Estelada
| Estelada | |
|---|---|
| Proporzioni | 2:3 |
| Simbolo FIAV | |
| Colori | Pantone (012 C) (2357 C) Bianco (2145 C) CMYK(C:0 M:16 Y:100 K:0) (C:0 M:100 Y:100 K:20) (C:0 M:0 Y:0 K:0) (C:91 M:59 Y:0 K:31) RGB(R:255 G:215 B:0) (R:204 G:0 B:0) (R:255 G:255 B:255) (R:15 G:71 B:175) |
| Uso | Bandiera civile |
| Tipologia | politica |
| Adozione | 1922 |
| Altre bandiere ufficiali | |
| Estelada roja | |
L'estelada (pronuncia catalana: /ɐstəˈɫaðə/), letteralmente stellata; è la bandiera utilizzata da cittadini e movimenti indipendentisti nella regione spagnola della Catalogna[1][2], oltre che pancatalanisti nella comunità Valenzana e nelle Isole Baleari[3][4][5].
Disegno e significato
[modifica | modifica wikitesto]La sua origine risale agli inizi del XX secolo e si considera Vicenç Albert Ballester come il creatore o l’ispiratore. Nacque dalla fusione della tradizionale Senyera catalana con il triangolo con stella presente nella bandiera di Cuba, paese in cui Ballester soggiornò temporaneamente e di cui ammirò la lotta contro l’Impero spagnolo.
I colori hanno una simbologia che si collega agli ideali della Rivoluzione francese e alla sua bandiera tricolore, che a sua volta fu adottata prendendo come riferimento la bandiera degli Stati Uniti d'America indipendenti[6], così come avvenne per quella cubana. Il triangolo blu rappresenta il colore del cielo (l’umanità) al cui centro risplende la stella bianca della libertà.
Nel 1968, con la fondazione del Partit Socialista d'Alliberament Nacional, nato da una scissione del Front Nacional de Catalunya, i colori dell’estelada furono modificati per adattarne il significato all’ideologia del partito: si adottò la stella rossa, simbolo socialista, e il triangolo dapprima bianco e infine giallo, per mettere maggiormente in risalto la stella centrale.
Per quanto riguarda il disegno e il significato dell’estelada rossa, il «Petit llibre Roig del/la jove independentista»[7] (Moviment de Defensa de la Terra) afferma quanto segue: «Il simbolo generale dell’insieme del movimento indipendentista è l’estelada, composta dalle quattro barre su fondo giallo della bandiera catalana (che simboleggia la nazione) e dalla stella rossa a cinque punte (che rappresenta l’idea di Stato, la lotta contro l’oppressione[8], il socialismo, l’umanità sia individuale[9] sia globale[10]), incorniciata in un triangolo rettangolo giallo (che rappresenta l’idea di repubblica). Va precisato che, sia che l’estelada sia rappresentata in orizzontale (come bandiera su asta) sia in verticale (come stendardo o senyera), la stella deve essere orientata verticalmente, cioè con una punta sempre rivolta verso l’alto (anche se, generalmente per ragioni di economia, è diffusa una versione che dovrebbe essere uno stendardo e non una bandiera).»
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Primo Novecento
[modifica | modifica wikitesto]Precedenti: la Unió Catalanista, La Nova Catalunya e l’estelada romboidale
[modifica | modifica wikitesto]
La prima stella con una chiara intenzione nazionalista documentata in Catalogna risale al 1904. Si tratta di un sigillo commemorativo della presa di possesso, da parte della Unió Catalanista, del Pi de les Tres Branques.
Nel 1906, una volta conclusa la Guerra d'indipendenza cubana, fu creato a Santiago di Cuba il Centre Catalanista de Santiago de Cuba, dove si poteva già osservare una versione primitiva dell’estelada. Al centro della Senyera catalana compariva una stella bianca a cinque punte senza alcun triangolo.

Nel 1908 compare il primo disegno dell’estelada che, invece di presentare il triangolo a sinistra con la stella, mostra un rombo al centro (presumibilmente blu) con una stella bianca al suo interno. Questo modello appare in una fotografia[11] scattata a Parigi alla sede della Lliga Nacionalista Catalana, organizzazione fondata e presieduta da Salvador Díaz i Capdevila, che nel 1922 adottò l’estelada tradizionale, simbolo inequivocabile della bandiera dell’indipendentismo catalano.
