Discussione:Sahrawi

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Asettici[modifica wikitesto]

Le discussioni riguardo all'origine di questa popolazione, legate evidentemente alla controversa questione dell'ex Sahara spagnolo, dovrebbero essere riportate in modo più asettico. --MM (msg) 10:58, 29 dic 2005 (CET)

Caro MM, ci ho messo le mani un po'. Vedi se ti convince quanto detto e, se sei d'accordo, il lemma può restare uno STUB aperto a successivi miglioramenti. Con simpatia.--Cloj 12:19, 29 dic 2005 (CET)
Non condivido per nulla alcune obiezioni di MM (altre si), nel caso dei problemi dell'area essere POV è dare del controverso a cose che non lo sono, fermo restando che alcune lo sono. La decisione ONU dal 1990 di garantire il referendum di autodeterminazione delinea che molte, non tutte, le posizioni marocchine sono pretestuose, e nella voce Sahara Occidentale il cancellare che il Marocco sfrutta illegalmente le ricchezze della zona sono esse POV fino al tenersi del referendum e con un risultato che decida l'annessione al Marocco. Il problema dei Saharawi, che nella Wiki italiana porta solo ad incongruenze come nella voce Sahara Occidentale, dove alcuni pezzi spiegano che siamo sotto il Marocco, mentre la bandiera e lo stemma sono della RASD, ha in altre Wiki stati di confusione terribili. Mi spiego meglio, oggi il Sahara Occidentale non esiste a livello statuale, le posizioni fra Marocco e Polisario (piccole differenze con la RASD ci sono) sono cristallizzate alla tregua del 1991 sotto controllo ed osservazione Minurso. Il Sahara Occidentale, non ex Sahara Spagnolo) esiste ma non ha legalità internazionale per l'occupazione marocchina e non ha ancora legalità per la probabile amministrazione della RASD che dovrebbe uscire dal referendum. È un unico caso al mondo, molto simile a quello che era il caso di Timor Est, differenza era occupato tutto. Andrebbe definito una volta per tutte quello che è più corretto scrivere per questa area dopo un attento ragionamento, il POV è sempre in agguato e qui più di altri posti. Il tutto in attesa e sperando che le cose si sistemino da sole  :)). --Zuccherinodolce 18:35, 17 nov 2006 (CET)

Da Rapimento Rossella Urru[modifica wikitesto]

Incollo qui una parte della voce "Rapimento di Rossella Urru" che è stata eliminata da quella voce e riguarda il popolo Sahraui e può essere utilizzata per integrare questa voce:

Dalla voce Rapimento di Rossella Urru

Il Sahara Occidentale è l’ultimo paese africano a non aver ancora ottenuto l’indipendenza formale e sostanziale. Lo status internazionale del Sahara Occidentale, per l’ONU, è quello di un territorio da decolonizzare, incluso nella lista dei territori “non autonomi ”. Il Marocco rappresenta un paese che occupa illegalmente il Sahara.

1. Origini

Prima della colonizzazione spagnola i Saharawi erano un popolo nomade, suddiviso in numerose tribù che in momenti di emergenza e necessità ritrovano l’unità e la coscienza d'appartenere ad uno stesso insieme, con una origine comune. La gran maggioranza della popolazione saharawi è il risultato di una simbiosi tra il popolo berbero e quello arabo. Condividono la stessa lingua, l’hassanya, la stessa religione, l’Islam. I nomadi del Sahara Occidentale sono monogami e valorizzano molto la figura femminile, responsabile della gestione delle tende e dell’educazione dei figli. Il culto per la libertà e il forte spirito di solidarietà, sono i tratti più importanti del carattere dei nomadi saharawi, i quali per la loro libertà si sono sempre dimostrati pronti a grandi sacrifici.

