Discussione:Pesca subacquea in apnea

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La fotografia scelta seppur davvero bella è lontana anni luce dalla pesca in apnea di tipo europeo, semmai più vicina alla pesca in oceano. Sono sicuro che una egualmente bella foto di un pescatore mediterrano si possa trovare.--Maangit (msg) 13:58, 1 giu 2010 (CEST)


Bisogna ampliare la sezione relativa alla fisiologia dell'immersione in apnea relativamente all'attività di pesca. Inoltre si possono creare dei rimandi alle discipline sportive che nascono dalla pesca in apnea: cacciafotosub, tirosub...--Utente:SpliffHaze

Sarebbe utile spiegare il motivo dell'insofferenza verso la definizione ufficiale della Fipsas(http://portale.fipsas.it/Sezioni/AttivitàAgonistiche/PescainApnea/tabid/357/language/it-IT/Default.aspx) che si trova su questa pagina. Affiancare al titolo Pesca subacquea in apnea anche Pesca in Apnea migliora l'accesso alla voce soprattutto agli utenti più giovani.--Maangit (msg) 10:40, 10 giu 2010 (CEST)

Impatto biologico e POV[modifica wikitesto]

Questa voce sembra più un'apologia della pesca in apnea che una voce obiettiva. Urge una sezione sull'impatto biologico di questa tecnica.--Etrusko25 (msg) 20:19, 19 ago 2008 (CEST)

La sensazione che sia poco obiettiva nasce dal disvalore che fino ad oggi si è attribuito alla pesca in apnea ad opera dei media su indicazione di detrattori interessati. La realtà è diversa, se c'è stata apologia lo è stata, semmai, nei confronti della pesca professionale considerata stranamente etica e su quella di superficie sia con la lenza, o traina, o con i palangari ammantate di un certo romaticismo ma sulle quali mai, in Italia, si è prodotto uno studio scientifico del reale impatto sugli stock ittici. Così in assenza di dati si è preferito colpevolizzare un settore microscopico sostanzialmente senza tutele corporative. Quindi per un presunto principio di cautela, quanto mai discutibile,ad esempio si è sempre esclusa la pesca in apnea dalle zone C dei parchi marini nelle quali sono invece permessi, incredibilmente, tutti gli altri tipi di prelievo sia professionale che da terra o dalla barca. A parziale giustificazione di questo atteggiamento si lamenta l'assenza di studi specifici sull'impatto delle diverse forme di prelievo. Affermazione falsa perchè esistono studi effettuati da altre nazioni, ad esempio quello delle Isole Baleari sull'impatto delle diverse forme di pesca (“SEGUIMIENTO DE LA PESCA RECREATIVA EN LAS ISLAS BALEARES. DETERMINACIÓN DEL ESFUERZO Y DE LAS CAPTURAS” commissionato dal Governo delle Isole Baleari). Questo ed altri sono stati presentati nel confronto tra autorità e rappresentanti dei pescatori in apnea nell'istituendo parco di Capo Mortola in Liguria e i risultati che presentano collocano la pesca in apnea in fondo alla piramide delle responsabilità del prelievo con percentuali dello 0,3% (California Department of fish and game study - Marine Fisheries Survey 1984-1989) .

Queste valutazioni hanno suggerito alle autorità di rinviare l'approvazione del regolamento del parco in attesa di una rivalutazione dei criteri di esclusione alla luce di quanto dimostrato.

Inoltre la pesca in apnea ha la possibilità di operare una selezione delle prede bersaglio per specie e per dimensione. Possibilità sostanzialmente preclusa a tutte le altre forme di pesca. Questa specifica caratteristica ne fa l’unica forma di pesca ecocompatibile perché adattabile alle esigenze di tutela della fauna ittica ove necessaria. Questa affermazione "La pesca subacquea è l'attività più selettiva tra i diversi tipi di RF (Soliva, 2006) è espressa al paragrafo 2.2.2 pag.8 di uno studio della FAO (Gaudin, C.; De Young, C.”La pesca ricreativa nei paesi del Mediterraneo:rassegna delle normative in vigore.” Recreational fisheries in the Mediterranean countries: a review of existing legal frameworks. Studies and Reviews. General Fisheries Commission for the Mediterranean. No. 81. Rome, FAO. 2007 - ISBN 978-92-5-105898-5) .

Insomma esiste una diffusa ignoranza su quanto incida la pesca in apnea, favorita, forse, da altre categorie di pescatori e da chi dovrebbe in realtà farsi carico di una tutela minimale del nostro patrimonio ittico.

Utente:Maangit 16:42, 2 apr 2007 07:45, 13 apr 2010 (CEST)

Vedi, il problema è che la pesca sub impatta soprattutto su alcune specie, cernie e corvine in primis, che hanno un ciclo lungo e si riproducono lentamente. In effetti cernie e corvine sono rare dove il mare non è tutelato mentre sono abbondanti nelle riserve marine. Questa mi sembra un'osservazione, pur empirica, che basta a giustificare il divieto di pesca sub nelle riserve. Un branco di cernie che va ad accogliere un sub (Bocche di Bonifacio, Ventotene, etc) ha un valore aggiunto molto maggiore (turismo di sub, nautica, diving, ristoranti, alberghi, etc...) che il mero valore delle carni della cernia o del divertimento del singolo.--Etrusko25 (msg) 12:33, 13 apr 2010 (CEST)

Per questo la pesca in apnea, in quanto selettiva, può evitare la cattura di specie a rischio o in forte contrazione. Questa norma è stata presentata proprio nella proposta di regolamento dei pescatori in apnea nella discussione sul parco della Mortola, che se non erro prevedeva anche periodi di fermo biologico e accessi limitati.

La cosa che non si può ragionevolmente condividere è la sola esclusione dalla zona C (ove era permessa anche la devastante pesca col cianciolo) della pesca in apnea tout court. In sostanza se si propone un parco all'interno del quale nessun tipo di prelievo è previsto ben venga. Se c'è la possibilità di pescare in zone a tutela limitata questa deve essere concessa (regolamentata) a tutti. Utente:Maangit 13:42, 13 apr 2010 (CEST)

Bè, scusa, in cosa sarebbe devastante il cianciolo? Il ciancolo è una rete da circuizione per la cattura di pesci pelagici, non una rete a strascico.--Etrusko25 (msg) 19:47, 13 apr 2010 (CEST)


E' devastante per la quantità di pescato che riesce a prelevare. Può catturare un intero branco di ricciole come si vede in questo video Pesca col Cianciolo. Può portare via l'intero montone delle orate, parliamo di centinaia di pesci che mancheranno per anni dalla zona. Anche un solo palamito (o palangaro) utilizzabile da un pescatore amatoriale può in una sola notte portare via 50-60 kg. di saraghi, orate e corvine basta frequentare i porticcioli al mattino per vederlo di persona. In un parco la finalità è proteggere, evidentemente non solo il fondale ma anche tutte le specie che lo frequentano e poichè si tratta quasi sempre di zone rocciose i sistemi di pesca utilizzati non possono essere quelli a strascico, certamente esiziali per la poseidonia, ma altri non meno dannosi. Se l'obiettivo é quello di mantenere intatto uno specifico ecosistema questo si ottiene vietando tutti i tipi di pesca, dalla professionale all'ultimo dei dilettanti, altrimenti si dovrebbe avere l'onestà intellettuale di ammettere di voler fare un'altra cosa. Non una zona protetta.

Utente:Maangit 07:32, 14 apr 2010 (CEST)

Dimenticavo una cosa: nella tua iniziale affermazione dopo l'ipotesi di apologia della pesca in apnea (che spero di aver fugato), richiedi dati sull'impatto biologico della stessa che anche in questo caso mi sembra di aver documentato da fonti esterne. Ho verificato su Wiki che il dato sull'impatto biologico degli altri tipi di pesca, non esiste. Sarebbe opportuno rimuovere la critica alla voce perchè potrebbe apparire determinata da un pregiudizio.

Utente:Maangit 10:21, 14 apr 2010 (CEST)


Grazie! Ho aggiunto la bibliografia (come link) che supporta le affermazioni soprastanti.

Utente:Maangit 10:21, 14 apr 2010 (CEST)

Modifica voce in Pesca subacquea[modifica wikitesto]

Urge suddividere e/o modificare la voce poichè il termine ufficiale è e sempre rimane Pesca Subacquea poiché definire che si faccia in apnea o con le bombole o per bracconaggio non ha nessun senso!!! Può essere definito bracconaggio anche fare pesca in apnea secondo le leggi vigenti in Italia nei luoghi vietati quali le aree marine protette, per quantitativi superiori ai 5 kg o effettuata di notte. Mi allineo con l'opinione di Etrusko25. Chi ha scritto la voce in questi termini vuole auto-celebrare tale attività, attività per altro molto discutibile ai giorni nostri. La pesca subacquea con le bombole è una delle attività svolte per legge in Italia ed ancora possibile, in senso generale, in molti stati, e quindi in regola con le normative ed autorizzata dalle regioni italiane per la pesca di ricci, molluschi, bivalvi, crostacei, spugne e corallo. La pesca in apnea è una delle attività della pesca subacquea!--Abyssadventurer (msg) 11:24, 19 feb 2010 (CET)


Quando dici a qualcuno "pesca subacquea" egli pensa automaticamente a una persona che pesca sott'acqua con le bombole poichè tale è lo stato di informazione della gente comune. Usando la definizione "pesca in apnea" invece descrivi esattamente ciò che vuoi che il tuo interlocutore comprenda. Fare un comune fascio di pesca in apnea, pesca con le bombole (in Italia solo professionale) e bracconaggio praticato nelle riserve o in altri luoghi vietati o con modalità vietate, etc, porta solo ad una identificazione erronea (e malevola) di un'attività che contrariamente a quanto si tende a far credere oggi non sostiene che le bistecche e i pesci nascono sugli scaffali dei supermercati. Andiamo a vedere film come Avatar e riteniamo, affascinati, che il popolo dei Na'vi viva in modo idilliaco, usciamo dal cinema e continuiamo a far finta che le bistecche nascano già confezionate. Definire la pesca in apnea "un'attività molto discutibile ai giorni nostri" rientra in quest'ottica distorta della realtà. Certo che chi vive per esempio portando turisti a vedere i pesci nel loro ambiente vede la pesca in apnea come "IL MALE"; ma si possono trovare accorgimenti e regole di comune convivenza senza far passare i pescapneisti come i distruttori del mare facendo finta che il restante 99,8% del pescato mondiale muoia per cause naturali. Iinoltre usare la stessa definizione per identificare azioni legali e azioni illegali non è accettabile perchè ingenera equivoci malsani ed ingiusti verso chi si comporta legalmente. Vietare la pesca in apnea non eliminerebbe il bracconaggio poichè esso è ILLEGALE e tale resterebbe.

Skillo

Il termine corretto è "Pesca subacquea in apnea", se il cittadino comune fa confusione basta che si legga la voce o anche solo l'incipit per chiarirsi le idee su quale pesca subacquea sialegale e quale sia illegale. Non possiamo fare le voci in base all'ignoranza dell'italiano medio! Su quella voce c'è da mettere le mani, è POV in maniera eccessiva--Etrusko25 (msg) 12:29, 11 apr 2010 (CEST)

Citazioni mancanti[modifica wikitesto]

Ci sono diverse frasi che ho segnato come citazioni mancanti ed alcune sono veramente assurde. Ho rimosso i link a video di youtube che non possono stare sull'enciclopedia. Questa voce è POV sempre di più, urge manutenzione.--Etrusko25 (msg) 15:22, 15 apr 2010 (CEST)


Una delle frasi del primo paragrafo è stata eliminata, cambiate alcune frasi e sto provvedendo ad inserire i riferimenti alla quota di pescato attribuita alla pesca in apnea che erano in bibliografia, ritenendo erroneamente che fosse sufficiente. Indubbiamente il numero di lavori può sembrare limitato ma è un problema che riguarda tutto il settore della pesca, soprattutto quela professionale ma anche quella ricreativa. Non per nulla la EU sta spingendo per ottenere dai paesi membri una raccolta dei dati dell'intero settore pesca anche se in Italia ci sono pochissime speranze di ottenerlo, o perlomeno ottenere dati validi. Che i numeri che determinano le responsabilità del prelievo siano in favore della pesca in apnea (il dato della pesca professionale è più che ovvio) rispetto alla pesca ricreativa di superficie è originato dal numero probabilmente raccolto in circa un migliaio di tesserati Fipasas (la Associazione di pescatori in Apnea) contro molte decine di migliaia dalla superficie. Possono non essere compresi un certo numero di pescatori "della domenica" ma questo vale per entrambi i settori e quindi non modifica i rapporti di forza. Anche questo dato è presente nei lavori citati. Comunque la penuria di studi non può divenire una critica ai dati presenti. Soprattutto se dopo l'obiezione non si citano lavori in contrasto con queste affermazioni.

Per la parte che riguarda il comportamento dei pesci di fronte ad un sub armato o meno è un dato conosciuto da tutti gli appassionati che lo riconoscono perchè scendono con e senza fucile. Ci si trova sempre di fronte a sbigottimento o incredulità, comprensibile perchè ritengo nessuno abbia il numero di ore passate lungo le nostre coste studiando i comportamenti dei pesci quanto un apneista. Nemmeno il capo-divig più stakanovista. Certo non è possibile dimostarlo con dati scientifici perchè la pesca in apnea è assolutamente una tecnica di nicchia, e interessa poco gli scienziati. Però posso affermare che su quanto dichiarato nessuno possa contestarci (dati alla mano) a meno di non essere lui stesso un apneista con decenni di esperienza alle spalle. Per Wiki dovremmo essere, in questo caso, la fonte migliore. Anche quando si afferma che è sprecata la nostra esperienza sono sereno sulla ammissibilità della cosa. Posso citare un dato confermato da decine di colleghi: lungo i litorali laziali la cernia bruna è in forte aumento, la presenza di piccoli e medi esemplari è continuamente riportata. Le cernie più grandi si trovano invece piuttosto profonde (25-35 mt) e sono insidiate solo da un pugno di persone. La cernia è considerata di interesse venatorio solo quando raggiunge pesi significativi per questo la costa è invasa di piccole cernie che cadono preda solo delle reti e dei palamiti e infatti basta girare in un mercato di pesce per trovare sui banchi cernie di 20-30 cm. Le corvine si sono spostate più fonde mediamente 15-20 mt. e ormai fanno sempre meno comparsa nei carnieri di pesca mentre le reti riescono ancora a catturare decine di corvine specie dopo le mareggiate con acqua torgida. Sono invece quasi spariti i branchi di cefali fino ad una decina di anni fa onnipresenti. Anche i dentici si sono allontanati dalle quote operative degli apneisti, la tecnica più redditizia in questo caso è la traina dalla barca, una tecnica che dà risultati decisamente più importanti (anche diversi esemplari di grandi dimensioni al giorno). I saraghi specie bersaglio per antonomasia della pesca in apnea e dei palamiti rimane presente in buon numero nelle nostre coste, conosce perfettamente l'insidia portata dal subacqueo e cade molto meno nella trappola. Utente:Maangit 20,08 15 apr 2010 (CEST)

Ho visto le tue modifiche e per me vanno nella giusta direzione, credo però che in questa voce vadano messe le mani. Wikipedia non è un'enciclopedia della pesca sportiva, dobbiamo affrontare gli argomenti in maniera enciclopedica--Etrusko25 (msg) 22:21, 15 apr 2010 (CEST)
E' incredibile!!! Dichiarazioni solo ed esclusivamente di parte con dati creati per interesse specifico o senza reale considerazione scientifica globale, e soprattutto senza nessun buon senso. Cernie che sono in aumento, corvine che ora sono profonde, cefali che sono spariti!!!??? Ma è evidente che solo l'opera del pescatore, ed in particolare quello subacqueo, è protagonista di questi cambiamenti, ovviamente complice l'inquinamento e la minore posa di uova e novellame. La cernia fa eccezione perché è ovviamente avvantaggiata per le sue spiccate doti predatorie, e perchè non ha praticamente antagonisti nei bassi fondali, quali squali, ricciole e spigole adulte etc.. Tutti i tipi di pesca sono ormai insostenibili e a maggior ragione che è necessario interrompere e/o limitare drasticamente queste pratiche se vogliamo avere il pesce ancora in futuro invece di cercare attenuanti e motivazione per continuare a fare l'interesse di un categoria che oltretutto infine non ne trae alcun vantaggio, poiché è dimostrato che per pescare prede accettabili, e quindi "divertirsi" il pesce deve essere presente ed in abbondanza per tutti non solo per i "bravi"!!! Quindi sono plausibili solo proposte concrete quali l'istituzione di zone a rotazione, divieti di pesca per specie in periodi di riproduzione e zone di costa dove avvengono fattori determinanti per le specie quali i periodi riproduttivi etc. etc..--Abyssadventurer (msg) 19:12, 31 mag 2010 (CEST)

In questo paragrafo si parlava di esperienze personali, infatti non v'è traccia sulla voce, nel mio piccolo di 50 uscite all'anno di minimo 3 ore per 30 anni di pesca in apnea (mai fatto gare, sono contrario) potresti anche concedermi un minimo di fiducia, poi se vogliamo discutere delle cause del depauperamento presente nei nostri mari, non può che farmi piacere. La pesca in apnea come si evince da quanto presentato in bibliografia incide per lo 0.6% sul totale del pescato, e nella pesca sportiva corrispondono a circa il 3.6% di tutti i pescatori. I numeri sono impietosi. Se il pesce non è presente in abbondanza e solo i più bravi riescono a portare qualcosa per la cena la soluzione non è vietare anche a quei pochissimi la pesca semmai vedere, senza gli occhiali del pregiudizio, la vere cause che sono ben altre. Non rappresento nessuno ma se posso esprimere il mio parere una soluzione ottimale è quella dei parchi della Corsica. Zone piccole e quindi ben controllabili in cui non pesca NESSUNO, divieto di pesca della specie più a rischio. Certo qui in Italia di difficile realizzazione, gli interessi sono tali e tanti che fin'ora nelle zone a riserva parziale si è consentito di tutto con la foglia di fico della esclusione della pesca in apnea. Che come è dimostrato dalla documentazione in bibliografia non è supportata da basi scientifiche e se ne sono accorti anche i biologi marini. Se poi tutti i tipi di pesca sono insostenibili si vietino. Ma tutti. --Maangit (msg) 13:49, 1 giu 2010 (CEST)


Grazie. In attesa di ulteriori indicazioni: ho trovato un regolamento estratto dalla Gazzetta Ufficiale (pdf) di una area marina protetta (regno di Nettuno-Ischia) in cui è dimostrata la possibilità di pesca in una delle zone di riserva (in questo caso la D) anche per la pesca a strascico oltre al cianciolo vorrei inserirla a fonte di esempio della affermazione sui parchi. Che ne pensi? E' vero che Wiki non è una encicplopedia ma è ritenuta una fonte di tutte le migliori informazioni. Trovare una definizione corretta anche se succinta di una particolare, poco conosciuta tecnica di pesca può essere solo un elemento di completezza. Peraltro ho trovato su wiki anche una voce sulla pesca sportiva dalla superficie priva di riferimenti bibliografici, altre sulla pesca professionale con dati estratti da Federpesca e quindi con un Bias piuttosto evidente. Proprio di questo mi ero preoccupato nelle mie modifiche: citare fonti prive di "peccato originale", ovvero commissionate da organismi terzi. Vedo cosa si trova a supporto delle affermazioni sul comportamento dei pesci nei confronti dell'uomo armato o meno. Utente:Maangit 07,38 16 apr 2010 (CEST)



Ho trovato quanto necessario a superare a mio avviso le contestazioni. Ti incollo sotto il paragrafo riscritto con i dati scientifici necessari. Penso si possano considerare in modo diverso sia il POV che l'insufficenza di fonti sia sui regolamenti delle AMP che sui dati di impatto soprattutto per le specie di cui abbiamo discusso in precedenza. Il lavoro citato è recente luglio 2009. Fra poco lo aggiungo alla Bibliografia.