Prima Guerra Mondiale
[modifica | modifica wikitesto]I Volontari Catalani nella Grande Guerra
[modifica | modifica wikitesto]I Voluntaris Catalans (in italiano "Volontari Catalani") nella Prima guerra mondiale portarono questa primitiva senyera stellata romboidale nei campi di battaglia europei.[12] Il loro obiettivo era diffondere la causa catalana e lottare per la libertà dei popoli, identificando tale lotta con il fronte degli alleati. L’opera di diffusione della loro causa fu affidata al "Comitè de Germanor amb els Voluntaris Catalans".
Periodo interbellico
[modifica | modifica wikitesto]Nascita dell’estelada e il Comitè Pro Catalunya
[modifica | modifica wikitesto]
L’estelada nel suo disegno definitivo nacque nel 1918, frutto della volontà di creare un simbolo forte e rappresentativo per il catalanismo radicale attraverso Vicenç Albert Ballester, che ne progettò o ne ispirò la forma.
Dopo la firma dell’armistizio della Prima guerra mondiale e seguendo i Quattordici punti di Woodrow Wilson, furono creati nuovi stati in Europa: la Repubblica Ceca, la Finlandia, l’Estonia, la Lettonia, la Lituania, l’Armenia, l’Ucraina, la Bielorussia e la Georgia. Alcuni giovani della Unió Catalanista, appartenenti al semiclandestino Comitè Pro Catalunya, di cui Ballester era presidente, vollero proseguire il lavoro del Comitè de Germanor che sosteneva i Voluntaris Catalans durante la Prima guerra mondiale e sfruttare il momento politico internazionale affinché la Catalogna potesse ottenere la costruzione di uno Stato proprio.
La prima fotografia in cui compare la bandiera risale a una pubblicazione del 1918: il bollettino L’intransigent, in cui veniva riprodotta una foto di giovani nordamericani e separatisti catalani che reggevano le due insegne a Montserrat. In questa stessa linea, con data 11 settembre 1918, fu messo in circolazione un documento probabilmente edito dal Comitè Pro Catalunya in cui si chiedeva la revisione dei Trattati di Utrecht. In coerenza con tale documento, il Comitè Nacional Català pubblicò anche un testo bilingue in arabo e catalano, datato ottobre 1919, in cui si esprimeva sostegno a Mulay Ahmed er Raisuni, uno dei dirigenti del Marocco in rivolta contro la Spagna. Infine, nel 1919 lo stesso Comitè pubblicò un francobollo senza valore postale dedicato alla futura Società delle Nazioni, nel quale compariva un’estelada blu accompagnata dalla dicitura «Catalunya lliure».[13]
Affermazione simbolica
[modifica | modifica wikitesto]La tradizionale bandiera quadribarrata risultava insufficiente accanto a quella spagnola, che la neutralizzava ideologicamente. L’estelada, invece, si affermò come la nuova bandiera della Catalogna insorta[14], fino al recupero dell’indipendenza, momento in cui (nelle parole dello stesso Ballester) sarebbe tornata la bandiera delle quattro barre, la Bandiera Catalana, senza stelle né blu, ma con tutti gli onori: alta, dritta e sola.[15]
Diffusione e consolidamento
[modifica | modifica wikitesto]
Nel 1922 Francesc Macià la adottò per il partito da lui fondato, Estat Català. La risonanza delle azioni armate della sua suborganizzazione, Bandera Negra, contribuì a renderla popolare, e venne definita “estelada d’Estat Català”. Questa bandiera fu utilizzata dai militanti di Bandera Negra che nel 1925 tentarono un attentato contro il re spagnolo Alfonso XIII di Spagna, e dai membri di Estat Català che nel 1926 cercarono di liberare la Catalogna con le armi durante i Fatti di Prats de Molló.
La formalizzazione effettiva della bandiera avviene con la pubblicazione della Costituzione provvisoria della Repubblica Catalana, redatta a L'Avana nel 1928, di cui l'articolo 3 proclamava: «La bandiera ufficiale della Repubblica Catalana è quella storica delle quattro barre rosse su fondo giallo, con l’aggiunta, nella parte superiore, di un triangolo blu e di una stella bianca a cinque punte al centro».
Nel 1931 Francesc Macià fondò Esquerra Republicana de Catalunya e le sue organizzazioni giovanili JEREC (Joventuts d'Esquerra Republicana d'Estat Català), che mantennero l’estelada come bandiera del partito, così come fecero altre organizzazioni e partiti separatisti: il Partit Nacionalista Català, Nosaltres Sols! e Estat Català.
