Diplodus puntazzo

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Sarago pizzuto
Diplodus puntazzo Guido Picchetti.jpg

Diplodus puntazzo 1.jpg
Diplodus puntazzo

Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Actinopterygii
Ordine Perciformes
Famiglia Sparidae
Genere Diplodus
Specie D. puntazzo
Nomenclatura binomiale
Diplodus puntazzo
(Walbaum, 1792)
Sinonimi

Charax puntazzo, Charax puntazzo var. ponticus, Puntazzo annularis, Puntazzo puntazzo, Sargus puntazzo, Sparus acutirostris, Sparus oxyrhynchus, Sparus puntazzo

Nomi comuni

Sarago puntazzo

Particolare della testa in cui sono ben visibili la tipica concavità frontale e il muso appuntito

Il sarago pizzuto[2] (Diplodus puntazzo (Walbaum, 1792)) è un pesce della famiglia degli Sparidi[3].

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

È comune nel mar Mediterraneo, nel mar Nero e nell'Oceano Atlantico orientale tra il golfo di Guascogna e la Sierra Leone. È presente anche lungo le coste atlantiche del Sudafrica.
Vive solitario su fondi rocciosi, i giovani a galla, gli adulti anche a 20 - 50 metri di profondità.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Forma compressa lateralmente, tipica della Famiglia degli Sparidi, cui appartiene. Simile al sarago maggiore dal quale si distingue per il profilo frontale, che in prossimità della bocca appare concavo anziché convesso come negli altri sparidi:

  • il muso è molto appuntito, da cui il nome di pizzuto, e questo carattere è molto vistoso e può essere individuato facilmente.
  • la macchia nera sul peduncolo caudale è completa anche nella parte inferiore
  • le strisce verticali sui fianchi sono molto marcate, e permangono particolarmente visibili anche a qualche ora di distanza dalla morte.
  • è presente una debole fascia triangolare dietro l'occhio, simile a quella del sarago fasciato ma più breve e meno marcata.

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

Si nutre di alghe, molluschi e altri invertebrati.

Pesca[modifica | modifica wikitesto]

Si cattura raramente con le rete da posta ma più frequentemente all'amo, innescato con esche sia animali che vegetali, ed anche, occasionalmente, con pastelle al formaggio. Nella pesca sportiva è insidiato efficacemente con inneschi dell'alga filamentosa detta capel d'angelo (Enteromorpha compressa), ma anche innescando la cozza sgusciata o il bigattino (larva della mosca carnaria). È una preda discretamente ambita nella pesca subacquea, e la sua cattura avviene esclusivamente adottando la tecnica dell'aspetto in condizioni opportune di acqua velata con mare mosso o in scaduta. Questo perché, a differenza del sarago maggiore, non ha l'abitudine d'intanarsi né di aggregarsi in branco con i suoi simili. Generalmente si sposta in coppia con un altro individuo simile per dimensioni.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Russell, B., Pollard, D. & Carpenter, K.E. 2014, Diplodus puntazzo, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020. URL consultato il 25 settembre 2015.
  2. ^ Mipaaf - Decreto Ministeriale n°19105 del 22 settembre 2017 - Denominazioni in lingua italiana delle specie ittiche di interesse commerciale, su www.politicheagricole.it. URL consultato il 25 marzo 2018.
  3. ^ (EN) Bailly, N., Diplodus puntazzo, in WoRMS (World Register of Marine Species). URL consultato il 25 settembre 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Egidio Trainito, Atlante di flora e fauna del Mediterraneo, 2004ª ed., Milano, Il Castello, 2004, ISBN 88-8039-395-2.
  • Patrick Louisy, Guida all'identificazione dei pesci marini d'Europa e del Mediterraneo, a cura di Trainito, Egidio, Milano, Il Castello, 2006, ISBN 88-8039-472-X.
  • Tortonese E. Osteichthyes, Calderini, 1975
  • Costa F. Atlante dei pesci dei mari italiani, Mursia, 1991 ISBN 8842510033
  • Lythgoe J. e G Il libro completo dei pesci dei mari europei, Mursia, 1971

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