social Support from Parents, Friends, Classmates, and Teachers in Children and Adolescents Aged 9 to 18 Years: Who Is Perceived as Most Supportive?, in Social Development, vol. 19, nº 2, 2010-05, pp. 417–426, DOI:10.1111/j.1467-9507.2009.00540.x. URL consultato il 24 dicembre 2018.
  24. ^ (EN) Edward L. Deci e Richard M. Ryan, Intrinsic Motivation and Self-Determination in Human Behavior, Springer US, 1985, pp. 11–40, ISBN 9781489922731. URL consultato il 24 dicembre 2018.
  25. ^ (EN) Ashwini Nadkarni e Stefan G. Hofmann, Why do people use Facebook?, in Personality and Individual Differences, vol. 52, nº 3, 2012-02, pp. 243–249, DOI:10.1016/j.paid.2011.11.007. URL consultato il 24 dicembre 2018.
  26. ^ (IT) Redazione, Adolescenti affetti da FOMO sempre attaccati ai social: la paura di essere esclusi non va in vacanza!, su AdoleScienza Magazine. URL consultato l'11 gennaio 2019.
  27. ^ (EN) “I don’t want to miss a thing”: Adolescents’ fear of missing out and its relationship to adolescents’ social needs, Facebook use, and Facebook related stress, in Computers in Human Behavior, vol. 64, 1º novembre 2016, pp. 1–8, DOI:10.1016/j.chb.2016.05.083. URL consultato il 3 gennaio 2019.
  28. ^ Redazione2, La paura di essere esclusi: la Sindrome FOMO, su Psicologi Italiani. URL consultato il 4 gennaio 2019.
  29. ^ Redazione, Adolescenti affetti da FOMO sempre attaccati ai social: la paura di essere esclusi non va in vacanza!, su AdoleScienza Magazine. URL consultato il 4 gennaio 2019.
  30. ^ (IT) Redazione, Adolescenti affetti da FOMO sempre attaccati ai social: la paura di essere esclusi non va in vacanza!, su AdoleScienza Magazine. URL consultato l'11 gennaio 2019.
  31. ^ Gianluigi Bonanomi, “FOMO” e “Nomofobia”: che cosa sono? (articolo di Gianluigi Bonanomi), su Gianluigi Bonanomi, 20 novembre 2017. URL consultato il 4 gennaio 2019.
  32. ^ Allarme 'nomofobia', dipendenza da smartphone è malattia - Salute&Benessere, su ANSA.it, 19 aprile 2017. URL consultato il 4 gennaio 2019.
  33. ^ Dipendenza da smartphone e nomofobia: effetti e consigli per evitarle, su Inside Marketing, 5 marzo 2018. URL consultato il 4 gennaio 2019.
  34. ^ Che cos'è il phubbing e perché rovina i rapporti sociali, su Wired, 1º ottobre 2015. URL consultato il 4 gennaio 2019.
  35. ^ (EN) Moira Bovill e Sonia Livingstone, Children and Their Changing Media Environment : a European Comparative Study, Lawrence Erlbaum Associates, 2001, pp. 179–200, ISBN 9780805834987. URL consultato il 10 dicembre 2018.
  36. ^ (EN) A. Miklósi, Boróka Mária Bereczky e Dóra Gigler, Humans' attachment to their mobile phones and its relationship with interpersonal attachment style, in Computers in Human Behavior, vol. 61, 1º agosto 2016, pp. 537–547, DOI:10.1016/j.chb.2016.03.062. URL consultato il 10 dicembre 2018.
  37. ^ (EN) Social Theory at HBS: McGinnis' Two FOs - The Harbus, in The Harbus, 10 maggio 2004. URL consultato il 20 novembre 2018.
  38. ^ (EN) Internet addiction in students: Prevalence and risk factors, in Computers in Human Behavior, vol. 29, nº 3, 1º maggio 2013, pp. 959–966, DOI:10.1016/j.chb.2012.12.024. URL consultato il 10 dicembre 2018.
  39. ^ (EN) Temperament and adolescent problematic Internet use: The mediating role of deviant peer affiliation, in Computers in Human Behavior, vol. 60, 1º luglio 2016, pp. 342–350, DOI:10.1016/j.chb.2016.02.075. URL consultato il 10 dicembre 2018.
  40. ^ (EN) Roy F. Baumeister e Mark R. Leary, The need to belong: Desire for interpersonal attachments as a fundamental human motivation., in Psychological Bulletin, vol. 117, nº 3, 1995, pp. 497–529, DOI:10.1037//0033-2909.117.3.497. URL consultato il 22 dicembre 2018.
  41. ^ (EN) Mark R. Leary, Ellen S. Tambor e Sonja K. Terdal, Self-esteem as an interpersonal monitor: The sociometer hypothesis., in Journal of Personality and Social Psychology, vol. 68, nº 3, 1995, pp. 518–530, DOI:10.1037//0022-3514.68.3.518. URL consultato il 22 dicembre 2018.