Nel Paese Valenciano comparve l’estrelada durante gli anni Trenta del XX secolo; essa si sviluppò parallelamente a partire dalla Senyera valenciana, assumendo come modello il disegno dell’estelada.
La Repubblica Catalana del 1931 e i Fatti dell’ottobre 1934
[modifica | modifica wikitesto]L’estelada non sventolò quando Francesc Macià proclamò la Repubblica Catalana il 14 aprile 1931[16], ma fu invece utilizzata il 6 ottobre 1934 durante la proclamazione dello Stato Catalano a Barcellona[17], Vic, Igualada e in altri capoluoghi di comarca.
Guerra civile spagnola
[modifica | modifica wikitesto]Bandiera di guerra
[modifica | modifica wikitesto]L’estelada fu presente anche al fronte durante la Guerra civile spagnola. Pur non essendo la bandiera ufficiale, veniva utilizzata nel Regiment Pirinenc n.1[18], nella 556ª Brigata Mista e nella 132ª Brigata Mista (già Columna Macià-Companys), così come nella Columna Volant Catalana che partecipò al tentativo delle forze repubblicane di conquistare Maiorca.[19]
Periodo Franchista
[modifica | modifica wikitesto]Bandiera di resistenza
[modifica | modifica wikitesto]
Il Front Nacional de Catalunya (FNC), fondato tra il 1939 e il 1940 durante la dittatura di Francisco Franco, utilizzò indistintamente la tradizionale bandiera quadribarrata o l’estelada, mentre i suoi militanti collaboravano con la resistenza francese e con i servizi segreti britannici e polacchi nella lotta contro le truppe occupanti.
A seguito della scissione del FNC che portò alla creazione del Partit Socialista d'Alliberament Nacional (PSAN) nel 1968, quest’ultimo recuperò l’antica estelada modificandone però i colori: perseguendo una rivoluzione non solo nazionale ma anche sociale, cambiò il colore della stella adottando il rosso e mantenne inizialmente il triangolo bianco per aumentarne il contrasto.[22]
L’Esquerra Catalana dels Treballadors adottò nel 1972 un’estelada senza triangolo blu, poiché questo era il colore dei Borbone[20], sostituendolo con il giallo.[22]
Età contemporanea
[modifica | modifica wikitesto]Diffusione e consolidamento dell’estelada con triangolo giallo e stella rossa
[modifica | modifica wikitesto]
Dopo la scissione del PSAN che portò alla creazione del Moviment d’Unificació Marxista (MUM), il PSAN adottò anch’esso il triangolo giallo utilizzato dall’Esquerra Catalana dels Treballadors[22], mentre il MUM (successivamente Bloc Català de Treballadors e poi Bloc d’Esquerra d’Alliberament Nacional fino al suo scioglimento nel 1982) mantenne l’estelada con triangolo bianco e stella rossa.
Con la diffusione dell’estelada rossa tra le organizzazioni indipendentiste nate nell’ambito o da scissioni di questo partito, essa divenne la bandiera predominante. Dal 1979 a oggi, la Candidatura d'Unitat Popular (CUP) è l’unica organizzazione politica con rappresentanza istituzionale che la include costantemente nella propria immagine corporativa.
Fin dal suo processo di formazione a partire dal 1978 e dalla sua costituzione nel 1980, la Joventut Nacionalista de Catalunya (ramo giovanile di CDC) adottò l’estelada blu nel proprio emblema e durante gli anni ’80 e ’90 fu una delle poche formazioni politiche, insieme a Estat Català, a utilizzarla come simbolo proprio.
Nel 1987, dopo che Esquerra Republicana de Catalunya (ERC) si dichiarò indipendentista nei suoi statuti, adottò in modo non ufficiale l’estelada rossa (o estelada del PSAN), pur mantenendo come bandiera ufficiale l’estelada blu (o estelada d’Estat Català). Ciò contribuì alla diffusione dell’estelada blu anche nelle Isole Baleari e nel Paese Valenciano alla fine del XX secolo, con l’espansione del partito in questi territori dei Paesi Catalani.
