Deposito legale

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Il deposito legale è l'obbligo stabilito da molti ordinamenti giuridici ai produttori e distributori di libri e di altri documenti di depositare i loro prodotti editoriali presso particolari organismi depositari che sono a loro volta obbligati a catalogarli e a conservarli.

Italia[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze

L'istituto del deposito legale è stato regolato organicamente per la prima volta in Italia da un editto di Carlo Alberto del 26 marzo 1848. Nel 1869, cinque anni dopo il trasferimento della capitale da Torino a Firenze, fu designata come destinataria dei documenti oggetti di deposito legale la Biblioteca centrale di quest'ultima città, che nel 1885 fu affiancata dalla Biblioteca Vittorio EmanueledIIi Roma. , costituita nel 1875Successivamente la legge n.3 febbraio 1939, 347 deha r o,ltre sessanta anni, hasciplinato la consegna alle biblioteche da parte dei tipografi, tramite le prefetture, delle opere pubblicate sul territorio nazionale. Ispirata dagli orientamenti politici delle fascismo, aveva più finalità di controllo e censura che su quelle culturali e riguardava essenzialmente le pubblicazioni a stampa.

La materia è attualmente disciplinata dalla legge 15 aprile 2004, n 106 e dal successivo Decreto del Presidente della Repubblica 3 maggio 2006, n. 252 Regolamento recante norme in materia di deposito legale dei documenti di interesse culturale destinati all'uso pubblico. Gli scopi del deposito legale sono stati completamente ridefiniti. Esso infatti deve: a) assicurare la conservazione dei documenti; b) fare in modo che i documenti siano catalogati come previsto dalle norme nazionali; c) diffondere la conoscenza della cultura e della vita sociale attraverso la realizzazione di servizi bibliografici di informazione e di accesso ai documenti, nel rispetto delle norme sul diritto d'autore.

Le due novità più rilevanti introdotte per rendere possibili il raggiungimento di questi obiettivi sono: l'aumento delle tipologie di documenti oggetto di deposito legale (tutti quelli considerati di interesse culturale); la costituzione, accanto agli archivi nazionali, di archivi della produzione editoriale regionali. A questo scopo il Regolamento prevede che oltre che alle biblioteche nazionali centrali, i documenti siano consegnati anche a una o più biblioteche per regione[1][2], su indicazione delle regioni stesse[3]. In questo modo biblioteche come la Biblioteca Nazionale Braidense, destinataria del deposito legale prima dell'Unità, conservano tale privilegio anche ora.

L'art. 35 della legge n. 106 (2004) indica che successivi regolamenti specificheranno le modalità di deposito e acquisizione dei documenti diffusi tramite rete informatica[4]. Nel frattempo specifici accordi regolano i rapporti tra gli istituti e i produttori di risorse digitali[5]. A tale proposto è stato istituito il servizio di deposito legale nazionale degli oggetti digitali coordinato dalle biblioteche nazionali di Firenze, Roma e Venezia. Il servizio è partito con la raccolta automatica e il deposito delle tesi di dottorato dagli archivi delle Università per poi estendersi agli editori[6].

Francia[modifica | modifica wikitesto]

Il castello di Blois prima sede del deposito legale in Francia

Il deposito legale fu istituito in Francia con l'Ordinanza di Montpellier del 28 dicembre 1537 [7].

Il deposito doveva avvenire nella Biblioteca reale allora a Blois, in un esemplare fino al 1617, poi due e infine tre. Con la rivoluzione francese il deposito legale obbligatorio fu soppresso in nome della libertà di stampa, ma rimase quello facoltativo per la tutela della proprietà . Un'ordinanza del 1828 riduceva il numero di esemplari richiesti a due, di cui uno attribuito a un'altra biblioteca, in generale parigina.

Il deposito è stato esteso successivamente alla litografia nel 1817 ed alla fotografia nel 1851. La legge del 29 luglio 1881 fissa nuove regole per il deposito legale.

Un cambiamento importante interviene con la legge del 19 maggio 1925, che istituisce un doppio deposito legale, per i tipografi da una parte, gli editori dall'altra. Gli editori depositano alla Biblioteca nazionale, e i tipografi di provincia alla prefettura, che si fa carico di rinviarli alla Biblioteca nazionale, la quale assicura un controllo incrociato del deposito. La legge del 21 giugno 1943 trasforma questo deposito alla prefettura in un invio ad una biblioteca (generalmente una biblioteca municipale classificata) scelta in funzione del luogo di stampa, salvo per la regione parigina dove i depositanti inviano gli esemplari stampati alla BnF.