"La limitata conoscenza della pesca in apnea e delle sue caratteristiche ha indotto la creazione di regolamenti di pesca nelle zone B, C o D dei parchi o delle AMP (le zone A sono a tutela integrale) che prevedono l’esclusione della sola pesca in apnea ma consentono, progressivamente dalla zona B alla C, tutti gli altri tipi di pesca, a maggiore impatto, sia professionale che ricreativa da terra o con l’imbarcazione ["Regolamento recante la disciplina delle attività consentite nelle diverse zone dell'Area Marina Protetta Regno di Nettuno" - Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, serie generale n. 118 del 21 maggio 2008] . In alcuni casi sono permesse, come nel sopracitato, anche la pesca a strascico e con il cianciolo. Uno studio recente dimostra come la presenza di specie bersaglio (Epinephelus Marginatus, Sciaena Umbra, Diplodus Sargus, Diplodus Puntazzo) nelle zone a minore tutela, differentemente dalla zona a riserva integrale, sia del tutto simile a quella delle zone esterne. [Evaluating Effects of Total and Partial Restrictions to Fishing on Mediterranean rocky-reef fish assemblages" Marine Ecology Progress Series Vol. 387: 275-285, 2009]. L’impatto della pesca professionale, anche artigianale, e della pesca di superficie ricreativa consentite sembra molto rilevante e tale da vanificare completamente gli intenti di tutela. Risulta, così, evidente che l’esclusione della sola pesca in apnea appare frutto di una valutazione affrettata. Alla luce di questi dati è opportuna una profonda riflessione critica sui regolamenti così come sono stati concepiti fino ad oggi."

Utente:Maangit 14.14 20 apr 2010 (CEST)

La pesca a strascico non è permessa in nessuna AMP, nemmeno a Nettuno. Il testo è POV, non puoi mettere frasi frutto della tua analisi come "tutti gli altri tipi di pesca, a maggiore impatto," (che siano a maggiore impatto chi lo dice? Tutti gli altri tipi di pesca? Anche quella con la paranza, l'ingegno per i coralli o la dinamite?) o "L’impatto della pesca professionale, anche artigianale, e della pesca di superficie ricreativa consentite sembra molto rilevante e tale da vanificare completamente gli intenti di tutela." o anche "Risulta, così, evidente che l’esclusione della sola pesca in apnea appare frutto di una valutazione affrettata. Alla luce di questi dati è opportuna una profonda riflessione critica sui regolamenti così come sono stati concepiti fino ad oggi." sono troppo ricche di considerazioni personali non corredate da fonti. Dobbiamo avere un approccio enciclopedico, non dimostrare qualcosa a tutti i costi--Etrusko25 (msg) 19:39, 20 apr 2010 (CEST)

"La pesca strascico e la pesca col cianciolo è consentita previa autorizzazione dell'ente gestore" a pag. 12 della Gazzetta Ufficiale Zona D. Nemmeno io volevo credere ai miei occhi....(ti mando il pdf). Nell'Oasi Marina Protetta di Porto Cesareo è consentita la pesca col palamito (solo ai residenti) anche se mi sembra quella col regolamento migliore (allegato). La definizione "a maggiore impatto" origina dalla percentuale di competenza (0,3%) sul totale del prelievo e sul numero di pescatori in apnea che sono descritti in uno degli studi citati nel 3,6% dei pescatori ricreativi. Ai miei occhi sembra del tutto ovvio che l'impatto della pesca professionale e ricreativa di superificie sia maggiore (visti i numeri estratti da fonti presenti in bibliografia). Dal lavoro sopracitato dell'AMP di Tavolara si rileva come esclusivamente nella zona A (a Riserva integrale) si ottenga un aumento della popolazione mentre le zone B, C e quelle esterne al parco sono a densità identica. Nelle zone B e C, sono consentite la piccola pesca artigianale, professionale e dalla superficie sia da terra che con imbarcazione. Non è permessa la pesca in apnea. Il Testo definisce la presenza nelel zone di specie bersaglio A>B=C=Ext. E conclude ipotizzando una sottovalutazione dell'impatto della pesca ricreativa sugli stock delle zone rocciose. E' evidente, e provata dati alla mano, l'assoluta ininfluenza della pesca in apnea (permessa nelle zone esterne al parco che sono a densità identica come detto). Anzi mi verrebbe da scrivere "certificata" vista la fonte. Forse è la forma con la quale sono espressi i concetti che va rivista?

Per quanto riguarda i parchi, a mio avviso, andrebbero istituiti di piccole dimensioni (perciò controllabili) e assolutamente off-limit per qualsiasi tipo di pesca. Ma non è di questo che voglio occuparmi.

Cercherò una forma meno generica della definizione "tutti gli altri tipi di pesca".

Utente:Maangit 09,17 21 apr 2010 (CEST)


Inserisco qui la parte modificata con le fonti (anche una nuova):

La limitata conoscenza della pesca in apnea e delle sue caratteristiche ha favorito la creazione di regolamenti di pesca ["Regolamento recante la disciplina delle attività consentite nelle diverse zone dell'Area Marina Protetta Regno di Nettuno" - Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, serie generale n. 118 del 21 maggio 2008] che consentono, nelle zone B, C o D dei parchi o delle AMP (le zone A sono a tutela integrale) molti tipi di pesca sia professionale che ricreativa da terra o con l’imbarcazione ma con l’esclusione della sola pesca in apnea. Non è ancora chiaro, da un punto di vista scientifico, perché, in zona C, vengano consentite pressoché tutte le forme di pesca sportiva ad eccezione della pesca subacquea in apnea (Rif. PESCA E GESTIONE DELLE AREE MARINE PROTETTE - WORKSHOP - Porto Cesareo, 30 e 31 ottobre 2008 – ABSTRACT BOOK “Proposta di quantificazione degli effetti della pesca sportiva in apnea attraverso accesso controllato in zona C in alcune AMP italiane” TERLIZZI A., RUSSO G.F., SOULLARD CANCEMI M.).

A tal riguardo uno studio recente dimostra come la presenza di specie bersaglio (Epinephelus Marginatus, Sciaena Umbra, Diplodus Sargus, Diplodus Puntazzo) nelle zone a minore tutela, differentemente dalla zona a riserva integrale, sia del tutto simile a quella delle zone esterne. [Evaluating Effects of Total and Partial Restrictions to Fishing on Mediterranean rocky-reef fish assemblages" Marine Ecology Progress Series Vol. 387: 275-285, 2009]. Solo nelle zone a riserva integrale, in cui è preclusa qualsiasi forma di pesca si rileva un importante incremento per numero e dimensioni delle specie oggetto dello studio. L’impatto della pesca professionale, anche artigianale, e della pesca di superficie ricreativa consentite appare quindi molto rilevante, tale da vanificare completamente gli intenti di tutela. L’esclusione della sola pesca in apnea si dimostra ininfluente (Rif.”Evaluating..”).

L’esercizio della pesca in apnea si inserisce nell’ambiente sottomarino in modo del tutto naturale inducendo nella fauna un comportamento simile a quello tenuto in presenza di specie predatrici. Così come la mangianza riconosce l’atteggiamento aggressivo della ricciola in caccia da quello tenuto in condizioni di riposo alimentare allo stesso modo l’uomo con il fucile viene distinto chiaramente da quello che ne è privo (La comunicazione Interspecifica di G. Dapiran). I pescatori in apnea, osservatori privilegiati degli ambienti sottomarini, per le lunghe permanenze in assoluto silenzio senza il disturbo di autorespiratori e per la profonda conoscenza delle abitudini obbligatoria per la cattura, possono essere una risorsa preziosa, fin’ora non sfruttata, di informazioni utili ai fini di ricerca.(Cito ma non inserirò nel testo di modifica tranne la fonte ovviamente:“Esistono quindi le condizioni perché un accesso controllato in zona C ad un tipo di pesca sportiva ad oggi vietato, la pesca in apnea,venga utilizzato, a fini sperimentali, per una raccolta di dati utili a quantificare la pressione di prelievo del pescatore sportivo in apnea per unità di tempo. Prendendo spunto da esperienze gestionali di Aree Marine protette estere (es. Riserva marina delle Bocche di Bonifacio Corsica, Francia) il presente contributo illustra come l’apertura, invia sperimentale, alla pesca sportiva in apnea in zona C, se adeguatamente condotta,nell’ambito di una proposta progettuale ben strutturata, potrebbe fornire informazioni importanti riguardanti uno degli aspetti più controversi riguardanti la gestione della pesca sportiva nelle AMP italiane” )( Proposta di quantificazione degli effetti della pesca sportiva in apnea attraverso accesso controllato in zona C in alcune AMP italiane TERLIZZI A.1, RUSSO G.F.2, SOULLARD CANCEMI M. 3)

Utente:Maangit 11,12 21 apr 2010 (CEST)

Ho rivisto tutto il capitolo, eliminato i punto controversi, indicate le fonti di ogni affermazione sospetta di POV. Nell'ultimo paragrafo ho inserito la citazione (che non sarà poi trasferita ovviamente ma solo il riferimento) che lo supporta. Fammi sapere.

"Sebbene il nostro paese abbia una lunga tradizione di campioni la pesca in apnea è esercitata da un numero esiguo di appassionati rispetto alla totalità dei pescatori ricreativi. Studi sulla pesca sportiva effettuati in altri paesi (Spagna e California USA) lo valutano in circa il 3% . Il gravoso impegno fisico necessario per catturare le prede che ne limita il numero di praticanti, la caccia in apnea condotta in ambiente ostile per l’uomo, l’affermarsi di tecniche di pesca all’aspetto e all’agguato che premiano la difficoltà della cattura singola o di esemplari di dimensioni ben superiori alle prede della pesca di superficie rendono la pesca in apnea una forma di pesca poco aggressiva. Nella piramide delle responsabilità del prelievo ittico (California Department of fish and game study - Marine Fisheries Survey (1984-1989)[1]) alla pesca professionale è attribuito il 93%, a quella di superficie il 6,3%, e alla pesca in apnea lo 0,3%. La caratteristica capacità di selezionare le prede ne fa un sistema di pesca teoricamente compatibile con le esigenze di tutela di alcune specie ittiche ove necessaria o con una eventuale regolamentazione della pesca in determinate aree a differenza di sistemi di pesca devastanti e poco selettivi come ad esempio il cianciolo, una rete di circuizione. Questo concetto: "La pesca subacquea è l'attività più selettiva tra i diversi tipi di RF -Soliva, 2006” è espresso al paragrafo 2.2.2 pag. 8 di uno studio della FAO (Gaudin, C.; De Young, c. "Recreational fisheries in the Mediterranean countries: a review of existing legal frameworks. Studies and Reviews, General Fisheries Commission for the Mediterranean No. 81. Rome, FAO. 2007 - ISBN 978-92-5-105898-5).

Gli attuali regolamenti di pesca delle AMP o dei parchi italiani ["Regolamento recante la disciplina delle attività consentite nelle diverse zone dell'Area Marina Protetta Regno di Nettuno" - Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, serie generale n. 118 del 21 maggio 2008] consentono, nelle zone B, C o D (le zone A sono a tutela integrale) molti tipi di pesca sia professionale che ricreativa da terra o con l’imbarcazione con l’esclusione della sola pesca in apnea. Ma non è chiaro, da un punto di vista scientifico, perché, in zona C, vengano consentite pressoché tutte le forme di pesca sportiva ad eccezione della pesca in apnea (Rif. PESCA E GESTIONE DELLE AREE MARINE PROTETTE - WORKSHOP - Porto Cesareo, 30 e 31 ottobre 2008 – ABSTRACT BOOK “Proposta di quantificazione degli effetti della pesca sportiva in apnea attraverso accesso controllato in zona C in alcune AMP italiane” TERLIZZI A., RUSSO G.F., SOULLARD CANCEMI M.). Uno studio recente dimostra come la presenza di specie bersaglio (Epinephelus Marginatus, Sciaena Umbra, Diplodus Sargus, Diplodus Puntazzo) nelle zone a minore tutela, differentemente dalla zona a riserva integrale, sia del tutto simile a quella delle zone esterne. . Solo nelle zone a riserva integrale, in cui è preclusa qualsiasi forma di pesca si rileva un importante incremento per numero e dimensioni delle specie oggetto dello studio. L’impatto della pesca professionale, anche artigianale, e della pesca di superficie ricreativa consentite appare quindi molto rilevante, tale da vanificare completamente gli intenti di tutela. L’esclusione della sola pesca in apnea si dimostra quindi ininfluente (Rif.”Evaluating..” ).

L’esercizio della pesca in apnea si inserisce nell’ambiente sottomarino in modo del tutto naturale inducendo nella fauna un comportamento simile a quello tenuto in presenza di specie predatrici. Così come la mangianza riconosce l’atteggiamento aggressivo della ricciola in caccia da quello tenuto in condizioni di riposo alimentare allo stesso modo l’uomo con il fucile viene distinto chiaramente da quello che ne è privo (La comunicazione Interspecifica di G. Dapiran). I pescatori in apnea, osservatori privilegiati degli ambienti sottomarini, per le lunghe permanenze in assoluto silenzio senza il disturbo di autorespiratori e per la profonda conoscenza delle abitudini obbligatoria per la cattura, possono essere una risorsa preziosa, fin’ora non sfruttata, di informazioni utili ai fini di ricerca.(“Esistono quindi le condizioni perché un accesso controllato in zona C ad un tipo di pesca sportiva ad oggi vietato, la pesca in apnea,venga utilizzato, a fini sperimentali, per una raccolta di dati utili a quantificare la pressione di prelievo del pescatore sportivo in apnea per unità di tempo. Prendendo spunto da esperienze gestionali di Aree Marine protette estere (es. Riserva marina delle Bocche di Bonifacio Corsica, Francia) il presente contributo illustra come l’apertura, invia sperimentale, alla pesca sportiva in apnea in zona C, se adeguatamente condotta,nell’ambito di una proposta progettuale ben strutturata, potrebbe fornire informazioni importanti riguardanti uno degli aspetti più controversi riguardanti la gestione della pesca sportiva nelle AMP italiane” )( Proposta di quantificazione degli effetti della pesca sportiva in apnea attraverso accesso controllato in zona C in alcune AMP italiane TERLIZZI A.1, RUSSO G.F.2, SOULLARD CANCEMI M. 3) Rif.)."

Utente:Maangit 10,13: 22 apr 2010 (CEST)



E' il caso di rimuovere in assenza di contestazioni circostanziate, ovvero supportate da fonti equivalenti di evidenza scientifica, la critica di POV e quella che individua "Toni entusiatici" che sono stati completamente eliminati, così come è dimostrata l'insussistenza della diversa compatibilità ambientale rispetto alla pesca di superficie oltre che, ovviamente, a quella professionale. Sarebbe utile che la citata assenza di fonti o di fonti insufficienti sia rivista alla luce della documentazione scientifica allegata. Utente:Maangit 10,26: 25 apr 2010 (CEST)


Non risultano ancora contestazioni al paragrafo oggetto di discussione, al termine della settimana se non emergono critiche circostanziate rimuovo l'assenza di fonti o insufficienza e la segnalazione di POV. Utente:Maangit 20,01: 2 Mag 2010 (CEST)

In assenza di contestazioni la discussione è esaurita. Rimuovo il POV e l'assenza di fonti. --Maangit (msg) 10:24, 8 mag 2010 (CEST)

Scusa se non ti ho mai risposto ma quell'orrenda allucinazione che a tratti mi prende e che viene chiamata "vita reale" a volte mi prende ed ora non ho il tempo che vorrei per controllare ed apportare il mio contributo. Appena ho tempo do un'occhiata ma comunque complimenti per la mole di lavoro che hai svolto!!!--Etrusko25 (msg) 15:46, 9 mag 2010 (CEST)

Voce da rielaborare[modifica wikitesto]

Credo sia il caso di porre fine alla voglia di promuovere con toni entusiastici una tecnica che è quella che è e che tutti conosciamo, eludendo con sezioni e argomenti enfatici e ragionamenti del tutto di parte, quindi non enciclopedici quella che è una della varie attività del mondo della subacquea sottolineo pesca subacquea in apnea. E' mia opinione che la voce è tutta da rivedere e la sezione fucile subacqueo deve avere una voce distinta e a parte. --Abyssadventurer (msg) 09:28, 31 mag 2010 (CEST)

Se vuoi occuparti della sezione Fucile Subacqueo bene! La tua esperienza di agonista non potrà che essere preziosa.--Maangit (msg) 15:09, 1 giu 2010 (CEST)

da un ulteriore analisi voglio aggiungere: mi dispiace caro Etrusko25 probabilmente per non conoscenza dell'argomento e forse per non avere dedicato il giusto tempo a controllare la mole di lavoro di Maangit, utente sconosciuto, senza pagina e quindi iscrittosi con il solo evidente motivo di inserire le sue elucubrazioni sulla pesca subacquea modificando a suo interesse la voce pesca subacquea in apnea (nota subacquea), non ti sia stato possibile dare il giusto giudizio ed un eventuale contributo di risistemazione. Ritengo quindi la voce completamente da rivedere per raggiungere un livello decente di enciclopedicità e, nota bene, parlo da esperto subacqueo professionista in tutti i settori con all'attivo anni di pesca subacquea e partecipazioni a competizioni.--Abyssadventurer (msg) 09:46, 31 mag 2010 (CEST)
Cenere sulla mia testa, non sono poi più tornato sulla pagina per pura dimenticanza. In effetti la voce così fa schifo, è orrendamente POV e sembra puntare solo a dimostrare che aprire le AMP alla pesca subacquea sarebbe un'eccellente idea. Se, vista la tua grande esperienza, vuoi riscrivere anche le sezioni "Rapporti con altri tipi di pesca, selettività" e "Danno ambientale" sei il benvenuto. Se no lo posso fare io ma ci metterò molto tempo perchè in questo periodo ho molto da fare ed inoltre non ho una bibliografia specifica sull'impatto ambientale di questa tecnica, mentre sicuramente tu avrai tutte le necessarie fonti.--Etrusko25 (msg) 19:16, 31 mag 2010 (CEST)

A quanto leggo, non viene addotto alcun supporto scientifico a quanto sostenete. Per quale motivo l'utente Abyssadventurer può decidere se l'impatto biologico della pesca in apnea è distruttivo, solo basandosi sulla sua esperienza? L'esperienza personale mi sembra l'iperbole del POV e va contro le finalità di una corretta informazione basata su evidenza scientifica che è stata presentata dal sottoscritto che non è nemmeno ignoto in quanto Etrusko ha tutti i miei riferimenti personali. L'esistenza o meno di una pagina personale su wiki non dà patenti di credibilità. Però sentenzi che il mio unico interesse è inserire personali "elucubrazioni" per modificare la voce a "mio" interesse. Peccato che tu abbia dimenticato di leggere la documentazione. Dimostri una scarso rispetto. Ma vorrei tornare a fare gli interessi di una informazione scevra dal pregiudizio che profonde da quanto leggo. Non esprimo nessuna opinione a riguardo, ognuno è libero di pensare quel che vuole della pesca in apnea ma qui dovreste spendervi in merito. Documentate quanto sostenete. Le fonti, per favore, non esperienze personali. Gentile utente Abyss, ora che Etrusko ti ha caricato di questa grossa responsabilità ovvero di produrre le fonti delle tue affermazioni mi aspetto prestissimo i dati di cui immagino disponga. Se il problema è chiamarla "pesca subacquea in apnea" invece non mi sembra un grosso ostacolo.