Luoghi dedicati a Vicenç Albert Ballester i Camps
[modifica | modifica wikitesto]Nel 2014 la città di Barcellona ha dedicato una piazza a Vicenç Albert Ballester, creatore dell’estelada. Si tratta di uno spazio pubblico nel quartiere di Ciutat Vella, situato tra Carrer del Comerç e Passeig de Lluís Companys, nei pressi dell’edificio dell’ex tribunale di guardia, che fino ad allora era privo di denominazione.[23]
Il 22 settembre 2014 sono stati inaugurati a Gerona i Giardini Vicenç Albert Ballester i Camps, situati nel quartiere di Montilivi tra le vie Josep Maria Corredor i Pomés e Maria Aurèlia Capmany. In questo spazio è stata installata una grande bandiera estelada che domina i giardini.[24] Inoltre, il termine “estelada” in questa accezione è stato scelto come neologismo dell'anno.[25]
Uso e divieti
[modifica | modifica wikitesto]A partire dal 2005, entrambe le varianti dell'estelada (la versione classica e quella rossa) sono utilizzate contemporaneamente.
Dopo la caduta del comunismo in Europa, la stella rossa dell’estelada vermella (estelada rossa) ha progressivamente perso parte del suo originario significato di sinistra; tuttavia, i partiti politici indipendentisti di orientamento progressista continuano a farne uso in modo predominante e quasi esclusivo, in particolare la Candidatura d'Unitat Popular (CUP), Endavant e Poble Lliure, così come le rispettive organizzazioni giovanili e sindacali. Talvolta essa viene oggi esposta semplicemente come una versione più semplice e meno elaborata dell’estelada nei tradizionali colori catalani.
L’estelada è onnipresente anche come simbolo semplificato (quattro barre verticali sormontate da una stella) dipinto o tracciato con vernice spray su muri, lampioni o cassette postali in tutta la Catalogna. Questi graffiti elementari sono per lo più realizzati in un unico colore di base, generalmente nero o rosso. Graffiti più elaborati e di grandi dimensioni a favore dell’indipendenza utilizzano spesso l’estelada con la stella rossa come simbolo.
Nel 2016, il governo spagnolo proibì ai tifosi di calcio di portare esteladas alla finale della Coppa del Re tra il Barcellona e il Siviglia[26], disputata a Madrid. Il governo applicò l’articolo 2.1 della legge sullo sport, che vieta l’esposizione di simboli che «incitano, fomentano o favoriscono comportamenti violenti o terroristici».[27] Un giudice di Madrid annullò successivamente il divieto dopo il ricorso del Barcellona, richiamandosi alla libertà di espressione.[28] Due anni dopo l'Alta Corte di Giustizia della Catalogna ha vietato l'esposizione della bandiera sulle strade pubbliche.[29]
Bandiere derivate
[modifica | modifica wikitesto]| Bandiera | Nome | Storia |
|---|---|---|
| Estelada roja | Fu creata dall’Esquerra Catalana dels Treballadors (il primo partito catalanista della Catalogna del Nord) nel 1972, senza il triangolo blu perché questo era il colore della Casa di Borbone.[20] La stella è rossa per simboleggiare l’aspirazione a una rivoluzione sociale oltre che nazionale; fu adottata dal Partit Socialista d'Alliberament Nacional nel 1977[22] ed è tradizionalmente utilizzata dagli indipendentisti di sinistra. | |
| Estelada del PCE(i) | Una variante dell’estelada rossa fu creata dal Partit Comunista d'Espanya (internacional), un ex partito maoista. | |
| Antica estelada del PSAN | Estelada con triangolo bianco e stella rossa: fu utilizzata dal 1968 al 1976 dal Partit Socialista d'Alliberament Nacional[21], dal Moviment d'Unificació Marxista[22], dal Bloc Català de Treballadors e, dal 1979 fino al suo scioglimento nel 1982, dal Bloc d'Esquerra d'Alliberament Nacional. | |
| Estelada anarchica | Questa estelada fu utilizzata tra il 1970 e il 1990 anche da settori anarchici: il rosso della stella e il nero del triangolo simboleggiavano l’anarchismo, mentre le otto punte della stella rappresentavano ciascuno dei territori dei Paesi Catalani.[21] | |
| Estelada del Socors Català | Estelada con triangolo blu e stella rossa: fu utilizzata tra il 1974 e il 1976 dal gruppo Demonikè (una scissione delle Joventuts del PSAN)[20], dal Grup d’Alliberament Català (fondato nel 1976) e, nel 1977, dall’organizzazione di solidarietà con i patrioti catalani chiamata Socors Català[20], creata in seguito all’arresto di Àlvar Valls, Carles Sastre, Montserrat Tarragó e Jaume Vendrell. | |
