Death in Venice (gruppo musicale)

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Death in Venice
Paese d'origineItalia Italia
GenereNew wave
Post-punk
Rock gotico
Periodo di attività musicale1981 – 1986
EtichettaMateriali Sonori, Contempo Records
Album pubblicati2
Studio2
Sito ufficiale

I Death in Venice sono stati un gruppo new wave e post-punk Italiano della prima metà degli anni '80, oggi considerati una delle band di culto della prima scena goth italiana[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Fondati a Venezia nel 1981 dai fratelli Sebastian (voce) ed Angelo Russo (basso), Dalibor (chitarre), (Delio Bauduzzi) (tastiere) e Marco Bianchi (percussioni), i Death in Venice presero il nome dall'omonimo romanzo di Thomas Mann[2], per iniziare da subito ad esibirsi dal vivo nei festival e nei locali veneti di impronta post-punk. Dopo due anni di attività concertistica, la band produsse il primo album su cassetta dal titolo Deca Dance.

Fu però dopo l'apertura di un concerto dei Sex Gang Children, che il nome iniziò a girare maggiormente a livello nazionale, favorendo così il contatto con l'etichetta Materiali Sonori, che scelse il brano East per la compilazione Rockgarage Vol2, una raccolta mensile di brani che usciva in 7" curata da Luciano Trevisan Fricchetti in cui comparivano assieme ai Frigidaire Tango[3] ed ai Changeling. Anche grazie alle notevoli differenze stilistiche tra la prima produzione e questo nuovo brano, più orientato su sonorità sintetiche e darkeggianti e meno orientato a ritmiche tribali, la band trovò spazio nella Firenze post-punk, firmando poi un contratto con la Contempo Records, per produrre nel 1985 il loro primo album dal titolo Presence in absesnce[4], un album che tentava di costruire un "suono meticcio, frutto di incrocio di opposti" che alcuni critici paragonarono alla psichedelia per l'evocatività sinestetica delle "sensazioni-feeling, musica-luci e forme"[5]. L'album ebbe un ottimo successo di vendite, con l'esaurimento delle copie in tempi molto brevi[3] e di critica, con Pier Vittorio Tondelli che, in un articolo del 1986, li definì come l'apice della scena rock veneziana di quegli anni[6].

Fu quindi dell'anno seguente Paroxismos[4], un disco dalle sonorità decisamente più accessibili, con tinteggiature new wave e meno dure e fredde e con testi incentrati su argomenti esplicitamente erotici[7]. Tra i brani vi era Orgasm guaranteed che fu poi presentato dalla Contempo Records anche in un singolo 7"[3].

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

  • Sebastian Russo: voce
  • Dalibor Laginja: Chitarra
  • Angelo Russo: Basso
  • Delio Bauduzzi: Sintetizzatore
  • Marco Bianchi: Batteria

Produzioni[8][modifica | modifica wikitesto]

Album[modifica | modifica wikitesto]

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Max 13-34, Death in Venice, su erbadellastrega.it, 19 giugno 2013.
  2. ^ Bolli, 1998
  3. ^ a b c Death in Venice, su darkitalia.com, 19 giugno 2013.
  4. ^ a b Federico Guglielmi, Post punk (voce) - in Cesare Rizzi, 1993
  5. ^ Gianfranco Manfredi, Gli album degli italiani Death in Venice e Aqua. Due gruppi ipermoderni per un ascolto in punta di giradischi, in Tuttolibri, inserto redazionale di La Stampa, Anno XI - #465 10 agosto 1985.
  6. ^ Pier Vittorio Tondelli, 1990
  7. ^ Compagnoni, 2004, pg.46
  8. ^ Produzioni dei Death in Venice su discogs

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]