Caro Etrusko, mi aspettavo una critica nel merito delle pubblicazioni che ti ho inviato e che ho allegato, una effettiva collaborazione, confrontandoci sui dati, anche scontrandosi invece, come tutti scegli la via più corta. Lo scrivo con molta amarezza. --Maangit (msg) 20:12, 31 mag 2010 (CEST)

Una ultima cosa per Etrusko: tutto quanto scritto e documentato è finalizzato a dimostrare l'incongruenza della sola esclusione della pesca in apnea dalla areee a regolamentazione parziale. Dove come hai letto è consentita anche la pesca a strascico e col cianciolo.--Maangit (msg) 15:54, 1 giu 2010 (CEST) Mancherò una settimana circa, mi aspetto che prima di cambiare alcunchè si aspetti la fine della discussione secondo le regole di Wiki.--Maangit (msg) 13:34, 2 giu 2010 (CEST)

Danno Ambientale[modifica wikitesto]

Questa voce è priva di qualsiasi fonte senza le quali appare frutto di pregiudizio. Lo studio che presenta i risultati opposti citato in bibliografia è:Evaluating Effects of Total and Partial Restrictions to Fishing on Mediterranean rocky-reef fish assemblages" Marine Ecology Progress Series Vol. 387: 275-285, 2009. E' il primo studio che confronta il diverso impatto dei sistemi di pesca consentiti nell'Areea protetta di Tavolara. Fin'ora la pesca in apnea (così è definita dalla Federazione italiana pesca sportiva e attività subacquee) era stata sempre esclusa per un principio di cautela privo come detto delle necessarie basi scientifiche cosi come sostiene il Prof. Terlizzi in una sua pubblicazione. Inoltre la voce lascia intendere che la pesca sia consentita normalmente anche con l'ARA. E' una operazione poco chiara che tende ad assimilare una professione quasi estinta con l'esercizio della PIA fortemente regolamentato dalla legislazione attuale. In questa voce si deve discutere di impatto biologico della PIA e non della pesca professionale con l'ARA (semprechè esista ancora). Non si deve inoltre confondere l'impatto sugli stock ittici inteso come riduzione del numero con la facilità di avvicinarsi agli animali. --Maangit (msg) 09:06, 1 giu 2010 (CEST)

In attesa delle vostre evidenze scientifiche aggiungo altri tre lavori che mettono in evidenza come la fauna ittica nelle riserve parziali non cresce ed è invece eguale a quella delle aree senza restrizioni. "Higgins, R.M., Vandeperre, F., Pérez-Ruzafa, A., and Santos, R.S. Priorities for fisheries in marine protected area design and management: Implications for artisanal-type fisheries as found in southern Europe. Journal for Nature Conservation 16(4): 222-233, 2008"

"Lester, S.E. and Halpern, B.S.Biological responses in marine no-take reserves versus partially protected areas. Marine Ecology Progress Series 367: 49-56, 2008"

"Do partial marine reserves protect reef fish assemblages? C.M. Denny*, R.C. Babcock Leigh Marine Laboratory, PO Box 349, Warkworth, New Zealand Biological Conservation 116 (2004) 119–129" Nell'ultima pubblicazione si sostiene che la pesca in apnea incide solo sulle abitudini della fauna obiettivo.--Maangit (msg) 13:22, 1 giu 2010 (CEST) Mancherò una settimana circa per impegni lavorativi, mi aspetto che secondo le regloe di Wiki nulla sia cambiato senza che la discussione sia terminata. Avrò ovviamente necessità di qualche giorno per valutare le pubblicazioni che, eventualmente, produrrete.--Maangit (msg) 13:36, 2 giu 2010 (CEST) In assenza di qualsiasi supporto scientifico alla tesi esposta che ne determina l'insussistenza, raggiunto un mese dalla richiesta a fine mese il capitolo verrà rimosso.--Maangit (msg) 07:15, 21 giu 2010 (CEST)

Non cancellare il paragrafo, ecco intanto una fonte: Roberts, Callum. The Unnatural History of the Sea, Island Press, 2007, p. 238. Guardatela, parla di estinzione locale di specie di cernia in Atlantico. Ciao--Etrusko XXV (msg) 09:26, 21 giu 2010 (CEST)

Visto, appena posso, ci do un occhiata. Grazie--Maangit (msg) 19:17, 21 giu 2010 (CEST) Ci sono, ho letto la pagina e l'intero capitolo. Si riferisce a periodi storici piuttosto lontani. E' comunque un libro contro tutti i tipi di pesca, con molte cose condivisibili altre meno. La conclusione del capitolo richiama un fatto ormai noto: il mare non è inesauribile e le sue risorse non possono sostenere una pressione di pesca così elevata come richiesto (dalla pesca commerciale evidentemente). Sulla presunta responsabilità della pesca subacquea ci sono degli appunti da fare. Fino al 1970-80 si è pescato senza pensare alla possibilità di produrre un danno ma questo vale per tutti i pescatori, e per tutti i tipi di pesca. L’autore attribuisce ai pochi pescatori subacquei jamaicani, responsabili della cattura di pesciolini, l’intera responsabilità del depauperamento del reef senza un computo della pesca professionale dall’imbarcazione o meno e senza dati inerenti il pescato globale dell’isola in questione (è aumentato, è diminuito, sono aumentati i pescatori dilettanti, sono aumentati i pescatori professionali locali, sono aumentati gli equipaggi professionali che provengono da località diverse?). Recentemente la FAO ha chiesto agli stati membri i dati sul numero di operatori della pesca professionale e dilettantistica per poterne valutare la sostenibilità, non ha chiesto dati sul numero di pescatori in apnea (è sulla bibliografia). Recenti lavori imputano alla pesca dilettantistica un importante ruolo sull’ecosistema marino e ne suggeriscono limitazioni (Contrasting recreational and commercial fishing:Searching for common issue to promote unified conservation of fisheries resources and aquatic environments” S. J. Cooke, I.G. Cowx Bilogical Conservation 128 (2006) 93-108) . Tutto ciò contrasta con le conclusioni dell’autore. Bonaire: Nel 1993 era un parco marino ricchissimo in base a quanto sostiene l’autore poi nel 2003 di tutte le cernie ne erano rimaste (visibili a lui e sua moglie durante una settimana di osservazione) solo un decimo. Ora non è chiaro se : Bonaire è ancora parco o meno, né tanto meno cosa sia cambiato in un decennio. Quindi il sillogismo tra la riduzione delle cernie, quanto avveniva fino al 1970-80 e la responsabilità della pesca subacquea per la situazione attuale è francamente non sostenibile. Inoltre in alcuni stati americani e del centro america è consentita la pesca subacquea amatoriale con l’ARA quindi non mi sembra corretto paragonare un suo eventuale impatto con quello della PIA mediterranea, che è esclusivamente in apnea e che è rigidamente regolamentata nella quantità giornaliera massima consentita). E’ evidente come il problema sia complessivo con responsabilità che appaiono maggiori per la pesca dalla superficie. Certamente anche la PIA ha un impatto sulla presenza e sopratutto sulla distribuzione di alcune specie e per questo ove necessario si possono e si devono proteggere (come in Corsica) ma la protezione deve essere necessariamente estesa anche agli altri sistemi di pesca tutti maggiormente impattanti (bibliografia) tenendo conto che la taglia media di queste ultime è notevolmente inferiore a quella spesso necessaria per il raggiungimento della maturità sessuale delle specie. Rimangono più che valide le conclusioni sulla insussitenza scientifica della sola esclusione della PIA dalle zone a tutela parziale. Il capitolo del “Danno ambientale” così concepito deve essere eliminato (sotto leggi le incongruenze) possiamo modificare la voce “Rapporti con altri tipi di pesca, selettività” in “Impatto biologico” e integrarlo con la necessità di tutelare le specie più a rischio come viene fatto in Corsica purché si espliciti che questa tutela deve comprendere tutti i tipi di pesca perche tutte comportano effetti sulla fauna ma non si può continuare a sostenere tesi infondate. Leggi in corsivo le evidenti incongruenze della voce: Nella realtà, cosa mai considerata dai pescatori subacquei più accaniti, che vantano una presunta sportività nell'agire (che sia sportiva lo stabilisce il regolamento CE n. 1967/2006 entrato in vigore a fine gennaio 2007), ma che ha notoriamente un modo di fare poco attento agli interessi di chi non pratica tale attività (gli interessi di chi? Dei proprietari di diving? Dei pescatori professionisti? Non è POV questa affermazione?) , la pesca subacquea in generale e soprattutto quella in apnea determina, a fronte di un effettivo ridotto numero di prede catturate (allora ha un basso impatto!), un quasi immediato depauperamento dei luoghi di pesca (Senza fonte! Il lavoro di Di Franco et Al. dimostra che anche dove la PIA non è permessa il depauperamento è identico ) poiché con tale pratica si spaventano (si difendono e sopravvivono) tutte le specie ittiche che abitano proprio i fondali che vanno da 0 a ca -30 mt, (la percentuale di pescatori in apnea capaci di pescare tra 15-20 e 30 metri è minore di un decimo ovvero sono molto, molto pochi, in genere agonisti) quelle ovviamnete più accessibili a pescatori subacquei in apnea, determinando in poco tempo il completo diradarsi di specie in tutta la fascia costiera battuta dai pescatori subacquei con fucile (siano essi apneisti o no) (Senza fonte! Contrasta con Di Franco et Al. e altri lavori presenti in bibliografia e con la pubblicazione che ti ho citato sopra.). Ed è questa principalmente una delle motivazioni che hanno spinto i legislatori, che si sono avvalsi ovviamente di studi scientifici specifici da parte di università e ricercatori (Senza fonte! E’ un principio di cautela basato sull’assenza di dati validi scientificamente, almeno fino ai lavori recenti presenti in bibliografia e sulla spinta di altri interessi, allo stato attuale prima del lavoro di Di Franco non sono stati prodotti lavori che confrontano i diversi tipi di pesca), che tale attività è espressamente vietata in tutte le aeree marine protette, e che evidente (perchè?) tra l'altro, la necessità di una estensione maggiore delle zone in cui sia vietata la pesca subacquea, e non solo qu (no comment…)--Maangit (msg) 11:05, 22 giu 2010 (CEST)

Ho trovato un lavoro molto interessante sugli effetti della pesca dalla superficie:Wolf Christian Levine et Al.Documented and potential biological impact of recreational fishing:Insight for management and conservation"Reviews in Fisheries Science", 14:305-367, 2006 dimostra come questa incida sulla massa, sulla taglia, sulla riproduzione (le femmine che in molte specie sono di dimensioni maggiori e quindi obiettivo ricercato degli anglers) in modo non sostenibile. Valutiamo quindi che i PIA sono solo il 3,6% dell'intera pesca amatoriale e possiamo trarre le conseguenze.--Maangit (msg) 10:05, 23 giu 2010 (CEST)

Ti consiglio di leggere questo lavoro:

http://www.auf-spearfishing.com.au/administration/documents/documents/23.pdf--Etrusko XXV (msg) 10:49, 23 giu 2010 (CEST)

Il link deve essere sbagliato mi da errore, puoi controllare?--Maangit (msg) 11:45, 23 giu 2010 (CEST)

Ci sono riuscito!--Maangit (msg) 11:54, 23 giu 2010 (CEST)

E' un lavoro che valuta l'impatto delle gare di pesca! Non la pesca amatoriale. E' evidente che se si valutano gli effetti delle gare in cui sono presenti i più forti pescatori in circolazione e dove i limiti di pescato non esistono i risultati sono ben diversi. Ma noi stiamo trattando la pesca in apnea amatoriale NON agonistica. Agonismo che personalmente non condivido per una mia etica, tant'è che non ho mai partecipato a nessuna gara.--Maangit (msg) 12:03, 23 giu 2010 (CEST)

Ci sono innumerevoli lavori che dimostrano come la PIA amatoriale non impatti più della pesca di superficie e certamente meno di quella professionale, penso che su questo si sia raggiunta una condivisione quindi dovremmo costruire un capitolo che sia il più obiettivo possibile. Proverò riscrivere il mio capitolo inserendo l'impatto che la PIA ha su alcune specie e sui rimedi e te lo sottoporrò. Anzi se vuoi segnalarmi qualcosa che pensi sia necessario evidenziare mi sarà molto utile. Ma non potrà assolutamente essere il solito coacervo di luoghi comuni, pregiudizi, interessi di parte che fin'ora hanno determinato un assurdo ostracismo rispetto a tutti gli altri tipi di pesca. I punti fermi a mio avviso sono questi: Ha un impatto non superiore a quello della pesca di superficie. Su specifiche specie (cernie e corvine) ha un maggiore impatto, che si traduce in un allontanamento di queste ultime dalle zone rocciose comprese nelle batimetriche più basse. E' selettiva?Si. Consente di preservare alcune specie a rischio? Si. L'esclusione dalle zone C delle AMP è ingiustificata.--Maangit (msg) 12:30, 23 giu 2010 (CEST)

Wikipedia non serve a dimostrare le proprie idee, non poi assolutamente mettere cose come "L'esclusione dalle zone C delle AMP è ingiustificata" a meno che non abbia fonti che lo dicono chiaramente e non estrapolando. Mi raccomando su questo punto importantissimo (altrimenti si scade nella ricerca originale, che viene subito cancellata da wikipedia). Appena avrò altro materiale te ne renderò partecipe. Il pdf di cui sopra parla delle competizioni ma la voce non è "Pesca subacque in apnea non competitiva" ma pesca sub in apnea in generale, sia agonistica che amatoriale per cui un accenno ci va messo utilizzando il pdf come fonte.--Etrusko XXV (msg) 14:44, 23 giu 2010 (CEST)

Lo afferma Terlizzi nel suo studio (Abstract BooK), e lo studio di Di Franco nella AMP di Tavolara dove la presenza delle specie considerate (comprendenti cernie e corvine)è A>B=C=D. Non voglio usare termini così perentori ma la sostanza in assenza di dati avversi chiari allo stesso modo, non può cambiare. In più: non esiste, non lo abbiamo trovato noi né Terlizzi evidentemente, uno studio che valuti in maggiore di altre l'impatto della PIA amatoriale. Sono solo richiami ad una maggiore attenzione all'intero prelievo della recreational fishing. Tutta. Insomma continuando a sostenere senza una evidente ragione che la PIA è esclusa dalle zone a riserva parziale per "presunti validi motivi scientifici" senza che in realtà esistano compiamo una mistificazione che certo non è utile a quello che vorrebbe, che deve essere Wikipedia. Su wiki devo trovare quelle informazioni supportate da evidenza scientifica che come vedi nel caso della PIA non sempre sono conosciute. E' vero ma allora dobbiamo fare un capitolo specifico sull'impatto biologico delle competizioni ben separato dalla PIA amatoriale, poichè la pubblicazione parla di dati da "several surveys of spearfishing (mostly competitions).." e le cose sono molto diverse.--Maangit (msg) 17:44, 23 giu 2010 (CEST)

Cosa ne pensi di questo paragrafo? " La caratteristica di alcune specie come la cernia o le corvine che adottano come strategia difensiva il rifugio in tana negli agglomerati rocciosi le espone in modo maggiore a questa tecnica di pesca inducendone un allontanamento dalla zone più vicine alla superficie. L’allontanamento e la riduzione di alcune specie non è, però, imputabile alla sola pesca in apnea; una recente pubblicazione dimostra che queste specie si riducono anche in zone dove questa è proibita [Antonio Di Franco et al."Evaluating Effects of Total and Partial Restrictions to Fishing on Mediterranean rocky-reef fish assemblages" Marine Ecology Progress Series Vol. 387: 275-285, 2009]. Altri lavori dimostrano come ci sia una aumento sia di quantità che di taglia esclusivamente nelle zone a riserva totale e non nelle zone a riserva parziale dove sono consentiti tutti gli altri tipi di pesca sia professionale che ricreativa di superficie (Do partial marine reserves protect reef fish assemblages? C.M. Denny*, R.C. Babcock Leigh Marine Laboratory, PO Box 349, Warkworth, New Zealand -Received 23October 2002; received in revised form 16 April 2003; accepted 18 April 2003 ).".--Maangit (msg) 18:15, 23 giu 2010 (CEST)

Puoi aggiungere l'ulteriore fonte che ti ho dato specificando che si riferisce soprattutto alle competizioni che poi è quello che c'è scritto--Etrusko XXV (msg) 19:44, 23 giu 2010 (CEST)

Stavo elaborando uno parte che tenga conto di questa osservazioni ma mi sono accorto che la pubblicazione alla quale ti riferisci e che dobbiamo citare sostiene il contrario!: "We believe that spearfishing satisfies this first principle and does not lead to overfishing for most species.Fishing operations should be managed to minimise their impact on the structure,productivity, function and biological diversity of the ecosystem”. We believe that spearfishing satisfies this second principle and perhaps, is one of the most ecologically sustainable methods of fishing because it is selective, is restricted to shallow water, has no bycatch, uses no bait, causes no habitat damage, causes no harm to endangered species and causes no pollution. Spearfishing is a method that has been used to catch fish for thousands of years. In modern times, spearfishing has evolved to become a recreational activity. The activity has been regulated heavily. It is anticipated that there will be pressures (political and emotional) for further restrictions on spearfishing and these will be supported if there are valid environmental reasons, but will be opposed if they are biased and unjustified. It is concluded that spearfishing in Australia is ecologically sustainable." Abbiamo bisogno di altri dati a riguardo, non possiamo inserire dati senza riferimenti scientifici. Proverò a cercare qualcosa di specifico.--Maangit (msg) 09:01, 24 giu 2010 (CEST)