| Estelada Ambientalista | Estelada verde (triangolo verde e stella bianca): fu creata nel 2008 come simbolo antimilitarista ed è stata utilizzata da settori ecologisti; il verde del triangolo rappresenta l’ecologia. | |
| Estelada proposta dalla Fundació Reeixida | Estelada con triangolo equilatero blu e stella bianca: proposta dalla Fundació Reeixida nel 2017 per definire graficamente l’estelada secondo i parametri della vessillologia contemporanea. La fondazione ha inoltre proposto di ufficializzare l’estelada come bandiera della Repubblica Catalana.[30][31] | |
| Estelada "La Yankee" | Un’altra estelada, ispirata alla bandiera degli Stati Uniti d'America, fu proposta senza successo alla fine degli anni Sessanta[21]; era stata già utilizzata nel 1933 dal partito indipendentista aragonese Estado Aragonés. | |
| Estelada a tre stelle | Un’ulteriore variante fu proposta per rappresentare il Partit Socialista d'Alliberament Nacional, ma non venne mai adottata.[22] | |
| Estelada dei Paesi Catalani | Un’altra estelada fu utilizzata come bandiera unitaria dei Paesi Catalani: il triangolo blu simboleggiava l’indipendenza, mentre le dieci stelle bianche disposte in cerchio rappresentavano i diversi territori. | |
| Estelada con stella blu e triangolo bianco | Un'altra variante dell’estelada fu utilizzata in alcune manifestazioni studentesche degli anni Sessanta. |
L'estelada nel mondo del calcio
[modifica | modifica wikitesto]- Estelada con i colori del Barcellona
- Estelada con i colori del Club Joventut Badalona[33]
Altre bandiere stellate
[modifica | modifica wikitesto]Dalla creazione dell'estelada catalana sono nate numerose altre bandiere indipendentiste nel mondo che incorporano anch’esse una stella, come ad esempio quella galiziana (detta estreleira), quella delle Isole Canarie (nota anche come bandiera tricolore), quella dell'Occitania, quella dell'Aragona (chiamata estrelada), quella della Comunità Valenciana (anch’essa detta estrelada), quella dell'Andalusia, quella delle Asturie (versione asturiana con stella rossa) o quella della Sahara Occidentale.
- Estelada aragonese
- Estelada galiziana
- Estelada delle Asturie
- Estelada delle isole canarie
- Estelada andalusiana
- Estelada occitana
- Estelada provenzale
- Estrelada valenciana
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (ES) Definición de estelada, su Diccionario de neologismos del españoactual, Universidad de Murcia. URL consultato il 20 febbraio 2022.
- ↑ (CA) Definiciò de estelada (XML), su Enciclopèdia.cat, Enciclopèdia Catalana. URL consultato il 20 febbraio 2022.
- ↑ (ES) Ernest Alós, La 'estelada' entra en el diccionario del Institut d'Estudis Catalans, in El Periódico de Catalunya, Barcellona, 30 giugno 2015. URL consultato il 1º marzo 2022.
- ↑ (CA) Estudiants pengen una estelada a la Universitat de València, in El Punt Avui, Barcellona, 8 ottobre 2014. URL consultato il 1º marzo 2022.
- ↑ (ES) Alexander Cortés, El decano de Filosofía y Letras retira una estelada tras el acto de apoyo al referéndum en la UIB, in Diario de Mallorca, Palma di Maiorca, 22 settembre 2017. URL consultato il 1º marzo 2022.
- ↑ Pastoureau, Michael. (2010). Azul: historia de un color (ed. original 2000, pàg. 143). Barcelona: Paidós Ibérica
- ↑ (ID) LIVESLOT168 : LINK SLOT GACOR JP MAXWIN HARI INI, su flour-child.net. URL consultato il 12 aprile 2026.
- ↑ Richiamo al rosso del sangue degli sfruttati
- ↑ Come un corpo - 5 punte: 4 arti + la testa
- ↑ Come i 5 continenti abitati
- ↑ (CA) Comissió 100 anys d'estelada, Introducció, su estelada.cat, 2008. URL consultato il 14 ottobre 2012 (archiviato dall'url originale il 25 gennaio 2021).
- ↑ (CA) Quico Sallés, Els 12.000 catalans a la Gran Guerra, su naciodigital.cat, Nació Digital, 28 giugno 2014. URL consultato il 21 maggio 2016 (archiviato dall'url originale il 31 dicembre 2019).
- ↑ La primera estelada postal, in Sàpiens, marzo 2014, pp. 12, ISSN 1695-2014.
