Sparidae

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Sparidi
Capo Gallo Oblada melanura.jpg
Oblada melanura
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Ramo Bilateria
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Superclasse Gnathostomata
Classe Actinopterygii
Sottoclasse Osteichthyes
Superordine Acanthopterygii
Ordine Perciformes
Sottordine Percoidei
Famiglia Sparidae
Generi
  • vedi testo

La famiglia Sparidae comprende 125 specie di pesci d'acqua salata appartenenti all'ordine Perciformes.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Gli sparidi sono diffusi in tutte le acque temperate e tropicali del mondo, compreso il Mar Mediterraneo, dove sono estremamente comuni e, spesso, costituiscono la maggior parte della fauna ittica delle aree costiere. La zona dove sono rappresentati dal maggior numero di specie è però il Sudafrica. Alcuni sparidi sono eurialini e possono trovarsi in acque salmastre o dolci. Sono più frequenti nelle zone costiere ma si possono trovare, anche in gran numero nel circalitorale.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

La forma degli sparidi è solitamente abbastanza uniforme: il corpo è allungato, compresso ai fianchi ed abbastanza alto. La pinna dorsale presenta i primi raggi spinosi. La coda ha il margine dritto oppure bilobato. I denti sono solitamente molto ben sviluppati, possono essere caniniformi, molariformi od incisiviformi. La livrea è fondamentalmente argentea con macchie, strisce e punti scuri che costituiscono un carattere di fondamentale importanza per riconoscere le specie. Gli sparidi di acque più profonde spesso hanno un colore di fondo rosso o rosato.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

Molte specie sono ermafrodite: presentano cioè organi sessuali maschili e femminili, tuttavia le gonadi dei due sessi maturano in periodi diversi per cui si accoppiano fecondandosi vicendevolmente con un altro partner. Altre specie invece nascono come esemplari maschili e invecchiando si trasformano in femmine (ermafroditismo proterandro), mentre altre ancora si trasformano in maschi se nel gruppo vengono a mancare.

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

La maggior parte delle specie è carnivora e si nutre di invertebrati, anche a guscio molto duro come crostacei o molluschi bivalvi. Solo alcune specie di grandi dimensioni catturano piccoli pesci. Molte specie aggiungono alla loro dieta materiale vegetale; in certi sparidi (come la salpa) la componente vegetale costituisce la grande maggioranza della dieta.

Pesca[modifica | modifica sorgente]

Gli sparidi nel mar Mediterraneo sono spesso le prede più ambite per pescatori sportivi e professionisti. Questi ultimi li insidiano principalmente con palamiti e tramagli mentre i primi li catturano dalla costa o con il sistema del surf casting. Alcune specie predatrici, come il dentice si catturano alla traina.

Pericoli[modifica | modifica sorgente]

Alcune specie, se mangiate, possono far insorgere nell'uomo casi di ciguatera.

Acquariofilia[modifica | modifica sorgente]

Spesso alcune specie sono ospiti di acquari pubblici.

Generi[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Lythgoe J. e G Il libro completo dei pesci dei mari europei, Mursia, 1971
  • Tortonese E. Osteichthyes, Calderini, 1975
  • Costa F. Atlante dei pesci dei mari italiani, Mursia, 1991 ISBN 88-425-1003-3

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