Guarda [1] non credo che potremo fare a meno di tenerne conto.--Etrusko XXV (msg) 12:14, 24 giu 2010 (CEST)

Dobbiamo assolutamente tenerne conto, ma proprio per evitare di mettere opinioni personali, o elementi privi di fondamento sarà necessario scrivere che l'abbattimento in numero e taglia di questa specie è imputabile a tutta la pesca ( in corsica è vietata la cernia sia agli angler che ai PIA e ne ho documentazione), a breve ti girerò una riscrittura del mio capitolo che tiene conto di quanto abbiamo discusso fino'ora.--Maangit (msg) 13:05, 24 giu 2010 (CEST)

Eccola. Questa dovrebbe sostituire il precedente "Rapporti con altri.." eliminando ovvimente "Danno ambientale". La bibliografia qui citata completamente avrà solo un richiamo numerico nella stesura finale. Fammi sapere. Ipotesi di Modifica Impatto biologico [modifica] Sebbene il nostro paese abbia una lunga tradizione di campioni, la pesca in apnea è esercitata da un numero esiguo di appassionati, rispetto alla totalità dei pescatori ricreativi, valutato in circa il 3% da studi effettuati in altri paesi (Spagna e California USA)[1],[2].Il gravoso impegno fisico necessario per catturare le prede che ne limita il numero di praticanti, la caccia in apnea condotta in ambiente ostile per l'uomo, l'affermarsi di tecniche di pesca all'aspetto e all'agguato che premiano la difficoltà della cattura singola o di esemplari di dimensioni ben superiori alle prede della pesca di superficie rendono la pesca in apnea una forma di pesca poco aggressiva. Nella piramide delle responsabilità del prelievo ittico (California Department of fish and game study - Marine Fisheries Survey 1984-1989)[3] alla pesca professionale è attribuito il 93%, a quella di superficie il 6,3%, e alla pesca in apnea lo 0,3%. La caratteristica capacità di selezionare le prede ne fa un sistema di pesca teoricamente compatibile con le esigenze di tutela di alcune specie ittiche ove necessaria o con una eventuale regolamentazione della pesca in determinate aree a differenza di sistemi di pesca devastanti e poco selettivi come ad esempio il cianciolo, una rete di circuizione. Questo concetto: "La pesca subacquea è l'attività più selettiva tra i diversi tipi di RF -Soliva, 2006” è espresso al paragrafo 2.2.2 pag. 8 di uno studio della FAO (Gaudin, C.; De Young, c. "Recreational fisheries in the Mediterranean countries: a review of existing legal frameworks. Studies and Reviews, General Fisheries Commission for the Mediterranean No. 81. Rome, FAO. 2007 - ISBN 978-92-5-105898-5). La caratteristica di alcune specie come la cernia o le corvine che adottano come strategia difensiva il rifugio in tana negli agglomerati rocciosi le espone in modo maggiore a questa tecnica di pesca inducendone un allontanamento dalla zone più vicine alla superficie. L’allontanamento e la riduzione di queste specie non è, però, imputabile alla sola pesca in apnea ma alla pressione complessiva di tutta la pesca sia amatoriale che professionale. Una recente pubblicazione dimostra che queste specie si riducono anche in zone dove questa è proibita [Antonio Di Franco et al."Evaluating Effects of Total and Partial Restrictions to Fishing on Mediterranean rocky-reef fish assemblages" Marine Ecology Progress Series Vol. 387: 275-285, 2009], altri lavori rilevano un aumento sia di quantità che di taglia esclusivamente nelle zone a riserva totale ma questo non si estende alle zone a riserva parziale dove sono consentiti tutti gli altri tipi di pesca sia professionale che ricreativa di superficie ad eccezione della pesca in apnea (Do partial marine reserves protect reef fish assemblages? C.M. Denny*, R.C. Babcock Leigh Marine Laboratory, PO Box 349, Warkworth, New Zealand -Received 23October 2002; received in revised form 16 April 2003; accepted 18 April 2003 ). L'impatto della pesca professionale, anche artigianale, e della pesca di superficie ricreativa consentite appare dunque molto rilevante, tale da vanificare completamente gli intenti di tutela (Lester, S.E. and Halpern, B.S.Biological responses in marine no-take reserves versus partially protected areas. Marine Ecology Progress Series 367: 49-56, 2008 - Higgins, R.M., Vandeperre, F., Pérez-Ruzafa, A., and Santos, R.S. Priorities for fisheries in marine protected area design and management: Implications for artisanal-type fisheries as found in southern Europe. Journal for Nature Conservation 16(4): 222-233, 2008). Diversamente dalla pesca in apnea amatoriale, le gare di pesca possono comportare un maggiore impatto sulla popolazione dei tratti interessati. Sebbene non ci sia univocità di pareri nella comunità scientifica è probabile che la concentrazione di atleti di alto livello, la frequenza delle competizioni in determinati tratti di costa comporti una riduzione sensibile di numero e taglia della cernia (Spearfishing – Is it ecologically sustainable? Adam Smith and Seiji Nakaya, Australian Underwater Federation (AUF) C\ 4 Seaward Cres, Townsville QLD 4810, Australia Department of Environment, PO Box 917, Nuku’alofa, Tonga 3rd World Recreational Fishing Conference. 21-24 May 2002. Noerthern Territory, Australia).La riduzione della presenza di questo serranide nel mediterraneo è comunque generale, per questo alcuni paesi (Corsica – Francia) ne hanno vietato la pesca sia con la lenza che subacquea (PREFECTURE DE LA REGION PROVENCE-ALPES-COTE D’AZUR direction régionale des Affaires Maritimes Provence-Alpes-Côte d’Azur Marseille, le 30 décembre 2002 ARRETE N° 2002/1113).--Maangit (msg) 13:18, 24 giu 2010 (CEST)

Origini[modifica wikitesto]

Propongo di modificare questo paragrafo "Storicamente denominata "pesca subacquea", oggi si preferisce chiamarla "pesca subacquea in apnea" per sottolinearne il valore sportivo e la radicale differenza rispetto alle pratiche illegali di bracconaggio effettuate con l'ausilio di autorespiratori (la pesca con le [[bombola (subacquea)|bombole" in " Storicamente denominata "pesca subacquea", oggi si preferisce chiamarla pesca in apnea (termine usato dalla Fipsas e da tutte le riviste specializzate)per sottolinearne il valore sportivo e la radicale differenza rispetto a quella effettuata in passato con l'ausilio di autorespiratori ed oggi vietata tranne che per i professionisti." La volontà è quella di rimarcare la profonda differenza con la pesca con gli autorespiratori, grazie a Dio oggi vietata, che troppo spesso è ancora assimilata alla pesca in apnea.--Maangit (msg) 11:58, 2 giu 2010 (CEST) Non ho ricevuto contributi a questa discussione quindi procedo alla modifica sopradescritta.--151.100.92.38 (msg) 07:07, 17 giu 2010 (CEST)

Disturbo alla voce[modifica wikitesto]

Ritengo che ci sia da intervenire in relazione allo sproporzionato contributo di Maangit alla voce con modifiche non in linea con lo spirito di wiki ed in costante ricerca di polemica, il quale ha inserito una quantità enorme di argomentazioni palesemente di parte nonché inutili e fuorvianti. Chiedo aiuto alla comunità e se Maangit vuole continuare a dare contributi che questi siano adeguati e che in qualche modo si qualifichi dato che la sua utenza è di fatto anonima.--Abyssadventurer (msg) 09:55, 3 giu 2010 (CEST) Eccomi di ritorno. Devo dedurre, letto questo commento, che manchi qualsiasi fonte di valenza scientifica atta a sostenere anche solo in minima parte quanto sostenuto. "Sproporzionato contributo"? Esiste una soglia oltre il quale un contributo assume caratteristiche di sproporzionalità? Forse ci si riferisce alle fonti che ho aggiunto in bibliografia quelle sì numerose ma necessarie secondo il mio modesto parere. Se posso, poi, permettermi la presunta ricerca di polemica si evidenzia nel far notare l'assenza di fonti delle diverse opinioni di Abyss e Etrusko, e prima la richiesta delle stesse? E perchè mai le mie argomentazioni TUTTE supportate da evidenza scientifica, pubblicate su riviste internazionali vengono ritenute "palesemente di parte" e fuorvianti (?!)? Ribadisco che non ho una pagina pesonale su Wiki perché non sono interessato ad averla, e questo non costituisce un vulnus al mio contributo, ricordo, ma è scritto già nella discussione precedente che non cerco l'anonimato altrimenti non avrei comunicato via mail (della quale ho copia) all'utente Etrusko i mie riferimenti istituzionali (mail personale,dell'Università "Sapienza" di Roma e recapito telefonico della stessa ove evidentemente lavoro). Tutte cose già scritte e che mi sembra si continua ad ignorare. Non avrò comunque problemi a presentarmi ma in forma privata. Se lo si desidera si può inviarmi una mail tramite Wiki. A mio avviso, questo sollevato dall'utente Abyssadevnturer è un conflitto del tutto incomprensibile. Ben venga se necessario un board esterno di valutazione della nostra discussione, dei mie contributi e di quelli di Abyssadventurer.--Maangit (msg) 20:59, 8 giu 2010 (CEST)


Ingiustificazione POV iniziale[modifica wikitesto]

E' trascorso abbastanza tempo senza che nessun elemento a supporto della critica sia stato presentato. Nello specifico non si indica, seppur richiesto, in cosa consista l'elusione dei termini reali nè "l'enfatizzazione di tale pratica con frasi ed argomenti ridondanti e celebrativi". La sola evidenza scientifica porta a riconoscere quelli che verranno individuati come "termini reali" non sono accettabili critiche basate sulle personali opinioni, nè tanto meno sono state chiarite le presunte "enfatizzazioni con argomenti ridondanti e celebrativi". Il tutto appare profondamente permeato di un giudizio negativo, aprioristico e infondato sulla pesca in apnea. Non è sufficiente utilizzare continuamente l'aggettivo "enciclopedico" per dare spessore e autorevolezza ai propri interventi soprattutto se viene meno il metodo scientifico di confronto e valutazione delle pubblicazioni che supportano il capitolo "rapporti con altri tipi di pesca, selettività" che è l'origine di questa discussione.--Maangit (msg) 12:59, 15 giu 2010 (CEST)


Modifica capitolo Caratteristiche[modifica wikitesto]

Ho preparato una base per sostituire il capitolo. Saranno ovviamente necessari capitoli specifici sulle tecniche e sulle attrezzature. Considerate questo un possibile punto di partenza, sono benvenuti contributi costruttivi: "La pesca in apnea è riconosciuta dalla normativa nazionale e comunitaria come una forma di pesca sportiva al pari di altre forme di pesca sportiva di superficie (regolamento CE n. 1967/2006 entrato in vigore a fine gennaio 2007). La sportività e la particolarità di tale disciplina è determinata dal fatto che l'immersione si svolge in apnea, cioè trattenendo il fiato per pochi minuti (massimo 2-3 per i migliori atleti), cercando la preda libera nel suo habitat naturale. Questa condizione richiede una preparazione atletica specifica, un buon livello generale di fitness e uno stato di salute dell’apparato cardio-circolatorio ottimale. Sebbene l’azione di pesca possa essere macroscopicamente schematizzata in poche fasi: preparazione in superficie, discesa, appostamento (o avvicinamento, o ingresso in tana), tiro, risalita, la pesca in apnea è in realtà un’attività ad alto grado di complessità. Per ottenere risultati é necessario, oltre ad avere una buona apnea, possedere la capacità di gestirla. Il pescatore deve avere, allo stesso tempo, un particolare adattamento all'ambiente marino e una profonda conoscenza delle abitudini delle specie bersaglio che si acquisisce con l'esperienza di moltissime ore trascorse in acqua. Una caratteristica esclusiva di questa tecnica di pesca è la capacità selettiva di scegliere il tipo e le dimensioni delle prede. Una calzante definizione é “Release and Cacht” dove il rilascio si esprime nella decisione a monte della cattura (F.D’Agnano – Editoriale http://cacciaepesca.tv/pesca/attualita/leditoriale-di-fabrizio-dagnano-ma-quanti-metri-scendi.html). Il release and catch sostituisce la pratica del catch and release propria della pesca con ami dalla superficie. In questo caso il pescatore dovrebbe rilasciare il pesce che non intende tenere per il proprio consumo, cercando di non danneggiarlo, e di riossigenarlo se sottoposto a lungo stress. La pratica è impossibile nella pesca sub, che, invece, consente di non stressare il pesce, che viene "rilasciato" senza alcuna ferita, poiché il pescatore, in via preventiva, sceglie di non colpirlo, riservandosi la cattura esclusivamente del pesce che vorrà consumare. Si predilige la cattura, anche singola, di pesci di maggiori dimensioni e con un coefficiente di difficoltà più alto. I fondali adatti a questa pratica sono prevalentemente rocciosi, o di natura coralligena (il grotto) , ma si ottengono lusinghieri risultati anche in zone meno ricche di anfratti o con prevalenza di poseidonia. In genere una rottura della monotonia di un fondale come può essere una roccia solitaria, un relitto, una tubatura sono richiami irresistibile per molte specie. Le batimetriche più usuali sono comprese tra la superficie e i primi 15-20 metri. Ma un ristretto numero di atleti particolarmente dotati é in grado di pescare con continuità oltre i 30 metri e raggiungere profondità vicine a 40- 50. L’attrezzatura è costituita da: fucile subacqueo, muta, pinne, maschera e aeratore, zavorra, boa segnasub. I fucili subacquei, annoverati tra gli attrezzi consentiti per la pesca sportiva dall’art. 138 lett.e del D.P.R. 1639/68, possono essere ad aria compressa oppure a propulsione elastica (arbaléte) e consentono un unico tiro a distanze relativamente modeste, contenute nel migliore dei casi entro 3-4 mt. E’ preferibile per lunghe permanenze in acqua l’utilizzo di una muta umida con particolari caratteristiche di coibentazione, aderenza ed elasticità. Le mute normalmente utilizzate hanno spessori compresi tra 3,5 e 7-8 mm. e sono da preferire senza cerniere e monofoderate. Le pinne sono generalmente lunghe con pala in tecnopolimero o nelle versioni più moderne in composito (fibra di carbonio o fibra di vetro). La maschera deve garantire buona vestibilità, ottimo campo visivo e volume contenuto. L’aeratore è un tubo, preferibilmente corto e largo, che permette la respirazione al subacqueo in superficie. La zavorra è costituita da una cintura che trattiene saponette di piombo, mediamente di 1 kg. l’una, in quantità relativa alla profondità d’esercizio e allo spessore della muta. La boa segnasub è forse l’accessorio più essenziale di un corredo per una battuta di pesca in apnea, oltre che obbligatorio a norma di legge. Possibilmente di dimensioni generose che ne permettano l’avvistamento da grande distanza. Il pescatore deve operare in un raggio di 50 mt. dalla verticale della boa e le imbarcazioni possono transitare a non meno di 100 mt. dalla stessa per evidenti ragioni di sicurezza.

Bibliografia: Marco Bardi Manuale di Pesca in Apnea Editoriale Olimpia 2003 ISBN: 8825300344"--Maangit (msg) 18:10, 21 giu 2010 (CEST)

Impatto ambientale, continuo qui[modifica wikitesto]

"In the past, spearfishing has been the main cause of mortality in France. Furthermore, the possible removal of legal protection of dusky groupers and a resumption of spearfishing will further impact the re-established juvenile population (Bodilis et al. 2003)." Intendevo questo, ad esempio--Etrusko XXV (msg) 14:04, 24 giu 2010 (CEST)

Ci mettiamo questo lavoro in opposizione a quello che indica le gare come ecologicamente sostenibili. La moratoria è considerata da Bodilis seconda causa dell'aumento del numero di piccole cernie <40 cm.La prima ipotesi è questa: "This migration may be due to a massive recruitment of groupers along the coast of Tunisia in 1982-1983 reducing the number of suitable habitats for the young E. marginatus (C. Chauvet, pers. com.). That could trigger young fishes to move northwards along dominant current searching for new suitable habitats. Movements between southern and northern populations could be explained by such strong recruitment events. Before 1985-1990, large groupers, for the most part males (Bruslé, 1985; Chauvet, 1991), composed the population of E. marginatus along the French coast (Chauvet et al., 1991). After 1986, a modification of the demographic structure of the population happened, confirmed by the inventories carried out by the GEM in marine protected areas (Port- Cros National Park, Natural Reserve of Scandola) or non protected areas (La Ciotat, Monaco). In this way, in Corsica and along the coast of Var, the settlement of small size groupers (i.e., females according to Bruslé, 1985) has probably modified the sex-ratio, which previously favoured males:Zabala et al. (1997b) observed a 1:7 sex-ratio (sexually active males versus adult females). The breeding behaviour and spawning of gregarious animals such as groupers occurs within a socially structured population (Zabala et al., 1997b). Recent observations on the reproductive behaviour of E. marginatus in the north-western Mediterranean Sea (Louisy, 1996; Zabala et al., 1997b) showed that reproduction happens only when the ratio of females to males is sufficient in a given area. Thus, the recent modification of the sex-ratio in the population of the north-western Mediterranean Sea could have triggered a reproductive behaviour. Il fenomeno dell'aumento delle piccole cernie è presente in tutta italia, lo avevo già detto senza essere creduto, ma è noto da anni ai PIA. Questo depone a favore della prima ipotesi. Rimane che non c'è univocità ma solo un criterio di cautela. Che comunque condivido. Del paragrafo scritto che ne pensi?--Maangit (msg) 16:08, 24 giu 2010 (CEST) Altro lavoro che equipara l'impatto della pesca di superficie e quellla in apnea."Linefishers also caught far more undersized,undesirable, or protected fishes (i.e., bycatch) and caused far more pollution (i.e., lost gear) than did spearfishers.It is concluded that the overall impacts of recreational spearfishing and linefishing on Wshery resources of the Great Barrier Reef are broadly equivalent (per unit of fishing effort), and that management regulations should be applied equitably across both fishing sectors." A quantitative comparison of recreational spearfishing and linefishing on the Great Barrier Reef: implications for management of multi-sector coral reef fisheries A. J. Frisch · R. Baker · J-P. A. Hobbs · L. Nankervis - Coral Reefs (2008) 27:85–95DOI 10.1007/s00338-007-0293-z--Maangit (msg) 20:50, 24 giu 2010 (CEST)

Ciao

durante il week end mi do una bella letta al materiale che hai messo ed alla bozza (avrò anch'io ulteriore materiale). Invece di scrivere così tanto in discussione della voce perchè non fare una sandbox? Li si potrebbe scrivere veramente la pagina correggendola e migliorandola il più possibile prima di pubblicarla. Che ne dici?--Etrusko XXV (msg) 23:40, 24 giu 2010 (CEST) Cosa è una sandbox? Perdona la mia scarsissima conoscenza delle opportunità di Wiki, se è più comoda e di facile lettura mi va benissimo. Ci rileggiamo la prox settimana, durante il weekend riposo! :-)--Maangit (msg) 07:12, 25 giu 2010 (CEST) Ho visto, sarà il caso di farla dala tua pagina personale? Leggo che può essere sovrascritta usando qualla a disposizione.--Maangit (msg) 07:17, 25 giu 2010 (CEST)

La mia sandbox è questa, puoi farne una uguale nella tua pagina utente semplicemente sostituendo il nome "Etrusko25" con il tuo (e se non ti piace "sabbiaia" puoi mettere un altro nome). La mia sandbox mi serve perchè sto lavorando su altre pagine ma se preferiamo posso farmene un'altra e lavorare lì. Buon week end!--Etrusko XXV (msg) 12:16, 26 giu 2010 (CEST)

Ho seguito le tue istruzioni e costruito una sandbox sulla mia pagina. E' questa ci ho ho messo solo le due sottovoci "Caratteristiche" e "Impatto biologico". E' pronta per lavorarci.--Maangit (msg) 07:02, 30 giu 2010 (CEST) Ciao, hai avuto modo di dare un'occhiata alla mia Sandbox?--Maangit (msg) 12:41, 6 lug 2010 (CEST)

Ciao, ti prego di scusarmi ma ho avuto una settimana piena di lavoro (oltre che di caldo asfissiante e di connessione internet che va e viene...un nervoso!) e ho dato solo un'occhiata superficiale. Se non ti dispiace vorrei fare un'analisi approfondita appena mi libero...è un problema?