2. Storia

La colonizzazione spagnola iniziò nel 1884-1885, anno della conferenza di Berlino in cui gli stati europei si spartirono a tavolino il continente africano. Fu creato il Sahara Spagnolo. Fu solo verso la fine degli anni cinquanta, quando furono scoperti i giacimenti di fosfato nella città di Bu Craa, che la Spagna s'interessò al Sahara Occidentale. Nel 1965 le Nazioni Unite formularono il primo invito alla Spagna ad iniziare il processo di decolonizzazione del Sahara Occidentale (risoluzione 2072XX) che fu seguito fino al 1973 da altre sei risoluzioni, che oltre a richiedere la liberazione della regione, invitava la Spagna ad organizzare un referendum sotto la tutela delle Nazioni Unite per dare la possibilità alla popolazione di esprimere liberamente il loro diritto all’autodeterminazione. Nel 1974 la Spagna si decise ad organizzare un processo di decolonizzazione del Sahara Occidentale e un referendum di autodeterminazione, sotto l’egida dell’ONU, con il quale la popolazione saharawi avrebbe deciso il suo futuro. Contemporaneamente a questa dichiarazione spagnola, il Marocco (re Hassan II) fece sapere che non avrebbe mai permesso un referendum ed invaso il Sahara Occidentale. Nel frattempo anche la Mauritania iniziò a rivendicare dei diritti storici sul Sahara Occidentale. La Spagna abbandonò il popolo saharawi al suo destino, firmando il 14 novembre 1975, gli accordi tripartito di Madrid tra Spagna, Marocco e Mauritania. Questo accordo sancirà il disimpegno della Spagna e la spartizione del Sahara Occidentale, (la parte meridionale andava al Marocco e la parte settentrionale alla Mauritania). Con l’occupazione militare marocchina, iniziò la guerra. Cominciò l’esodo di buona parte del popolo saharawi che si rifugerà nel deserto algerino in prossimità di Tindouf, dove ancora oggi vive. Ora, il popolo saharawi si trova diviso: una parte vive nel territorio occupato dai marocchini (ad ovest del muro), l’altra in esilio, soprattutto nei campi profughi algerini. Nel territorio liberato dal Fronte Polisario (ad est del muro), non vive nessuno a parte qualche nomade.Il 27 febbraio 1976 è proclamata, insieme al Consiglio nazionale sahariano la nascita della RASD (Repubblica Araba Saharawi Democratica), uno Stato libero, indipendente, sovrano, organizzato secondo un sistema nazionale democratico arabo, d’orientamento Unionista, progressista e di religione islamica. Le Nazioni Unite riconobbero la RASD come rappresentante del popolo del Sahara Occidentale. Nel frattempo la Mauritania procedeva il 25 agosto del 1979 ad un accordo di pace con il Fonte Polisario in base al quale la Mauritania si ritirava dalle zone occupate. Dopo anni di guerra, nel 1990 vengono firmati gli accordi di pace con la mediazione delle Nazioni Unite. Il piano prevedeva il cessate il fuoco, il dispiegamento di forze ONU ma soprattutto un referendum di autodeterminazione (indipendenza o integrazione al Marocco).Nel 2003 un secondo piano, che prevede cinque anni di autonomia seguiti da un referendum di autodeterminazione, viene accettato dal Polisario e respinto dal Marocco. L’ultima riunione del CDS dell’ONU ha prodotto solo un ulteriore rinvio per cercare di uscire da quello che Kofi Annan ha definito un “vicolo cieco”.

2.1 La vita nei territori occupati dal Marocco

Con l’invasione del 1976 e l’ingresso delle truppe nel territorio il monarca marocchino diede avvio al processo di denaturazione dell’identità saharawi, segnato da innumerevoli violenze e sistematiche violazioni dei diritti umani e da una campagna di denigrazione del Fronte Polisario. Mentre si cercava di eliminare ogni segno identitario saharawi, si perseguiva una politica di popolamento della colonia, in modo da dare una diversa configurazione alla popolazione del Sahara Occidentale: quella di una popolazione fedele al proprio re. I coloni marocchini vennero reclutati grazie a un incentivo economico e alla prospettiva del recupero delle terre. Nei territori occupati la polizia militare ha dato vita ad un vero e proprio regime di terrore. Una delle più grandi violazioni che avvengono nel Sahara Occidentale è, infatti, la scomparsa, il rapimento di saharawi in generale. Tristemente famosi sono, infatti, i desaparecidos. Oggi si contano ancora 800 civili saharawi scomparsi. L'ultimo rapporto della delegazione dell’Alto Commissariato delle Nazioni unite per i Diritti Umani, che si è recata in maggio 2006 nei territori occupati del Sahara occidentale e nei campi profughi di Tindouf, menziona le “testimonianze di attivisti saharawi incontrati dalla delegazione ” a El Aaiun che hanno denunciato “torture” e “maltrattamenti” inflitti dalla polizia e dalle forze ausiliari marocchine ai manifestati saharawi che rivendicano l’indipendenza del Sahara Occidentale.

