Elephas maximus sondaicus

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Elefante giavanese
Borneo-elephant-PLoS Biology.jpg
Esemplare di Elephas maximus borneensis, da alcuni considerato discendente dall'elefante di Giava
Stato di conservazione
Status none PE.svg
Critico - Probabilmente estinto
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Ordine Proboscidea
Famiglia Elephantidae
Genere Elephas
Specie E. maximus
Sottospecie E. m. sondaicus
Nomenclatura trinomiale
Elephas maximus sondaicus
Deraniyagala, 1950

L'elefante giavanese (Elephas maximus sondaicus Deraniyagala, 1950) è un'antica sottospecie di elefante asiatico vissuta nell'isola di Giava ed ora estinta. La sottospecie è stata classificata nel 1950 dopo le supposizioni del paleontologo e zoologo singalese Paul E. P. Deraniyagala, che ne indicò a modello gli elefanti rappresentati nei bassorilievi dell'VIII-IX secolo del tempio buddhista indonesiano di Borobudur. Daranyagala sottolineò le particolarità che distinguevano tali bassorilievi dalle altre sottospecie sino ad allora conosciute di elefante asiatico, e descrisse l'animale come un essere zannuto di dimensioni normali.[1]

Elefante del Borneo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Elephas maximus borneensis.

Nel 2003, le prove di comparazione e le analisi del DNA compiute su alcuni elefanti del Borneo, portarono a riconoscere tali pachidermi come una sottospecie autoctona dell'isola, che fu chiamata Elephas maximus borneensis, detti anche elefanti pigmei del Borneo per le loro dimensioni ridotte. Il testo che pubblicò questa scoperta sostiene che sono i discendenti degli elefanti di Giava, trasferitisi in Borneo circa 300.000 anni fa e soggetti a mutamenti nel corso dei secoli. Quello stesso anno, lo studioso malese Phyau Soon Shim avanzò l'ipotesi che gli elefanti del Borneo fossero effettivamente discendenti di quelli di Giava, ma che vi fossero stati introdotti dal sultano di Sulu nel XVIII secolo, per essere in seguito liberati nella giungla.[1]

Ritrovamenti archeologici a Giava[modifica | modifica wikitesto]

Ritrovamenti archeologici nell'isola testimoniano l'esistenza di elefanti autoctoni a Giava nello stesso periodo in cui il sultano di Sulu trasportava gli elefanti in Borneo. Si ritiene quindi che l'ipotesi fatta da Shim possa essere considerata reale.[1] Un esemplare risalente a circa 20.000 anni fa è stato rinvenuto a Giava nel 2009.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) Earl of Cranbrook, J. Payne e Charles M.U. Leh: Origin of the Elephants Elephas Maximus L. of Borneo, assets.panda.org (documento PDF)
  2. ^ (EN) Nurfika Osman: Ancient Elephant Unearthed in Java Archiviato il 16 settembre 2014 in Internet Archive., thejakartaglobe.com
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