No, assolutamente. Forse avevo frainteso. Anch'io sono in attesa di informazioni precise sui regolamenti delle gare in Italia (che non conosco affatto) da parte di un esperto che si dovrebbe occupare della sola parte dell'agonismo con dati ufficiali Fipsas. In questo periodo ci sarò a corrente alternata.--Maangit (msg) 14:09, 6 lug 2010 (CEST)

Ciao, ho aggiornato la sandbox con i dati che mancavano rispetto alla esclusione della cernia dalle gare. Il capitolo "Caratteristiche" è pronto per sostuire quello criticato e a breve provvederò. Inoltre ho aggiunto una revisione del capitolo "Agonismo" ti cui ti avevo già scritto. Per la parte impatto biologico aspetto le tue considerazioni. Penso tu sia d'accordo che entro il mese dobbiamo trovare la stesura definitiva.--Maangit (msg) 10:31, 13 lug 2010 (CEST)

Ciao, purtroppo il lavoro e gli esami universitari mi lasciano poco scampo e poco tempo per controllare una voce complessa come questa. Per la sezione "Attrezzatura" fai pure, non mi riguarda, per il resto lo leggerò quando ho tempo, per quanto mi riguarda non ho fretta, non capisco la tua. Comunque nel progetto forme di vita troverai altri esperti (anche molto più di me) perchè non provi a chiedere anche a loro? Alrimenti possiamo aprire un vaglio o una richiesta di pareri, tutti strumenti idoni allo scopo. Ciao--Etrusko XXV (msg) 12:35, 13 lug 2010 (CEST)

Ciao, non è una questione di fretta ma solo di ragionevole durata di una discussione su una capitolo di una voce. Ho elaborato una voce "Impatto biologico" che tenesse conto dei tuoi rilievi, mi hai chiesto di creare una sandbox per lavoraCI meglio e l'ho fatto senza ricevere, però, tuoi contributi. Ora se non hai tempo lo capisco, quando riterrai opportuno farai le tue osservazioni basate su evidenza scientifica ovviamente e ne discuteremo. Tutti i contributi costruttivi sono benvenuti. Nel mio piccolo sono abituato a portare a termine i miei impegni e per questo farò le modifiche a breve secondo quanto scritto sulla sandbox. Questo intervento a mio avviso risolverà le critiche di POV che saranno rimosse non appena avrò introdotto le nuove stesure. Ma nulla toglie che si possano presentare altri rilievi che sono prontissimo a discutere e a tenerne conto ove si rivelassero assolutamente fondate. Ma deve essere sempre presente una volontà di fare positiva. Le pagine di discussione sono li per quello, chi vuole partecipa, chi non ha tempo lascia stare.--Maangit (msg) 14:48, 13 lug 2010 (CEST)

Come vuoi, è del tutto legittimo che tu metta la versione nella voce. Non pretendo certo che tu ti conformi ai miei tempi. Sei stato fin troppo disponibile. Vorrà dire che le osservazioni le farò direttamente sulla voce. Per me la puoi mettere anche subito, avvertirò il progetto e le osservazioni le faranno altri.--Etrusko XXV (msg) 23:30, 13 lug 2010 (CEST)

Avrei molto gradito una tua collaborazione ma evidentemente non sei interessato alla stesura di questo capitolo. Altrimenti avresti letto almeno la bibliografia di riferimento e invece non ho avuto riscontri su tali argomenti. Ti ringrazio comunque almeno della volontà. Il capitolo impatto biologico che trovi sulla Sandbox che mi hai fatto realizzare è basato sulle pubblicazioni presenti in bibbliografia e da queste sostenuto. La PIA NON impatta più della pesca ricreativa di superficie. L'unico studio di confronto italiano è quello di Tavolara ed è a favore della PIA. Non esistono chiari presupposti scientifici per l'esclusione (e demonizzazione) della PIA dalle zone a riserva parziale (esistono invece diversi lavori che richiamano l'attenzione sull'impatto della pesca ricreativa ammessa nei parchi..). Le zone a riserva totale non producono effetti benefici sulle zone a riserva parziale, nè su quelle esterne. Anche sulla cernia non esiste una condivisione di pareri nella comunità scientifica ma, dove necessario, si può, è giusto, tutelare (così come in Francia) la specie ma da tutti gli operatori sia ricreativi (hai mai visto i carnieri del vertical jgging?)che professionali. Operatori professionali ai quali si è concesso di fare veramente tutto, anche nelle zone a riserva parziale. Questo è il "core" del capitolo. Mi raccomando le osservazioni che riterrai opportune falle con la citazione dei lavori che supportano la tua tesi e con una spiegazione dettagliata in discussione. Se hai tempo.--Maangit (msg) 07:25, 14 lug 2010 (CEST)

Quello che segue è il capitolo che si chiamerà "Impatto biologico" e che sostituirà "rapporti con altri tipi di pesca, selettività" e "Danno ambientale". I numeri tra parentesi indicano la fonte, presente in bibliografia, che supporta l'affermazione. Attenderò eventuali osservazioni per un tempo ragionevole dopodichè in assenza di evidenze scientifiche che sostanzino una diversa interpretazione procederò alla sostituzione. Tutti i contributi costruttivi sono assolutamente graditi.

"Sebbene il nostro paese abbia una lunga tradizione di campioni, la pesca in apnea è esercitata da un numero esiguo di appassionati, rispetto alla totalità dei pescatori ricreativi, valutato in circa il 3% da studi effettuati in altri paesi (Spagna e California USA) (3,1). Il gravoso impegno fisico necessario per catturare le prede che ne limita il numero di praticanti, la caccia in apnea condotta in ambiente ostile per l'uomo, l'affermarsi di tecniche di pesca all'aspetto e all'agguato che premiano la difficoltà della cattura singola o di esemplari di dimensioni spesso superiori alle prede della pesca di superficie rendono la pesca in apnea una forma di pesca poco aggressiva. Nella piramide delle responsabilità del prelievo ittico (3) alla pesca professionale è attribuito il 93%, a quella di superficie il 6,3%, e alla pesca in apnea lo 0,3%. La caratteristica capacità di selezionare le prede ne fa un sistema di pesca teoricamente compatibile con le esigenze di tutela di alcune specie ittiche ove necessaria o con una eventuale regolamentazione della pesca in determinate aree a differenza di sistemi di pesca devastanti e poco selettivi come ad esempio il cianciolo, una rete di circuizione. Questo concetto: "La pesca subacquea è l'attività più selettiva tra i diversi tipi di Recreational Fishing -Soliva, 2006” è espresso al paragrafo 2.2.2 pag. 8 di uno studio della FAO del 2007 (2). La caratteristica di alcune specie come la cernia o le corvine che adottano come strategia difensiva il rifugio in tana negli agglomerati rocciosi le espone in modo maggiore a questa tecnica di pesca inducendone un allontanamento dalla zone più vicine alla superficie. L’allontanamento e la riduzione di queste specie non è, però, imputabile alla sola pesca in apnea ma alla pressione complessiva di tutta la pesca sia amatoriale che professionale. Una recente pubblicazione dimostra che queste specie si riducono anche in zone dove questa è proibita (6), altri lavori rilevano un aumento sia di quantità che di taglia esclusivamente nelle zone a riserva totale ma questo non si estende alle zone a riserva parziale dove sono consentiti tutti gli altri tipi di pesca sia professionale che ricreativa di superficie ad eccezione della pesca in apnea (10, 18). L'impatto della pesca professionale, anche artigianale, e della pesca di superficie ricreativa consentite appare dunque molto rilevante, tale da vanificare completamente gli intenti di tutela (6,7,8,10). Diversamente dalla pesca in apnea amatoriale, le gare di pesca possono comportare un maggiore impatto sulla popolazione dei tratti interessati. Sebbene non ci sia univocità di pareri nella comunità scientifica è probabile che la concentrazione di atleti di alto livello, la frequenza delle competizioni in determinati tratti di costa comporti una riduzione sensibile di numero e taglia della cernia (14,15).La riduzione della presenza di questo serranide nel mediterraneo è comunque generale, per questo alcuni paesi (Corsica – Francia) ne hanno vietato la pesca sia con la lenza che subacquea (16). In Italia la cernia bruna è stata abolita dalle competizioni ufficiali FIPSAS a partire dal 2003, ma già dal 1999 i regolamenti agonistici consentivano solo una cattura al giorno."--Maangit (msg) 09:36, 14 lug 2010 (CEST)

Ti stavo giusto scrivendo questo: "No, non è che non sono interessato, lo sono e molto, il fatto è che, come ti ripeto, non avevo il tempo per un'analisi approfondita delle fonti piu' che del testo (comunque il 20 vado in ferie). Comunque ti posso dire subito che la sezione così com'è non va bene perchè appare abbastanza evidente il tuo intento di mostrare che la pesca subacquea non fa danni all'ambiente, questo NON è contenuto nelle fonti ma è una tua deduzione e le deduzioni su wikipedia NON sono ammesse (si chiamano ricerche originali). Inoltre a mio avviso non hai tenuto in giusta considerazione il link della IUCN (immagino conoscerai l'importanza di questa organizzazione scientifica) che parlava piuttosto chiaro. Altre fonti in contrasto con questa dovranno essere altrettanto autorevoli, una scheda della lista rossa IUCN si basa sulla consultazione e sulla "somma algebrica" di molto materiale. Dire che la comunità scientifica è divisa è un vecchio trucco, ad esempio viene molto usato dagli antievoluzionisti per far passare il messaggio che se gli scienziati per primi non son d'accordo fra loro allora ci dev'essere qualcosa che non va davvero nella teoria (che in fondo è "solo" una teoria). Se ci sono diverse opinioni nella comunità sacientifica semplicemente si riportano entrambe o tutte con le debite referenze, poi sarà il lettore a farsi la sua opinione. Noi non abbiamo il compito di creare l'opinione o di debellare il pregiudizio ma solo di dare al lettore le informazioni necessarie perchè si possa creare lui stesso l'opinione. Mi sembra chiaro che le correzioni che ti sto indicando, in quanto questione di stile, non necessitano di fonti, ma solo di essere riscritte in maniera meno POV. Ricordati che il POV (ovvero Point Of View, punto di vista non neutrale) non può stare su wikipedia e viene in genere cancellato in breve. Io te l'ho detto, poi se vuoi mettere lostesso la sezione nella voce fai pure, io te lo sconsiglio ma parlerò piu' a ragion veduta dopo il 20" Se questa versione è diversa da quella in sandbox me la rileggo stasera.--Etrusko XXV (msg) 09:45, 14 lug 2010 (CEST)

Sono felice di questa tua precisazione. Tutto quanto scritto nel capitolo origina quasi letteralmente da pubblicazioni scientifiche, non per nulla ti ho più volte citato Di Russo A>B=C=E, e affermare che sono mie deduzioni mi sembra, se me lo consenti, piuttosto sorprendente, se hai letto le pubblicazioni non avrai difficoltà ad ammetterlo. Ma forse sarò un poco tardo e quindi ti prego di indicare il passaggio in cui si afferma che la PIA "non fa danni all'ambiente" ed eventualmente dove sono le mie "deduzioni" perchè devono essere prive di fondamento scientifico e non essere comprese nei lavori citati a fianco. La lista IUCN, che non sottovaluto affatto, si basa solo sul lavoro di Bodilis (fatto in Francia), (e Fennessy) che consiglia di mantenere la protezione ma le sue conclusioni non confliggono con quanto sostenuto da altra letteratura infatti scrive: "Overexploitation from commercial fishing is the primary threat. The slow growth rate and the complex reproductive style of E. marginatus compound its inability to withstand high fishing pressure (Fennessy 1998)". Ma se nelle zone b e c dei parchi si continua a far esercitare la pesca commerciale responsabile principale secondo IUCN del declino di questa specie (Di Franco)è evidente che non ci sono speranze per questi intelligenti animali, gridare al lupo al lupo la pesca in apnea non servirà. Servirebbe, invece, e sono assolutamente d'accordo una reale moratoria ma completa così come in Francia. Mi sembra che il paragrafo che ho scritto ne parli chiaramente. Questo però non cambia l'impatto della pesca in apnea rispetto agli altri sistemi di pesca: è minore e si può adeguare alle necessità. Sostenere, poi, che non c'è comunità di vedute tra scienziati afferma solo una realtà: che al momento non ci sono dati certi. Non si sostiene nessuna delle due tesi. Tant'è che citiamo due lavori in conflitto, anzi a questo punto devo aggiungerci anche gli altri presenti in bibliografia che sostengono che nelle zone a riserva parziale la presenza di cernie è identica a quelle esterne al parco, e quelli che sostengono che l'aumento delle specie è presente esclusivamente nella zona riserva totale mentre in quella parziale non si rileva così sarà ancora più corretto. Il mio intento è esattamente quello di mettere dei punti fermi (ovvero basati su evidenza scientifica) per consentire all'utente di farsi un'idea di quello che è la PIA e il suo impatto. Mi sembra evidente che il capitolo descriva la equivalenza dell'impatto tra la PIA e la RF di superficie, che la sua selettività è accertata, che il numero di PIA è inferiore di oltre dieci volte rispetto agli anglers, che l'entità del prelivo rispetto alla pesca professionale e di superficie è dello 0,3%, che la selettività permetta di esercitare questa tecnica proteggendo alcune specie a differenza delle reti, dei palamiti, della traina, del vertical jgging non mi sembra discutibile. Sono dati. Questo confligge con la tua idea che la PIA sia il sistema di pesca più dannoso? Perdonami ma mi dai l'idea di avere un forte pregiudizio a riguardo. Mi auguro che tu possa trovare il tempo di leggere le publicazioni che ho inserito in bibliografia, sono certo che le tue valutazioni saranno diverse. L'obiezione di POV non neutrale deve essere supportata. Non è solo una questione di stile. Mi sembra un'espediente per evitare di dimostrare questo rilievo. Comunque citami i passaggi, sulla cernia suppongo, che ritieni senza fondamento o viziati da POV e indicami come li modificheresti.--Maangit (msg) 12:14, 14 lug 2010 (CEST)

Impatto ambientale - spezzo ancora[modifica wikitesto]

Come ti ho già detto non ho letto molte delle pubblicazioni che hai messo in bibliografia, per questo ancora non ti avevo risposto, volevo farlo a ragion veduta, ma tant'è. Non ho preconcetti contro la pesca sub (in realtà cerco di non averne affatto ma è possibile?), non la pratico ma sono comunque un pescatore a traina, a spinning, a surf casting, dunque non un animalista. Non voglio mettermi a scrivere nella tua sandbox (perchè non fai un rimando in pagina utente? E' più comodo) per cui troverai, da stasera, le mie modifiche e le mie osservazioni in questa mia sandbox.--Etrusko XXV (msg) 17:25, 14 lug 2010 (CEST)

Leggi questo pdf. http://www.iucnredlist.org/documents/attach/7859.pdf sempre dell'IUCN--Etrusko XXV (msg) 17:34, 14 lug 2010 (CEST)
"A tenfold increase was observed in the French National Park of Port-Cros for the last 10 years. The increase is believed to be related to several factors acting in synergy: increased number of MPAs, spearfishing ban and global warming of the Mediterranean Sea" mi sembra che di questo non si faccia parola nel testo in sandbox--Etrusko XXV (msg) 17:37, 14 lug 2010 (CEST)

Ogni volta che si legge di aumento di alcune specie ci si riferisce alle zone a riserva totale, non per niente nei parchi corsi esistono "solo" riserve totali. Per accertare se la PIA ha l'impatto che si suppone si deve valutare zone in cui si possa confrontare il suo impatto in modo selettivo come il lavoro di Di Franco ei suoi colleghi corsi. Tutte le altre valutazioni in assenza della individuazione dei confondenti (mi spiego: se devo valutare la minore presenza di casi di leucemia in una data zona geografica prima di scrivere che l'assenza di importanti campi magnetici ne possa essere la giustificazione devo eliminare tutti gli inquinanti, uno ad uno, che possono avere un qualche effetto, quindi serve una analisi diversa)sono "deduzioni".--Maangit (msg) 08:39, 20 lug 2010 (CEST)

"In the past, spearfishing has been the main cause of mortality in France. Furthermore, the possible removal of legal protection of dusky groupers and a resumption of spearfishing will further impact the re-established juvenile population" Neanche di questo ho trovato nulla in sandbox.--Etrusko XXV (msg) 17:57, 14 lug 2010 (CEST) "In the past.." si pescava con l'ara, e comunque parliamo di periodi precedenti i primi anni 90. E la conclusione è che non si debba togliere la moratoria sulla cernia (Testo in grassettoper tutti i tipi di pesca compresa la PIA).--Maangit (msg) 08:39, 20 lug 2010 (CEST)
Un altro articolo interessante è questo:

J. Colla, M. Linde, A. García-Rubies, F. Riera and A.M. Graua, "Spear fishing in the Balearic Islands (west central Mediterranean): species affected and catch evolution during the period 1975–2001", Fisheries Research Volume 70, Issue 1, November 2004, Pages 97-111 --Etrusko XXV (msg) 18:24, 14 lug 2010 (CEST) Lo conosco. Sono studi sulle competizioni, il valore statistico non è significativo. La velocità media delle auto è quella delle formula 1?--Maangit (msg) 08:39, 20 lug 2010 (CEST)

Anche questo non è male:

J.-G. Harmelin , F. Bachet and F. Garcia , "Mediterranean Marine Reserves: Fish Indices as Tests of Protection Efficiency", Marine Ecology, Volume 16, Issue 3, January 1995, Pages 233-250 --Etrusko XXV (msg) 18:53, 14 lug 2010 (CEST)