Altri paesi[modifica | modifica wikitesto]

Nel Regno Unito la legge stabilisce che una copia di ogni libro pubblicato debba essere inviata alla British Library; altre cinque biblioteche hanno il diritto di richiedere una copia gratuita entro un anno dalla pubblicazione. Vengono acquisite anche le più significative pubblicazioni in lingua inglese edite nel resto del mondo.

Nella Repubblica d'Irlanda, una copia di ogni libro deve essere inviata alla National Library of Ireland, alla biblioteca del Trinity College di Dublino, alla biblioteca dell'Università di Limerick, alla biblioteca della Dublin City University e alla British Library. Altre istituzioni irlandesi o inglesi possono richiedere di ricevere una copia entro dodici mesi dalla pubblicazione.

In Australia ogni libro pubblicato deve essere depositato presso la National Library of Australia, la State Library di ogni singolo stato e altre biblioteche, come quella del Parlamento o le biblioteche universitarie.

A Singapore tutti gli editori devono depositare due copie di ogni pubblicazione entro quattro settimane dalla data di pubblicazione.

In Canada le pubblicazioni vengono raccolte dalla Library and Archives Canada e dalla Bibliothèque et Archives nationales du Québec.

Fin dal 1661 la Biblioteca nazionale svedese ha diritto di ricevere una copia di ogni opera pubblicata in Svezia.

Altri paesi, come gli Stati Uniti d'America, non seguono questa regola. Negli Stati Uniti ogni casa editrice deve sottoporre due copie di ogni pubblicazione coperta dal diritto d'autore al United States Copyright Office presso la Biblioteca del Congresso come deposito obbligatorio. La Biblioteca provvede ad acquisire anche le più significative opere in inglese pubblicate nel resto del mondo.

Circa tre milioni di libri nuovi in lingua inglese si aggiungono ogni anno alle collezioni della British Library e della Library of Congress.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Decreto Ministeriale 28 dicembre 2007 - Elenco delle biblioteche depositarie suddiviso per regione.
  2. ^ Decreto Ministeriale 10 dicembre 2009 - Elenco aggiuntivo modificato per Lombardia e Marche
  3. ^ Guida invio dei documenti per l'Archivio della produzione editoriale regionale della Toscana, su www.regione.toscana.it. URL consultato il 16 giugno 2015.
  4. ^ Le modalità di deposito dei documenti diffusi tramite rete informatica sono definite con successivo regolamento adottato ai sensi dell'articolo 5, comma 1, della legge 15 aprile 2004, n. 106, su proposta del Ministro per i beni e le attività culturali, di concerto con il Ministro delegato per l'innovazione e le tecnologie, sentite le associazioni di categoria interessate, nonché la Commissione per il deposito legale, di cui all'articolo 42 e il Comitato consultivo permanente per il diritto d'autore, art. 35 c.1 del Decreto del Presidente della repubblica, 3 maggio 2006, n.252
  5. ^ MIBAC, Convenzioni, accordi e protocolli
  6. ^ Servizio nazionale coordinato di conservazione e accesso a lungo termine per le risorse digitali, depositolegale.it. URL consultato il 16 giugn0 2015. Sito ufficiale del progetto
  7. ^ L'Ordonnance de Montpellier, expositions.bnf.fr. URL consultato il 16 giugno 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Vitiello, Il deposito legale nell'Europa comunitaria, Milano, Editrice Bibliografica, 1994, ISBN 978-88-7075-400-1.
  • Paolo Traniello, Legislazione delle biblioteche in Italia, Roma, Carocci, 1999, ISBN 88-430-1282-7.
  • Vincenzo Fugaldi, Legislazione bibliotecaria italiana, in Stefano Gambari (a cura di), Biblioteconomia. Guida classificata, I manuali della biblioteca, Milano, Editrice Bibliografica, 2007, pp. 858-859, ISBN 978-88-7075-634-0.
  • Dario D'Alessandro, Il codice delle biblioteche. Legislazione delle biblioteche in Italia, 2ª ed., Milano, Editrice Bibliografica, 2007, ISBN 978-88-7075-648-7.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]


Controllo di autorità GND: (DE4219581-0