2.2 I campi di Tindouf

Sono circa 200.000 i Saharawi che sotto i bombardamenti marocchini scelsero la via della fuga verso il territorio algerino, nella zona più ad ovest, nei pressi di Tindouf, su un altopiano desertico ricoperto di sassi e sabbia, a circa 500 metri d’altitudine. I campi sono strutturati in 4 province (Wilayas), 25 comuni (Dairas) e 3 scuole residenziali. La tendopoli più distante è situata a circa 160 km dal centro dei campi e le altre sono raggiungibili in un raggio di 30–60 km. Le wilaya e le daira hanno nomi di città e località del Sahara Occidentale, occupate dalle truppe marocchine, per porre l’accento sullo stretto legame con la propria terra d’origine

2.3 Tifariti e il territorio liberato

Tifariti dista 320 km da Rabuni, tutti in pista; si percorrono in 7 ore con una jeep ed un autista esperto. E’ un paesaggio estremamente arido, con solo dei radi cespugli un po’ addensati negli avvallamenti; è un territorio scarsamente popolato da saharawi nomadi, con piccole mandrie di dromedari e capre.Tifariti oggi è spopolata, ma ha avuto una storia travagliata: occupata dal 77 al 79 dal Marocco, viene successivamente liberata; il 1991 è l’anno dell’armistizio, gli incontri durano parecchio tempo, ma tre giorni prima della firma della tregua Tifariti viene invasa e distrutta; l’esercito marocchino bombarda l’ospedale appena costruito e la scuola, dove la popolazione nomade e seminomade mandava a studiare i figli; i morti sono centinaia; tutte le case e gli accampamenti sono distrutti. Questo attacco costa però caro al Marocco, che perde 2 aerei.Il muro dista da Tifariti circa 100 km; è presente una postazione di osservatori internazionali inviati dall’ONU (MINURSO), che controlla il territorio al di qua e al di là del muro, con aerei ed elicotteri. Parte del territorio è ancora minato, e l’esercito è impegnato nello sminamento. A 30 km sono presenti dei graffiti rupestri conosciuti da pochi anni, che hanno obbligato gli archeologi a riscrivere la storia del Sahara. Parte dei graffiti sono stati trafugati, e sono scomparsi.

2.4 Futuro
C’è un disincanto fra i Saharawi: tanti ritardi e lentezze dell’ONU hanno portato molte persone a perdere fiducia nelle Nazioni Unite. La situazione attuale è una situazione di stallo ed il referendum sembra essere lontano. Questa realtà è senza dubbio dovuta ad una ferma quanto forte mancanza di volontà da parte del Marocco, confortato da alcuni Paesi che non vogliono la pace e ostacolano il rispetto del diritto internazionale. Tra questi c’è la Francia che continua a fare pressione politica su organismi internazionali come UNHCR o il PAM (Programma Alimentare Mondiale) per diminuire le razioni di cibo da distribuire tra i Saharawi nei campi profughi. La fuoriuscita mediatica delle sistematiche violenze nei territori occupati, la resistenza pacifica che le sue vittime continuano a sostenere e la capillare attività di sensibilizzazione alla causa saharawi, portata avanti dal Polisario, sembrano costituire, oggi, l’unica effettiva possibilità del riavvio del percorso di pace, che le Nazioni Unite, in questi 30 anni, non sono state in grado di gestire, schiacciate dalla posizione filo-marocchina della Francia e da interessi bellici ed economici internazionali.

POV pro rivendicazioni Polisario[modifica wikitesto]

Trovo troppo sbilanciate verso il fronte Polisario e le loro rivendicazioni questa pagina. Le affermazioni che si fanno a favore di un partito armato che semina violenza nelle città pretendendo di rappresentare l'intera popolazione saharaoi mi sembrano fuori luogo. Utente:Uzzituzzi

Si tratta di un movimento di liberazione, piaccia o no. In base a quel diritto l'area è governata e sfruttata dal Marocco? In base a quale diritto il Marocco rifiuta di dar corso al referendum previsto dall'ONU? Avresti definito in tal modo il nostro Risorgimento o la guerra d'indipendenza americana? --Cloj 10:52, 18 lug 2012 (CEST)