Pure qui:

http://www.raco.cat/index.php/BolletiSHNBalears/article/viewFile/169457/245293 puoi trovare un articolo interessante (purtroppo è in catalano ma se mastichi un po' di spagnolo non è difficile da capire) c'è la traduzione inglese--Etrusko XXV (msg) 18:59, 14 lug 2010 (CEST)

Ultimo articolo per oggi:

Josep Lloreta, Núria Zaragoza, David Caballero, Toni Font, Margarida Casadevall and Victòria Riera, "Spearfishing pressure on fish communities in rocky coastal habitats in a Mediterranean marine protected area", Fisheries Research, Volume 94, Issue 1, October 2008, Pages 84-91 --Etrusko XXV (msg) 19:05, 14 lug 2010 (CEST) Mi sembra che consideri equivalente la PIA alla pesca di superficie anche se attribuisce 19(dicannove!)tonnellate di pescato all'anno a 64 pescatori e la cosa è veramente fuori dalla realtà. Immaginiamo che tra 10 pescatori in apnea presi a caso ce ne siano mediamente 2 di discreto livello, 3 abbastanza esperti, uno molto bravo, gli altri scarsi. Ovviamente le potenzialità di cattura varieranno e molto all'aumentare della componente "capacità". Possiamo affermare che la metà riesce a catturare pesci molto raramente. Il 25% restante cattura con maggiore continuità, il 10% ottiene spesso ottimi risultati. Per darti un'idea parliamo del sottoscritto, 30 anni di pesca, quindi non un neofita. Da maggio (perchè d'inverno ho preso zero) ho catturato 10 pesci. Compresi tra i 400 gr. e i 3,5 kg. Un terzo sono stati catturati in sardegna in una vacanza di sola pesca (cinque gg. x 6 ore/die di attività). Nel lavoro in questione si cita una redditività di 1,32 kg/ora. Una cosa assurda. Se fosse così i professionisti farebbero tutti la PIA.Manca inoltre nello specifico la pesca alla traina e i palamiti, i dati sulla pesca di superficie sono quindi sottostimati.--Maangit (msg) 11:36, 20 lug 2010 (CEST) L'ultimo ultimo...:

P. Guidetti, E. Vierucci and S. Bussotti, "Differences in escape response of fish in protected and fished Mediterranean rocky reefs" Journal of the Marine Biological Association of the UK (2008), 88:625-627 --Etrusko XXV (msg) 19:09, 14 lug 2010 (CEST)

Dammi un poco di tempo per leggere questi ultimi tre lavori che citi. Intanto mi sposterò sulla tua sandbox per le tue osservazioni. Grazie.--Maangit (msg) 08:39, 20 lug 2010 (CEST)


Queste sono tue deduzioni, che non possono stare su wikipedia, dobbiamo basarci solo su quello che è schiaramente scritto sulle fonti. Altrimenti sai che casino nelle voci di politica, religione ed altri temi "caldi"?--Etrusko XXV (msg) 11:53, 20 lug 2010 (CEST)

I lavori non descrivono la PIA maggiormente impattante della RF (nemmeno Guidetti). Non deduciamo quindi e scriviamo, però chiaramente, solo questo. Non possiamo esimerci, inoltre, dal sottolineare come nelle zone a riserva parziale in cui è esclusa la pIA non crescano in termini di numero e dimensioni le specie presenti.--Maangit (msg) 12:00, 20 lug 2010 (CEST)

Ciao! Il paragrafo seguente per il quale avevi consigliato di integrare con la frase in grassetto:"La caratteristica di alcune specie come la cernia o le corvine che adottano come strategia difensiva il rifugio in tana negli agglomerati rocciosi le espone in modo maggiore a questa tecnica di pesca inducendone un allontanamento dalla zone più vicine alla superficie nelle zone in cui la pesca subaquea viene effettuata" è meglio che rimanga come era in precedenza, l'aggiunta è ridondante visto che la precede "le espone in modo maggiore a questa tecnica di pesca" che esprime chiaramente il concetto. Le modifiche le trovi sulla mia Sandbox.--Maangit (msg) 09:58, 26 lug 2010 (CEST)

mmm...si, è vero, è ridondante--Etrusko XXV (msg) 13:44, 26 lug 2010 (CEST)

Questa che segue è la stesura del capitolo frutto della discussione:

Impatto biologico

Sebbene il nostro paese abbia una lunga tradizione di campioni, la pesca in apnea è esercitata da un numero esiguo di appassionati, rispetto alla totalità dei pescatori ricreativi, valutato in circa il 3% da studi effettuati in altri paesi (Spagna e California USA)[3-1].Il gravoso impegno fisico necessario per catturare le prede che ne limita il numero di praticanti, il fatto che la caccia in apnea sia condotta in ambiente ostile per l'uomo, l'affermarsi di tecniche di pesca all'aspetto e all'agguato che premiano la difficoltà della cattura singola o di esemplari di dimensioni ben superiori alle prede della pesca di superficie, rendono la pesca in apnea una forma di pesca meno aggressiva. Nella piramide delle responsabilità del prelievo ittico [3] alla pesca professionale è attribuito il 93%, a quella di superficie il 6,3%, e alla pesca in apnea lo 0,3% [23]. La caratteristica capacità di selezionare le prede ne fa un sistema di pesca, se praticato in termini di legge, compatibile con le esigenze di tutela di alcune specie ittiche ove necessaria o con una eventuale regolamentazione della pesca in determinate aree a differenza di sistemi di pesca a maggiore impatto e minor selettività come ad esempio il palamito o le reti da posta. Questo concetto: "La pesca subacquea è l'attività più selettiva tra i diversi tipi di RF -Soliva, 2006” è espresso al paragrafo 2.2.2 pag. 8 di uno studio della FAO [2]. La caratteristica di alcune specie come la cernia o le corvine che adottano come strategia difensiva il rifugio in tana negli agglomerati rocciosi le espone in modo maggiore a questa tecnica di pesca inducendone un allontanamento dalla zone più vicine alla superficie. L’allontanamento e la riduzione di queste specie non è, però, imputabile alla sola pesca in apnea ma alla pressione complessiva di tutta la pesca sia amatoriale che professionale [11-19]. Una recente pubblicazione dimostra che queste specie si riducono anche in zone dove questa è proibita [6]. Lo stesso studio dimostra nelle zone a riserva parziale, dove sono consentiti diversi tipi di pesca professionale e ricreativa di superficie ad eccezione della pesca in apnea [20-21-22], una equivalenza in termini di quantità e taglia di specie bersaglio come il sarago maggiore, il sarago puntazzo, la cernia bruna e le corvine rispetto alle zone esterne non protette [6]. Altri lavori [8-10-18] rilevano un aumento sia di quantità che di taglia delle specie presenti ma esclusivamente nelle zone a riserva totale. Diversamente dalla pesca in apnea amatoriale, le gare di pesca possono comportare un maggiore impatto sulla popolazione dei tratti interessati. E' probabile che la concentrazione di atleti di alto livello, la frequenza delle competizioni in determinati tratti di costa comporti una riduzione sensibile di numero e taglia della cernia [14-15]. In Italia, da qualche anno, la Fipsas ha abolito la cernia dalle competizioni agonistiche. La riduzione della presenza di questo serranide nel Mediterraneo è comunque generale, per questo alcuni paesi (Francia) ne hanno vietato la pesca sia con la lenza che subacquea [16].--Maangit (msg) 10:46, 28 lug 2010 (CEST)

Dopo lunga e approfondita discussione sostituiamo i capitoli "Rapporti con altri tipi di pesca, selettivita" e "Danno ambientale" con "Impatto Biologico" che coglie le osservazioni fatte. Anche il POV iniziale, venendo meno i mmotivi che lo supportano, viene eliminato.--Maangit (msg) 06:42, 30 lug 2010 (CEST)

Fenomenale!!![modifica wikitesto]

Devo dedurre che durante la mia assenza da wiki per ovvi motivi stagionali subacquei Maangit abbia avuto modo di continuare con il suo ossessivo tributo alla pesca subacquea in apnea, qualcuno ha oltretutto inserito il redirect alla voce Pesca subacquea (Come ha potuto?), che ha una sua specifica identificazione per associarla di nuovo a Pesca subacquea in apnea che secondo lui è da tutti riconosciuta con questo nome, cosa del tutto falsa a livello generale e forse utilizzata solo a livello di praticanti e quindi fuorviante. Devo pensare che siamo in presenza di un fenomeno della mistificazione. Non si capisce se sia un subacqueo o un pescatore subacqueo o uno a cui piace qualcosa di strano..... Rimango veramente esterrefatto!!! Appena avrò il tempo cercherò di dare il mio ulteriore contributo per risistemare la voce come merita, parola di pescatore subacqueo!!! --Abyssadventurer (msg) 23:11, 6 ago 2010 (CEST)

Nella bibliografia della voce è raccolto praticamente ogni articolo scientifico uscito negli ultimi anni sull'impatto della pesca sportiva nelle sue varie tecniche. Il lavoro per giungere a questa versione è stato accurato, svolto soprattutto da Maangit ma anche il sottoscritto ha dato una mano, soprattutto reperendo materiale bibliografico. Immagino che applicherai la stessa serietà e lo stesso rigore scientifico quando ci metterai le mani e che userai fonti dello stesso valore.--Etrusko XXV (msg) 10:11, 7 ago 2010 (CEST)

Visto il tenore dei tuoi interventi Sig. Abyssadventurer, sproporzionati e spesso, come anche in questo tuo ultimo intervento, offensivi, senza mai citare una fonte delle tue personali convinzioni (si scrive POV su wiki se non erro), senza mai una reale intenzione di confrontarsi, se persisterai sarò costretto a chiedere agli amministratori un intervento sanzionatorio. I contributi costruttivi sono benvenuti, ma ti consiglio caldamente di prenderti la letteratura che abbiamo recuperato insieme ad Etrusko e dedicarci il tempo necessario per una obiettiva valutazione. Solo per tua informazione nella stesura della voce ho avuto la straordinaria collaborazione di Marco Bardi, più volte campione italiano di pesca in apnea. Se non lo conosci ti invito, anche in questo caso a documentarti.--Maangit (msg) 07:53, 9 ago 2010 (CEST)

Allora visto che non si vuole capire spiego meglio. I miei tenori sono giustificati dalla profondissima conoscenza, (vedi mio spazio utente), che ho dell'argomento subacquea in tutti i sensi a soprattutto dalla personale annosa esperienza collaborativa con centri di ricerca, università, aree marine protette etc.. E non ho bisogno di rifarmi a pubblicazioni e risorse "scientifiche". Quello che scrivo io lo scrivo con cognizione di causa (vedi mio spazio utente). Essendo poi fortemente critico nei confronti della presunta scientificità di certe pubblicazioni grazie alle quali, in relazione allo stato dei mari, ormai fortemente inquinati, e relativa salvaguardia delle coste, ci troviamo in una situazione a dir poco parossistica e vergognosa a cominciare proprio dalle relazioni "scientifiche" elaborate da ricercatori e docenti universitari per lo studio delle aree marine e a tutto quello che riguarda la personale convenienza politica ed economica. Per cui, se non lo sapessi, molte pubblicazioni vengono create proprio per ottenere fondi o modificare opinioni, quindi in relazione alla pesca in particolare, è possibile scrivere quello che si vuole, vedi articoli e puntate di Report sulla pesca. E' noto che ricercatori e università se vogliono ottenere fondi devono sottostare al particolare interesse politico del caso. Guardiamoci intorno e forse capiremo. Se poi vogliamo parlare di personali esperienze e conoscenze, le mie vanno dagli albori degli anni '50, essendo cresciuto in questo ambiente, oltretutto in uno dei più spettacolari luoghi di immersione del Mediterraneo, all'ombra di mio padre e dei suoi mitici amici Ennio Falco, Cesare Oljai e Alberto Novelli, nonché Claudio Ripa e Rodolfo Betti e quindi fin da bambino e da ragazzo che ho molte conoscenze importanti e personali amicizie quali per esempio quelle dei grandi Massimo Scarpati e Claudio Ripa, ma anche di Luciano Cottu e di innumerevoli altri diciamo campioni titolati, nonché dell'indimenticato Rodolfo Betti detto Marò, che mi ha insegnato l'aspetto alle spigole quando avevo solo 15 anni. Dal Betti andavo, alla fine degli anni '70 in Mares a prendere le ultime attrezzature da collaudare prima di andare in Libia dove ho vissuto per un po' e dove pescavo tonnellate di pesce in ambiente vergine, per dare da mangiare a decine di operai. E grazie a queste esperienze che ho cominciato a capire il danno che crea anche solo un subacqueo bravo, all'epoca ero allenatissimo e facevo le gare regolarmente. Dove passavo anche solo dopo una volta il pesce scappava in tutte le direzioni e praticamente il sito si esauriva in poche volte e dopo non ci rimaneva praticamnete più nulla. Quindi se la vogliamo mettere su questo piano visto che il sig. Bardi, e come è noto tutti i pescatori subacquei che fanno solo pesca subacquea, hanno un opinione a senso unico, e sono quindi infagottati nella loro personale ed egoistica "passione" possiamo stare a discutere per anni. Il fatto è solo ed unicamente questo: la pesca subacquea in apnea è fortemente distruttiva e depauperante!!! E questo vale soprattutto nei siti nelle zone costiere e di bassa profondità. Dove passa il pescatore subacqueo anche solo due o tre volte il pesce sparisce per anni, e quel poco che rimane schizza via come vede anche dei sub con macchina fotografica o telecamera. Oltretutto ho collaborato spesso con i più grandi giornalisti, fotografi, scrittori e registi in particolare del settore subacqueo, e abbiamo discusso spesso dell'argomento pesca sub, ed è opinione comune ormai che la pesca subacquea sportiva con il fucile ha fatto il suo tempo e deve essere ridotta o vietata in molte zone per ritornare in qualche modo a livelli accettabili di presenza di pesce in habitat naturale indisturbato. La pesca subacquea sportiva con fucile è una azione di prevaricazione sociale e non sportiva, poiché chi ha il privilegio di frequentare i fondali non ha dei diritti maggiori di chi non può o non ha modo e il tempo di andare per mare ad ammazzare pesci. Non esiste lo sport dove si ammazzano degli animali!!! Semmai l'apnea, i record in apnea, i percorsi in apnea in piscina etc. possono essere considerati uno sport. Io per esempio ho la licenza di pesca sub professionale e posso pescare pesce senza limiti di peso, ma non lo faccio perché come vado sott'acqua e vedo la desolazione in cui versano i fondali, mi vergognerei di sparare ancora a dei pesci se non fossi sicuro che vengano adottati finalmente dei metodi di protezione e di ripopolamento efficaci che nessuno a quanto pare è capace o ha la volontà di adottare!!! Siamo tutti a conoscenza del fatto poi che molti pescatori subacquei apneisti anche molto bravi, e che hanno un lavoro regolare, pescano dappertutto e senza limiti ed anche nelle aree marine, che sembrano diventate il loro particolare territorio di pesca, per poi andare a vendere illegalmente il pesce nei ristoranti compiacenti, quindi in nero, per poi vantarsi di pagarsi in questo modo le trasferte e le vacanze!!! Questo è dimostrato scientificamente!!! Vedi i vari articoli sui giornali e siti di news on line soprattutto locali. Quindi caro Maangit, è perfettamente inutile che apporti qui in questa discussione questa mole di testo per avvalorare la tua opinione. Il solo fatto che tu lo faccia mette in chiaro il tuo interesse. Non è frequente nelle voci wiki un simile apporto di fonti da parte di un solo utente per dimostrare la validità dei propri contributi. Quindi se vogliamo mettere in chiaro le cose la pesca subacquea in apnea è come la caccia, e andrebbe quindi vietata anche in tutte le zone costiere, creando delle zone solo dove è possibile effettuarla con criterio e solo ed esclusivamente ai residenti della zona. Nel caso ti interessasse leggere qualcosa vai in questa mia sezione qui Articoli subacquea ad Alghero o qui Channel della Adventure Diving forse capirai con chi stai discutendo, mentre da parte tua chi sei? E cosa fai in Università della Sapienza? Puoi pensare tu di avere la mia stessa esperienza? Quindi appena possibile vedrò se è necessario controbattere "scientificamete" i tuoi "argomenti", poi per quanto riguarda il tuo risentimento sulla presunta offensività credo che a questo punto sia chiaro, soprattutto in merito ad una voce così "delicata" che non ci possono essere altri modi di discutere.... Cordialmente --Abyssadventurer (msg) 11:02, 10 ago 2010 (CEST)

La tua modifica del capitolo "Origini" va prima discussa e poi applicata. Cosi come fatto dal sottoscritto il 7 giugno in un capitolo specifico della discussione. Che la pesca in apnea abbia un valore sportivo diverso da quella con l'ARA mi sembra pacifico, oltre ad essere certificato e segnalato nella bibliografia. Qui non dobbiamo esprimere una personale avversione o favore verso una tecnica ma consentire ad un utente di farsi un'idea il più possibile aderente alla realtà. I motivi per cui la Federazione preferisce utilizzare quella definizione (di uso comune) sono quelli descritti. Per troppi anni si è favorita, in modo surrettizio, l'associazione con la pesca con l'ARA causa in passato della riduzione delle grandi cernie (Terlizzi et Al. su bibliografia ma se vuoi ti invio direttamente il pdf.) e di molte altre specie.--Maangit (msg) 14:58, 9 ago 2010 (CEST)

Caro Abyssadventurer, mostri di non aver davvero capito nulla del funzionamento di wikipedia. Tutto quello che viene scritto qui deve essere duffragato da fonti (e, se permetti, un articolo uscito su riviste scientifiche per me è e sarà sempre più attendibile della cinquantennale esperienza di non so chi). Tu hai bisogno come tutti di fonti attendibili per scrivere qualunque cosa su questa enciclopedia, altrimenti saranno inevitabilmente ed immediatamente cancellate. Me ne farò personalmente carico. Lepersonali esperienze, per quanto profondissime non trovano posto su wiki, si chiamano ricerche originali. Io ti consiglio di dare una letta al materiale che abbiamo messo in biblio. E semmai di portare altro materiale che porta acqua alle tue tesi. Io, pur partendo da posizioni piuttosto critiche verso la pesca sub e avendo fatto una ricerca bibliografica piuttosto accurata, non ne ho trovato. Cerchiamo di non arrivare al blocco della voce o di una o più utenze.--Etrusko XXV (msg) 11:29, 10 ago 2010 (CEST)
Bene bene. Appena possibile andrò a cercare o scriverò qualcosa di "scientifico" assieme ad alcuni miei colleghi e vediamo se la personale esperienza non sia un fattore importante visto che biologi e ricercatori vengono spesso a chiedere consulenza in base ai miei dati, schede di immersione, foto, video etc., nonché personali testimonianze per poter completare i loro lavori "scientifici". Conosco ormai bene wikipedia e non tutto è oro quello che luccica, quindi appena possibile come già scritto metterò mano in modo radicale e competente alla voce. Se poi andassimo a sottilizzare dovrei mettere note e tutto spiano anch'io poichè si vede che la voce viene elaborata per interessi di parte e con competenze altrui e quindi sotto un certo aspetto con metodi non proprio enciclopedici. --Abyssadventurer (msg) 11:54, 10 ago 2010 (CEST)
E poi caro Etrusko25 non mi pare che sia necessario mettere in dubbio la mia esperienza con delle note senza fonte, questa non è la voce, quindi semmai vai a vedere il mio profilo utente dove ci sono sufficienti chiarimenti e link relativi alla mia esperienza, mentre non ne esistono chiaramente sia sul tuo, per quanto hai una notevole carriera wikipediana, che su quello di Maangit, se non email generiche ad account hotmail etc. ed inoltre mi sembra di aver chiarito a sufficienza quello che è la mia competenza e quindi se scrivo io stesso sono la fonte di quello che scrivo, non è sempre necessario indicare la fonte altrimenti ogni voce dovrebbe avere un elenco enorme di fonti. Se uno è competente dell'argomento e fa qualcosa di mestiere che fonti deve inserire se per caso non ne esistessero? --Abyssadventurer (msg) 12:27, 10 ago 2010 (CEST)

