Ernesto (romanzo)

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Ernesto
Autore Umberto Saba
1ª ed. originale 1975
Genere romanzo
Lingua originale italiano

Ernesto è un romanzo incompiuto di Umberto Saba, steso attorno al 1953 in gran parte in dialetto e pubblicato postumo da Einaudi nel 1975.

La trama del romanzo copre un arco di tempo di circa un mese ed è incentrata sul racconto di un momento fondamentale nella storia del giovane: la scoperta della sessualità, prima omosessuale e poi - attraverso una prostituta - anche eterosessuale.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La storia è ambientata nella Trieste del 1898. Ernesto è un ragazzo di sedici anni e di grande bellezza che lavora presso il signor Wilder, un industriale ungherese di origine ebraica e molto fedele all'impero tedesco; egli non ha mai conosciuto il padre, separatosi prima che lui nascesse, vive assieme alla madre, la nutrice e la zia.

Ha la sua prima esperienza omosessuale con un operaio ventottenne, con cui inizia una relazione destinata a durare alcuni mesi; in seguito decide di andare, consigliato dal barbiere, a far visita al bordello cittadino e qui conosce "Tanda", una prostituta che rimane subito colpita dal giovane.

Per terminare definitivamente la sua relazione omosessuale con il giovane uomo che dimostra d'essersi affezionato a lui, decide di farsi licenziare dal signor Wilder indirizzando a quest'ultimo una lettera piena di insulti. La madre di Ernesto cerca di far riassumere il figlio e, in quest'occasione, quest'ultimo è costretto a confessare la sua passata relazione omosessuale.

Nel capitolo conclusivo Ernesto, ormai diciassettenne e rimasto senza lavoro, assisterà al concerto di un grande violinista dell'epoca, Ondriček, dove conoscerà Ilio (Emilio), un bellissimo adolescente di due anni più giovane ed anch'egli appassionato di violino come il protagonista: sembra esser l'inizio di un nuovo amore.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

  • Ernesto: bellissimo ragazzo sedicenne-diciassettenne che nella parte finale del romanzo ha i capelli ricci. Ha molteplici passioni come quella del violino con il quale suona in un modo non del tutto positivo e la commissione di dispetti verso il suo datore di lavoro tedesco.
  • L'uomo: ventottenne bracciante avventizio che lavora nello stesso magazzino dove Ernesto svolge il suo incarico di praticante di commercio.
  • Wilder: il datore di lavoro sia di Ernesto sia del giovane operaio; un taccagno arcigno attaccato ai soldi e alla sua amata "Germania". Ha spesso benevolenza nel confronti del protagonista. Non ha figli.
  • Celestina: Madre di Ernesto, un tipo autoritario e severo, duro e diffidente. Seguendo i principi imposti dal suo rango, non azzarda mai un pensiero di natura dialettale, neanche quando colloquia con proprio figlio in casa.
  • Zia di Ernesto: signora benestante che mantiene il nipote e sua madre.
  • Tanda: una giovane slovena che svolge l'esercizio di prostituta in una casa di tolleranza. È affascinata dall'età del suo cliente, tanto da "coccolarlo" come se fosse il suo stesso figlio.
  • Emilio, detto Ilio: il bel quindicenne violinista conosciuto da Ernesto verso la fine del racconto.

Il film[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1979 il romanzo venne trasposto in pellicola da Salvatore Samperi sempre con lo stesso titolo: Ernesto.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]