- ↑ Joan Crexell, Origen de la Bandera Indipendentista, El llamp, 1984, p. 69, ISBN 8486066352.
- ↑ "L'estelada, un símbol provisional", a "30 minuts", su ccma.cat, CCMA, 6 novembre 2013. URL consultato il 21 maggio 2016 (archiviato dall'url originale il 13 agosto 2020).
- ↑ Joan Crexell, Origen de la Bandera Independentista, 1984, p. 110, ISBN 8486066352.
- ↑ Francesc Masriera i Ballescà, Joan Layret i Pons (1911-1975): una generació trencada, L'Abadia de Montserrat, 2012, pp. 59, ISBN 8498835011.
- ↑ (CA) Miquel Siguan, Il progetto catalano: dal passato al futuro, ARESTA, 2009, pp. 59, ISBN 8493724483.
- ↑ L'estelada: Bandera de combat, su estelada.cat, Comissió 100 anys d'estelada. URL consultato il 22 maggio 2016 (archiviato dall'url originale il 6 gennaio 2008).
- 1 2 3 4 5 Joan Creixell, Origen de la Bandera Indipendentista, 1984, p. 132, ISBN 8486066352.
- 1 2 3 4 Josep Tarragona i Castells, Generació Cat: de fills del pujolisme a mossos d'esquadra, 2008, p. 130, ISBN 8497796306.
- 1 2 3 4 5 6 (CA) Albert Balcells, Llocs de memōria dels catalans, pp. 81-82. Archiviato il 5 giugno 2024 in Internet Archive.
- ↑ Ajuntament de Barcelona, S'inaugura la plaça dedicada a Vicenç Albert Ballester, a Ciutat Vella, su premsa.bcn.cat, 18 gennaio 2014. URL consultato l'8 marzo 2014 (archiviato dall'url originale l'8 marzo 2014).
- ↑ Notícia dels Jardins de Vicenç Albert Ballester a Girona, su www2.girona.cat. URL consultato il 25 dicembre 2015 (archiviato dall'url originale il 26 dicembre 2015).
- ↑ (CA) Jordi Pueyo Busquets, L'acadèmia tria el mot ‘estelada’ com “el neologisme del 2014”, in El País, 12 gennaio 2015. URL consultato il 2 marzo 2023 (archiviato dall'url originale il 2 marzo 2023).
- ↑ La estelada, prohibida, in El País, 21 maggio 2016. URL consultato il 25 luglio 2018 (archiviato dall'url originale il 25 luglio 2018).
- ↑ (ES) Luis F. Durán, No se permitirá entrar con banderas esteladas a la final de la Copa del Rey, in El Mundo, 18 maggio 2016. URL consultato il 20 maggio 2016.
- ↑ (EN) Barcelona fans allowed to bring Estelada flags to Copa del Rey final, su bbc.com, BBC, 20 maggio 2016. URL consultato il 25 Maggio 2016.
- ↑ El TSJC prohibeix les estelades a la via pública o en edificis públics, in El Nacional.cat, 24-7-2018. URL consultato il 25 luglio 2018. Archiviato il 25 luglio 2018 in Internet Archive.
- ↑ L'estelada, bandera oficial?, su elpuntavui.cat, El Punt Avui. URL consultato il 3 giungno 2017 (archiviato dall'url originale il 5 giugno 2024).
- ↑ Proposta de fitxa tècnica per a la bandera estelada (PDF), su reeixida.cat, Fundació Reeixida. URL consultato il 2 novembre 2023 (archiviato dall'url originale il 5 giugno 2024).
- ↑ Estelada perica, su deportes.e-noticies.es. URL consultato il 4 ottobre 2017 (archiviato dall'url originale il 15 luglio 2017).
- ↑ L'estelada del Joventut de Badalona, su naciodigital.cat. URL consultato il 4 ottobre 2017 (archiviato dall'url originale il 20 settembre 2017).
- ↑ L'estelada del Palamós CF, su materialpenyasport.blogspot.com.es. URL consultato il 4 ottobre 2017 (archiviato dall'url originale il 1º febbraio 2016).
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Joan Crexell, Origen de la Bandera Independentista, El llamp, 1984, ISBN 8486066352.
- Josep Tarragona i Castells, Generació Cat: de fills del pujolisme a mossos d'esquadra, Pagès Editors, 2008, ISBN 8497796306.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
[modifica | modifica wikitesto]
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file sull'Estelada