Se non esistono fonti che attestano una certa cosa questa non può stare su wikipedia dato che si tratta di una ricerca originale. Semplice, no? Invece è proprio necessario mettere note a tutto spiano che mostrino da dove sono state tratte le cose che vengono scritte, non sempre lo si fa ma per voci "sensibili" come questa è necessario (altrimenti sarà messo il senza fonte[senza fonte] e dopo una settimana cancellato). Purtroppo wikipedia non è una fonte primaria e dunque non può accettare che notizie riprese da altre pubblicazioni per cui la competenza individuale e l'esperienza non valgono nulla a meno che non si sia scritto qualcosa in merito. Interessi di parte? Hai qualche cosa che lo dimostri? No, perchè mi sembra estremamente offensivo e ti prego di non dirlo più (gli attacchi personali sono severamente sanzionati su wiki). Tanto più che i miei interessi non sono certamente quelli dei pescatori sub. Servono fonti. Possibile che nessun biologo marino tra i tanti che hai aiutato abbia mai scritto nulla sulla dannosità della pesca sub? Perchè non è finanziato dalle lobby dei pescatori subacquei, ecc. ecc.? Mi sembra francamente esagerato e mi sa tanto di complottismo. Inoltre anche se hai detto molto chiaramente che credi di essere molto competente in materia non puoi essere la fonte di ciò che scrivi, spero sia chiaro ad evitare futuri problemi.--Etrusko XXV (msg) 12:40, 10 ago 2010 (CEST)

Una breve raccolta di come la definizione Pesca subacquea in apnea/Pesca in Apnea sia preponderante. Media Pubblicazioni: Marco Bardi, Manuale di Pesca in Apnea, Editoriale Olimpia, 2003 DVD divulgativi: a)Storia della pesca in apnea: Massimo Scarpati “Pluripremiato all’Historical Diving Society festival” b)Storia della pesca in apnea: Claudio Ripa c)Marco Bardi “Emozioni di Pesca in Apnea” collana di quattro dvd d) Fabrizio D’Agnano: Le stagioni della Pesca in Apnea e altri DVD Servizi televisivi: Sky: “Cronache di Pesca in Apnea” di Fabrizio d’Agnano “Tecniche avanzate di pesca in apnea” Fabrizio D’Agnano Pubblicazioni scientifiche:

ANTONIO TERLIZZI1, GIOVANNI FULVIO RUSSO2, MADDY CANCEMI-SOULLARD3 NECESSITÀ DI VALUTAZIONI OGGETTIVE NELLA REGOLAMENTAZIONE DELLA PESCA SPORTIVA NELLE AREE MARINE PROTETTE ITALIANE: IL CASO DELLA PESCA SPORTIVA IN APNEA “….Esistono, quindi, le condizioni perché in zona C possa essere consentito un accesso controllato ai praticanti un tipo di pesca sportiva oggi vietato, come la pesca in apnea, e che tale accesso venga utilizzato a fini scientifici, per la raccolta di dati utili a quantificare la pressione di prelievo per unità di tempo del pescatore apneista…..”

Dal settore agonistico ufficiale:

Fipsas Libro bianco LE GARE DI PESCA IN APNEA A cura del Comitato di Settore Attività Subacquee Roma anno 2002

“AGONISMO: SELETTIVE MONDIALE DI PESCA IN APNEA 2010 Stage della Nazionale a Piombino per definire la composizione della squadra che andrà a Lussino per il Campionato Mondiale 2010


Siti web: ApneaMagazine: l’e-zine di apnea e pesca in apnea

Associazioni: Associazione Apnea Pantelleria L'associazione "Apnea Pantelleria" è stata costituita il 16 febbraio 2010 da un gruppo di pescatori in apnea e appassionati del mare che hanno convenuto di costituirsi in associazione per perseguire gli obbiettivi elencati nello statuto di cui riportiamo l'art 4;

Art. 4 – Oggetto e scopo L'Associazione persegue le seguenti finalità 1. di promozione e di tutela della pratica amatoriale dello snorkeling ,dell’apnea ,e della pratica amatoriale della pesca subacquea in apnea, con l’applicazione di principi etici per un prelievo ittico ecocompatibile e selettivo e come strumento di divulgazione di valori naturalistici ed ambientali;PescApnea: Associazione di promozione per la pesca in Apnea

http://it.wikipedia.org/wiki/FIPSAS definizione su wikipedia pagina della Fipsas “Pesca in Apnea”


Da un intervista a Folco Quilici pubblicata su ScubaPortal.it : “…Discorso a parte va fatto per i pescatori subacquei con bombole, che hanno distrutto le coste italiane, hanno fatto scomparire le cernie, murene, saraghi…:sono loro i “distruttori”….quelli con le bombole. C’è un dettaglio di cui bisogna però tenere conto: la pesca in apnea è quella che da il maggior numero di incidenti mortali nella pesca subacquea. Se ne parla poco…quando muore un alpinista, l’utilizzo di un elicottero e l’arrivo dei soccorso in alta montagna diventano una notizia al telegiornale, mentre le decine di subacquei che muoiono in apnea (soprattutto ragazzini di 15-16 anni che non hanno fatto la scuola o un allenamento) non fanno notizia. L’apnea è una disciplina seria e così va presa….purtroppo si muore con l’apnea…Ecco, questa attività dovrebbe essere sottoposta a dei vincoli molto severi”

Disegno di legge 2346 On. Chirilli 4. Ai fini della presente legge i termini «pescatore subacqueo amatoriale», «pescatore subacqueo sportivo», «pescatore subacqueo in apnea» e «pescatore subacqueo non professionale» hanno lo stesso significato. Mi sembra che ne stai facendo una questione personale,e non ho intenzione di farmici tirare dentro. Venendo alla voce qui non si possono mettere esperienze e opinioni anche se sviluppate in molti anni di attività, sostenere che molti studi possono essere "orientati" da interessi è cosa conosciuta; sono i Bias di Commissione che qualunque rivista scientifica seria valuta nell'accettare un lavoro. Ma viene anche sottoposto, prima dell'accettazione ad una valutazione di uno o più Referee che sono riconosciuti esperti del settore. Si devono valutare e questo è estremamente importante i criteri statistici utilizzati, la significatività, la rappresentatività del campione, l'intervallo di confidenza. Proprio per questo il solo approccio accettato dalla comunità scientifica è quello basato sull'evidenza e non sull'esperienza. La collaborazione di Marco Bardi, che ringrazio pubblicamente, è stata necessaria per una stesura della voce pesca in apnea quanto più aderente a quella degli ultimi vent'anni. Le cose sono molto cambiate dalla pesca dei primi anni cinquanta alla quale da come scrivi sembri molto legato affettivamente. Sarà utile se vorrai dedicarti ad un capitolo della storia della PIA ma su quella recente, se permetti, ritengo Bardi (autore del libro in bibliografia) molto più qualificato di te. E' evidente che hai un forte pregiudizio sulla pesca in apnea tant'è che la associ al bracconaggio, che esiste in tutti gli ambiti della pesca, e per il quale vorrei sanzioni severissime, ma ti chiedo di provare a leggere senza preconcetti quanto scritto e riportato in letteratura, sono certo che se lo farai cambierai opinione. Scrivi che la voce è elaborata con interessi di parte e competenze altrui. Beh, se parliamo di interessi di parte proprio tu dovresti esimerti da questo compito, hai un evidente interesse (per ragioni professionali) che la PIA sia quanto più limitata se non scompaia del tutto. Sono l'autore del capitolo "caratteristiche", l'ho sottoposto alla approvazione di Marco che mi ha dato dei consigli. Ho scritto INSIEME a Etrusko, che ringrazio per la competenza, serietà e rispetto che ha dimostrato, il capitolo "Impatto Biologico". La stesura è frutto di una lunghissima discussione assolutamente onesta e proficua, seguendo criteri molto severi aderenti a quelle che sono le linee guida di Wiki. La mia competenza, trentennale che tutt'ora perdura, vale meno della tua, di quanti anni fa poi? 25, 30? La competenza personale deve essere usata per evitare errori grossolani e non è un criterio di enciclopedicità.--Maangit (msg) 12:46, 10 ago 2010 (CEST) Buongiorno a tutti. In quanto praticante sia la disciplina dell' ARA che quelle dell' apnea e della pesca in apnea ho seguito con attenzione la discussione in merito alla definizione enciclopedica di quest' ultima disciplina. Ritengo di poter fare un' osservazione non tanto in quanto appassionato di queste discipline quanto da medico abituato a lavorare sulla base delle ben nota EBM (evidence based medicine) e impegnato per anni nel campo della ricerca scientifica. Se un qualsiasi ricercatore avesse la pretesa di proporre, nel corso di un congresso o di una Consensus Conference, la modifica di un protocollo diagnostico o di una procedura terapeutica sulla base del "è così perchè lo so..", "ho esperienza in questo campo perciò so che si fa così...", senza produrre una messe importante di argomenti validati dalla letteratura scientifica internazionale (a loro volta tratti da studi controllati secondo criteri ben precisi e particolarmente restrittivi e vincolanti) susciterebbe negli astanti un diffuso senso di costernazione e attirerebbe su di sè, a esser buoni, il ludibrio generale... Il metodo scientifico, le cosiddette "evidenze", costuiscono l' unico modo serio, proponibile, inattaccabile, per fare divulgazione.. Tutto il resto configura propaganda...o semplice isteria. Ritengo che entrambi i contendenti, gli amici Maangit e Abyssadventurer siano motivati, nel loro discutere, da intenti giustificabili, il primo quello di continuare a praticare, e poter far praticare un giorno ai suoi figli, una disciplina che lo appassiona e ritiene, ove praticata con correttezza, perfettamente eco-compatibile, l' altro quello di preservare un ambiente naturale che ama e al tempo stesso (se ho ben capito..)gli dà da vivere.. E' tuttavia un dato di fatto che la pesca in apnea possieda, a supporto del suo basso impatto ambientale, una serie di studi scientifici(quelli prodotti da Maangit) che non possono essere ignorati, mentre non può essere prodotto da parte dei denigratori di questa disciplina niente di paragonabile.. L' "esperienza personale" non può essere chiamata in causa, in quanto troppo influenzabile dall' emotività, dalla limitatezza del contesto di osservazione, talora dall' interesse personale o dalla malafede (e non è il caso di Abyssadventure, per carità..) di chi la produce.. Francamente poi, e qui apro una parentesi, perchè questo astio apparente tra le diverse categorie di appassionati del mare? Una "guerra tra poveri" che divide e favorisce i veri nemici del mare (gli inquinatori, i "professionisti" senza scrupoli, i bracconieri di qualunque tipo..). Quest' ultima risma è certo ben rappresentata anche tra chi si immerge con il fucile subacqueo ma proprio per questo motivo i "veri" pescapneisti dobrebbero essere aiutati ad "isolarli" nei confronti dell' opinione pubblica, e wikipedia può essere uno strumento importante, in questo senso.. Se un giorno la pesca in apnea dovesse essere vietata o anche solo ulteriormente limitata sappiamo benissimo tutti che smetterebbero di pescare solo gli apneisti "onesti"..I bracconieri continuerebbero come e più di prima... Sperando di aver dato un sia pur minimo contributo costruttivo, saluto cordialmente tutti.. Alberto Martignani/Bologna

Origini- seconda parte[modifica wikitesto]

Chiamare Pesca in Apnea la vecchia pesca subacquea serve proprio per differenziarla da quella effettuata in passato con gli autorespiratori e non come scrivi per distinguerla dal bolentino o dalla pesca di superficie. Se così fosse non sarebbe stato necessaria chiamarla in apnea, no? Non ci sono possibilità di confusione con la pesca di superficie. Ancora oggi, chi non conosce questa tecnica di pesca, si sorprende sapendo che si pratica in apnea. Se hai informazioni a riguardo la tua tesi (documenti Fipsas che lo dimostrano) presentali. Discutiamone qui prima di modificare in modo sostanziale la parte in oggetto.--Maangit (msg) 07:16, 11 ago 2010 (CEST)

Ulteriori precisazioni[modifica wikitesto]

Noto con grande stupore che non avete letto bene quanto ho scritto in precedenza e che purtroppo ancora non si riesca a capire la reale portata del fenomeno, rifacendosi a riferimenti scientifici e bibliografici di specifico interesse. Basta fare una ricerca più accurata e si possono trovare altre pubblicazioni più esaustive vedi [2]. Quindi ritengo che Mangiit utilizzi per i suoi contributi materiale scopiazzato da manuali e testi elaborati da pescatori subacquei che fanno di tutto per enfatizzare la loro bravura e rispetto dell'ambiente, ovviamente nella realtà spesso inesistente dato il relativo prelievo dello scarso numero di specie esistente in alcuni siti. E caro Etrusko25 noto che sei caduto nel tranello dei riferimenti scientifici e bibliografici che ripeto sono utilizzati per interessi chiaramente di parte e con parziali traduzioni di voci in altra lingua. Se vogliamo parlare di enciclopedicità non capisco quindi perché tu Etrusko25 abbia inserito un redirect ad una voce (Pesca subacquea) da me creata proprio per meglio chiarire le differenze e per dare un minimo di cognizione a chi non conosca l'argomento in tutte le sue forme, ed in attesa di avere il tempo per completarla dato che nessuno pare sia interessato a farlo. Inoltre oltretutto non vedo capacità di inserire foto e materiale proprio adatto ed inerente. Poi noto che non viene preso in considerazione quello che è il fenomeno globale della pesca subacquea in tutto il mondo, e la sua potente azione distruttiva per i fondali da 0 a 40 metri soprattutto in certe aree dove non esistono regole se non enormi interessi commerciali, vedi la raccolta di coralli e conchiglie da vendere come souvenir. In pratica si fa qui su Wikipedia un capitolo estensivo della promozione della attività pesca subacquea, cosa che ritengo gravissima. Inoltre non viene fatto nessun riferimento alla relativa pericolosità ed alta incidenza di mortalità nel settore subacqueo, provate a ricercare quanti apneisti anche bravi sono caduti nel tranello della sincope o "ebbrezza da preda" e troverete un alta casistica. Ed infine non esiste contraddittorio e non viene quindi mai preso in considerazione il punto di vista dei pesci e di tutti quelli che non andando sott'acqua non hanno neanche idea di cosa sia la reale portata distruttiva della pesca in generale e della pesca subacquea in particolare, in tutte le sue forme e pratica nelle varie aree del mondo. Quindi dato che per ora non ho molto tempo per contribuire in modo adeguato alla voce vi prego di non aggiungere ulteriore ed inutile materiale a questa voce e relativa discussione, cosa inutile e fuorviante per tutti e di contribuire alla voce in modo obbiettivo, competente e realmente enciclopedico e dove si vuole mettere un contributo "pro" o di proprio interesse si metta anche il "contro". Per chiarirti meglio caro Etrusko25, dato che arguisco che non conosci bene l'argomento ovviamente ti rifai a quanto trovi in giro su internet o alle ricerche di Mangiit, la mia ricerca originale non si basa sulla sola pratica personale, ma dato che sono un appassionato di libri e riviste anche antichi, ma sulla disponibilità e relativa lettura di una buona dotazione di libri e riviste sul mare e sulla subacquea che vanno dall'800 ai nostri tempi, compreso tutte le riviste di Mondo Sommerso dei primi decenni, dove si scriveva praticamente solo di pesca subacquea, e da cui attingo regolarmente tutte le volte che abbia necessità o interesse "romantico" per documentarmi ulteriormente sulla circostanziata evoluzione '50ennale del fenomeno subacquea in generale e pesca sub in particolare e per cui spero a breve di realizzare io stesso qualche pubblicazione di rilievo, e dato il grande interesse, sto elaborando assieme ad alcuni grandi campioni del passato delle regole e dei progetti importanti relativi alla pesca subacquea. Inoltre notate bene in me non c'è sentimentalismo o pratica della pesca di altri anni dato che da sempre per ogni gara collaboro con il mio storico club all'assistenza nonché realizzazione di foto e video durante le gare di pesca sub regionali. Quindi sono perfettamente aggiornato su regolamenti e tecniche e soprattutto su quantità e specie pescate (e spesso scartate perché sottopeso) durante le gare. Non vorrei qui ora mettermi ad insegnare etica e buon senso, ma chi scrive è ancora un grande appassionato di pesca subacquea a cui piacerebbe ancora poter pescare senza avere rimorsi, ma che ha il coraggio e l'intelligenza di fare profonda autocritica a vantaggio di chi non ne capisce niente e, spero, in particolare delle future generazioni che non avranno probabilmente mai la possibilità di vedere le nuvole di saragoni da oltre 1,5 kg o gli sciami di migliaia di corvine con in testa il capo branco di oltre 5 kg. come capitato di vedere ai primi sub degli anni'50. E' accertato che il pescatore subacqueo pluripremiato e sportivo non si cura di sparare magari l'unica corvina rimasta nella zona magari di 350 grammi perchè "a peso di gara", faccio notare che probabilmente quella era l'ultima in una zona di diversi ettari di mare. Quindi se ci pensate bene non credo sia il caso di darvi qualche consiglio ma siate capaci di ragionare. Ho già contattato alcuni amici biologi che sono rimasti stupefatti da quanto scritto su questa voce ed ora, spero a breve, porteremo qualche ulteriore contributo su basi scientifiche!!!--Abyssadventurer (msg) 11:27, 12 ago 2010 (CEST)

Mi auguro che i biologi che hai contattato siano più attenti di te: il lavoro che citi tratta di "commercial spearfishing" nel pacifico estremamente diffusa, anche con l'ARA. Mi dispiace deluderti ma quello che ho utilizzato è materiale fornito dalla biblioteche universitarie, il primo lavoro, che casualmente, ho trovato è quello di Di Franco et AL. e incuriosito da allora mi sono dedicato ad una ricerca più seria che ha prodotto quello che trovi sulla bibliografia realizzata con la preziosa collaborazione di Etrusko. Continui, inoltre, ad offendere.--Maangit (msg) 12:34, 12 ago 2010 (CEST)

