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Diplodus puntazzo

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Sarago pizzuto
Stato di conservazione
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
ClasseActinopterygii
OrdineAcanthuriformes
FamigliaSparidae
GenereDiplodus
SpecieD. puntazzo
Nomenclatura binomiale
Diplodus puntazzo
(Walbaum, 1792)
Sinonimi

Charax puntazzo (Walbaum, 1792)
Charax puntazzo var. ponticus
von Nordmann, 1840
Puntazzo annularis Bleeker, 1876
Puntazzo puntazzo (Walbaum, 1792)
Sargus puntazzo (Walbaum, 1792)
Sparus acutirostris
Delaroche, 1809
Sparus oxyrhynchus Nardo, 1827
Sparus puntazzo Cetti, 1777
Sparus puntazzo Walbaum, 1792
[2][3]

Nomi comuni

Sarago puntazzo

Particolare della testa in cui sono ben visibili la tipica concavità frontale e il muso appuntito

Il sarago pizzuto[4] (Diplodus puntazzo (Walbaum, 1792)) è un pesce osseo appartenente alla famiglia Sparidae[5], comune nel mar Mediterraneo.

Distribuzione e habitat

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È presente nel mar Mediterraneo, dove è diffuso, nel mar Nero (tranne la parte nordorientale) e nell'oceano Atlantico orientale, tra il golfo di Guascogna (dove è raro) e la Sierra Leone. Nell'oceano Atlantico settentrionale sta lentamente espandendo verso nord il proprio areale[1].

Vive su fondi rocciosi costieri[6]. I giovanili possono trovarsi in acque bassissime[1], mentre gli adulti vivono tra 1 e 50 m, talvolta addirittura nella zona degli spruzzi[1].

Il sarago pizzuto appare piuttosto simile al sarago maggiore. Il corpo è ovale e compresso lateralmente[7], diventando progressivamente più allungato con la crescita[8]. Il profilo frontale è concavo, a differenza di quello convesso degli altri saraghi. Il muso è allungato e appuntito, mentre nel sarago maggiore appare più ottuso.

La bocca è piccola, con 8 denti incisiviformi su ambedue le mascelle[6], inclinati in avanti[8], e piccoli denti molariformi uniseriati situati più indietro. La pinna dorsale è unica, con 11 raggi spinosi e 13 molli (più raramente 10 spinosi e 14 molli). La pinna anale ha 3 raggi spinosi e 11-13 (normalmente 12) molli[6].

La colorazione di fondo è grigia argentea, con 7-10 strette fasce verticali sui fianchi[6], che nei grandi esemplari possono sbiadire e ridursi a una serie di macchiette sparse e irregolari[8]. Attorno al peduncolo caudale è presente una fascia scura, di solito completa anche inferiormente. Le pinne sono grigiastre; dorsale e anale bordate di scuro, mentre la caudale ha un bordo nero spesso e ben evidente[6].

La taglia massima nota è di 60 cm di lunghezza per 1,7 kg di peso; la media si attesta intorno ai 30 cm.

La durata massima della vita conosciuta è di circa 10 anni[1].

Comportamento

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Gli adulti sono solitari, mentre i giovani possono mostrare tendenza al gregarismo[6].

La riproduzione avviene fra settembre e ottobre[6]. La maggior parte degli individui mantiene lo stesso sesso per tutta la vita, ma una minoranza si comporta da ermafrodita proterandrico[1].

Alimentazione

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È una specie onnivora: si nutre di alghe e invertebrati bentonici (molluschi, crostacei, vermi marini, ecc.) e più raramente cattura piccoli pesci[9].

È documentata la predazione da parte di Scorpaena scrofa[10].

Si cattura con reti da posta, palamiti, nasse e lenze. Le carni sono considerate ottime[7].

Conservazione

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La IUCN classifica Diplodus puntazzo come "a rischio minimo", data l'ampia distribuzione e la presenza di popolazioni abbondanti senza segni di rarefazione. La pesca non è particolarmente intensa e non sembra esserci rischio di sovrapesca[1].

  • Francesco Costa, Atlante dei pesci dei mari italiani, Milano, Mursia, 1991, ISBN 8842510033.
  • Patrick Louisy, Guida all'identificazione dei pesci marini d'Europa e del Mediterraneo, a cura di Trainito, Egidio, Milano, Il Castello, 2006, ISBN 888039472X.
  • Tortonese E., Osteichthyes: pesci ossei. Vol. 1, collana Fauna d'Italia, Bologna, Calderini, 1975, ISBN 9788870190977.

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Collegamenti esterni

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