Sahrawi[modifica wikitesto]

Scusate ma non sarebbe più corretta la traslitterazione Sahrawi anziché lo spagnolismo sahraui? ho visto la nota che rimanda la sito dell'unione europea ma lo stesso non è poi così attendibile (visto che riporta tra l'altro che le Falkland Islands si chiamavano precedentemente Isole Malvinas). mi limito a notare che su google (anche impostando la ricerca solo in italiano) i risultati della ricerca indicano che sahrawi è da preferire (grossomodo il doppio delle evenienze).--Ź (Sono stato poco chiaro?) 00:30, 22 ott 2012 (CEST)

Non concordo, le Malvinas e Falklands non c'entrano nulla, la UE è ente super partes e utilizza sahraui, google non è fonte. --Nicola Romani (msg) 00:37, 22 ott 2012 (CEST)
si va bene, ma ha provato a deselezionare dal sito dell'unione, cui rimanda il link in nota alla voce, la lingua italiana? se lo fa vedrà che, ad esempio in inglese, sahraui non si trova, ma viene invece fuori sahrawi. Sul fatto che google non si una fonte concordo, ma se poi attraverso google arrivo ad un documento ufficiale del governo italiano in cui si legge ancora sahrawi, lei come la mette? provare per credere, chi cerca trova.--Ź (Sono stato poco chiaro?) 00:56, 22 ott 2012 (CEST)
Non cedo ci si sia bisogno di scaldarsi per così poco, mi preme di ricordare che questa wiki è in lingua italiana, non in inglese, il link al sito della UE è ovviamente in lingua italiana, non in un'altra delle 20 e passa lingue dell'Unione, circa i documenti del governo italiano esistono anche con sahraui. --Nicola Romani (msg) 01:03, 22 ott 2012 (CEST)
e chi si scalda? mi limito a segnalare, a proposito di uso ufficiale del lemma oggetto del contendere in lingua italiana da parte del parlamento europeo questo, aggiungo che a livello ufficiale, sempre in lingua italiana, oggi sembra prevalente addirittura la grafia saharawi, anche se ritengo sia sempre da preferire sahrawi per ragioni che altri sapranno meglio spiegarle. cordialmente--Ź (Sono stato poco chiaro?) 01:21, 22 ott 2012 (CEST)
Saprei spiegarlo. Ma sarebbe del tutto inutile. Lascia perdere, Zplgpp.--Cloj 01:29, 22 ott 2012 (CEST)
Tra tutte le opzioni che possiamo trovare tra le fonti in italiano, qual è la traslitterazione più scientifica? Il problema si pone perché in italiano non c'è un termine consolidato e la fonte proposta da Nicola per lo spostamento (diff.), per quanto autorevole, si scontra con altri usi (treccani e DeAg, ad es.), per cui necessita di discussione e consenso. Se il consenso non c'è o c'è addirittura per un'altra forma, si torna a spostare. A meno che non si voglia forzare la discussione favoleggiando che "Sahraui" sia una forma irrinunciabile. Il mio ragionamento è che in assenza di un errore consolidato (come il famoso "cammello" che non passa dalla cruna di un ago), si scelga di non fare un errore gratuito (in termini di scientificità della traslitterazione). pequod76talk 17:08, 10 feb 2014 (CET)

(rientro) Allora io sono per "Sahrawi", che riflette appieno la realtà fonetica e traslittera abbastanza bene quella grafica (l'originale sarebbe Ṣaḥrāwī). Contro l'appiattente ricorso perciò alla banalizzazione googliana e a favore dell'originale arabo-berbero, che ci consente di allontanarci dalla frequente (anche se non più dominante, per fortuna) pania dell'eurocentrismo lessicale. Le riviste specialistiche italiane e anglosassoni usano pressoché tutte "sahrawi" (ma se vogliamo essere più realisti del re...) --Cloj 21:56, 11 feb 2014 (CET)

Se non ci sono obiezioni, tra qualche giorno sposto. pequod76talk 02:10, 16 feb 2014 (CET)
Richiesta inversione: vedi. pequod76talk 12:16, 22 feb 2014 (CET)
Sharawi alla stregua di Gazawi, sposto come da richiesta. --Lucas 06:34, 24 feb 2014 (CET)

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