Mi dispiace se pensi che abbia voluto essere offensivo. Nessuna delusione ma raccapriccio. Io guardo la realtà. I biologi che ho contattato non hanno bisogno di stare attenti e il commercial fishing in certe zone viene attuato soprattutto in apnea, semplicemente perché non possono permettersi bombole e compressore e relative manutenzioni. Tu continui a mettere confusione modificando la voce sempre con toni enfatici e chiaramente promozionali ed eludendo chiaramente l'enciclopedicità. Se vuoi fare una panegirica della pesca subacquea in apnea ma realmente sportiva fai una pagina tutta tua su internet, apri un blog etc. ma non confondere le cose qui. La FIPSAS da cui è evidente che hai copiato alcuni passi dal sito, e di cui ti consiglio di leggere bene la voce su wiki, è ovvio che ha dovuto radicalmente modificare tutta la sua immagine sia didattica che agonistica, altrimenti nessuna regione o capitaneria gli avrebbe più dato il permesso di fare una sola gara di pesca. Quindi è evidente che non conosci bene i fatti e la realtà, probabilmente non hai mai partecipato a nessuna commissione o riunione organizzativa etc.. E non sono certo testi e la bibliografia universitaria a cambiare le cose. Alcuni dei biologi e dei collaboratori della locale area marina con cui collaboro spesso sono puntualmente scandalizzati quasi giornalmente dai subacquei apneisti bravi vestiti di tutto punto con muta mimetica, pinne in carbonio e arbalete in piena area marina!!! Io stesso ne ho beccato diversi e mi sono sentito dire con arroganza che non capisco lo spirito dell'apnea!!!. L'unico controllore ufficiale viene spesso minacciato ogni volta che becca sub sempre e solo in apnea ma abusivi, protetti da un fitto alone di omertà e di compiacimento. Il bracconaggio è effettuato principalmente da sub apneisti, ed è estremamente diffuso e non adeguatamente perseguito proprio per la mentalità radicata di credere che la pesca subacquea in apnea è un attività nobile e comunque e dovunque praticabile con onore. E solo per altri motivi viene talvolta scoperto qualcuno, se leggi questa sconcertante notizia, una delle tante, forse capirai [[3]] Quindi dato la evidente inutilità di continuare a spiegare non ho più interesse a continuare questa discussione. Ti prego quindi di non modificare più le mie versioni che sono in ogni caso descrizioni di una realtà molto più ampia e molto aderente ai fatti globali che a quanto pare non conosci o vuoi in qualche modo travisare.--Abyssadventurer (msg) 16:35, 12 ago 2010 (CEST)

Abyss, ancora un insulto, un'accusa di essere parziali, di copiare, di essere promozionali e ti apro subito una bellissima segnalazione di utente problematico (che, ti assicuro, finirebbe con un bel blocco della tua utenza). Qui nessuno ti insulta, arrivi dopo esserti disinteressato della voce per mesi, affermi di essere il superesperto (che non ha pubblicato una sola riga peraltro), di sapere tutto tu (e che gli altri non sanno una cicca), che la voce non va bene perchè lo dici tu, che dobbiamo farti lavorare in pace, che gli innumerevoli articoli uciti su prestigiose riviste scientifiche che abbiamo msso come fonti sono frutto di una cospirazione giudeo-marxista tesa alla diffusione della pesca sub e che le tue parole valgono infinitamente di più, che sei la fonte di te stesso...ma chi ti credi di essere? Che genere di credibilità scientifica credi di avere? Chi sei in poche parole? Hai scritto nulla? Ce lo fai leggere? Oltre a queste tue autoreferenziali affermazioni di essere un esperto, che possono ben essere vanterie, quali meriti scientifici hai? Ti consiglio di modificare la voce solo se hai valide fonti, autorevoli fonti, altrimenti le rollbackerò io stesso e se continuerai dando luogo ad una edit war la strada è sempre lei, ti segnalo agli amministratori.

Bè questo sì che è un modo di offendere molto esplicito, non cerco edit war come puoi vedere poichè i miei contributi sono sempre molto oculati, mentre è diverso mi pare il contrario. Non mi pare questo sia il luogo di simili confronti ma sono pronto io stesso a fare una segnalazione nei tuoi confronti e nel caso a discutere puntualmente qualunque tuo contributo e a quanto pare data la tua reazione potrebbe essere che avevo ragione nell'esporre chiarimenti. Quindi vediamo..... e poi ti consiglio di firmare gli inteventi--Abyssadventurer (msg) 17:27, 12 ago 2010 (CEST)
Anche togliere una frase con fonti è un vandalismo, ho reinserito la frase, se non va bene porta altre fonti. --Etrusko XXV (msg) 17:16, 12 ago 2010 (CEST)
Scusa ma devo dire che nonostante le fonti tali affermazioni non c'entrano niente con la voce. Il catch and release è un argomento che non c'entra nulla con la pesca subacquea perché quando spari un pesce e lo porti su questo è morto e basta, quindi è mia opinione che l'inserimento di una frase simile ha una motivazione che avvalora la mia tesi. Credo di aver esposto abbastanza e devo dire dopo anni di Wiki la prima volta che mi capita una cosa simile. Non riesco proprio a capire. Discutiamone con gli amministratori.....--Abyssadventurer (msg) 17:33, 12 ago 2010 (CEST)

Che i tuoi interventi siano oculati è solo la tua opinione. Tutto il tuo intervento sull'Impatto biologico è autoreferenziale cerchi di sostenere una tua tesi, in modo surrettizio, assimilando il bracconaggio alla PIA (che è come valutare l'impatto biologico della pesca professionale inserendoci chi usa l'esplosivo), scrivi solo tue personali valutazioni (conflittualità dei corpi di polizia????)non hai supporti scientifici e ancor più grave ti ostini a non valutare la bibliografia presente che sconfessa totalmente quanto sostieni. Se avessi avuto l'umiltà di leggere avresti saputo che: le zone a tutela parziale (dove è vietata la PIA) non dimostrano una presenza differente per specie e dimensioni rispetto a quelle esterne alla AMP in cui è consentita la PIA e quindi l'impatto della pesca professionale e di superficie consentita in quelle zone (B e C) è superiore a quanto previsto e tale da vainficare gli intenti di tutela. Che si auspica, in presenza di scarse risorse, una dimensione ridotta della AMP affinche siano effettivamente controllabili (i bracconieri pescano anche nei santuari quando di dimensioni eccessive)o di implentare i controlli e renderli realmente efficienti. Release ancd Catch è una interessante definizione presa da uno scritto di Fabrizio D'Agnano (citato) per spiegare la selettività di questa tecnica di pesca, selettività certificata dallo studio FAO citato. Un ultima cosa: non esistono tavole di tassi di mortalità per la pesca in apnea ma solo di morti annegati (me ne sono occupato in passato proprio con la speranza di trovarle)ed è quindi impossibile stilarla e trarne valutazioni. Inoltre non sei un medico e sei per questo su un terreno a te totalmente estraneo quindi ti consiglio vivamente di evitare di scrivere capitoli come quello sui rischi degli apneisti soprattutto quando non si hanno fonti. Condivido a questo punto l'opportunità di segnalarti come utente problematico.--Maangit (msg) 07:56, 13 ago 2010 (CEST)

salve a tutti, ho impiegato molto a leggere la lunga discussione relativa alla definizione del termine "pesca subacquea in apnea", ma alla fine ce l'ho fatta. Credo che si sia instaurato un clima opposto a quello che bisognerebbe trovare su un potente ed utile mezzo come wikipedia. Le definizioni riportate credo abbiano un senso solamente se avvalorate da pubblicazioni già esistenti. Le proprie opinioni, anche se profondamente utili e preziose, non possono sostituire in nessun caso le informazioni raccolte con un adeguata bibliografia scientifica. Credo sia una delle regole fondamentali del metodo scientifico.....metodo che si è perso negli ultimi interventi di questa discussione. Credo sia stimolante per tutte e due le parti cercare di forgiare una definizione idonea del termine con opposizioni e discussioni, sempre che ogni intervento sia adeguatamente documentato e non frutto di una propria opinione (anche se derivante da anni di esperienza) altrimenti wikipedia non credo sia il posto giusto!

Per quanto possibile cercherò anche io di dare il mio contributo

Buon Lavoro

Buongiorno a tutti. In quanto praticante sia la disciplina dell' ARA che quelle dell' apnea e della pesca in apnea ho seguito con attenzione la discussione in merito alla definizione enciclopedica della pesca in apnea. Ritengo di poter fare un' osservazione non tanto in quanto appassionato di queste discipline quanto da medico abituato a lavorare sulla base delle ben nota EBM (evidence based medicine) e impegnato per anni nel campo della ricerca scientifica. Se un qualsiasi ricercatore avesse la pretesa di proporre, nel corso di un congresso o di una Consensus Conference, la modifica di un protocollo diagnostico o di una procedura terapeutica sulla base del "è così perchè lo so..", "ho esperienza in questo campo perciò so che si fa così...", senza produrre una messe importante di argomenti validati dalla letteratura scientifica internazionale (a loro volta tratti da studi controllati secondo criteri ben precisi e particolarmente restrittivi e vincolanti) susciterebbe negli astanti un diffuso senso di costernazione e attirerebbe su di sè, a esser buoni, il ludibrio generale... Il metodo scientifico, le cosiddette "evidenze", costuiscono l' unico modo serio, proponibile, inattaccabile, per fare divulgazione.. Tutto il resto configura propaganda...o semplice isteria. Ritengo che entrambi i contendenti, gli amici Mangiit e Abyssadventurer siano motivati, nel loro discutere, da intenti giustificabili, il primo quello di continuare a praticare e poter far praticare un giorno ai suoi figli una disciplina che lo appassiona e ritiene, ove praticata con correttezza, perfettamente eco-compatibile, l' altro quello di preservare un ambiente naturale che ama e al tempo stesso (se ho ben capito..)gli da da vivere.. E' tuttavia un dato di fatto che la pesca in apnea possieda, a supporto del suo basso impatto ambientale, una serie di studi scientifici(quelli prodotti da Maangit) che non possono essere ignorati, mentre non può essere prodotto da parte dei denigratori di questa disciplina niente di paragonabile.. L' "esperienza personale" non può essere chiamata in causa, in quanto troppo influenzabile dall' emotività, dalla limitatezza del contesto di osservazione, talora dall' interesse personale o dalla malafede (e non è il caso di Abyssadventure, per carità..) di chi la produce.. Francamente poi, e qui apro una parentesi, perchè questo astio apparente tra le diverse categorie di appassionati del mare? Una "guerra tra poveri" che divide e favorisce i veri nemici del mare (gli inquinatori, i "professionisti" senza scrupoli, i bracconieri di qualunque tipo..). Quest' ultima risma è certo ben rappresentata anche tra chi si immerge con il fucile subacqueo ma proprio per questo motivo i "veri" pescapneisti dobrebbero essere aiutati ad "isolarli" nei confronti dell' opinione pubblica, e wikipedia può essere uno strumento importante, in questo senso.. Se un giorno la pesca in apnea dovesse essere vietata o anche solo ulteriormente limitata sappiamo benissimo tutti che smetterebbero di pescare solo gli apneisti "onesti"..I bracconieri continuerebbero come e più di prima... Sperando di aver dato un sia pur minimo contributo costruttivo, saluto cordialmente tutti.. Alberto Martignani/Bologna

Impatto ambientale, necessità di fonti su ultimo paragrafo[modifica wikitesto]

La pesca di frodo è un importante problema ma non si può citare senza riferimenti un solo genere, quanti pescatori professionisti la praticano? Quanti non professionisti?Dove? Quali tecniche di pesca? Quantie quali pesci sottomisura sono catturati da amatori e professionisti? Servono i numeri complessivi dell'intera pesca di frodo da dati ufficiali. E soprattutto non si può utilizzare per la valutazione dell'impatto ambientale della sola pesca in apnea. Quali sono le percentuali di infrazioni rilavate tra professionisti, di superficie e apneisti? Esiste una pubblicazione di carattere scientifico che dimostri come la pesca in apnea di frodo sia maggiore delle altre? In bibliografia sono riportati diversi lavori che dimostrano come l'intento di ripopolare le zone b e c dei parchi sia disatteso. Non si rilevano significative variazioni tra queste ultime e le zone esterne al parco. Evidentemente le attuali normative che permettono moltissimi tipi di pesca compresi la pesca a strascico e con il cianciolo (previa autorizzazione come nella AMP del Regno di Nettuno) nelle zone B e C con la sola esclusione della PIA dovrebbero essere riviste. Un'altra possibilità delle cause dell'insufficiente controllo è che l'estensione delle AMP o dei parchi è eccessiva e lo rende di fatto impossibile, per questo in Corsica le zone protette sono dimensioni minori (oltre ad essere TOTALMENTE protette da tutti i tipi di pesca). Non possiamo citare dati come un ipotizzato insufficiente controllo dei diversi corpi di polzia senza riferimenti ufficiali. Ed è raccomandabile non inserire commenti POV sulle cause di questa ipotizzata inefficienza delle forse dell'ordine.--Maangit (msg) 08:04, 2 set 2010 (CEST)

Non ci sono state risposte alle mie obiezioni, inserisco ulteriori considerazioni sul paragrafo in oggetto: in un capitolo enciclopedico dedicato all’impatto biologico di un particolare sistema di pesca non è corretto comprendere la pesca di frodo in quanto illegale anche poiché ovviamente non esistono dati o statistiche. Peraltro tutto il paragrafo appare costruito per assimilare la pesca in apnea alla pesca di frodo e in questo modo squalificarla. La pesca di frodo è esercitata in primis da pescatori professionisti (es. Report su spadare) uso di reti fuori misura, strascico sottocosta, cattura di pesci sottomisura e da persone di malaffare (esplosivi), e attraversa diversi ambiti compreso la pesca subacquea con ARA (le bombole) non è identificabile esclusivamente con la PIA (anzi se devo bracconare uso le bombole magari di notte, perché faticare così tanto in apnea?) Tutte le affermazioni sono prive delle fonti necessarie, la notizia estratta da un quotidiano non è una fonte, ribadisco la necessità di dati da organi pubblici verificabili (statistiche della CP, o di altra forza pubblica, inerenti i verbali sulla pesca di frodo). Le ipotesi personali sulle cause del mancato controllo non possono essere messe su una voce enciclopedica né tantomeno le ricette per operare un monitoraggio sottomarino lasciando sottintendere che sia l’unico necessario e i PIA gli unici bracconieri in Italia. I dati sono chiari. Non è la PIA la causa del depauperamento ittico. In un lavoro del 2005 sulla AMP di Tor Paterno si rileva che la pesca professionale della locale marineria di Torvaianica (strascico e reti da posta) è capace di uno sforzo di pesca di 400 CPUE/kg/die stima annuale. La pesca sportiva di superficie è consentita ad un numero massimo di 1000 licenze. Ma non si possono avere dati sul suo impatto perché, incredibilmente, non si è previsto un monitoraggio. Se immaginiamo che ragionevolmente nel 60-70 % di un anno ci siano le condizioni meteo marine per pescare nelle zone a tutela parziale. L’impatto desunto sarà cospicuo e molto distante da quello possibile con la PIA che si può esercitare, peraltro, solo in particolare condizioni metomarine di visibilità riducendone, così, drasticamente la possibilità a pochi, pochissimi mesi all’anno. In questa area le catture della marineria di Torvaianica si sono ridotte progressivamente (dati dallo stesso studio). Se la Pia è vietata, quale è stata allora la causa?--Maangit (msg) 12:29, 13 set 2010 (CEST)

Aggiungo un link a una intervista a Folco Quilici che esprime il suo parere sulla pesca in apnea e sulla sua sostenibilità: http://www.scubaportal.it/intervista-a-folco-quilici.html --Maangit (msg) 18:47, 14 set 2010 (CEST)

Il paragrafo in oggetto sarà rimosso dal capitolo Impatto biologico. E’ estraneo all’argomento specifico e privo di fonti. L’impatto biologico è quello della pesca in apnea sportiva come regolata dal legislatore, così come per altre tecniche di pesca la valutazione di impatto è ovviamente determinata sulla pratica a termini di legge. Il bracconaggio ha un impatto impossibile da determinare per propria natura di attività illecita e quindi celata, va perseguito e punito severamente ma non deve essere argomento per squalificare migliaia di pescatori amatoriali rispettosi delle regole.--Maangit (msg) 09:40, 14 ott 2010 (CEST)

Annullamento modifica capitolo Origini[modifica wikitesto]

La sottolineatura della sostanziale differenza con la pesca con gli autorespiratori è assolutamente necessaria. La pesca in apnea per la sua scarsa conoscenza da parte dei non appassionati è frequentemente, se non sempre, assimilata alla pesca subacquea con l'ARA. Qualunque appassionato si è trovato più volte a dover spiegare a platee incredule dell'uso per la pesca di un solo respiro. Così come l'ovvia sportività della PIA, riconosciuta dal legislatore, che la distingue dalla pesca con autorespiratori che di sportivo non ha nulla e che è stata causa accertata di danni a specifiche popolazioni ittiche e che putroppo è ancora illegalmente praticata. Funzione primaria di una enciclopedia è dare una informazione semplice e chiara evitando confondimenti che ne inficerebbero la qualità dei contenuti. Si può riformulare il periodo ma non stravolgerne il contenuto. Se vogliamo discuterne questa è la sede.--Maangit (msg) 12:19, 31 dic 2010 (CET)

Pesca al razzolo[modifica wikitesto]

Ho aggiunto la definizione di questo termine ampiamente usato dai pescatori subacquei ma è stato cancellato. Mi sembra importante dal punto di vista enciclopedico spiegare cosa s'intende --Amicostudioso (msg) 10:26, 18 mar 2012 (CET)

Servono delle fonti a supporto di quanto scrivi, altrimenti è una ricerca originale che non può stare su wikipedia.--l'etrusco (msg) 15:27, 18 mar 2012 (CET)

Grazie ma non ho trovato le fonti per quanto riguarda le altre tre tecniche di pesca... forse perché sono definizioni originali della pratica? Mi sembra una lcuna che non si definisca cosa vuol dire pesca al razzolo: termine usato continuamente su articoli e pubblicazioni di pesca in apnea. --Amicostudioso (msg) 17:05, 23 mar 2012 (CET)

termine usato continuamente su articoli e pubblicazioni di pesca in apnea
Se è così non dovrebbe essere difficile trovare delle fonti...--l'etrusco (msg) 22:51, 23 mar 2012 (CET)

Collegamenti esterni modificati[modifica wikitesto]

Gentili utenti,

ho appena modificato 5 collegamento/i esterno/i sulla pagina Pesca subacquea in apnea. Per cortesia controllate la mia modifica. Se avete qualche domanda o se fosse necessario far sì che il bot ignori i link o l'intera pagina, date un'occhiata a queste FAQ. Ho effettuato le seguenti modifiche:

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Saluti.—InternetArchiveBot (Segnala un errore) 07:14, 1 apr 2018 (CEST)