  42. ^ a b c d e f (EN) Zachary G. Baker, Heather Krieger e Angie S. LeRoy, Fear of missing out: Relationships with depression, mindfulness, and physical symptoms., in Translational Issues in Psychological Science, vol. 2, nº 3, 2016, pp. 275–282, DOI:10.1037/tps0000075. URL consultato il 22 dicembre 2018.
  43. ^ (EN) N. I. Eisenberger, Does Rejection Hurt? An fMRI Study of Social Exclusion, in Science, vol. 302, nº 5643, 10 ottobre 2003, pp. 290–292, DOI:10.1126/science.1089134. URL consultato il 22 dicembre 2018.
  44. ^ (EN) E. Kross, M. G. Berman e W. Mischel, Social rejection shares somatosensory representations with physical pain, in Proceedings of the National Academy of Sciences, vol. 108, nº 15, 28 marzo 2011, pp. 6270–6275, DOI:10.1073/pnas.1102693108. URL consultato il 22 dicembre 2018.
  45. ^ a b (EN) Andrew K. Przybylski, Kou Murayama e Cody R. DeHaan, Motivational, emotional, and behavioral correlates of fear of missing out, in Computers in Human Behavior, vol. 29, nº 4, 2013-07, pp. 1841–1848, DOI:10.1016/j.chb.2013.02.014. URL consultato il 22 dicembre 2018.
  46. ^ (EN) C. R. Blease, Too many ‘friends,’ too few ‘likes’? Evolutionary psychology and ‘Facebook depression’., in Review of General Psychology, vol. 19, nº 1, 2015, pp. 1–13, DOI:10.1037/gpr0000030. URL consultato il 22 dicembre 2018.
  47. ^ (EN) Igor Pantic, Social Networking and Depression: An Emerging Issue in Behavioral Physiology and Psychiatric Research, in Journal of Adolescent Health, vol. 54, nº 6, 2014-06, pp. 745–746, DOI:10.1016/j.jadohealth.2013.10.199. URL consultato il 22 dicembre 2018.
  48. ^ (EN) Paul Gilbert, Kirsten McEwan e Rebecca Bellew, The dark side of competition: How competitive behaviour and striving to avoid inferiority are linked to depression, anxiety, stress and self-harm, in Psychology and Psychotherapy: Theory, Research and Practice, vol. 82, nº 2, 2009-06, pp. 123–136, DOI:10.1348/147608308x379806. URL consultato il 22 dicembre 2018.
  49. ^ (EN) Turkle, Sherry 1948-, Alone together : why we expect more from technology and less from each other, Basic Books, c 2011, ISBN 0465010210, OCLC 837669506. URL consultato il 22 dicembre 2018.
  50. ^ (EN) Chih-Hung Ko, Ju-Yu Yen e Cheng-Sheng Chen, Predictive Values of Psychiatric Symptoms for Internet Addiction in Adolescents, in Archives of Pediatrics & Adolescent Medicine, vol. 163, nº 10, 5 ottobre 2009, pp. 937, DOI:10.1001/archpediatrics.2009.159. URL consultato il 22 dicembre 2018.
  51. ^ (EN) Manuel Gámez-Guadix, Depressive Symptoms and Problematic Internet Use Among Adolescents: Analysis of the Longitudinal Relationships from the Cognitive–Behavioral Model, in Cyberpsychology, Behavior, and Social Networking, vol. 17, nº 11, 2014-11, pp. 714–719, DOI:10.1089/cyber.2014.0226. URL consultato il 22 dicembre 2018.
  52. ^ (EN) A. Błachnio, A. Przepiórka e I. Pantic, Internet use, Facebook intrusion, and depression: Results of a cross-sectional study, in European Psychiatry, vol. 30, nº 6, 2015-09, pp. 681–684, DOI:10.1016/j.eurpsy.2015.04.002. URL consultato il 22 dicembre 2018.
  53. ^ (EN) Rozane De Cock, Jolien Vangeel e Annabelle Klein, Compulsive Use of Social Networking Sites in Belgium: Prevalence, Profile, and the Role of Attitude Toward Work and School, in Cyberpsychology, Behavior, and Social Networking, vol. 17, nº 3, 2014-03, pp. 166–171, DOI:10.1089/cyber.2013.0029. URL consultato il 22 dicembre 2018.
  54. ^ (EN) Fu-Yuan Hong, Der-Hsiang Huang e Hung-Yu Lin, Analysis of the psychological traits, Facebook usage, and Facebook addiction model of Taiwanese university students, in Telematics and Informatics, vol. 31, nº 4, 2014-11, pp. 597–606, DOI:10.1016/j.tele.2014.01.001. URL consultato il 22 dicembre 2018.
  55. ^ a b (EN) Megan A. Moreno, Lauren A. Jelenchick e Katie G. Egan, Feeling bad on Facebook: depression disclosures by college students on a social networking site, in Depression and Anxiety, vol. 28, nº 6, 11 marzo 2011, pp. 447–455, DOI:10.1002/da.20805. URL consultato il 22 dicembre 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]